C’erano
una volta tre ragazzi:
uno cercava l’uscita,
l’altro il perché, e il
terzo il principio. Si
chiamavano Usci, Perchi
e Princi. I tre ragazzi
vivevano in cima a un
bassifondo, non
sospettavano l’esistenza
l’uno dell’altro e
questo dispiaceva molto
a tutti e tre.
Un giorno
Perchi incontrò
finalmente Usci seduto
sul pianerottolo di
casa. Ecco il breve
dialogo che si svolse
tra i due.
Usci
– Mi chiamo Usci, sto
cercando il modo di
uscire.
Perchi
– Perché?
Us.
– Perché lo spazio mi
opprime.
Pe.
– Vorrei aiutarti, ma
non so come.
Us.
– È molto semplice,
indicami una soglia che
nessuno sappia dove
conduca.
Pe.
– Sei fortunato, proprio
stamani ho scovato
dietro un mobile una
porticina di cui non mi
ero mai
accorto. Era chiusa, né
sono riuscito a
sbirciare dal buco della
serratura.
Us.
– Vorrei controllare che
non sia l’uscita che
cerco.
Pe.
– E se lo fosse?
Us.
– La imboccherei senza
nessun indugio.
Pe.
– Accomodati pure,
questa è la mia casa.
La notte
precedente Usci aveva
conosciuto Princi, che
sospirava affacciato ad
una bassa finestra.
Princi
– Io sono Princi, e non
capisco come le cose
possano essere
incominciate.
Usci
– Per capire le cose
occorre guardarle dal di
fuori, ecco perché io
cerco l’uscita.
Pr.
– Ma non è forse
l’uscita qualcosa in cui
di fatto occorre
entrare?
Us.
– Che vuoi dire?
Pr.
– Che ovunque vai, vai
dentro, e più vai più ti
insinui. Ecco dunque
come le risposte
vadano
cercate piuttosto
all’inizio.
Us.
– In che modo?
Pr.
– Per esempio domandando
a tutti coloro che
incontriamo di rivelarci
il primo e più
lontano
ricordo della loro
esistenza.
Us.
– E tu ne hai raccolti
abbastanza?
Pr.
– Forse mi manca
soltanto il tuo.
Us.
– Preparati ad
ascoltarlo.