VINCITORI SEZIONE POESIA
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1° Premio Internazionale
IL
LABIRINTO
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Il concorso è indetto e organizzato dalla Associazione
Onlus Mecenate
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e dal Labirintismo Movimento Artistico e
Letterario
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DA PIAZZA VASARI AL WEB
- Dalla sala Montetini
di Arezzo, dalle Giubbe Rosse di Firenze
fino al Teatro della Bicchieraia, e dopo
le Logge Vasari per il 6 ° Concorso
Mecenate, la Mecenate festeggia nel
web, poichè il Premio IL
LABIRINTO è un concorso
multimediale. Tutti gli autori
partecipanti al Concorso sono stati
inseriti nel sito del Labirintismo e
le loro opere rimaranno sempre on
line in
www.labirintismo.it
Il concorso si ispira alle tematiche
dell movimento d'avanguardia
artistico-letterario Labirintismo,
che è "un modo di concepire la
vita attraverso l’arte. Dato che
l’uomo moderno si è inevitabilmente
arroccato nel proprio labirinto
interiore, impastoiato dal male di
vivere, l'arte deve porsi come mezzo
conoscitivo e terapeutico per far
uscire l’io dal labirinto (.....)Il
Labirintismo è una visione della
vita attraverso l’arte, che deve
liberare l’uomo dalla dominanza del
proprio Super-io(dal
Manifesto del Labirintismo).
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Il
TEMA DEL CONCORSO E’ IL LABIRINTO UMANO DELL’INCONSCIO
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L'arte è il filo d'Arianna
che permette l'esodo dal
labirinto: è il labirinto
zero (M. Badiali)
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GIURIA DEL PREMIO
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COMMISSIONE DI GIURIA
- La Giuria e’ composta dai soci
della Onlus Mecenate e fondatori del Labirintismo
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prof. Massimiliano Badiali
(Presidente), prof.ssa Isabella Forgione, dr.ssa
Valentina Badiali, dr.ssa Chiara della Marta,
-
Stefania
Liberatori, rag,
Rolando Badiali, prof.ssa Lelia Burroni, Sandro
Ricci, Daniele Locci,
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dr. Denny Bonicolini, dr.ssa
Barbara Cantelli.
-
IL GIUDIZIO DELLA GIURIA E'
INSINDACABILE.
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1° PREMIO
Patrizia Cozzolino
di Napoli
Pallidi Baluginii
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Pallidi baluginii si staccano
-
da ombre informi, come di
fantasmi
-
dagli
occhi accecati di luce.
-
Coltelli bianchi, fredde
stilettate
-
trapassano montagne, superbi
colli
-
ammantati di verde,
scuro
-
come il buio dell’anima.
-
In un’aerea danza si
avvicendano,
-
come in un girotondo,
-
scheletriche figure elettriche,
-
stilizzate, sospese in alto,
-
sulle sicurezze del mondo
-
sulle
certezze asfittiche delle
gallerie
-
dei cenacoli, delle riunioni
no-stop.
-
-
E’arrivato il tempo di migrare,
-
di lasciare tutto, andare via,
lontano.
-
Librarsi nell’aria, senza
consistenza,
-
forma aerea priva di contorni
-
si
estende nello spazio, informe,
-
macchia liquefatta, trasparente
pezzatura,
-
di scintillii carica, in acque
blu, di ghiaccio
-
rotola improvvisa nelle
profondità sommerse
-
dei nostri ricordi, degli amori
lontani,
-
persi nella steppa, sotto i
ghiacci,
-
da dove spuntano i licheni che
vanno
-
ad abbracciare come rampicanti
-
plastiche forme bielorusse,
ucraine,
-
o avvenenti signore occidentali
-
che serafiche vanno a spasso
-
sulle quiete sponde del Mar
Morto.
-
Palinsesto
di pensieri, stridere
d’emozioni.
-
Sulle onde increspate si
rincorrono
-
pezzetti di vissuto, cuori
spezzati, bistrattati
-
da lancinanti dolori e da
giornate uggiose.
-
Briciole di sentimento
arrossano, talvolta,
-
gli occhi umidi dell’universo.
|
2 °
PREMIO
Davide Rocco Colacrai di
Terranuova Bracciolini (Ar)
Spifferi di metallo
-
- Quando hai perso
- Un amore
- Non ritrovi più
- Le tue mani
- Come ali spezzate
- Che l’inesorabilità
- Ha portato via
- Semplicemente
- E tu
- Tu ti sei perso
- Nel dedalo
- Della tua incoscienza
- Dove i sentimenti
- Echeggiano
- Come tuoni
- Feroci di rabbia
- E le emozioni
- Come spifferi di metallo
- Ti hanno trafitto
- L’anima
- Che resta lì
- Impavida
- Come una donna
- Di cui ci si è approfittati
- Né puttana
- Né guerriera
- Una donna
- Soltanto
- Che attende la vita
- Ancora, indifferente
- E nel mentre il ricordo
- Come un freddo coltello affilato
- Si contorce nelle ferite
- E vomita sangue
- Sangue dal vestito porpora
- Che per niente ti consola
- Sangue
- Di quello che potevi avere
- E che invece non hai avuto
- Sangue
- Di quello che ti è stato lasciato
- E che non possiedi più
- Sangue
- Di te stesso
- E che tu non riconosci
- O non vuoi riconoscere
- E nello specchio
- Lì davanti a te
- T’appare una sagoma
- Sbiadita
- Un fantasma di quello che fu
- E che sempre t’insegue
- Fedele
- Strisciando
- All’orizzonte delle memorie perdute
- E dei ritrovati pentimenti
- Insudiciandosi
- Tra le onde di mancate gelosie
- E di rose nere appassite d’attesa
- E alla fine
- Alla fine non è importante
- se io ho perso oppure ho vinto
- La mia di vita resta sempre un
labirinto.
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
3° PREMIO
Floredana De Felicibus
di Atri (Te)
Il mio tempo
-
- Avanza
arranca il mio tempo
- s’arresta
inceppa nei cardini dell’esistenza,
- la lama nella
toppa
- non ritrova
il fermo della ragione,
- consigli
regole insegnamenti
- scivolano
sugli specchi della incoscienza.
- Erto un muro
a disdegnare
- ogni fiato di
lama
- ogni movenza
d’attacco,
- i pensieri a
custodire in un pugno
- gli ultimi
brandelli pulsanti
- di una
defraudata anima.
-
- Avanza
arranca il mio tempo
- dissonante
discordante
- dissipando il
crisma della ragione,
- contrasti
antinomie leggere pazzie
- si arrestano
sulle briglie dell’ostilità,
- in prima
mandata si blocca nella toppa
- ogni filo
di ragionamento,
- si perde nei
meandri della falsità
- nei labirinti
della diversità.
- Stai lì,
immobile a cercare di capire
- Il colore
delle parole
- in un dove
che non sai vedere
- in un perché
che non sai ascoltare
- in una come
che non sai toccare,
- pensi e solo
pensi
- a quando
riuscirai a trovare
- la chiave
giusta
- per penetrare
la lealtà della vita.
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
4°
PREMIO
Sabrina Cognigni di Firenze
Dedalo
-
- Vago
- senza sosta
- nella mia mente
- cunicoli di vita vissuta
- avvolti dalle nebbie
- delle mie paure.
-
- Volteggio
- lungo lo spazio
- del mio corpo
- alla ricerca
- di una curva dolce
- che non trovo più.
-
- Sfioro
- il mio silenzio
- con le dita
- ma non colgo
- che vuoti di memoria
- riempiti dalla fatica del vivere.
-
- Vorrei scappare
- da questo labirinto
- di solitudine.
-
- Cerco qualcuno
- che mi porga
- un filo delicato.
-
- Per uscire a ritroso
- senza ferirmi
- da questo dedalo
- di ragnatele
- che avvolge corpo
- e mente.
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LABIRINTISTI
|
5° PREMIO
Ludovica Mazzuccato
di S. Martino di Venezze (Ro)
Labirinto di dubbi
-
- Il Minotauro dubbio
- mi divora,
- rinchiuso nell’intestino
- di dedala psiche
- come vergognoso frutto
- della Pasifae fragilità.
-
- Il minosseo timore
- esige come tributo
- dalla città dell’Io
- di sacrificare
- la mia giovinezza.
-
- Chiedo aiuto
- al Teseo
- istinto di sopravvivenza:
- il sentimento
- sarà il filo
- per raggiungere
- il dubbio
- e sviscerarlo.
-
- Così il labirinto
- diventa percorso
- se fuori
- dal groviglio di pensieri
- ti aspetta l’amore.
-
- Forse dovrò abbandonare
- il mio cuore
- all’isolato destino Nasso,
- per compiacere dionisiaci progetti,
- ma come la formica
- esce dalla conchiglia di Cocalo,
- se tu mi aspetterai
- io troverò l’uscita
- di questo labirinto di dubbi.
-
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LABIRINTISTI
|
6°
PREMIO (ex aequo)
Laura Bossi
di Gaggiano (Mi)
Sobrio delirio
-
-
- Divorare medaglie in
bagno di veleno
- con la fame, tenaglia che ti scuce
- pezzettino a pezzettino da te sola
- che sapevi cosa erano le fate.
-
- Arroventa le sue unghie la rapace
- frenesia, non capisci da che parte fugge il vento,
- non lo vedi disperarsi verso il cielo:
- se ti afferra lui per primo cadi giù
- in voragini che solo i terremoti
- sanno aprire nelle trame del silenzio.
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- Fantasia, meretrice non corrotta
- dal denaro, dal potere o dal tepore
- degli intenti, ma guastata dal rumore
- di pensieri troppo vivi:
- per essere un papavero nel campo che dà oblio
- dimentica le foglie, le api, le falene,
- ricorda che sei rosso,
- rovente come sangue nelle vene.
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
6°
PREMIO (ex aequo)
Tiziana Monari di Prato
Inconscio
-
- Il mio inconscio
- propizio di possesso
- semantico
- condannato senza assoluzione
-
- vortica a mezza sera
- azzurro di sole
- caritatevole d'assenza
-
- affonda alle pupille
- anzitempo
- traboccante di foglie e di stagioni
- sottile come spillo
- inventato in sogni lunghi
- in strali sulla pelle.
-
- E' covo di pirata
- interrato di ragione
- avvolto a nodo stretto
- nell'insensato silenzio delle stelle.
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
6°
PREMIO (ex aequo)
Paola Pancaldi Pugolotti
di Milano
Vertigine
-
- Non era il vago
- rincorrersi dei margini
- o la fuga del cerchio
- che si allunga
- ma il rovesciarsi insano
- degli spigoli
- sulle geometrie scomposte
- la frattura della luce
- il salto il vuoto
- la morte.
-
- Perchè chiederci ancora
- come afferrare
- le linee compromesse
- fermare il giro
- del caleidoscopio impazzito?
- La morte non arriva
- con dita d'angelo
- ti agguanta ti impecia
- entre nelle giunture impercettibili.
-
- Non guardarla negli occhi
- respingi il suo fiato di belva
-
- raduna i canti liberati
- richiama le lune e le colombe
- non consentirle l'ombra
- l'agguato il furto
- spiega le tue bandiere:
- talvolta la morte
- passa oltre.
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
7°
PREMIO (ex aequo)
Giuseppina Califano di
Nocera Inferiore (Sa)
Labirinto
-
-
tortuose insenature
-
ampollosi anfratti
-
-
neuroni agitati
-
se ne vanno senza meta
-
per i siti del cervello
-
-
sinapsi come scosse
elettriche
-
scuotono il labirinto
contorto
-
distorto
-
-
l’uscita c’è
-
ma non si trova
-
-
la pazzia è in agguato:
-
da dolore.
-
il corpo scuote,
-
l’occhio ruota
-
-
sogno---realtà
-
chi sa?
-
se un giorno si
sveglierà
-
dal torpore,
-
dal dolore del cuore
-
la sua
vita riprenderà
-
e la godrà
-
con magnanimità.
-
-
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LABIRINTISTI
|
7 °
PREMIO (ex aequo)
Maria Antonietta Fregnani
di Roma
Occhi chiusi
-
-
Vago,
- sonnambula ostinata,
- dentro abissi che non
conosco,
- occhi chiusi.
-
- Archeologa di me
stessa,
- a mani nude,
- scavo.
- Raccolgo indizi,
- setaccio montagne di
terra e fango.
-
- Nel respiro della
terra quel lamento,
- seducente e
struggente,
- minaccioso e
selvaggio,
- la loro collera.
-
- Eccoli,
- dimenticati,
- sepolti senza
sepoltura,
- morti viventi.
-
- Incatenati, uniti con
filo spinato.
- Nuove ferite per
liberarci,
- dolore e compassione.
-
- Riesumati con amore,
- ripuliti,
- dalla polvere del
rancore sedimentato nel tempo.
-
- Lavati con le lacrime,
- dolce rito
battesimale,
- estremo saluto per la
riconciliazione.
-
- Intreccio ghirlande di
emozioni dai profumi intensi,
- Affettuosi capita
- a indicare il mio
percorso-vita.
-
- Ricordo-racconto le
morti,
- per ricoprire con
terra fresca il passato.
-
- Da quanto tempo sono
qua,
- si respira a fatica,
- alterno momenti di
lavoro frenetico a sonni agitati,
- in un letto freddo.
-
- Il calore del corpo
crea fantasmi di vapore,
- mi seguono-inseguono.
-
- Scendo e salgo,
- una vertigine,
- nessun indizio verso
la luce.
-
- Affinare l’istinto,
- fiutare l’aria.
- Ascoltare il battito
della terra,
- seguire le pulsazioni
per raggiungerne il cuore.
-
- Dal centro, qualsiasi
direzione porta alla luce.
-
- Nostalgia degli
affetti.
- Mi staranno
cercando-aspettando,
- mi riconosceranno?
-
- Travolta dal fiume
sotterraneo,
- trascinata fino
infondo.
- Naufraga, galleggio,
- alla deriva dei miei
pensieri.
-
- Sdraiata su ciò che
resta delle certezze,
- aspetto,
- ascolto il vento,
- scruto l’orizzonte.
-
- Sopravvissuta a me
stessa.
-
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
8°
PREMIO (ex aequo)
Francesco De Santis
di Bari
La vita, una sera
di marzo
- Vita, che
m’inchiodi
-
all’estremo margine dell’essenza,
- che spacci
obbligo come fosse libertà,
- perché
ogni giorno che viene
- è una
concessione che tu fai.
-
- Giunge
signora notte.
- Oltre la
tenda è il buio, suo compagno.
- Stringo il
nulla tra le dita.
- Attendo
una vita nuova, mi sfiora la speranza:
- l’incubo
silenzioso delle notti più tristi.
-
- Mi
smarrisco puerile in una notte di marzo.
- Torneranno
a prendermi. Non mi sarò perso abbastanza.
- Dio, che
vita è questa!
- Chiuso in
una stanza a dissotterrare carte,
- a
inseguire ogni giorno un miraggio di salvezza?
- Che senso
ha, cielo!
- Che senso
ha gridare aiuto
- quando
nessuno t’ascolta?
-
- Destino
amaro che m’illudi:
- prometti
la vita e dispensi speranza,
- da
strappare a morsi,
- da tenere
stretta tra le dita.
-
- Notte,
dammi la forza di cercare l’ultima volta la vita
- in
quest’esistenza già finita.
- Sfogliando
i giorni non sento che il battito
- di un
cuore atrofico
- in un
petto troppo grande.
-
- Vita che
non basti a te stessa,
- che tessi
l’arazzo dei miei giorni
-
lasciandolo incompiuto.
- A me, solo
il compito di accantonarlo.
-
- Vita:
emozione intatta
- che
diviene dolore inerme,
- senza
rassegnazione.
-
- In una
notte corrosa e impertinente
- fa eco il
battito
- mentre
lancio l’ultimo sguardo su questi tetti,
- i tetti
dove sono nato.
-
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LABIRINTISTI
|
8°
PREMIO (ex aequo)
Luca Palamidessi di
Montecatini Terme (Pt)
Incubi
- Grido il
silenzio di vuote risposte
- a bianchi
soffitti che nascondono il cielo;
- vibra il
respiro tra mura sempre più strette
- che
riflettono ombre di pensieri appannati,
-
quand'ecco apparire i tanto attesi fantasmi
- scordati
dal tempo nei vocio dei ricordi.
- Allora
fuggo allo sguardo di chi non c'è più
- cercando
rifugio negli squarci profondi
- tracciati
nel solco di antiche paure
- da una
mente ormai priva di ogni emozione
- che cerca
al di là di due occhi sbarrati
- la calma
illusoria che accompagna l'oblio.
-
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LABIRINTISTI
|
9° PREMIO
(ex aequo)
Daniele Mancusi di Napoli
Io e il mio caos
-
-
Sai…
-
spesso mi brulica nel
cervello
-
che la soluzione della vita
-
è appena dietro l’angolo.
-
Forse è nascosta
-
tra milioni di neuroni
impazziti,
-
forse si confonde in ogni
mio agìto,
-
forse Lui me la spiattella
in faccia
-
ogni giorno.
-
Eppure mi sfugge…
-
Se solo potessi tradurre le
sue non-parole,
-
cogliere ogni sua profonda
richiesta,
-
trovare il senso e la
stabilità delle cose…
-
Con voci dai volti
molteplici
-
nella mia intima dimensione
-
per lunghi anni ho
dialogato.
-
Seduttori dai goduriosi
giochetti
-
mi hanno trascinato nel
loro mondo,
-
dove non esistono regole,
-
dove regna l’istinto…
-
nel totale caos.
-
Una miriade di opposte voci
-
che nei loro utopici
progetti
-
esigono ascolto.
-
L’eterna lotta con la
realtà
-
che nevrotica pretende
-
definizioni, categorie e
limiti,
-
la rinuncia
-
a tutte le mie belle
escrescenze.
-
Sai cosa penso ?
-
Non sussistono soluzioni.
-
Io ed il mio caos:
-
un quadrato
-
con angoli e lati
-
disuguali.
-
-
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
9° PREMIO
(ex aequo)
Anna Santarelli
di Rieti
L'ombra
-
- Ora che il cammino è più intenso
-
e sui passi grava l'incertezza
- di una storia in sospeso, indietro
-
mi volto......ora che l'anima
- ricerca del tempo l'essenza
-
più vera e profonda.........
- nella mia ombra voglio addentrarmi.
-
Là vive il dolore assoluto
- e indicibile che pietrifica
-
emozioni e pensieri e tarpa i
voli
- della mente e gli slanci del cuore.
-
L'ombra mi avvolge,
ipoteca
- il presente e oscura il domani,
-
ma so che tra le sue
pieghe
- serba il mio essere..........
-
del vivere
custodisce il sentiero
- più autentico, accoglie la
ricerca
-
di senso e il
desiderio di luce.
-
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ARTISTI LABIRINTISTI
|
10°
PREMIO (ex aequo)
Nora Coppola
di
Fuggire
-
-
-
Nodo scorsoio dell’
anima
-
più si dibatte, più
stringe,
-
se scappa l’ avvinghia
e l’uccide.
-
-
Prigione della mente
-
senza sbarre né
chiavistelli o guardiani
-
dove evasione è solo
sognata.
-
-
Stanza buia del cuore
-
non pareti, né
finestre né porte
-
ma muri di nulla.
-
-
Qui si cerca a tentoni
l’ uscita
-
ma il filo sottile
-
si è perso
-
e la luce del sole
-
lontana.
-
-
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ARTISTI LABIRINTISTI
-
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10°
PREMIO (ex aequo)
Virginia Murru di Girasole (Og)
Oggetti psico-poco logici
-
-
- Sento escrescenze inaudite
- Oggetti psico- poco logici
- Non identificati
- Elementi abnormi della mente
- Presenze buie – temi non svolti
- (Aree quasi bucoliche )
- In altari capovolti all’esperienza -
-
- …Traumi
-
- ospiti sgarbati della psiche
- dicono meno di quel che sanno –
- Al levriero di tartufi neri
- Inquisitore in camice bianco.
-
- Il loro pulsare
- È reazione omeostatica
- Un modo per dire ci sono
- e riportare intatto – all’anima -
- L’equilibrio del suo derma.
-
VEDI PAGINA IN
ARTISTI LABIRINTISTI
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-
SUL
1° PREMIO INTERNAZIONALE
-
IL
LABIRINTO
-
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