VINCITORI SEZIONE POESIA
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2° Premio Internazionale
IL
LABIRINTO
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Il concorso è indetto e organizzato dalla Associazione
Onlus Mecenate
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e dal Labirintismo Movimento Artistico e
Letterario
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DA PIAZZA VASARI AL WEB
- Dalla sala Montetini
di Arezzo, dalle Giubbe Rosse di Firenze
fino al Teatro della Bicchieraia, e dopo
le Logge Vasari per il 6 ° Concorso
Mecenate, la Mecenate festeggia nel
web, poichè il Premio IL
LABIRINTO è un concorso
multimediale. Tutti gli autori
partecipanti al Concorso sono stati
inseriti nel sito del Labirintismo e
le loro opere rimaranno sempre on
line in
www.labirintismo.it
Il concorso si ispira alle tematiche
dell movimento d'avanguardia
artistico-letterario Labirintismo,
che è "un modo di concepire la
vita attraverso l’arte. Dato che
l’uomo moderno si è inevitabilmente
arroccato nel proprio labirinto
interiore, impastoiato dal male di
vivere, l'arte deve porsi come mezzo
conoscitivo e terapeutico per far
uscire l’io dal labirinto (.....)Il
Labirintismo è una visione della
vita attraverso l’arte, che deve
liberare l’uomo dalla dominanza del
proprio Super-io(dal
Manifesto del Labirintismo).
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Il
TEMA DEL CONCORSO E’ IL LABIRINTO UMANO DELL’INCONSCIO
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L'arte è il filo d'Arianna
che permette l'esodo dal
labirinto: è il labirinto
zero (M. Badiali)
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GIURIA
DEL PREMIO
- COMMISSIONE
DI GIURIA
- La Giuria e’
composta dai soci della Onlus Mecenate e
fondatori del Labirintismo
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GIURIA POESIA- prof. Badiali
Massimiliano (Presidente), prof.ssa
Isabella Forgione, dr.ssa Barbara
Cantelli.
- IL GIUDIZIO DELLA GIURIA E'
INSINDACABILE.
1° PREMIO
Samuele Ferretti di Luco del Mugello (Fi)
Sbatte asimmetrico
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Divora
ricordi e dolci parole
spazza via il sorriso e
la ribelle risata
solo
sbatte
assimetrico
ombre tra i capelli e
il mento
letti di lacrime nel
volto
sgretolano e tremano il
corpo
solo
sbatte assimetrico
il suono della mia voce
tremolamente spicciola
essiccata alla luce
scura della paura
solo
eppure
tu
sei qui ... sai come
prendermi
sai ancora farmi
sbattere su questa
scogliera
tentacoli
burattino dell'oceano
il senso di un senza
senso
intrappolato tra
la ragione e il cuore
incatenato nella
promessa sferica di un
anello
ma io
vorrei
sentirti come me
averne la certezza
le tue lacrime
basta
mi basta ogni
giorno immerso
nella eutanasia della
novità
grido muto
so che mi senti
chi
dei due ha la volontà
più estesa ?
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2°
PREMIO
Alessandro Zanetti
Sotto la luce dentro l'ombelico
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Ho conati di
vita
Perché io io
io io
e tu poi, per
favore non puoi
rompere gli
indugi
temporeggianti
Se fossimo in
caste sarebbe
perfetto
Io con degli io
e tu con i tuoi
Vita per vita
per Te e per te
Che ne è dei
miei?
Potrei mai
essere un
pensiero ed
un agire
univoco?
E tutto ciò che
scelgo porta ad
una perdita
E tutto ciò che
non scelgo porta
ad una
sconfitta.
Dove? In quale
spazio e in
quale tempo
esprimere
le cose che voi
non capite
Perché solo in
un deserto per
un’ora non basta
è troppo tempo
una vita poco
tempo
E non pensate
che del mio
agire ve ne
freghi solo lo
spigolo che urta
i
vostri
preservativi?
Avete scatole
ancora integre
da rompere!
E se le mie
radici sono
inestricabili
è per perdermi
sulla vostra
terra
e poter pompare
il sale che
ricevo dal sole
e voi madri
sterili
restituire la
vita.
se si piaga
ancora la
viscera sono
ancora vivo e un
conato dopo
l’altro
emetto un lieve
grido
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3° PREMIO
Assunta
Laura Imondi di Verona
Senza rete né fili
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Rose di
sole
spine
tra
crepe
aperte
di
cicatrici
invisibili
e
latenti
rammentano
l’estate
rimossa
dal
desolato
presente.
Percorsi
labirintici
privi di
fili
riconducono
al punto
di
inizio
che è
termine
senza
porto.
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4°
PREMIO
Anna Arlati di Osnago (Lc)
Labirinti, l'arte per uscirne.....
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Mi spoglio di cieli apocrifi
come di vesti sudice
Danzo nuda nel vento
al canto delle Marmore.
Si animano spiriti estinti
lambiti da pelle nuova.
Muovo sinuose sinapsi
asfittiche in crani vuoti.
Sperpero il mio genio
petali di rosa sparsi
sulla via del Santissimo
orazione d’ibernata fede.
Squarcio invalicabili pareti
di ciechi vicoli d’amianto
con l’erculea forza
d’un battito di falena.
Evado dal labirinto
e dalle sue lusinghe
con mani da pianista
e tela avida di colori.
Scolpisco la vita nella carne
con labbra gonfie di neve
e una spina di rosa bianca
appuntata sul cuore...
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5° PREMIO
Ida
Orlando di Roma
L'anno del gatto
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Livido
cielo i
tuoi
occhi,
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sazi
dell’amarezza
di colui
che en
passant
li
incontra
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sfuggendo
tra
contorni
rossi,rosa
e di
mistico
azzurro
-
al
tormento
dell’orribile
trasformazione
dell’oro
in
metallo
freddo
-
e del
paradiso
in caldo
inferno.
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Vive e
si agita
nel tuo
corpo
una
regina
annoiata,
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che
nella
notte
con una
mano
stringe
il
cappio
al suo
segugio
-
e con
l’altra
culla
orgogliosa
la sua
bimba
viziata
-
dando
gli
occhi
laggiù
al
piangere
di una
fontana.
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Il cuore
moltiplicato
per
tutti i
tuoi
vizi,
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l’anima
che
presta
giuramenti
in
labirinti
infedeli
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e le tue
mani,
pietre
rare,
pietre
dure,
creano e
distruggono
armistizi.
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Una
volta,
una
sola,
crudele
e
dolcissima
creatura,
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libera
quel tuo
segugio,
distendi
il palmo
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mentre
dormono
sepolti
gioielli
nei tuoi
occhi.
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Lascia
cadere
il sole
ai tuoi
piedi,
accogli
me nel
tuo
firmamento,
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creatura
ansiosa
d’amore
e
fuggevole
all’odio
di chi
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corre ad
aprir il
cuore
tuo dai
suggelli
della
paura.
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Come un
gatto
finge il
sonno
per
godere
delle
carezze
del suo
padrone,
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io mi
fingo
gatto
per
ingannarti
del mio
sogno.
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6°
PREMIO
Mattia
Martinengo di Torino
Elucubrazioni dell'inizio
Mischiando
acrilici fluttuo
nell’irreale,
come una
lucciola danzo
intermittente
nell’oscurità
liberando la
mente dalla
promiscuità del
reale.
Etereo dissimulo
la percezione
dello spazio che
mi circonda,
preparo conati
per l’infinità
che è assenza
totale di forma.
Condizioni
atmosferiche
umorali,
sotto un cielo
surreale
mentre la
pioggia
galleggia
in un grigio
celestiale.
L’inno
all’autunno che
bussa
e alla dignità
d’esistere
nell’impossibilità
di non vedersi
mai
se
non
riflessi.
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7°
PREMIO
Giovanni Cicero di Sommacampagna
(Verona)
Antitetici sembianti
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Nere ombre
si alternano
a bagliori
di luce
psichedelica
e
lampeggiano
nella mente,
in mortifere
emanazioni
di ioni non
assenti,
i pensieri
tumefatti
della psiche
in rivolta.
Perduti
negli oscuri
meandri dei
pensieri,
in vorticose
ellissi
turbinano
nel buio,
in uno
stridere
lacerante
come di
metallo
sull’asfalto,
antitetici
sembianti
di vite
apparenti
mai vissute.
E nel
tormento
notturno
d’un’anima
inquieta
sembra che
ogni cosa
emani da
sé,
indifferente,
una gelida
luce.
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8° PREMIO
Stefania
Gargano di Nocera Inferiore (Salerno)
Per sempre
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Porte.
Infinite porte.
Spalancate,
socchiuse,
sbarrate.
Stradine
impervie,
terrosi
sentieri,
ridenti viali
si intricano,
si confondono,
si moltiplicano
nell’oscurità
dell’inconscio.
Il tuo sorriso
beffardo,
ormai consumato
dal tempo,
il mio sguardo
tenero
di candida bimba
senza macchia…
Tutto si mescola
nella polvere
dei ricordi,
nel labirinto
delle stanze
oscure,
nello schiudersi
di possenti
battenti.
Ed ecco,
io ora ti
rivedo,
di nuovo,
con le tue
ciocche
arruffate sulla
fronte,
con i tuoi
dolcissimi occhi
bugiardi,
con le tue
labbra di miele.
E’ un attimo…
E sei lì,
di nuovo,
intatto dallo
scorrere
impietoso
dei giorni,
dei mesi,
degli anni.
E mi fissi…
Quasi volessi
rammentarmi
quante volte
sono rimasta
intrappolata
nella tua gabbia
d’oro,
quanti baci
sempre troppo
poco sinceri
si dileguavano
nel buio
di lontane sere
che sembrano
ormai troppo
amare,
quante parole
sussurrate
all’orecchio
sono state
perdute nel
vento tiepido di
Luglio.
E ora sei qui.
Ancora una
volta…
I tuoi contorni
si distinguono
nella penombra
del labirinto
dell’animo mio,
accarezzati da
una fioca luce.
Ma ecco che,
con un boato,
una tempesta
improvvisa
mi pervade il
cuore,
scuotendo
tutti i cimeli
del mio passato,
tutti gli
ostacoli
disseminati qua
e là,
tutti i lenti
cardini di porte
infinite.
E così,
io vedo,
impotente,
che una scura
porta
viene sbattuta,
con gran
fragore,
dinanzi a te,
dinanzi alla tua
smorfia crudele.
E tu sparisci,
finalmente,
per sempre.
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