
PREMIAZIONE
-
3° Premio
Gennaro Sparagna
-
-
-
-
Il
presidente Onlus Mecenate prof. Massimiliano Badiali
premiato dalla Presidente dell'Associazione Gennaro Sparagna Irene Sparagna
-
-
-
Il Presidente Onlus Mecenate Prof.
Massimiliano Badiali, ospite d'onore espone la coppa dopo
aver parlato della Onlus Mecenate e del Labirintismo.
-
- Da
sinistra il Direttore Sociale-Volontariato Onlus
Mecenate Mauro Montacchiesi, il Presidente Onlus
Mecenate Prof. Massimiliano Badiali,,
ospite d'Onore.
-
-
Da sinistra il Direttore
Sociale-Volontariato Onlus Mecenate Mauro Montacchiesi,
che legge una critica della personalità dell
Presidente Onlus Mecenate Prof. Massimiliano Badiali,.
-
Da sinistra il
Direttore Sociale-Volontariato Onlus Mecenate Mauro
Montacchiesi, il Presidente Onlus Mecenate Prof.
Massimiliano Badiali, l'Assessore alla Cultura del Comune di
Minturno, il poeta Aurelio De rose e il sommo poeta Luciano
Somma. dietro la Presidente dell'Associazione Gennaro
Sparagna Irene Sparagna.
-
-
Da
sinistra il Direttore Sociale-Volontariato Onlus
Mecenate Mauro Montacchiesi, il Presidente Onlus
Mecenate Prof. Massimiliano Badiali, l'Assessore
alla Cultura del Comune di Minturno,
dietro la Presidente dell'Associazione Gennaro
Sparagna Irene Sparagna.
- Da sinistra il
Direttore Sociale-Volontariato Onlus
Mecenate Mauro Montacchiesi, il poeta
labirintista Aurelio De Rose, la Presidente
dell'Associazione Gennaro Sparagnae Dire
ttore della critica Onlus Mecenate Irene
Sparagna, il sommo poeta Luciano Somma, che
ha aderito al Labirintismo.
-

- Da sinistra il
Direttore Sociale-Volontariato Onlus
Mecenate Mauro Montacchiesi, il poeta
labirintista Aurelio De Rose, la Presidente
dell'Associazione Gennaro Sparagna e Direttore della critica Onlus Mecenate Irene
Sparagna, il Referente Roma-Lazio onlus
Mecenate Manuela Pallucca, Massimiliano
Badiali Ospite d'Onore e il sommo poeta Luciano Somma, che
ha aderito al Labirintismo.
-
SU
MASSIMILIANO BADIALI OSPITE D'ONORE
-
“…in rivoli di
solitudine di fiori opachi” (Dalla poesia-La
malattia mortale)
-
Verso, questo, che mi
riconduce, per analogia, interpretazione, pàthos ed
emozione,
-
alla struggente
malinconia, all’ ostinata solitudine di Marcel
Proust, interrotta soltanto da brevi riapparizioni
in società e dagli incontri con pochi amici e
letterati.
-
E, come in Proust,
evinco l’esigenza di una ricerca tesa a recuperare
l’essenza di quanto nel passato fu vissuto solo come
esistenza immediata, l’ esigenza di una ricerca tesa
a trasformare in presente assoluto quanto era stato
consumato come tempo e, perciò, spesso vanificato e
perduto “…Perché la vocazione non ebbi come dono
soprannaturale?” (Dalla poesia-La malattia mortale).
-
***“…ma nell’oscura
soffitta/il vuoto terribile d’ ossessione/mi
rimbomba dentro/ha la voce dell’inferno/in gola alla
disperazione:”(Dalla poesia-La malattia mortale)
-
Questi versi, come
potrebbero non ricondurre a Franz Kafka? In lui, l’
isolamento, fu forse più marcato che in Proust,
dettato, soprattutto, dai tormenti d’amore, fino a
che trovò una ragione di vita accanto a Dora Dymant.
Ricorrente è in Kafka, e la stessa ricorrenza evinco
dalla sua poesia, dalle sue poesie, Prof. Badiali,
la capacità di trasformare in un’ atmosfera di magia
ed allucinazione, il problema dell’incomunicabile
solitudine della creatura umana in senso lato e del
poeta in senso stretto. Creatura umana o poeta,
prigioniero in un mondo che non riesce a
comprendere.
-
Ne “Il castello”
(postumo-1926-di Franz Kafka), è l’ uomo stesso a
cercare la propria accusa, spinto dalla ricerca
ossessiva “…il vuoto terribile d’ ossessione” (Dalla
poesia-La malattia mortale), spinto dalla ricerca
ossessiva di una verità che non si può attingere, se
non nella morte (liberazione dalla
materia-Labirintismo).
-
“Da questa angoscia
esistenziale,/ liberami…” (Dalla poesia-La malattia
mortale).
-
In questi versi,
l’elemento kafkiano è ancor più marcato!
-
***“Tra ossi di
seppia/ebbri di luna…” (Dalla poesia-La malattia
mortale)
-
La sua poesia, Prof.
Badiali, si conclude con l’idea montaliana di cose
spente, contemplate come apparizioni indecifrabili
in un’ atmosfera di remoto stupore. Un colloquio con
la natura, che spinge lontano dalla verità: non
resta che “Il male di vivere”, non resta che
l’angoscia esistenziale per la crudeltà di un mondo
ostile ed indecifrabile da cui sembra impossibile
evadere.
-
***La poesia, nel suo
insieme, può essere azzardatamene e cripticamente
riconducibile, a tratti, a James Joyce e,
soprattutto radicalizzando il concetto, al suo
romanzo Ulisse-1922-(..irresoluti
Ulisse-Labirintismo), al suo “flusso di coscienza”,
(presente anche in Proust)
-
cioè al libero
monologo interiore. Una meravigliosa, allucinante
visione notturna, spinta oltre i confini del mondo
dei sogni “…che lampada dei sogni un giorno
infranse” “Spesso sogno/ e sangue d’ azzurro…”
(Dalla poesia-la malattia mortale)
-

-
***Prof. Badiali, mi
sono soffermato soltanto su una delle sue poesie o,
meglio, su alcuni versi di una sua poesia, poiché
sarebbe utopistico per me soltanto pensare di
condensare in poche parole il suo repertorio così
sconfinato e variegato.
-
Proust, Kafka,
Montale, Joyce. Non ho
scelto a caso questi autori, né a caso ho impostato
la loro cronologia. Questa mia critica, seppur
epigrafica ed estemporanea, contiene un messaggio
subliminale di grande auspicio.
-
Professor Badiali, è
impossibile, almeno per me, attribuirLe un’ unica
connotazione letteraria, considerando il sincretismo
della sua vasta cultura.
-
Mi appresto
all’epilogo con un assunto labirintista, asserendo
che Lei è legato ad un doppio Filo di Arianna, laico
e teologico, che risulta essere la sua taumaturgica
panacea esistenziale.
-

-
Laico, in quanto
ragione, in quanto speculazione lirica! Teologico,
in quanto fede, in quanto
-
“…liberami, Celeste
Madre Immortale!” (Dalla poesia-La malattia mortale)
-
Un connubio perfetto
che ben si coniuga con i principi tomistici, ovvero
con la conciliabilità
-
di ragione e fede
postulata da San Tommaso D’ Aquino.
-
Quest’ultimo elemento
la distingue nettamente e, secondo me,
favorevolmente, dai prefàti autori.
-
-
MAURO MONTACCHIESI
 |