VINCITORI SEZIONE POESIA

5° Premio Internazionale di Arte

Mecenate
 ORGANIZZATO DA

La Commissione di Giuria del Premio Mecenate sezione POESIA è la seguente
 
Membri effettivi (che scelgono la rosa dei 10 finalisti)
Isania Forgione (Presidente), Massimiliano Badiali, Valentina Badiali, Manolita Faralli
Membri rappresentativi (che votano alla selezione finale)
Barbara Cantelli, Lelia Burroni, Rita Carioti, Denny Bonicolini.

IL GIUDIZIO DELLA GIURIA E’ INSINDACABILE

PREMIAZIONE DEL 5° CONCORSO DI ARTE MECENATE
25 Marzo 2007 ore 15,00 al Teatro della Bicchieraia
in Via della Bicchieraia ad Arezzo.

 

Ospite d'onore il Gran Ufficiale della Repubblica

CARLO CASTELLANI

poeta. scrittore, fotografo e giornalista

 
 INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL COMUNE DI AREZZO DR. GIUSEPPE CAROTI  
 
 
 
 
 
                                                            DEPLIANT DELLA MANIFESTAZIONE
 
 

LA GIURIA DEL PREMIO

 
                             
 

Da sinistra il Segretario dr.ssa Barbara Cantelli, il Direttore della Formazione M. Roberta Presenti, dr. Denny Bonicolini, Carlo Castellani (ospite d'onore), Dr. Giuseppe Caroti (Presidente Consiglio Comunale), la Vicepresidente prof.ssa Lelia Burroni, il direttore Attività Sociali Dr.ssa Valentina Badiali, Il Direttore Generale Roberto Giuseppini,  il Direttore Letterario Prof.ssa Isania Forgione e il Presidente prof. Massimiliano Badiali. In regia il Direttore Scolastico dr.ssa Manolita Faralli, in camerino il Direttore Generale Massimiliano Caldaro e in platea il Vicepresidente-Direttore Fotografico prof.ssa Rita Carioti.

 

 

Il Presidente Onlus Mecenate in vece del Presidente di Giuria Poesia Prof.ssa Isabella Forgione consegna la Chimera del 1° Premio
 

Ringraziamo il Comune di Arezzo e l'Assessorato alla Cultura per il patrocinio.  

 

1° PREMIO

Gabriella Neri 5 B Istituto d'Arte di Arezzo

Terra d'Africa

 
 
Un oceano infinito arde
Sotto uno scudo infuocato,
Lasciando al suolo
Le impronte della rovina.
Dalla terra solcata,
Sgretolata dall'arido soffio
Di un vento solitario,
Si levano grida
D'anime perdute in
Corpi devastati,
Segnati per sempre
Dall'abbandono dei potenti.

 

MOTIVAZIONE CRITICA:
La poesia affronta in modo realistico e toccante un tema che non sembra aver fine cioè quello della dissonanza tra la parte povera del mondo e quella industrializzata. Il verso è franto come le immagini evocate che vibrando di dolore ed orrore umano.

 

2° PREMIO

Maria Laura Ghinassi di Arezzo

Nessun altro

Nessun altro
Vive come vivo io
E questo è il mio coraggio
La mia dignità
La mia integrità
La mia forza
La mia disperazione
Il mio pianto
E questa Forse
E' la mia rovina.
 
Nessun altro
Vive come vivo io
Libera ma prigioniera
Amata e indifferente
Nascosta ma alla luce
Fragile e forte
Né vecchia né giovane
E questa forse
E' la mia rovina.
 
Nessun altro
Vive come vivo io
Chiara come la luce dei sole
Nera come la notte più fonda
Tenera come l'erba in primavera
Profumata come violetta selvatica
Cupa come il sottobosco più nascosto
E questa forse
E' la mia rovina
E questa certo
E 'la mia libertà.

 

 
MOTIVAZIONE CRITICA:
 
La poesia evidenzia un'abile tecnica poetica diretta e colloquiale. Con il gioco dei rimandi e delle assonanze, il verso respira di una intensa musicalità sonora e melica.

 

3° PREMIO

Mario Aliprandi di Olginate (Lecco)

Piccola Ballata per T

T'innamorerò, siamo distanti lo so. diversi è vero ma riuscirò ad innamorarti.
Per un tuo sguardo, magico come una notte stellata
letale come la coda di uno scorpione. lo.
lo raccoglierò in un cassetto tutti i sorrisi che riuscirà a strapparti, e quando
sarà pieno, l'incollerò in un libro di pagine bianche e ne farò per te favole d amore.
 
Per i tuoi occhi da bambina stupita, per i dolci segreti della tua nuca
per i tuoi spiritosi piedi. lo. lo raccoglierò in un cassetto tutti i sorrisi che riuscirò
a rubarti e quando lo scorrere del tempo mostrerà le tue fragilità, oscurando la luce
sul tuo viso, ne farò crema, crema d'amore con cui li guarirò,
Ti spalmerà le labbra, quella dispettosa ruga, curerò le tue cinquanta ferite.
 
Per te che sei le mie ore più corte, che sei le mie ore più lunghe
per quell'idea di le che mi attraversa la mente e che nell'assenza
mi dà quel dolce star male che mi fa stare cosi bene, Io.
Io raccoglierò in un cassetto di cristallo mille e mille lucciole
le catturerà per le, ne avrò cura, e quando ti perderai nella notte
le librerò al buio ad illuminare il tuo cammino.
 
E raccoglierò in un cassetto tutto l'amore che settimane così corte
che una vita così breve non mi permetteranno mai di esprimere, e quando sarà pieno
lo spargerò su campi di fiori colorati, e ne,farò miele, miele d'amore con cui ti nutrirò.
Ti starò sempre vicino, condannalo come eco a ripetere il tuo nome mi sentirai nel
vento in un controcanto d'amore. Come un mantra indù ripeterò T... T... T....
 
E mentre osserverà divertito il tuo pensiero razionale
sbarrarmi l'uscio come a difendere un ultimo baluardo. Io,
lo ti starò già scoppiando dentro. E respirando mi respirerai
mi troverai nell'aria come il profumo delle viole a primavera.
 
Per le che sei il mio "Amor cortese",
Fur dich, die du meine langweiligen Dienstage einzigarlig ausfulIst.
(Per te che rendi unici i miei scialbi martedì)
 
Per le, vuoterò i cento cassetti dove ho chiuso a chiave i miei sogni
li regalerò, li voglio regalare a chi sogni non ha, a chi, perso
tra i viali della lantasia. sta cercando invano la sua te. lo.
Io ho altro dolore, ho una realtà da vivere, da proteggere, da sognare, io ho T.
 
Guardami, ti prego guardami, sorridimi, perché, coi rigori dell'inverno e nel
caldo scrigno dei tuoi occhi fuggenti che il sole va a riparare, e se tu non sorridi
 
non c'è calore, non c'è vita nella mia vita,             Per attimi di te. Io.
 
 
MOTIVAZIONE CRITICA:
 
La poesia evidenzia a chiare lettere il rituale della tematica amorosa. Il poeta ripete come un'eco infinito il suo mantra sentimentale che si dissolve tra musica del verso e ansia d'espressione.

 

4° PREMIO

Giovanna De Vita di Acquaviva delle Fonti (Bari)

Non guardarmi
 
Non guardarmi amore
Nei mille punti cuciti dal dolore,
Guardami invece, nel mio essere
come sono, guardami dentro...
oltre questa buccia ferito
levigata di rosso...
guarda più in fondo a questa vita ...
attraversami gli occhi e guarda ...
ai brividi che sbocciano ancora ...
al fremito delle mani...
al sussulto, che mi scuote forte il petto...
non guardarmi amore
dove io non voglio,
lo scii che mi fa male ricordare il soglio,
sul quale siedo ancora
in questi giorni spezzati... e
mai più saputi ricomporre
tu......
non guardarmi amore mio
dove non voglio...
sei l'occhio che è capace di vedere
dove la mano e i sensi non arrivano,
dove la luce ancora splende come sole...
non guardarmi adesso, amore...
prendimi la bocca e taci, che adesso, io,
non sento più il dolore!
 
 
MOTIVAZIONE CRITICA:
 
La poesia presenta immagini forti che coinvolgono il lettore, facendolo entrare nel testo che vibra di infuocata passionalità d'amore.

 

5° PREMIO

Laura D'Allura di Catania

L'amore era, l'amore è....

Già...
L'amore era
      Infiammarsi l'anima di sguardi
       Timorosamente fuggiaschi
 attesa instancabile
   d'un promesso ritorno,
  rimembranze di parole
che sanno d'eterno
e obliano lo spirito.
 E, poi, ancora
   L'amore era
            Interscambio di reciproche anime,
         comunione d'intenti,
           immolazione d'offerte...
      Amore era
Unicità
    totalità ,
    irremovibile presenza nell'assenza.
era passione
            che brucia e consuma
ma che, devotamente
    rispetta
         l'altrui negazione.
    Era desiderio
          Di svelare l'anima     
    celando
            opportunamente il corpo.
       Oggi, invece,
      l'amore e'
      divorare famelici sguardi
        che, irrispettosamente
         trapassano per intero,
           le linee della corporeità.
        Impazienza smaniosa del domani.
        viaggio di sola andata   
     che non contempla
         promesse di ritorno,
       parole
       che esiliano lo spirito
       e glorificano la carne.
     E, poi ,ancora,
     separatismo,
    divisione
       d'interessi e di beni,
          edificazione dell' "io",
           immolazione del "noi".
     Ed ancora,
        ambigua molteplicità
     che nega
         la propria stessa esistenza,
       assenza nella presenza.
     Passione
     Che brucia e consuma
         E che, irrriguardosamente
   Viola
       L'altrui negazione
       In nome d'un fugace
       Piacere momentaneo.
   L'amore e'
   Brama
        Di svelare un corpo,
        celando opportunamente l'anima.
 
 
MOTIVAZIONE CRITICA:
 
La poesia evidenzia il confronto fra la concezione dell'amore nel passato e nel presente e invita il lettore ad una riflessione interiore sull'amore sensuale.

 

6° PREMIO

Pietro Catalano di Roma

Lo sguardo perduto

(Homo homini lupus, Plauto)

E’ successo ancora.
I lupi sono usciti dalle grotte buie
ed hanno invaso le città,
spargendo sangue e dolore
dentro case di tufo spoglie.
Hanno azzannato alla gola
coloro che gridavano alla vergogna
dilaniando corpi vergini
come nei macelli chiassosi
la vigilia di Pasqua.
Altri sono arrivati dal cielo
con fortezze volanti
a terrorizzare col rombo cupo
donne e bambini,
lanciando solo bombe intelligenti.
Ma il pescatore ignaro,
seduto sulla riva del Tigri
ad ammirare l’alba rossastra,
sordo ai suoni delle sirene strazianti,
non se n’è accorto.
I lupi sono ritornati, come millenni fa:
al posto di pelli d’animali
indossano caldi vestiti
con effigie dei potenti della terra
e comode scarpe griffate
per calpestare suoli anonimi altrui.
I vecchi abbracciano i bambini
non più per tramandare
semi di memoria:
essi non germogliano più
nei campi bruciati dal napalm;
li abbracciano per nascondere
lo sguardo vuoto di speranza.
 
 
MOTIVAZIONE CRITICA:
 
La poesia propone una riflessione sulla malignità della condizione umana resa con interessanti immagini e versi poetici.

 

7° PREMIO

Angela Ambrosini di Città di Castello (Perugia)

A mio padre

Forse vento aliterà
dai fondo dei mari
bruciati in vortici
d' inesauste promesse
che ti videro,
dolente profugo,
 dal dardo della storia
trafitto a stemperare
addii e lacrime di madre
lungo la dalmata sponda
che approdo negò a quanti
un cognome avevano
a stringere d'assedio.
Tempo sarà del ritorno,
dicevi, ma fu solo vagare
 da estate a estate,
come gabbiano smarrito
 che fra nebbie implori
fragori di rotte.

 

 
MOTIVAZIONE CRITICA:
 
La poesia propone il ricordo malinconico del padre con note di sensibiltà mesta e immagini dolenti.
 

 

8° CLASSIFICATO

Cesarina Giustozzi di Macerata

Alla poesia

Nasce
la poesia
dalle pietre
di Lascaux,
le veneri sepolte,
i segni
degli scribi,
le acque feconde
di Saffo
e Nefertiti.
 
Altare
sui fregi
della Grecia
giovinetta.
 
Polvere
nei sotterranei
del gladiatore,
le vie francigene,
nei roghi
delle Chiese.
 
Train
de vie
tra i fili spinati
e rossi
e neri,
nel garage
Olimpo
e negli anni
di piombo.
 
Flebo cristallina
nelle fredde astanterie.
Peste dei vecchi.
 
Gioia eterna
mai
condivisa.

 

 
 MOTIVAZIONE CRITICA:
 
Un bel inno di esaltazione della poesia con rimandi interessanti al mito classico.

 

9° CLASSIFICATO

Roberta Bagnoli di Bagno a Ripoli (Firenze)

L'anima del poeta

Sei poeta
non ho detto medico,
né insegnante, né operaio.
Ho pronunciato
infausta parola:
poeta,
cantore del tempo
che spendi in sospirati spiccioli,
felice e consapevole
del tuo ingrato destino.
Sei polso fremente della terra,
attento ne tratteggi sottili venature,
 sei interprete analitico, sensibile
degli umori incomprensibili dell'anima,
dei suoi impossibili voli
ne fai piuma corposa,
 t'illudi di salvare il mondo,
alla fine ti contenti di offrire
una semplice stanzetta con vista
sull'immacolata, incresciosa
e scomoda vetta.

 

 MOTIVAZIONE CRITICA:
La figura del poeta è innalzata attraverso immagini che rimandano all'arte come salvezza individuale e collettiva.

 

10° CLASSIFICATO

Pierobaldo Bartolucci di Fossombrone (Pesaro-Urbino)

Pentatlon

In forse, nel mezzo
d'eburnee scalee
di bronzee epopee,
io sento il lamento del vento...
 
Quieto,
devoto all'ignoto
padrone dei monti
io guardo beffardo
i tramonti...
 
In balia
di secolare malia,
sulla via della rocca,
io tocco l'arcadica
roccia...
 
In veste
di nomade astrale
indovino,
annuso l'abuso
annoso dei sole

 

Invece
ignaro,
assaporo il tesoro,
l'oro divoro
oscuro del tempo.

 

 
 MOTIVAZIONE CRITICA:
 
Interessanti e originali sono le immagini evocate, insieme alle assonanze che rendono la poesia estremamente musicale.

 

SEGNALAZIONE

Adriano Montagnino di Capolona (Arezzo)

Serenata

Non ascoltare il canto di un menestrello
ma la sinfonia che nasce dall'anima
e le melodie delle corde pizzicate con maestria.
 
Non ascoltare la favella di un cantastorie
ma presta attenzione ai silenzi del cuore
quelle che descrivono l'alba e il tramonto.
 
Respira il vento e le fragranze diffuse nell'aria
ascolta la serenala dei grilli notturni
disseta il tuo spirito alla fonte della vita.
 
Divieni Musa per un pittore che ti osserva
mentre luce avvolge il corpo tuo vellutalo
e ombra carezza le tue sinuose forme.
 
Ed io ... t'offrirò un canto muto al chiaror di luna
due note appese ad una stella
per una pagina di spartito ancora da musicare!
 

SEGNALAZIONE

Valentina Tortora di Arezzo

Amore

Abbiamo scritto insieme
nella sabbia del mare
una frase d'amore:
le onde sono riuscite a cancellarla
ma quella frase impressa nei nostri cuori
non sì cancellerà mai;
il fuoco ha bruciato
un frammento dì terra
ora Il non cresce più nulla
né un albero né un filo d'erba
né un fiore
ma il nostro amore
cresce sempre dì più;
con l'amore tutto può nascere
e nulla viene cancellato;
la forza dell'amore può tutto
nella gioia e nel dolore
di chi soffre per amore.

PARTECIPANTI

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