VINCITORI SEZIONE POESIA

6° Premio Internazionale di Arte

Mecenate
 ORGANIZZATO DA

 
 
PREMIAZIONE E VINCITORI
6° Premio Internazionale di Arte MECENATE
 
  AREZZO 20 APRILE 2008
           
   c/o Caffé Vasari ore 15
 
    PIAZZA GRANDE-PIAZZA VASARI AREZZO

 

Dalla sala Montetini di Arezzo, dalle Giubbe Rosse di Firenze fino al Teatro della Bicchieraia, quest’anno la Mecenate festeggia nello scenario più suggestivo di Arezzo. Domenica 20 Aprile alle ore 15 sotto le Logge Vasari presso il Caffè Vasari avviene la Premiazione del 6° Premio Internazionale di Arte MECENATE, indetto dalla Associazione Culturale Onlus Mecenate di Arezzo. L’ospite di quest’anno è il noto poeta e cantautore napoletano Luciano Somma, scrittore più cliccato del web con più di mille presenze in siti in rete, a cui verrà consegnata la Chimera come personaggio del Terzo Millennio. Ricordiamo che nelle passate edizioni sono stati presenti Peter Russell, Mario Luzi e Carlo Castellani. Il luogo scelto rappresenta un connubio ideale con la città di Arezzo, di cui la Mecenate è figlia e promotrice d’arte. Verranno premiati circa 50 vincitori provenienti da tutta Italia, vincitori nelle sezioni di Poesia, Narrativa, Pittura, Teatro e Fotografia.

                                                                                                       Dr. Massimiliano Badiali Presidente Onlus Mecenate

 

GIURIA
La Commissione di Giuria del Premio Mecenate sezione POESIA è la seguente

 

   prof.ssa Isabella Forgione (Presidente), prof. Massimiliano Badiali, dr.ssa Valentina Badiali, prof.ssa Maria Concetta Rinaldi,  Chiara della Marta. 

IL GIUDIZIO DELLA GIURIA E’ INSINDACABILE

.            
Da Sinistra il Vicepresidente prof.ssa Lelia Burroni, il Direttore della Formazione Linguistica prof.ssa Maria Concerra Rinaldi, il Direttore generale-Fotografico Roberto Giuseppini, Il Direttore Musicale-Cimematografico dr. Denny Bonicolini, il Direttore Teatrale-Cinematografico dr.ssa Barbara Cantelli, Il Direttore Fotografico Daniele Locci, il Direttore Lettterario prof,ssa Isabella Forgione, il Presidente dr. Massimiliano Badiali, il Direttore Turistico dr.ssa Elisabeth Veneziano, il Direttore della Formazione Scolastica Chiara della Marta e il Direttore della Formazione Artistica Stefania Liberatori.
 
VINCITORI
Il Presidente di Giuria dr.ssa Isabella Forgione premia il 1° e il 2° classificato al Premio Mecenate sezione POESIA

 

1° PREMIO

Bruno Lazzerotti di Milano

 

La diversità

MOTIVAZIONE CRITICA: La poesia presenta una melica moderna, basata su una musicalità di ampio respiro con un delicato richiamo alla sfera erotica. La ricerca del linguaggio approda ad una mirabile commistione di termini aulici e quotidiani.
 
E’ l’improvviso d’una luce
che prende uno spazio
malandato sul  pavimento
e fruga a lampi
le crepe cagionevoli
lungo le pareti
d’un limbo ferito,
strascica
l’odore agro dei letti
e schizzi di parole soffocate,
rimbocca
il disarmo dei gesti
consumati dai sussulti
e l’affanno di pensieri
raccolti umili
dentro l’intimo del cuore.
Nel buio dei tremori
il morso di paure inculcate,
di ansie rattrappite,
un sorriso degli occhi
in soprassalto
a filamenti d’emozioni
come dire
è tutta qui la mia diversità.
 

2° PREMIO

Elisa Bassi di Collecchio (Parma)

Le voci dell'aria

               MOTIVAZIONE CRITICA: L'opera, che s'inserisce nel movimento del Labirintismo, fa affiorare un contrasto di luci ed ombre,      avvolto in una musicalità che è ritmo del respiro poetico.
 
Ho ascoltato le voci dell'aria
perdute negli algidi respiri.
Un silenzio sordo
fatto di ombre e
foschi colori
avvolge l'eco frondoso
dei pensieri
accartocciati
nel labirinto effimero
dei miei sogni.

 

3° PREMIO

Alvaro Staffa di Roma

Aneliti d'emigrante

MOTIVAZIONE CRITICA: L'opera ha un forte impatto musicale, reso attraverso una serie di rimandi e ripetizioni, incentrate su un tema sempre di attualità: l'emigrazione.

 

All’orizzonte cinerei aironi sciamano,
che natura rese  emigranti per destino,
modulando incompiuti disegni contro il vento
come arcani auspici di un oracolo divino.
Così vola il pensiero di chi non ha  domani
e ieri è solo un giorno da dimenticare,
ed oggi è un tempo che si vive per soffrire.
All’orizzonte il destino ha posto la speranza,
oltre i fiumi ed i monti, oltre il mare,
dove abbagliato lo sguardo cerca un’illusione
e fantastici i sogni indugiano a volare
immaginando riscatto e redenzione,
dove pare che i bambini non vivano di stenti,
la gente è allegra e i volti sorridenti.
All’orizzonte è il punto fissato dalla sorte,
oasi improbabile di utopici fermenti,
nell’assoluta fede di rivalse allettanti,
alimentata da insonni notti da vegliare,
nere di fame e fredde da patire,
nutrita da un’ infanzia  senza storia,
vissuta avendo, per sfamarsi, la miseria.
Sulla spiaggia frange l’onda la tempesta,
ma l’anelito respinge ogni timore
incalzando la voglia e aumentando l’ardore.
Ogni giorno lo sguardo scruta verso il mare
osservando una barca guidata dal destino,
ed alle spalle non c’è niente per restare.
 
All’orizzonte resta il  sogno di chi muore!
 

4° PREMIO

Nicola Capuzzimati di Lama (Taranto)

Perenne tormento
 
            MOTIVAZIONE CRITICA: La poesia tratta la tematica contemporanea dell'ansia, resa attraverso uno stile in cui riecheggia la
                                                            melica petrarchesca .
 
La nebbia che,
d'autunno,
le valli e i poggi asconde,
pur si apre,
si dirada,
indi svanisce.
 
La pioggia che,
d'inverno,
alluvia vie e contrade,
infin,
lenta stillando,
si arresta,
si esaurisce.

 

Il vento che
ad ogn'ora,
le fronde e i rami inclina,
poi tace a un tratto,
e anch'esso
va, e finisce.
 
Quest'ansia mia
per te,
perché non mai perisce?

 

5° PREMIO

Mario Aliprandi di Olginate (Lecco)

Laura alla collina delle primule

MOTIVAZIONE CRITICA: L'opera affronta la tematica dell'amore vissuto come un pendolo che oscilla tra tenerezza e ossessione.
Tu ancora non c’eri e già ti amavo, già eri parte dei miei sogni, delle mie fantasie.
Della mia vita, del suo monotono andare
il silenzio aveva già la tua voce, il buio più buio la tua luce.
 
Ti ho cercata, trovata e persa in tutte le donne prima di te.
Sedotto da comparse fugaci, solo perché avevano qualcosa di tuo.
 
Così mi sono innamorato dei tuoi occhi curiosi, stregato dagli occhi del primo amore.
Ho sfiorato le tue labbra speziate, baciando quelle di chi neanche il nome ricordo.
Ed ho accarezzato il tuo seno malioso, carezzando quello acerbo di un’altra,
stordendomi della fraganza dei tuoi capelli, scompigliando quelli di un’altra ancora.
 
Ma solo quando sei apparsa, stella ribelle, con le tue paure, le tue contraddizioni,
i misteri racchiusi al centro del tuo intimo desiderio,
ho trovato finalmente quei sorrisi di cui sono geloso, che vorrei tutti per me.
 
Tu che c’eri anche quando non c’eri, un’idea, un piacere da pregustare
come un preludio, come l’attesa della prima neve, come scartando un mon chery.
Ed ho fatto la sola cosa che già sapevo fare così bene, amarti.
Tu che sei tutte le altre. Tu che sei già di un altro.
 
Ti amo, amo la capacità di trasformarti pur restando uguale a te stessa
e t’amo di più quando da chioccia ti fai pulcino e vieni ad ammoinare chiedendo
affetto e tenerezze, tu la cartina tornasole dei miei desideri, il lunedì che non arriva mai.
 
Potessi amarti come t’amo, traversarti l’anima, per un solo istante,
essere della tua memoria, dei tuoi ricordi a colori, un piccolo frammento in bianconero.
“Ch’una favilla sol de la tua gloria”
Tu che sei già, dei miei ricordi in bianconero, l’unico fotogramma a colori.
 
E se desiderarti è sbagliato, ignorarti è impossibile, alla fine inciampo sempre in
qualcosa di te, un piccolo dettaglio, un gesto distratto, l’accenno di un sorriso.
T’amerò nell’unico modo che mi è concesso fare, cantandoti nelle mie liriche,
urlando pazzo i miei silenzi, tu sai ascoltare i miei silenzi?
 
Porta con te la luce che indossavi quel giorno tra le primule,
la melodia che traboccava da quei petali e sarai padrona del mondo.
E se non potrò amarti sarai comunque mia, e se anche andrai via io non ti perderò.
Anche distanti, se tu sorriderai, io sorriderò con te.
 
Magica come un giuda a primavera, tu vivi lì
( sospesa ) tra le mie parole e l’infinito.

 

6° PREMIO

Michela Zanarella di Roma

Papà

MOTIVAZIONE CRITICA: L'opera è la sentita commemorazione di un padre che, attraverso l'arte, ha trasmesso alla poetessa il valore della libertà.
 

Ogni giorno dipingi il mondo
in libertà,
dalle tue mani ruvide
nasce un veliero solitario
un mare in tempesta,
un campo di girasoli,
un cesto colmo di pere e mele.
Giochi di pennello e fantasia,
la tua mente schizza
oltre la sfera emozionale
ed una insolita goccia di colore
è piacere agli sguardi.
Scendi nel tuo buio assordante
con cieli cupi di città senza vita,
torni alla luce improvvisa
col grano maturo
e i vineti di ottobre.
Scegli la posa d'ombre,
lisci il nudo istante di ogni cosa
spatoli l'orizzonte
e linee di infinito.
In ogni tela
la tua anima perfetta da artista,
il tuo orgoglio di uomo,
il tuo semplice cuore di papà.

 

7° PREMIO

Pietro Baccino di Savona

Giorno del ricordo

                               MOTIVAZIONE CRITICA: L'opera evoca frammenti di memoria, balsamo di consolazione e di speranza per il futuro.
Era di maggio, tempo di barbarie.
La falce della guerra si abbatteva
su gente senza colpa, tranne quella
di frequentare un idioma sgradito.
Era di maggio, e il padre a dorso nudo,
lo sguardo opaco senza il pince-nez,
segnato a sangue dalle mani ostili
e sommerso dall’odio si smarriva
nel buio di un andar senza ritorno.
Di lui ci resta una fotografia
e ricordi da bimbi, e il suo sorriso
se ci osservava cavalcare il mulo
e i giorni della festa, quando ognuno
nel calor della casa
scioglieva la sua gioia.
Niente più. Poi la fuga nella notte
sul bragozzo per Pola, ed era maggio
quando crollava un  mondo e salutavo
l’isola patria per l’ultima volta
e gli affetti infantili frantumati.
Non ho fatto ritorno.
E solo nei frammenti
della memoria rivivo quei giorni
e mi sovviene il sapore mielato
degli acini densi di sole
e i fichi maturi reclini sul ramo.
Era di maggio, quando mi han rubato
il futuro possibile e la casa,
la cisterna del tempo di Colombo,
la nonna che affacciata alla finestra
mi sorrideva dolce e il giardinetto
della magnolia dalle foglie lucide.
Era di maggio…

 

8° CLASSIFICATO

Chantal Mazzaco di Tricesimo (Udine)

Sospiri

                              MOTIVAZIONE CRITICA: Tra i vicoli della mente, i sospiri della poetessa colorano i versi di memoria e di malinconia.

 

Perdo la strada
negli intricati vicoli
della mia mente..
Avrei voluto…trovare la via..
Ma tesso i miei sogni su calendari
di giorni neri…
Forse avrò un’altra ruga da portarti
Memoria del tempo passato..
Labile, fragile filo ad unirci..
Sospiri…consumano
Un volto che sbiadisce nella sera.
 

SEGNALAZIONE

Emanuela Antonini di Fabriano (Ancona)

Arrivederci

Nel velo della sera
Senza far rumore,
ti sei allontanato,
per spiegare le ali verso quale universo?
L’anima mia
muta, grida di dolore,
pena affilata che ferisce il cuore.
I ricordi,
soavi carezze d’amore,
prigionieri del tempo
cavalcano la mente
su fantasie di labili illusioni.
Mi inoltro nel bosco dei sensi
alla ricerca della tua presenza,
orme eteree
mi conducono al sentiero mai dimenticato.
Al mio passaggio
cespugli pizzicati dallo zeffiro
liberano la tua voce
per innalzare note all’indaco cielo di cristallo,
foglie da tinte sfumate e
rami in subbuglio
raffigurano la tua immagine,
torrenti dalle acque cristalline
offrono il tuo volto.
Nell’infinito silenzio
grido il tuo nome
e mi rispondono i monti.
Ogni cosa parla di te
ogni cosa testimonia
quel tenero nostro amore.
Un destino beffardo
ha tolto il sorriso alla mia esistenza,
ma non la speranza
di tessere insieme ancora la tela della vita.
 

SEGNALAZIONE

Roberto Mestrone di Volvera (Torino)

Il Diario

Ho ritrovato tra i libri, in cantina,
il vecchio diario dei miei sedicianni;
tutta sgualcita la sua copertina,
pensieri scritti senz'ombre d'affanni.
 
Tra le sue pagine il corpo d'un fiore
si slega smunto dai fogli ingialliti:
era il suggello del pegno d'amore
di due ragazzi da un sogno rapiti.
 
Vivo il ricordo di quella mattina
quando raccolsi lo stelo e l'odore
dei freschi petali ancor m'avvicina
 
alla tua bocca: si sciolse il pudore
dai nostri corpi e per te, mia regina,
slegai le voci segrete del cuore.
 

SEGNALAZIONE

Silvia Pecorini di Pian di Scò (Arezzo)

L'universo concluso


                                      OSPITE D'ONORE LUCIANO SOMMA
                  PERSONAGGIO MECENATE DEL TERZO MILLENNIO
 
Luciano Somma premiato come Personaggio Mecenate del Terzo Millennio dal Presidente onlus Mecenate prof. Massimiliano Badiali

Luciano Somma, il Presidente Mecenate dr. Massimiliano Badiali e il direttore Letterario dr.ssa Isabella Forgione

             

Luciano Somma, il direttore Fotografico Roberto Giuseppini, il Presidente Massimiliano Badiali

 

                               

 

Presidente-Webmaster: prof. Massimiliano Badiali

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