VINCITORI SEZIONE TEATRO
7° Premio Internazionale di
Arte
Mecenate
ORGANIZZATO
DA

-
-
in
collaborazione
Il Comune
di
Arezzo La Presidenza
del
Consiglio
Comunale di Arezzo
-
-
-
PREMIAZIONE E VINCITORI
-
7° Premio
Internazionale di Arte MECENATE
-

-
AREZZO 14 GIUGNO 2009
-
-
-
Luciano Somma
premiato come Personaggio Mecenate del Terzo
Millennio dal Presidente onlus Mecenate
prof. Massimiliano Badiali
-
-
-
ARTE
E SOLIDARIETA:
PRESENTAZIONE DEL
LIBRO
LABIRINTO ZERO
-
-
DEL PRESIDENTE ONLUS MECENATE
MASSIMILIANO BADIALI
-
-
STAFF
-
PRESENTAZIONE:
dr.
MASSIMILIANO
BADIALI,
dr.ssa ISANIA
FORGIONE, dr.ssa
BARBARA CANTELLI,
dr.
DENNY BONICOLINI,
dr.ssa
CHIARA
DELLA
MARTA
LETTURE:
dr.ssa
BARBARA CANTELLI,
dr.
DENNY BONICOLINI,
dr.
DENNY BONICOLINI,
dr.ssa
ISANIA
FORGIONE
e
dr.ssa
CHIARA
DELLA
MARTA
-
ALLESTIMENTO
ARTISTICO:
prof.ssa LELIA
BURRONI
MUSICA:
dr.
DENNY BONICOLINI
-
FOTOGRAFIE:SANDRO
RICCI
-
STAMPA:
dr.
MASSIMILIANO
BADIALI
-
VIDEO:
DANIELE LOCCI

-
- Da Sinistra in basso il Vicepresidente prof.ssa Lelia Burroni, il Segretario-Direttore Teatrale dr.ssa Barbara Cantelli, il Direttore Musicale-Cinematografico dr. Denny Bonicolini, il Presidente dr. Massimiliano Badiali, il Direttore Lettterario prof,ssa Isabella Forgione, il Direttore della Formazione Scolastica Chiara della Marta, l'ospite d'onore Mauro Montacchiesi,
- Da Sinistra in alto ilo tesoriere rag. Rolando Badiali, il Presidente ConfArezzo Luciano Bigazzi, il Direttore Turistico dr.ssa Elisabeth Veneziano, l'ospite d'onore Irene Sparagna e Responsabile Roma-Lazio Manuela Pallucca.
|
|
-
  
-
-
Lo
staff
Mecenate
-
-
GIURIA
-
MEMBRI DI GIURIA D’ONORE:
Luciano Somma e Claudio
Giannotta.
- La
Commissione di Giuria del Premio Mecenate sezione TEATRO è la
seguente:
-
dr.ssa Barbara Cantelli (Presidente), dr.
Denny Bonicolini, prof.ssa
Isabella Forgione , Roberto
Giuseppini, Stefania
Liberatori, prof.
Massimiliano Badiali.
-
IL GIUDIZIO DELLA GIURIA E’ INSINDACABILE
-
VINCITORI
I vincitori del 7°
Premio TEATRO AREZZO-2009
1° PREMIO
Bertoncelli Marco di Sona
(Verona)
Domus
precariorum
MOTIVAZIONE CRITICA:
Tema di attualità espresso in un perfetto congegno sia
scenografico che di parola; commedia brillante che sa
tenere viva l'attenzione, tenendo viva la riflessione.
-
- Personaggi
-
- Aldo Giretti Laureato in
fisica con varie specializzazioni, è il precario che
non molla.
- Beatrice detta Bice Laureata in
filosofia, è la precaria che si adatta.
- Mara Micetti Laureata in
lettere, è la precaria cha ha deciso di non lottare
più.
- Marika Laureata in
economia e commercio con 110 e lode, è la precaria
distrutta.
- Giorgio Brambilla Un amico di Aldo che,
se solo avesse voglia di studiare, sarebbe un
precario pure lui, solo che lui, invece, ha deciso
di lavorare.
- On. Brambilla Onorevole
Imprenditore Lombardo.
- Prof. Soloni Docente
universitario.
- Il postino Un precario alle
poste.
-
- Una stanza con due porte (più la porta
d’ingresso).
- Da un lato un mobile letto, nel quale dorme Aldo
e che verrà chiuso ad uso divano quando Aldo si sarà
alzato.
- Un tavolino e qualche sedia, mobili e
suppellettili secondo necessità.
- Una lavagna a fogli mobili e oggetti atti a
rappresentare possibili esperimenti in corso
(Costruzioni col meccano, rotoli di disegni, ecc.)
-
-
- Primo Atto
-
- Aldo dorme su un divano letto. Vicino al letto,
una pila di piattini dalla quale Aldo può attingere
per romperli sul pavimento.
- Squilla un telefono.
- Aldo Svegliandosi a fatica.
- Pronto?
- Giorgio Con entusiasmo.
- Ciao Aldo! Sei sveglio?
- Aldo Scusa?
- Giorgio Sei sveglio?
- Aldo Chi, io? Si guarda intorno,
si osserva, magari si pizzica Si, sono sveglio.
- Giorgio Ti sento mogio.
- Aldo È che stavo studiando.
- Tira un piattino sul
pavimento in modo che si rompa.
- Chi sei?
- Giorgio Ma come, non mi riconosci? Sono Giorgio!
- Aldo Ah, Giorgio...
- Giorgio Giorgio, Giorgio!
- Aldo E io che ho detto?
- Tira un altro piattino
sul pavimento.
- Giorgio Sei a casa oggi?
- Aldo Oggi? Non lo so, se
chiamano dovrò andare, gliel’ho già data buca un
paio di volte...
- Giorgio Allora niente, volevo invitarti a bere
una birra.
- Aldo Domani Giorgio, domani.
- Riaggancia e poi
riprende svelto la cornetta.
- Ah Giorgio! Con un gesto
di disappunto rimette la cornetta.
- Mi sono dimenticato di
dirgli della radio!
- Tirando un altro piattino sul pavimento Come se
servisse a qualcosa!
- Aldo ora si alza, sistema il letto in modo da
renderlo ad uso divano, accende la radio, un
programma musicale, ed esce. In scena si sente la
radio.
- Aldo rientra quasi immediatamente, si mette in
un punto della stanza libero dai cocci dei piattini
e comincia ad eseguire gli esercizi ginnici del
mattino seguendo il ritmo della musica che esce
dalla radio. Non appena inizia gli esercizi, la
radio cambia il tipo di musica, allora Aldo cambia
il ritmo e segue il nuovo brano musicale, ma dalla
radio, ora, esce una musica ancora diversa. Così
via, a soggetto per un tempo adeguato.
- Aldo Spegnendo la radio Basta!
- Se devo fare jogging non
posso farlo in queste condizioni!
- Tira un altro piattino sempre nel medesimo punto
del pavimento, prende un brogliaccio degli appunti,
si china a contare i pezzi in cui si sono rotti i
piattini e prende appunti meticolosamente.
- Poi prende un righello e, sempre prendendo
appunti meticolosamente, comincia a misurare le
distanze dei diversi pezzi in cui si sono rotti i
piattini.
- Infine, prende un
bilancino, pesa i pezzi più grossi e prende appunti
- Ci siamo! ci siamo! Grande! La dimostrazione
c’è! Adesso devo solo trovare la regola!
- Grande! grande!
- Esce per andare a vestirsi.
- Bice È permesso? È permesso? C’è
nessuno?
- Si guarda attorno e
quando vede i cocci sul pavimento fa un salto
all’indietro gridando.
- Santo cielo! Ma qui
è successo il finimondo!
- Esce.
- Aldo Entrando per un breve
attimo, fintanto che si sta rivestendo.
- Bice? Bice sei tu?
- Eppure mi pareva.
- Esce.
- Bice Rientrando con una scopa.
- Mai vista una cosa del
genere! Eppure non mi risulta che sia sposato!
- Aldo Da fuori.
- Bice? Bice sei tu?
- Bice Sono io!
- Aldo Da fuori.
- Mi pareva infatti...
- Ascolta, lascia stare i
cocci che poi li raccolgo io.
- Bice Cominciando a scopare il
pavimento
- Non preoccuparti, faccio in un momento.
- Aldo Sempre da fuori.
- Lascia stare ti dico! Spolvera i mobili se vuoi,
ma i cocci lasciali, sono un esperimento.
- Bice Bloccandosi con la scopa in
mano.
- Che?
- Aldo Un esperimento!
- Bice Ahh! Sparpagliando con la
scopa i pezzi che stava raccogliendo.
- Aldo Entrando e accorgendosi di
quanto è avvenuto.
- Ma sei pazza? Cos’hai
fatto?
- Bice Chi, io?
- Aldo No, io!
- Bice Non lo so cosa fai tu
quando io non ci sono, guarda qua che casino!
- Quando sono entrata era
tutto così!
- Aldo Bice...
- Bice Ma si! Si Aldo, si! tutto
così. Ti giuro che non ho toccato nulla.
- Aldo Bice....
- Bice Nulla, proprio nulla!
- Aldo Nulla?
- Bice Nullina...
- Aldo Ma quante volte te lo devo
dire di non toccare le mie cose? Anche se vedi cose
strane, anche se non capisci, capito? Non toccare,
caspita, non toccare!
- Io ci sto mesi sugli
esperimenti!
- Bice Ma non è colpa mia!
- Aldo No infatti, è mia la colpa,
che ti ho assunto! O meglio, di mio padre! Visto che
è lui che ti paga, e che ti ha mandata a ficcare il
naso negli affari miei!
- Hai presente cosa stavi facendo
vero? Ce l’hai presente!?
- Bice E come, no?!
- Stavo sistemando i
postumi della sbornia.
- Aldo Sbornia? Sbornia? Ah è
questo allora che pensi...
- Bice Cogito, prego! Sarò anche
una colf ma non sono mica stupida! Per tua norma e
regola sono laureata in filosofia.
- Aldo Eh brava, la filosofa del
manico della scopa.
- Bice Minacciandolo con la scopa.
- Ah si? Sarò anche una colf ma non ci vuole mica
molto a passarti da epicureo a stoico! Non so se
rendo l’idea.
- Aldo Ma lascia perdere và,
lascia perdere. epicureo... stoico..., sai quanto me
ne frega.
- Io so solo che hai mandato a monte un
esperimento! Un esperimento che forse, mi avrebbe
fatto trovare un lavoro!
- Bice Volevi vedere quanto
resiste la porcellana o quanto tempo ci impiega la
tua colf a risistemare il locale?
- Aldo Spiritosa! Sei fortunata
che lo stipendio te lo paga mia padre!
- Bice Sei fortunato che mi devo
mantenere gli studi.
- Aldo E per cosa, per rovinare il
lavoro di un genio?
- Bice Ah si? È così che la pensi,
allora!Tirando i piattini in testa a Aldo
- Tieni allora! Vedi se
riesci a calcolare questo, e questo, e questo
- Aldo Ferma, sei pazza? cosa fai?
- Bice Un esperimento, cretino!
- Aldo Alt! Ferma! Stop! Time out.
- Bice Fermandosi.
- Cedi di già?
- Aldo Chiamandola a se per farla
partecipe dell’oggetto delle sue ricerche.
- Guarda che io sono un precario, mica un cretino!
- Vieni, cerca di capire, se ci riesci.
- Le regole sono le stesse, lo dimostrano le
misure.
- Vedi? Guarda: i cocci dei piatti si dispongono
nello stesso modo in cui sono disposti i centri
abitati, guarda: 1 grande 4 medi e 8 piccoli.
- Bice Ah.
- Aldo E questo è niente.
- La disposizione è uguale sia che misuri i cocci
di un piattino tirato sul pavimento, che misuri una
carta topografica o che osservi le disposizioni
delle stelle e delle galassie.
- Sembra che tanto sia nell’infinitamente piccolo
quanto è nell’infinitamente grande!
- Bice Tutto qui? Questo lo diceva
già Kant nell’700!
- E c’era arrivato senza tirare tanti piatti in
giro per l’appartamento.
- Aldo Si vede che anche lui avrà
avuto una domestica bisbetica!
- Ma guarda te se un laureato in matematica, con
un master in fisica nucleare e un dottorato in
ingegneria delle particelle, deve star qui a
discutere con una serva. E pure filosofa!
- Come dire l’equatore e il polo nord! La ragione
pura e il nulla cosmico, la materia grigia e il
vuoto intergalattico!!
- Bice Ha parlato Einstein!
- Aldo Ah sì!? E allora sai cosa
ti dico eh? sai cosa ti dico?
- Quando muoio mi faccio
cremare!
- Bice Sai quanto me ne importa!
- Aldo E poi faccio spargere le
mie ceneri sul tappeto! Tiè!
- Vedi se poi non te ne
importa! Einstein.
- Suonano alla porta
- Aldo Hanno suonato.
- Bice Con un atteggiamento
risentito.
- Io sono la colf, mica la portinaia!
- Aldo E con ciò?
- Bice Che intanto ha ripreso a
pulire i cocci.
- Io sono pagata per pulire, non per servirti!
- Suonano ancora
- Aldo Con un tono che è un invito
ad andare ad aprire.
- Suonano.
- Bice E allora? Riprendendo in
mano un piattino Cosa faccio? Ricomincio a tirare?
- Aldo Rimanendo sempre al proprio
posto.
- Ah bè! Se la metti così, vado io!
- Avanti, è aperto!
- Mara Entrando
- Quivi discese, per sconsolate cordonate,
l’infelice felino.
- Aldo Ancora!
- Mara Qual tormentata esistenza
incombe sulle mie aurore!
- Aldo Vai, corri. Vai a
prenderlo, che non cada di un altro piano.
- Mara Esce
- Bice Ma chi è?
- Aldo Chi Mara? Mara!
- Si è laureata in lettere che sono ormai tre
anni, e spera ancora di essere assunta come
insegnante, anche come precaria, se solo ci fosse
un’opportunità. Ma ora pare che taglino anche quelli
che ci sono, figurati a sperare.
- Nel frattempo si è trovata un lavoretto come
dama di compagnia di cani e gatti. Sai com’è, no?
Quando i padroni vanno in vacanza, o al lavoro, lei
accompagna i cani a far la pipì e tiene compagnia ai
gatti.
- Ogni tanto riesce ad avere qualche supplenza e
allora sembra rinascere, ma poi, quando il titolare
della cattedra guarisce e rientra al suo posto,
torna che son dolori! Peggio di prima!
- Bice Oddio, sempre meglio che la
colf.
- Aldo Già, almeno fin tanto che
riesce a tener separati cani e gatti.
- Bice Ma parla sempre così?
- Aldo Bah! Di solito si esprime
con versi d’autore, che ne so, Leopardi, Foscolo...
Carducci, ma quando non è ispirata si esprime
inventando.
- Bice E gli capita spesso di non
essere ispirata?
- Aldo Adesso è niente! dovresti
sentirla quando decanta in latino! Come declamando
Omnes homines liberi aequique dignitate atque
iuribus nascuntur. Ratione conscientiaque, ecc. ecc.
uh sentissi che roba!
- Bice E cosa viene a fare qui?
- Aldo Ogni tanto gli cade un
gatto sul mio balcone e viene a riprenderselo, e poi
viene a scambiare due chiacchiere col sottoscritto!
- Bice Ah, ecco!
- Aldo Perché, ti dispiace?
- Bice Dispiacermi? E perché mai?
Una che è abituata a stare con gli animali potrà ben
sopportarti qualche minuto!
- Aldo Sempre gentile, eh?
- Rientra Mara accarezzando un peluche.
- Aldo Trovato?
- Mara micio micio mao micio
micio mao
- Tenero... il candore
albino del suo manto striato risveglia in me ardite
nefandezze.
- Oh sol che gorgoglia sul
mar, posa il tuo raggio sul mio capestro.
- Aldo Chi è?
- Mara Anonimo di fine ottocento.
- Bice E ti credo! Ci vuole
coraggio a firmare una roba del genere!
- Aldo Ma cosa nei sai tu!
- (mimando il gesto dello
scopare la casa) Fai la filosofa, và, che ti basta e
avanza!
- Si è fatto male?
- Mara Il suo cuore soffre...
- Bice Anche le mie orecchie.
- Aldo Oh, ma la vuoi piantare!?
Sei o non sei la colf!?
- Bice Certo che sono la colf!
- Aldo E allora vedi di occuparti
dei gatti sotto il letto!
- Bice Mi sa tanto che con la
scusa del gatto, questa ci marcia!
- Uscendo Qui gatta ci cova!
- Mara Chi è quella povera
creatura?
- Aldo Chi Bice? Massaggiandosi la
testa Alla faccia della povera creatura!
- È la domestica, è qui da qualche giorno.
- Mara La me perdona, sior, ma
butar via tanti bezzi in ste cosse. (C. Goldoni, “La
famiglia dell’antiquario”).
- Aldo Non la pago io, ti pare che
potrei mantenermi una colf? Andando a fare la clac
in giro per l’Italia ai congressi dei partiti!?
Figurati...
- La paga mio padre.
- Ha insistito che la prendessi perché pensa che
in questo modo sono più libero di dedicarmi ai miei
esperimenti e di cercarmi un lavoro.
- Capirai, per tenere
pulito un monolocale!
- Mara Quando candida è la magione,
libero vola il pensiero.
- Aldo Pascoli?
- Mara Mastro lindo.
- Aldo Ah, ecco! Comunque in fondo
Bice non mi dispiace, è una come noi, solo che ha
scelto filosofia. Capirai, fai fatica a trovare un
pane se studi medicina o ingegneria, figurati un
filosofo. Filosofia... quando lo trova un
impiego un filosofo al giorno d’oggi?
- Mara Tanto potè l’uman vagar per
l’aere suo che del pensier più non s’accontenta.
- Aldo Prima fa segno di aver
compreso e poi come di non aver capito
- Sarà!... ma non si mangia!
- A voce alta perché senta anche Bice
- Io di filosofi che fanno la bella vita ne
conosco pochi! Troppo pochi! E quelli che conosco mi
ronzano intorno come mosche al miele!
- Bice Da fuori.
- Spiritoso!
- Aldo Ma dimmi di te, sei entrata
in graduatoria?
- Mara Questa graduatoria non s’ha
da fare!
- Aldo Ah no! Questo lo conosco
eh, questo lo conosco pure io. si si siiii
aspetta... Aspetta, aspetta Manzoni! Giusto?
- Mara Giusto.
- Aldo Chi non conosce Giulietta e
Romeo, e che caspita!
- Mara Miaooooooooo
- Esce di casa
- Aldo Che rimane come interdetto.
- Eppure stavolta mi pareva di averci preso, dov’è
che ho sbagliato?
- Mah, meglio la fisica! Ehi Bice, hai finito di
pulire il bagno?
- Bice Rientrando.
- L’ho passato a tal punto che se lo vede Carolina
Kostner ci vince un mondiale, ci vince!
- Aldo Senti, lascia stare il
bagno, ascolta: Manzoni ha scritto Giulietta e
Romeo, giusto?
- Bice E come no? E Shakespeare,
invece, la Divina Commedia!
- Aldo Eppure...
- Bice Senti un po’, ma a quella
il gatto gli cade di sotto o lo butta?
- Aldo Sai che non l’ho mai
capito?
- A volte mi pare che cada da solo, ma visto che
cade anche tre volte al giorno, deve essere un gatto
un po’ rintronato.
- Bice Come la sua padrona.
- Aldo Quello che è strano è che
cade sempre quando sono in casa io o quando viene a
trovarmi Giorgio, mai una volta che cada quando sono
fuori!
- Bice Lo butta!
- Aldo Ma dai, chi vuoi che butti
un gatto dal balcone?
- E a che scopo, poi?
- Bice Oddio, va bene non
conoscere la filosofia e tanto meno la letteratura,
ma un certo istinto naturale dovresti pur sentirlo
anche tu, no?
- O hai già raggiunto la pace dei sensi?
- Raccoglie le sue cose e se ne va
- Aldo Appena uscita Bice, si
mette a lavorare su un attrezzo che pare servire per
un nuovo esperimento, (potrebbe essere un
ventilatore o un oggetto costruito con il meccano)
- Ma come caspita si fa a lavorare in un ambiente
del genere!
- Queste sono matte da legare! Matte sono, pazze,
pazze furiose, altroché l’Orlando! queste sono
pazze, mica l’Orlando.
- Giulietta e Romeo, bò!? O forse era Renzo con
Giulietta? che caspita ne deve sapere un fisico di
quelle menate lì! Ci sono elettroni? No, ci sono
fotoni? No, e allora non so che farmene di quella
roba lì, mica mi dà il pane, mi dà!
- La pace dei sensi... Il senso della pace gli
manca a quella lì, altro che la pace dei sensi!
- Entra Giorgio con qualche CD in mano
- Giorgio Ehilà Aldo! Come va la vitaccia?
- Aldo Ciao Giorgio. continuando a
lavorare Allora è vero!
- Giorgio Cosa?
- Aldo Che sei ancora a piede
libero!
- Giorgio Spiritoso, sono venuto a riportarti i CD
che mi avevi prestato (posa i CD su un mobile).
- Aldo Sempre continuando a
lavorare.
- Non sei tu che hai truccato il motorino del
Lele?
- Giorgio Chi io? Figurati se ora mi metto a
truccare anche i motorini!
- Aldo Già!
- Giorgio Se lo venisse a sapere mio padre!
- Aldo Che trucchi i motorini?
- Giorgio Che lavoro! Mi disedererebbe, lo sai no?
Lui è convinto che io stia studiando alla grande.
- Aldo Lo so, lo so... ma secondo
me sbagli.
- Giorgio Sarà, ma io, in questo momento, ho il
doppio stipendio!
- Quello che mi passa mio
padre per mantenermi gli studi e quello che prendo
lavorando.
- Aldo E sei pure il doppio
ignorante.
- Giorgio È vero, però io lavoro e voi no, e con
quello che prendo potrei campare senza problemi, e
in più mi diverto!
- Sai quanto me ne importa della trigonometria
euclidea o della chimica e tecnologia del restauro e
della conservazione dei materiali!
- Di sera faccio il barman, di giorno metto
insieme qualche lavoretto, ed ecco che i miei studi
di elettronica danno già più frutto delle tue
lauree.
- Anche se ti assumessero domattina, prima che vai
a pari con quello che ho preso io...
- Aldo Parli bene tu, ma io non me
la sento di mollare tutto proprio adesso che ho in
testa un’idea rivoluzionaria. Anzi, due!
- Per una sto discutendo
con il prof. Soloni, lo conosci no? Hai fatto
l’esame con Soloni?
- Giorgio Con chi, con Soloni? No, no, per carità,
quello ti frega perché non finisce mai le domande.
- Aldo Già, e pretende le risposte
giuste.
- Giorgio Hai saputo della Carla, no? Tre volte
l’ha dato quell’esame, dovevi vederla come arrivava
al bar, dopo l’esame. Tutte le volte le sembrava di
essere al “Rischia Tutto”: “Per favore, signorina,
mi parli di... mi parli di... e non finiva la
domanda!
- Se rimaneva ad aspettare la fine della domanda
la mandava via perché mancava di fantasia e se
invece provava a finire la frase, le sparava
l’esatto contrario!!
- L’ultima volta le ha
detto: “Lei mi pare che non sia la... non sia la...”
- “Prima volta che mi
presento” dice lei,
- “Bene! spero proprio che
stavolta lei abbia... Lei abbia...”
- “Studiato” dice lei.
- “Studiato, brava!” fa
lui “Bene bene bene... mi parli un po’ di... di...
di...”
- “Vabbè” dice lei “torno
domani”.
- Aldo Si vede che non gli è
simpatica.
- Giorgio Può essere, l’ha cacciata prima ancora
di farle la domanda!
- Aldo Comunque, prima o dopo
dovrai presentarti anche tu.
- Giorgio Chi, io!? Io aspetto che vada in
pensione!
- Aldo Hai voglia di aspettare,
hai presente a che età va in pensione un Professore
universitario?
- Quando fa così vuole che gli si parli di Darwin;
è un fanatico di Darwin!
- Giorgio Ah!?
- Aldo Darwin, esatto, e io ho
elaborato una teoria che prova una volta per tutte
che Darwin ha ragione!
- Giorgio Bravo caspita, bravo!... ma ha ragione
su cosa?
- Aldo Come su cosa,
sull’evoluzione, no?
- Solo che la mia non è la
teoria dell’evoluzione ma dell’involuzione!
- Giorgio Scusa?
- Aldo È chiaro no? Darwin dice
che siamo tutti il frutto di un’evoluzione che si è
svolta per caso, io invece posso sostenere che siamo
esattamente il contrario. Il frutto di una
involuzione!
- Un’involuzione alla quale l’uomo non
riesce ad opporsi!
- Che in fondo, non è
altro che un’evoluzione al contrario, giusto?
- Giorgio lo guarda un secondo e poi
- Guarda, se solo avessi avuto ancora dei dubbi...
- Aldo Lo guarda a sua volta un
secondo
- Senti una cosa Giorgio, visto che sei qui, non
mi ripareresti la radio?
- Giorgio Tu si che mi capisci! Volentieri,
volentierissimo! Cos’ha?
- Aldo Cambia canale da sola, è un
dramma!
- Non sai mai cosa stai
ascoltando:
- Mimando le diverse voci
che escono dalla radio
- Sentiamo ora Gianni Morandi in un brano degli
anni 60: con le prime piogge sono arrivati anche i
primi temporali che hanno alzato gli indici della
borsa che altrimenti sarebbero stati in caduta
libera gli sciatori che hanno battuto il record di
apnea nei fondali di Canazei.
- Ti pare che sia
possibile?
- Giorgio Ci penso io, deve essere un contatto!
- Si mette ad armeggiare
attorno alla radio
- Aldo Come sovvenendo
all’improvviso.
- Ehi, fermo! Non è che poi mi fai pagare la
riparazione?
- Giorgio Tranquillo, per gli amici è gratis.
- Aldo Meno male! Altrimenti
sballava il budget del mese.
- Giorgio Quante storie! Lo sai che non devi far
altro che chiedere.
- Aldo Lo so, lo so, ma non mi va,
devo farcela da solo e poi, anche se non mi dovesse
andar bene il colloquio con Soloni, ho sempre
un’alternativa.
- Giorgio Il terzo ponte! È lì che s’è liberato un
cartone, no?
- Aldo Ridi ridi, io intanto, fin
che tu ridevi ho inventato la macchina del moto
perpetuo!
- Giorgio Cos’è, ti fai adesso?
- Aldo Più esattamente, ho trovato
il modo di produrre il moto perpetuo fin che dura il
mondo, e quindi di ottenere energia pulita, e
soprattutto gratis!
- Giorgio Quindi è una cosa seria.
- Aldo Più che seria! Serissima!
- Giorgio Dimmi allora, sentiamo, sono tutto
orecchi!
- Aldo Ah no, ogni cosa a suo
tempo!
- Ho invitato un imprenditore, un pezzo grosso! e
quando gli ho spiegato la cosa, per telefono, la sua
segretaria sembrava molto, molto interessata.
- Ovviamente non gli ho descritto i particolari,
ovvio, però se mi propone un buon contratto...
- Giorgio Chi è?
- Aldo Chi è? Chi è chi?
- Giorgio Come chi è chi, chi è ‘sto qui!
- Aldo Qui? Chi è qui?
- Giorgio Ohe! Chicchi ricchi chi chi chi, chi è
chi lui, il pezzo grosso!?
- Aldo Ah la Confindustria... è
tizio lì, come si chiama?... dai che lo sai... è
sempre sui giornali....non lo so! Non mi ricordo.
- Giorgio Come non lo sai!?
- Aldo Non è che non lo so, non mi
ricordo, non ho parlato direttamente con lui, ho
parlato con la segretaria.
- Le ho lasciato
l’indirizzo (mostrando il locale con pompa) del mio
studio.
- Mi ha promesso che la prima volta che passa da
queste parti sarebbe venuto a trovarmi.
- Giorgio La segretaria?
- Aldo Ma no, scemo! Lui, la
Confindustria, com’è che si chiama...
- Giorgio E tu ci credi?
- Aldo Giorgio, è un industriale!?
- Giorgio Almeno, così m’hai detto.
- Aldo E gli industriali, quando
sentono il profumo dei dollari, secondo te, vanno o
non vanno?
- Giorgio Oddio, anche mio padre è uno che ci si
butta a capofitto.
- Aldo Esatto, basta fargli
sentire il profumo . vedrai che arriva si, vedrai se
non arriva!
- Solo che c’è un
problema, piccolo, ma c’è.
- Giorgio Un problema? Che problema?
- Bice Rientra
- Aldo Anzi, due!
- Bice Due di che cosa?
- Aldo Hai preso due confezioni di
biscotti?
- Bice Da quando in qua mangi
biscotti?
- Aldo Io? E da quando in qua
mangio biscotti io?
- Io non ne ho mai mangiato di biscotti, grazie a
Dio se riesco a far colazione col pane avanzato. Mi
riferivo ai biscotti per il gatto.
- Bice Ah, pure i biscotti adesso!
Quel sacco di peli col paracadute! La prima volta
che me lo trovo fra i piedi gli faccio conoscere la
scopa!
- Aldo Bice...
- Si sente un miagolio dal balcone
- Bice Oh eccolo! Felis in fabula!
- Scommettiamo che fra tre
minuti scende anche Kit e Kat?
- Mara È permesso?
- Bice Ehi kit e kat, sei in
anticipo di 2 minuti.
- Mara Avrei dovuto portare Frou
frou a fare una passeggiata, ma nuvole di nero fumo
salgono lente dalla città.
- Aldo Come per interrompere Mara
- Mara...
- Mara La polvere ha oscurato il
sole.
- Bice E ti ha pure bruciato il
cervello!
- Aldo Vuoi andare a pulire il
bagno per piacere?
- Sei o non sei la
domestica!?
- Bice Vado vado, ma sappi che
“cogito ergo sum”
- Aldo Ecco brava, cogita fin che
non ti chiamo io.
- Mara, conosci Giorgio?
- Giorgio Salve!
- Mara Le onde cantano ai bambini
nenie senza senso, come fa la madre quando culla la
sua creatura?
- Giorgio Eh?
- Aldo Mara è una Professoressa di
lettere.
- Giorgio Ah.
- Aldo Te l’ho detto, no? È una
come noi, laureata con pieni voti che cerca in tutti
i modi di far valere i suoi studi, ma, come vedi,
non se la passa molto bene.
- Ti è caduto di nuovo il
gattino? Vai pure se vuoi, sai che qui è come casa
tua.
- Mara Uscendo
- Oh gran bontà dei cavalieri antichi. Rivali eran
di fe’, e si sentia degli aspri colpi iniqui per
tutta la persona anco dolersi, e pur per selve
oscure e calli obliqui insiem van, senza sospetto
aversi (L. Ariosto, “L’Orlando Furioso”).
- Giorgio Appena uscita.
- Mollale!
- Aldo Come?
- Giorgio Mollale ti dico! Va bene precarie, ma
queste abbassano la media!
- Aldo Oh Giorgio! fanno quello
che possono, in fondo sono solo precarie, caspita!
non sono cretine.
- Giorgio Se vuoi un consiglio, mollale tutte due!
- E Molla tutto! Trovati un lavoro... mettiti a
posto... non potrai certo continuare a campare di
speranze e del sussidio di povertà che ti passa il
vecchio. Mollale, ti dico, o prima o poi sarà il tuo
vecchio a mollare te!
- E fammi un piacere, circondati di persone
positive!
- Aldo Te l’ho detto, non sono
cretine.
- Giorgio Ma non fanno mica nulla per dimostrarlo,
eh!?
- Aldo Ascolta, parliamo di cose
serie: per me l’incontro con questo finanziere
potrebbe essere l’occasione della vita. Più ancore
della borsa di studio di Soloni o di qualche
dottorato per raccomandati.
- Giorgio Bene.
- Aldo Il problema è che, anche se
sono sicuro che verrà a vedere di che si tratta, non
so quando verrà e questa è gente che non si muove
due volte. E io, sai com’è, con il lavoretto che mi
sono trovato...
- Giorgio Te lo sei cercato però, quel lavoretto.
- Aldo E va bè, pagano benino, ..
ti lascia la mente libera di pensare... ti
rimborsano pure le spese di viaggio... il problema
vero è che non sai mai quando ti chiamano.
- Giorgio Solo che per campare devi sperare di
essere sempre in campagna elettorale.
- Aldo Questo proprio non è un
problema!
- Una volta le politiche, un’altra le
amministrative, qualche ricorrenza qua e là... ogni
tanto ci infili le Europee... non si campa male a
fare la clac, devi solo stare attento a non
sbagliare gli slogan.
- Giorgio Già, come quella volta che ti hanno
menato a Orposotto.
- Aldo Quel giorno non avevo
sbagliato gli slogan.
- Giorgio Ah no? E com’è che ti hanno ridotto a
brandelli?
- Aldo Erano le bandiere
sbagliate!
- Giorgio Dici niente!
- Aldo Se ne sono accorti in un
attimo.
- Giorgio È stato brutto?
- Aldo Hai presente come si
sentivano i gladiatori quando facevano entrare i
leoni? Uguale!
- Giorgio Come andare al derby vestito da
interista nella curva dei milanisti.
- Aldo Più o meno, però, ascolta,
non è il momento di parlare del mio lavoro.
- Se lui viene in mia
assenza mi sostituirai tu.
- Giorgio Che!?
- Aldo Perché, cos’è che non va!?
- Giorgio Ah niente, basta fare un po’ il
buffone... saltellare qua e là, ogni tanto tirare un
piattino sul muro... Che ci vuole a fare il buffone,
magari mi metto anche un cappellaccio, la
calzamaglia eh? che ne dici?
- Aldo Ohe! Senza esagerare però!
- Giorgio Categorico
- Non lo farò mai!
- Aldo Ah no! tu lo farai, eccome
se lo farai.
- Giorgio E se mi riconosce? Se capisce che non
sono te?
- Aldo Ma come fa a riconoscerti,
io ho parlato solo con la segretaria.
- Non capisci che potrebbe
essere la mia grande occasione?
- Giorgio L’occasione fa l’uomo ladro!, dice il
proverbio.
- Aldo E pure cattivo! Dice il
saggio!
- Ma ci pensi se mi va dritta! Ohe, Giorgio! si
tratta di rivoluzionare il sistema energetico
mondiale capisci, mondiale! e tu ti rifiuti di stare
al gioco.
- Non capisci che ci
potrebbe essere gloria anche per te?
- Giorgio Gloria?
- Aldo Gloria.
- Giorgio Non mi interessa, preferisco rimanere
scapolo.
- Aldo Facciamo così: se capita
l’occasione tu mi sostituisci con Soloni e con
questo qui..., com’è che si chiama... Birilli...
Barelli... Va be’, non è importante, e io ti
sostituisco in qualche esame. Tanto sul libretto
personale non c’è mica la foto!
- Giorgio Con l’aria di chi prende in
considerazione la proposta
- Questa, effettivamente, potrebbe essere un’idea.
- Aldo Che ne dici? Tu continui a
lavorare e a guadagnare e io studio per te, così
prendi la laurea anche tu e farai contenti i tuoi.
- Giorgio E poi vado a fare il precario.
- Aldo Ma se sono anni che me la
meni che tu lavori e io no.
- E continuerai a lavorare, no? Non te ne
accorgerai neanche della laurea... Vado io anche
alla festa!
- Giorgio Non è male come idea, non è male.
- Aldo Guarda, è addirittura una
proposta contro i miei interessi.
- Giorgio Perché?
- Aldo Perché poi andrà a finire
che quando ti sarai laureato, fregherai il posto a
me.
- Giorgio Sei perfino ridicolo!
- Aldo E allora?
- Giorgio Dopo un attimo di indecisione No, meglio
di no!
- Aldo E perché, se mi è dato di
sapere?
- Giorgio Perché se ci scoprono sono dolori per
tutti: ci appioppano una bella denuncia per truffa
aggravata e chi si è visto si è visto! Io ci perdo
solo la faccia, ma tu ci perdi faccia e speranze.
- Aldo Senti, casomai accadesse,
col lavoro che faccio, non vuoi che trovi un amico?
- Giorgio Per quel genere di amici lì, l’amicizia
termina il giorno stesso che finisci dentro.
- Aldo Ma dai che non è difficile,
basta che ti costruisci una storiella credibile.
- Fai finta che sia una
bella donna.
- Giorgio Ho capito! ma basta solo che mi faccia
due domande.
- La prima potrebbe essere
“Buongiorno, lei è il dott. Giretti?”
- Bruciata la prima
domanda!
- Da qui in avanti potrebbe accadere di tutto!
- Aldo Quello che rischia sono io,
mica tu!
- Basta che la storia sia credibile, non devi mica
metterla per iscritto, tanto poi ci sarà sicuramente
un consulto tecnico, e a quello vado io.
- Giorgio Sempre che io superi l’esame.
- Aldo Ma si che lo supererai, te
l’ho detto! Basta solo che tu gli faccia sentire il
profumo dei dollari.
- Giorgio Non lo farò mai!
- Aldo Va bene, come vuoi,
d’accordo.
- L’onestà prima di ogni altra cosa, hai ragione,
io allora, in nome della nostra vecchia amicizia,
chiamo tuo padre e gli spiffero tutto.
- Giorgio Tutto cosa?
- Aldo Che lavori e non studi.
Mica perché ce l’ho con te, figurati.
- È solo per toglierti il
peso della confessione, che ne dici?
- Come minimo il vecchio
ti disereda.
- Giorgio Quand’è che si comincia?
- Rientra Bice
- Aldo Com’è andata?
- Bice È falsa.
- Giorgio Oh che paroloni! Falsa, un po’ stramba,
forse, ma falsa?
- Bice È falsa ti dico, sostiene
che il gatto si ostina a camminare sul corrimano del
balcone finché il vento non lo spinge e cade
dabbasso.
- Rientra Mara
- Mara La nebbia agli irti colli,
piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e
barcolla il mao”
- Giorgio Oddio! oddio!
- Bice Hai sentito?
- Giorgio Bè, è un modo un po’ strambo di dirlo,
ma in fondo può essere vero.
- Bice Adesso i gatti perdono pure
l’equilibrio! Questa poi!
- Aldo Eh, non ci sono più i gatti
di una volta!
- Bice Ti ci metti anche tu
adesso?
- Mara Non ti disturbare a
cacciarmi, me ne vado, ma tornerò: come le rondini a
primavera, come il sole dopo la tempesta, come la
fresca rugiada nella notte stellata...
- Esce
- Giorgio “La donzelletta vien dalla campagna...”
- Aldo Ah no! Questo no! Questo
non ti è permesso. Saremo anche precari, ma non
siamo certo cretini! Capito?
- Giorgio Perché? E io allora?
- Aldo Guardandolo come per
soppesarlo
- No, tu non mi sembri un precario.
- Bice Ah, pure la difendi adesso.
- Aldo Non è questione di
difenderla. È che se il gatto gli cade sul nostro
balcone, non possiamo mica lasciarlo soffrire, ti
pare?
- Bice Pure del gatto che soffre
mi tocca preoccuparmi ora!
- Non ti basta che ti
tenga in ordine la reggia, anche al gatto che soffre
devo badare.
- Il gatto che soffre.
- Tze, Anche questa mi tocca sentire.
- Soffre...
- Anche lei soffre, con
l’apostrofo! s’offre, certo che s’offre.
- Aldo Ma Bice, insomma, cosa ti
ha fatto Mara?!
- Bice Mara? Mara niente! è il
gatto che mi dà sui nervi.
- Giorgio Questa la racconti alla perpetua.
- Si vede lontano un
miglio che Mara ti dà ai nervi.
- Aldo Si può sapere cosa ti ha
fatto quella povera ragazza?
- Bice Quella si è innamorata di
te!
- Aldo Ma a te che te ne frega
scusa?
- Bice Ci stai cascando come un
pollo!
- Aldo Ma a te, ti paga mio padre
o la buoncostume?
- Bice Se lo vuoi sapere mi pagano
direttamente quelli del 118. Reparto psichiatria!
- Se ne va sbattendo la
porta
- Aldo Roba da matti!
- Giorgio Mollale!
- Aldo Macché mollale, vieni qui,
dai, che ti spiego.
- Marika Entrando e continuando le sue battute
anche quando è già entrata nella stanza
- Marika entra che sembra una vecchierella, un po’
china e un po’ tremolante. Pare sorda ma la voce non
è particolarmente incerta, l’udito ritorna perfetto
quando telefona; è il momento in cui guadagna
freschezza e ritorna in sé.
- È permesso?
- Aldo Vieni, vieni.
- Marika È permesso?
- Aldo Alzando un po’ il tono.
- Vieni, vieni...
- Marika È permesso?
- Giorgio Con un tono un po’ deciso
- Venga signora, venga avanti!
- Marika Non li porto mai i guanti, giovanotto!
- È da quando ero signorina che non li porto più i
guanti! Cosa ti fa pensare che dovrei portare i
guanti? Eh? Cosa te lo fa pensare? Ho forse le
rughe? La pelle screpolata?
- Aldo Vieni, vieni Marika, ti
presento Giorgio.
- Marika Chi?
- Ma che bel giovanottone!
Eh, i vecchi tempi! te li ricordi i vecchi tempi eh?
Te li ricordi?
- Come hai detto che si
chiama?
- Aldo Giorgio.
- Marika Eh? Come? Girolamo? Studiando Giorgio
- No, secondo me uno così può chiamarsi Giordano
o Jordan anche, al massimo Giorgio! Ma Girolamo?
- Rivolgendosi ad Aldo Ti
ho portato il giornale.
- Aldo Grazie Marika, sei
fortissima!
- Marika Eh? Ahhh Altissima? Non direi! Adesso
sono anche un po’ piegata, ma non sono mai stata
altissima!
- Aldo Fortissima!
- Marika Come? purissima? Si, si questo si, un
ricordo lontano.
- Giorgio Fortissima! For ti ssi ma!
Fortissima!
- Marika Levissima? Levissima? E cosa vuol dire
“Levissima”?
- Ma come parli figliolo?
- Rivolta ad Aldo Ma lo
sai che è proprio un bel giovanottone?
- Giorgio Non so perché ma mi è venuta sete!
- Marika Anch’io ho sete, posso avere un bicchier
d’acqua?
- Aldo Scherzi? Vai pure, serviti
di quello che vuo... che trovi. Il bicchiere deve
essere lì, da qualche parte.
- Marika esce
- Giorgio Appena Marika è uscita Ma chi
è?
- Aldo Marika. Abita anche lei da
qualche parte, qui nel palazzo. Prova a dire quanti
anni ha!
- Giorgio Chi, Marika? Minimo minimo 87 o 88!
- Aldo 36.
- Giorgio Quanti?
- Aldo 36! Ha una laurea con 110 e
lode in economia alla Bocconi e un master in
organizzazione aziendale con specializzazione in
gestione delle risorse umane.
- Giorgio Marika?
- Aldo Marika, Marika! Sei sordo
pure tu?
- È finita così dopo il
sesto rinnovo di un contratto a tempo determinato in
un call center.
- Prima l’hanno sedotta con la promessa di una
carriera fulminante, poi l’hanno seduta davanti a un
telefono e poi l’hanno lasciata per strada! e lei
non ha retto!
- Giorgio Ma non ha reagito?
- Aldo Come no!? Lei e le sue
colleghe si sono pure spogliate in teatro.
- Giorgio Oddio! Oddio! E poi?
- Aldo Poi si sono rivestite, che
volevi che facessero?
- Giorgio Si fa?
- Aldo Si, ma non come pensi tu!
Non ha mai fumato neanche una nazionale con filtro,
hai presente? Ora vedrai.
- Marika Rientrando
- Posso usare il telefono?
- Aldo Fai pure Marika, è lì per
te, lo sai no?
- Marika Animandosi e assumendo ora un tono
deciso e un’andatura eretta e senza tremolii
- Grazie.
- Compone un numero con frenesia
- Pronto signora buongiorno!
- Sono Marika della SMDA srl SMDA signora! È
sorda? Sogni miraggi deliri e affini!
- Posso chiederle se ha un
minuto da dedicarmi?
- È per un sondaggio!
- Grazie, se risponde esatto a tutte le domande
può vincere un viaggio per due persone all’isola dei
pirati con Pippi Calzelunghe.
- No signora, non all’isola dei famosi! E che è
famosa lei?
- .. …
- Bene!
- Il più veloce possibile, come se
fosse uno scioglilingua
- I suoi dati personali saranno trattati ai sensi
della legge 318 e successive modificazioni e
integrazioni. In ogni momento può chiudere la
conversazione senza costi aggiunti
- Ripete due volte la
stessa frase, sempre il più veloce possibile
- I suoi dati personali saranno trattati ai sensi
della legge 318 e successive modificazioni e
integrazioni. In ogni momento può chiudere la
conversazione senza costi aggiunti
- ....
- Come alterata La
privacy!
- Bene! Di che segno è,
signora?
- Ah Leone! Lo sa che oggi
ai leoni gli torna male, vero?
- Lavoro praticamente
azzerato!
- Salute stendiamo un
velo pietoso.
- Amore un ricordo
lontano!
- Bene!
- E suo marito di che
segno è?
- Ah Scorpione!
- Lo sa che oggi gli
scorpioni sono fortunatissimi in amore?
- ...
- E che ne so, io, scusi?
Io faccio sondaggi, signora, mica sono un detective!
- Ha figli, signora?
- Ah, un ariete e un toro!
- Ha mai pensato di aprire
uno zoo, signora?
- ....
- Riponendo la cornetta
con vigore
- Permalosa!
- Poi, rivolta ad Aldo,
- Grazie Aldo, sei
carissimo, ora sto meglio, grazie, grazie veramente.
- Aldo Come salutando
- Per così poco? Torna
ancora se hai bisogno!
- Marika Uscendo, rivolta a Giorgio
- Di che segno sei
giovanotto?
- Giorgio Chi, io? Vergine, perché?
- Marika Pure io sono Vergine! Mai fidarsi degli
oroscopi, mai!
- Appena uscita Marika
- Giorgio Ma fa sempre così?
- Aldo Una o due volte al giorno,
sta cercando di disintossicarsi, è il medico che gli
ha tolto il telefono e allora, quando è in crisi...
- Giorgio Poveretta!
- Aldo Già, poveretta, ma ora
vieni, dai che ti spiego.
- Giorgio Ma cosa ho fatto di male!.
- Aldo Su, su! Che abbiamo già
perso fin troppo tempo!
- Aldo porta Giorgio davanti alla lavagna a fogli
mobili e gli spiega le serie di numeri che sono
trascritte sulla lavagna. Per ricavare le serie da
indicare sulla lavagna è sufficiente copiare lo
schema che appare sui giornali del Lotto nel quale
sono indicati i numeri ritardatari.
- Li vedi questi? Cosa sono? Questi, cosa sono?
- Giorgio Numeri?
- Aldo Angurie! Certo che sono
numeri! ma che numeri sono?
- Giorgio A vederli così sembrano i numeri del
lotto.
- Aldo Del lotto, bravo! e non
senti niente?
- Giorgio Guardando Aldo, rispondendo titubante,
come chi non sa cosa aspettarsi.
- No...
- Aldo Come no? Ascolta bene, non
senti niente niente niente?
- Giorgio No...
- Aldo Avvicina bene l’orecchio,
fai silenzio, ascolta.
- ...
- Ancora non senti nulla?
- Giorgio Oh Aldo, e che dovrei sentire?
- Aldo E mo sei sordo! Per questo
che non rispondi mai al telefono!
- Giorgio Ma che dovrei sentire?
- Aldo Ma come “cosa dovrei
sentire!” Ma guardali. Non li vedi che ti stanno
parlando?
- Guarda il 26, guarda
dov’è, non senti?
- Guarda la ruota di
Napoli, la vedi? La vedi?
- Giorgio Certo che la vedo.
- Aldo E ancora non senti!? Non
senti la musica che esce da questi numeri!?
- Giorgio Con l’aria della famosa pubblicità
- 12 88
- Aldo Dai Giorgio, non fare lo
scemo!
- Giorgio Aho! Se non sento non sento!
- Sarà che sono stonati, cosa ti devo dire?
- Aldo Ascoltami.
- Oggi la matematica ci dice che l’estrazione del
lotto è sempre casuale, giusto? che non c’è uno
storico, giusto?
- Giorgio Giusto.
- Aldo Bene, e allora mi spieghi
perché, mai, su nessuna ruota, 5 numeri estratti
oggi risulteranno ritardatari insieme fra 100
estrazioni?
- L’estrazione è casuale,
d’accordo, ma non è vero che lo storico non conta.
- Altrimenti, prima o poi, dovrebbe capitare che 5
numeri estratti oggi arrivino insieme ad essere
ugualmente ritardatari, giusto?
- Gira la cartella e mostra un foglio dove i
numeri sono stati riportati in un ordine che prevede
che siano ritardatari contemporaneamente 5 numeri.
- Questa è casuale, la vedi? questa è casuale,
senti com’è diversa la loro musica?
- La senti adesso?
- I numeri parlano... parlano parlano parlano
- Giorgio E cantano...
- Aldo Certo che cantano! Siamo
noi che non abbiamo ancora imparato la loro lingua,
ma loro parlano! Cantano!
- Giorgio E come no!? Senti senti senti, il 28 è
pure stonato!
- Aldo Allora li senti! Li senti
vero? Li senti?
- Giorgio Oddio Aldo! Sei ancora più grave di
quello che pensavo!
- Non mi dirai che tu
giochi al lotto con questo sistema?
- Aldo No Giorgio, quante volte te
lo devo dire che sono un precario e mica un cretino.
- Ancora non sono in grado di giocare al lotto e
sbancare il banco.
- Ma il sistema ci deve
essere, ci deve essere!
- Un sistema per prevedere i numeri che verranno
estratti ci deve essere. Sono i numeri stessi che ce
lo dicono.
- Giorgio Come per prendersi burla di Aldo
- Ci sono! A te i numeri l’hanno detto, tu l’hai
compreso, è vero? E vuoi vendere il sistema!
- Aldo Magari l’avessi compreso!
- Giorgio No no, a me non la racconti! Tu la
settimana scorsa sei stato a Napoli, lo ricordo
benissimo!
- Aldo Guarda che sono serio,
serissimo!
- Giorgio A me, invece, pare che l’unico che sta
dando i numeri sei tu!
- Se hai trovato il sistema di sbancare il lotto,
perché non lo dici a un povero trovatello?
- Aldo A chi, a te?
- Giorgio Assumendo un’aria supplichevole
- A un disgraziato, morto di fame che per campare
deve fare due lavori e rubare una pensione al suo
povero babbo! Abbi pietà, ti supplico!
- Aldo Aldo lo guarda come
commiserandolo.
- Giorgio Sempre con dire supplichevole Povero...
- Aldo Ma pensi veramente che se
avessi trovato il modo di sbancare il lotto starei
qui a raccontarlo a te? Ma allora sei scemo
veramente!... veramente sei scemo!
- Per adesso sento ancora
un rumore confuso, un suono in lontananza,
disordinato.
- Ma a poco a poco diverrà più chiaro, limpido,
solare!
- E allora avremo scritto una nuova pagina della
storia della matematica!
- Giorgio Tornando serio
- E questo vuoi vendere? I suoni... i rumori... ha
ragione Bice: tu sei matto, matto da legare!
- Come vuoi fare a ricavare energia dai numeri del
lotto!? Ah, ci sono! Hai trovato il modo di
trasformare le imprecazioni in energia! Grande!
- Aldo Questo era solo per
dimostrarti che la scienza può fare ancora passi da
gigante, mio caro!
- Giorgio Con i numeri del lotto? tu sei matto!
Matto, lasciatelo dire, và... tu hai anche
l’intelletto precario, mica solo il lavoro!
- Aldo Bene, va bene, allora io
sono pazzo, ho l’equilibrio precario, le rotelle
fuori posto, va bene...e allora spiegami perché i
numeri che vengono estratti hanno questa sequenza e
non quest’altra! Girando i fogli per far vedere le
due serie in rapida successione.
- Lo sai che giocando l’estratto vinco di media 1
volta su tre?
- Lo sai cosa significa questo?
- Lo sai che una volta ci ho preso 8 volte su 10?
E lo sai che questo posso dimostrarlo?
- Giorgio Allora giochi!
- Aldo No che non gioco! Non gioco
più!... mi sono stufato di vincere!
- Tu dovevi vedere le facce dei tabaccai quando mi
presentavo in bottega!
- Mi toccavano, mi fregavano gli appunti,
copiavano i numeri, se li passavano tra loro... un
casino...
- Ma lo sai che ho dovuto
far ruotare le tabaccherie perché ormai mi seguivano
con i cani?
- Con i cani, si, come i
tartufi! Sono diventato un tartufo! Il tartufo del
Bingo!!
- Giorgio Ma allora perché non giochi più?
- Aldo Perché col sistema che mi
sono creato si vince poco, al massimo mi servirà per
integrare la pensione, ma per campare ci vuole ben
altro, ci vuole!
- Per ora mi sono solo fatto il piano di gioco.
- Da tenere nascosto eh!? In cassaforte, protetto
da sguardi indiscreti, non si sa mai.
- Giocherò se e quando troverò il sistema per
azzeccare l’ambo.
- Giorgio Per il tuo bene Aldo, per il tuo bene!
- Aldo Cosa?
- Giorgio Fatti ricoverare, 2 3 anni... non è
grave, poi passa, credimi.
- Aldo E smettila dai! Ora
comunque, se mi dovessero chiamare, hai le basi!
- Giorgio Per andare al manicomio!
- Aldo La base sono i numeri,
tutto è numero!
- Poi ci metti un po’ di
fantasia, visto che non ti manca!
- Pensa alle piramidi e al
pendolo di Foucault e il gioco è fatto!
- Anche un idraulico ci
arriverebbe!
- Giorgio Non sono un idraulico.
- Aldo Peggio!
- Squilla il telefono
- Aldo Pronto.
- Giorgio Come fra sé e sé Peggio di un idraulico?
Impossibile!
- Aldo Chi!? Ah è lei prof.
Soloni!
- Mettendosi in ginocchio
Buongiorno Professore…
- Certo... Certo... e
come... certo...
- Pomeriggio, esatto...
- Tutto... esatto.
- Benissimo.
- L’attendo Professore,
grazie... grazie...
- Posando il telefono Grande!
- Oggi verrà qui niente
popò di meno che...
- Giorgio Il prof Soloni!
- Aldo E come fai a saperlo?
- Giorgio Intuito femminile.
- Scemo! Parevi un pivello
del primo anno tanto eri emozionato.
- Gli fa un po’ il verso,
a soggetto.
- Ti sei perfino prostrato
al telefono.
- Aldo Grande, grande! Questa è
veramente l’occasione che aspettavo!
- Grande!
- Giorgio Senti un po’, spina, la radio non riesco
a riparartela ora.
- Ho visto cos’è ma mi
manca il pezzo, appena riesco a procurarmelo torno e
te la sistemo.
- Aldo Che? Te ne vai?
- Giorgio E cosa devo fare ancora qui?
- C’è pure il rischio che tornino le matte!
- Aldo Ancora tutto eccitato dalla
telefonata con Soloni
- Va bene va bene, se torni e non mi trovi, la
chiave è sotto lo zerbino.
- Giorgio E dove dovresti essere?
- Aldo A Stoccolma! Sto andando a
ritirare il Nobel!
- Giorgio uscendo
- E io che pure ti ascolto!
- Aldo Canticchia una canzoncina a
soggetto
- Dai andiamo a Stoccolma…
- Canticchiando si avvicina alla lavagna e
scoprendo un foglio bianco scrive
- L’uomo viene dalla scimmia o viceversa??
- Uomo e scimmia sono da sempre?
- Aldo Terminato di scrivere
ripete quanto ha scritto a voce alta, nel mentre
entra Bice.
- È l’uomo che discende
dalla scimmia o è la scimmia che si è involuta
dall’uomo?
- O uomo e scimmia sono da
sempre esistiti assieme?
- Bice Ah bello, vedo che ti stai
avvicinando alla filosofia.
- Aldo Ah, sei qui? Filosofia? Ma
quale filosofia!
- La mia è scienza!
Scienza capito? Mica ho tempo da perdere io.
- Bice Citando Einstein
- Due cose sono infinite: l’universo e la
stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora
dei dubbi!
- Aldo Ridi, ridi, fai la
spiritosa, vedrai come riderai quando verrà il prof.
Soloni.
- Bice Ha telefonato?
- Aldo Fa segno di si con la
testa, ostentando sicurezza.
- Bice E quando verrà?
- Aldo Oggi pomeriggio.
- Bice Oggi pomeriggio?
- Aldo Oggi pomeriggio!
- Bice E cosa gli dirai?
- Aldo Cos’è un terzo grado?
Perché non metti anche la lampada, la sedia scassata
e tutte quelle cose lì!
- Bice Ah bè, se la prendi così!
Fa l’atto di uscire
- Aldo Aspetta, è giusto che tu
sappia.
- Soloni è un fanatico
dell’evoluzionismo darwiniano, hai presente no?
- Le tartarughe, le
Galapagos, il Nautilus, com’è che si chiamava,
aiutami...
- Bice Il sommergibile rosa!
- Aldo Ecco, brava! Il Beagle.
- Bice Annuisce come annoiata
- Aldo Ebbene io, modestamente, ho
elaborato una teoria che per il gioco degli opposti,
confuta al cento per cento la teoria di Darwin e la
prova senza possibilità di smentita!
- ...
- La teoria dell’involuzione!
- Bice Per me tu rimarrai precario
per tutta la vita.
- Aldo Figurati se capisce al
primo colpo!! Cos’hai li dentro?
- Bice Un paracadute e una
museruola.
- Aldo E che te ne fai di quella
roba lì?
- Bice Hai mai sentito parlare del
gatto con gli stivali?
- Bè, fra un po’ sentirai anche del gatto col
paracadute!
- Aldo Non vorrai mica buttarlo di
sotto, spero!
- Bice Non ho ancora deciso...
- In ogni caso, o lei o il gatto!
- Aldo E della museruola che te ne
fai?
- Bice Aspetta che scenda Mara, e
scoprirai anche questo!
- Uscendo verso l’altro
locale
- Due scoperte in un
giorno solo! Mica male per uno scienziato in erba!
- Suona il telefono
- Aldo rispondendo al telefono.
- Ridi ridi, fai la
spiritosa, vedrai come riderai quando mi daranno il
nobel.
- Pronto!?
- Buongiorno signorina...
- Con chi parlo, scusi?
- La segreteria
dell’Onorevole Brambilla? Sottovoce O caspita! (si
mette sull’attenti)
- Qui è il segretario particolare del dott.
Giretti, il dottore è impegnato in riunione, può
dire a me se vuole!
- Bice Mettendo dentro la testa.
- Ma che fai?
- Aldo Rimanendo al telefono e facendo ampi
segni a Bice di stare zitta.
- Si, si, esatto... Via
Pontecorvo, 47.
- Esatto.
- No, non peste e corna, Pontecorvo, si,
Pontecorvo... ponte come ponte e corvo come corvo,
tutto attaccato, Pontecorvo... lo scienziato.
- Esatto!
- 47!
- Eh? Come? Morto che
parla! Esatto.
- Quando!?
- Oggi pomeriggio!?
- Un secondo che controllo l’agenda.
- Fa segno a Bice che poi gli
spiegherà
- Si, il dottore è libero.
- Benissimo!
- Allora d’accordo, alle
16 in punto.
- A risentirla.
- Come depone la cornetta, a soggetto
urla di giubilo
- Bice Aldo, Aldo torna in te,
smettila!
- Aldo Era la segretaria, la
segretaria dell’onorevole Brambilla. quello di
Milano!
- Oddio che giornata,
prima Soloni, poi Brambilla!
- Sarò presto un grande
scienziato!
- Bice Sicuro! di fame mondiale!
- Aldo Grande! grande! grande!
- Bice Aldo! La finisci!?
- Aldo Non puoi capire donna!
- Oggi si corona il sogno di una vita, la speranza
diventa certezza, l’illusione sfuma nella realtà!
Canticchiando Tu chiamale se vuoi...
- Bice Aldo! Aldo i piedi!
- Aldo Vedo già i titoli sui
giornali: un giovane italiano alla conquista del
mondo!
- L’universo accademico
plaude al genio nascente!
- Bice I piedi!
- Aldo Le università di tutto il
mondo, ma che dico del mondo, del pianeta! fanno a
gara a contendersi il famoso scienziato!
- Bice I piedi!
- Aldo Ma insomma! cos’hanno i
miei piedi!?
- Bice A terra, Aldo. a terra!
Piedi per terra.
- Aldo Già, hai ragione, meglio
non illudersi troppo.
- Guardandosi i piedi
- A proposito, hai pulito bene il pavimento del
balcone?
- Bice Se posso consigliarti un
buon libro, ti inviterei a leggere Erasmo da
Rotterdam, caro...
- Elogio alla pazzia!
- Esce verso un’altra stanza
- Aldo Grande! Grande! Di più...
di più... Grande!
- Finalmente la ruota gira
per il verso giusto!
- Mara Entra con un gattino in
braccio
- Ero sola...
- Sola, come la rugiada
che scende nella notte...
- Sola, come la luna a
inseguir le stelle...
- Sola..
- Bice Entrando
- Come un gambo di sedano!
- Accennando al gattino che Mara porta in braccio
- Cos’è!? Ti sei dimenticata di lanciarlo
stavolta?
- Aldo Vieni, vieni Mara,
accomodati, non farci caso,.oggi è un grande giorno!
- Oggi è il giorno della svolta!
- Suona il telefono
- Aldo Mara rispondi tu, ti prego,
sono troppo felice per rispondere!
- Mara Rispondendo al telefono
- Miaooo?
- Bice fa segno a Aldo che Mara è pazza.
- Aldo fa segno a Mara di non farci caso
- Mara Allungando la cornetta ad
Aldo
- La città dei gatti e la città degli uomini
coesistono una dentro l’altra, ma non sono la stessa
città!
- Bice Fanatica!
- Aldo Chi è?
- Mara L’agenzia.
- Aldo Oh no!?
- Con tono molto abbattuto
Pronto.
- Si, sono io.
- Si, esatto, ho dato la
mia disponibilità.
- Si.
- Certo...
- Per chi? Ah, ecco, il
PPP.
- Come dice?
- Ah no guardi: io a questa manifestazione ci
rinuncio!
- Non posso!
- No, no!
- Come dice?
- Che se rinuncio non mi chiamate più!
- E se uno ha l’influenza scusi? È rauco? Che fa,
grida gli slogan con l’effluvio al naso?
- ...
- Certo che sono precario!
- Ah! il precario non si ammala mai, vero?
- Ah! ho capito, passino la ferie, la tredicesima,
il TFR e gli straordinari, neanche ammalarsi può il
precario? Andiamo bene!
- E va bene, va bene...
- Non si arrabbi! Vengo, Il secondo “vengo”
diventa mesto e il “ci sarò” successivo ancora in
calando vengo....Ci sarò.
- depone la cornetta e poi con tono mesto.
- Ragazze devo andare.
- Bice e Mara che hanno assistito alla scena con
aria sempre più depressa (insieme)
- Come devi andare?
- Aldo Non posso farci nulla, devo
andare.
- Bice scotendosi
- Ma inventati qualcosa, reagisci!
- Aldo Ancora! Non ti pare che ne
abbia già inventate abbastanza?
- Mara In questa sorte avversa io
mi affido a te o bel gatto, alle tue pupille sacre.
Mi sembra di avere davanti a me due stelle...
- Bice E invece hai le pigne in
testa! Reagire bisogna! Reagire!
- Aldo Oh sentite ragazze, fra
l’uovo oggi e la gallina domani, cosa devo fare?
- Mara Fai le fusa...
- Aldo L’uovo è sicuro.
- La gallina invece... No no, io prendo l’uovo
oggi!
- Con Soloni e Brambilla pensateci voi, chiamate
anche Giorgio, a lui ho spiegato tutto... o
quasi. Sono sicuro che insieme saprete
cavarvela bene.
- Bice E sia, ti aiuto io.
- Mara La gatta frettolosa fa i
gattini ciechi: ti aiuto io!
- Bice Cos’hai detto?
- Mara Che l’aiuto io!
- Bice E come faresti, sentiamo?
Con il gatto a nove code?
- Mara Patetica!
- Bice Sappi che è ignoranza non
sapere quando ci si deve togliere dai piedi.
- Bice e Mara a soggetto inveiscono una contro
l’altra
- Aldo Ferme, ferme per carità!
- Ferme, come Enrica Ferme.
- Mara e Bice smettendo di litigare; insieme.
- Come chi ?
- Aldo Come Enrica, Enrica Ferme,
il femminile di Enrico Fermi.
- Bice Oddio! Oddio!
- Mara Ci sono delle regole anche
nelle battute sai?
- Bice Guarda che, se io e lei ci
meniamo, è solo per colpa tua, hai capito?
- Mara E I colpi bassi sono
vietati, ci siamo spiegate?
- Bice e Mara si guardano
- Bice Tregua?
- Mara Tregua.
- Bice Pensi anche tu quello che
penso io?
- Aldo Ehi cosa avete in mente?
- Bice Prendo la scopa, va bene?
- Mara Ah ah, io lo tengo e tu lo
ammazzi!
- Aldo Ehi! Ferme, ferme, ma siete
impazzite?
- Aldo viene inseguito da
Bice e Mara per la stanza finché non riesce a
fuggire
- Bice Uscendo
- Eccola la famosa fuga dei cervelli!
-
-
- Sipario
-
- Secondo Atto
-
-
- Bice, Mara e Giorgio stanno parlando tra loro
(Bice indossa un grembiule da cucina).
- Giorgio No, vi dico! io non ci sto! Chiaro?
- Bice Eh no, mio caro, tu ci
stai, eccome che ci stai!
- Mara La stima va assegnata con
criterio opportuno.
- Stimare tutti è come non istimar nessuno.
- Ma visto che ci date dentro con questo vezzo,
non vi conosco più, toglietevi di mezzo! (Moliere,
“Il Misantropo”)
- Giorgio Mara senti, sei una cara ragazza... ma
potresti parlare come ti ha insegnato tua madre?
- Mara Il fine giustifica i mezzi!
- Giorgio Sai che fine faccio io se si scopre
l’arcano?
- Bice Peggio di così!
- Mara Miaooo, Giorgio... non farti
pregare, dai... frrrrrr (come fare le fusa)
- Giorgio No, vi dico! non li inganneremo mai!
- Soloni poi, ha una
memoria di ferro, vuoi che non si ricordi dell’esame
di Aldo?
- Bice Ma cosa vuoi che si
ricordi, quello vedrà duecento studenti al giorno!
- Giorgio Quello ha una memoria di ferro! Te lo
dico io!
- Bice Motivo in più per insistere
e far bene la propria parte! Se gli verrà qualche
dubbio interverremo noi, no? Di che ti preoccupi?
- Giorgio Come sparare sulla Croce Rossa!
- Mara Il Professore vien dalla
campagna e reca in man un mazzolin di tesi e temi
onde siccome suole domani il dì di festa smazzolare
il petto e il crine.
- Giorgio Mastro Lindo!
- Mara Liberamente tratta da
Leopardi, un’ispirazione.
- Bice Hai ragione, non abbiamo
molto tempo, il Professore sarà qui tra poco: forza,
esaminiamo le possibilità!
- Giorgio Ma tu l’avevi capita?? Oddio oddio!
- Bice Studiamo le alternative!
- Giorgio Le alternative sono che torno a casa mia
e chi si è visto si è visto!
- Bice Con risolutezza
- Soluzione 1: gli diciamo che Aldo non c’è!
- Giorgio Come sconfortato
- Soloni se ne va, Aldo perde la borsa e noi
perdiamo la testa. Prova la seconda.
- Bice Seconda possibilità. Gli
diciamo che Aldo è fuori e che arriva fra un minuto.
- Giorgio Quello aspetta il minuto, poi s’accorge
che lo stiamo menando per il naso e se ne và.
- Aldo perde la borsa e
noi perdiamo la testa.
- Variante rispetto alla
soluzione 1: il Professore se ne va sbattendo la
porta.
- Mara Esprimendosi in francese.
- Vive la difference!
- Giorgio Sta peggiorando.
- Bice Soluzione 3:
- Aldo c’è e risponde a
tutte le domande del Professore.
- Lui vince una borsa di
studio e noi una vacanza premio!
- Giorgio Ah! Vacanze separate però, eh?
D’accordo?
- Bice Che ne dici?
- Giorgio La soluzione è buona... buona veramente,
splendida, ottima!
- Peccato che Aldo non ci
sia!
- Bice Errore! Non c’è lo stesso
Aldo che Soloni crede di trovare.
- Giorgio Insisti?
- Mara Giorgio ti prego...
- “Stai fermo in silenzio e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va’... (“Va dove ti
porta il cuore “S. Tamaro”)
- Giorgio Io non so come andrà a finire questa
cosa, ma, di sicuro, era meglio quando litigavate!
- Bice In filosofia non si sa mai
dove ti può portare il ragionamento.
- Giorgio Io invece so perfettamente dove mi
porteranno le mie gambe: lontano da qui! Fa come per
andarsene.
- Mara Miaoooo... Per me va bene...
Frrrrrr, micione...
- Dai telefona a Aldo e
avvisalo.
- Giorgio a Bice che ha preso il telefono e sta
per comporre il numero
- Ferma, aspetta, che fai, sei impazzita?
- Bice Alternative?
- Giorgio Sconsolato e arrendevole
- Nessuna, Aldo è un amico, magari precario... Ma
sempre un amico!
- E poi, se mio padre
scopre che ho un lavoro fisso, divento precario pure
io!
- Bice Smettila di frignare che
non serve a niente! Forza, prendi questo e studia!
- Giorgio Cos’è?
- Bice Un corso di accelerato di
biologia.
- Giorgio Capirai, per uno che avrebbe voluto
diventare ingegnere navale!
- Bice Esagerato! ma se hai dato
un esame solo!
- Mara Non ti ci vedo, no, non ti
ci vedo...
- Sta per iniziare una
citazione quando Giorgio la interrompe
- Giorgio Alt, stop, fermè! Per oggi abbiamo già
dato, ok?
- Mara In fondo in fondo i gatti
esistono per insegnarci che non necessariamente ogni
cosa in natura ha una sua funzione.
- Giorgio Sempre ottimista, vero?
- Bice Studia, studia!
- Giorgio Capirai, il modo di farla franca devo
studiare, altroché biologia!
- Prende in mano il manuale e comincia a
sfogliarlo osservato da Mara e Bice.
- Dopo qualche secondo
- Ma almeno, ve ne volete andare?
- Bice Vieni, lasciamolo solo; già
capisce poco di suo, figurati con noi nei paraggi.
- Giorgio da solo, farfuglia fra sé e
sé
- Ah ecco si, ecco... ecco… il Beagle...
- Certo, certo... qui potrei citare il Nautilus,
perché no?... Bene, bene...
- Le tartarughe.... Il caso.... Ah ecco qua.
Mendel ecco, ecco, i piselli... i conigli...
- Guardando il libro
- Ma cos’è sta roba, un manuale di agronomia?
- Suona il campanello.
- Giorgio scatta in piedi come una molla.
- Bice e Mara rientrano precipitosamente.
- A soggetto è qui! è qui!
- Dai, dai!
- Hai studiato?
- Sai tutto?
- Bice E mettiti in ordine!.
- Mara Trova degli occhiali, con
più femminili sono meglio è.
- Mettiti gli occhiali, tieni.
- Giorgio infilandoseli
- Ma Aldo non ha gli occhiali.
- Mara Lo so, ma averli fa sempre
una buona impressione.
- Giorgio Un tantino perplesso.
- Come sto? Nessuno gli risponde, sono tutte prese
a sistemarsi i vestiti, i capelli, ecc.
- Suona nuovamente il campanello.
- Bice Pronti?
- Insieme Avanti è aperto!
- Giorgio E che Dio ce la mandi buona.
- Postino Buongiorno, abita qui il sig.
Giretti?
- Giorgio Oh, buongiorno Professore, non
l’aspettavo così presto.
- Si accomodi, si accomodi.
- Bice Prego Professore, si
accomodi, non faccia complimenti.
- Mara Miaoooooo
- Postino sorpreso e fissando gli
occhiali di Giorgio.
- Scusate?
- Bice Suvvia, non faccia il
modesto Professore, si accomodi.
- Postino Veramente...
- Mara Stavamo aspettandola,
Professore.
- Lunga attesa di un giorno senza pace chiamare la
tua voce senza risposta. Pensieri improvvisi quasi
di paura mi hanno fatto tremare (G Robotti, “Lunga
Attesa”).
- Postino Confuso, incerto
- Ma chi è? Dove sono?
- Bice Prego Professore...
- Postino Con aria titubante, di chi
non ha capito cosa gli sta accadendo
- Torno... torno dopo...
- Giorgio Deciso
- Eh no, lei adesso entra, si siede e mi ascolta,
capito? Mi ascolta!
- È mezz’ora che studio
per preparare questo incontro, le è chiaro?
- Postino Intimorito come per
assecondarlo.
- Va bene, va bene. Non si arrabbi, è qui che
abita il sig Giretti, vero?
- Giorgio Qui le domande le facciamo noi, chiaro?
- Postino Veramente...
- Bice Che uomo! Che fascino! È
veramente imperscrutabile.
- Mara Giunse come brezza leggera
trasportata da ali di farfalla...
- Postino Come reagendo
- Oh! ma insomma! c’è nessuno di normale qui?
- Giorgio Professore, mi scusi, ma come si
permette! Guardi che i suoi titoli accademici non le
consentono di trattarci come dei pazzi, ha capito?
Ci ha forse presi per pazzi? Siamo precari, è vero,
ma non siamo pazzi.
- Bice A Giorgio, come per
correggerlo.
- No, no, Aldo non dice così!
- Giorgio Com’è che dice?
- Bice Siamo precari, non siamo
cretini!
- Giorgio E va be, non siamo né pazzi e né
cretini, contenta?
- Postino Precari, cretini... ma la
ritirate o no la raccomandata?
- Bice Raccomandata?
- Mara Io non sono mai stata raccomandata, se
qui c’è una raccomandata questa deve essere lei
perché io, veramente, le assicuro...
- Giorgio Ma insomma, si può sapere chi è lei?
- Postino Perché, non si vede? Sono un
postino, sono un precario delle poste.
- Tutti insieme Collega!
- Giorgio Stringendogli calorosamente la mano.
- Benvenuto fra noi!
- Mara Miaoooo. Frrrrrrrr.
- Bice Dicci, dicci dai!, che
fobie ti sono venute?
- Postino Ma, veramente, io consegno la
posta.
- Bice Con enfasi.
- Consegna la posta!
- Mara Che carino... miaoooo
- Giorgio Si vede che è ancora un precario
giovane!
- Guardate, guardategli le
mani: non gli è ancora venuto il callo da
campanello.
- Bice E neppure ha segni di morsi
o graffi...
- Mara Miaooo!.È vero che il
postino suona sempre due volte?
- Postino Uh, tre, quattro...
- Bice Come chi prende in mano la
situazione
- Ebbene collega, consegnaci questa raccomandata!
- Postino Bontà vostra!
- Fintanto che Giorgio
firma la ricevuta
- Vi giuro che non sono
mai stato accolto in questo modo, ve lo giuro!
- Bice Ritirando la raccomandata.
- Non si entra mai due
volte nello stesso fiume.
- Postino Uscendo, prima rivolto a Bice
e poi a se stesso
- Sarà!
- Mai più! Disoccupato a vita, ma precario alle
poste mai più! Mai più, mai più, mai più (le ultime
frasi si sentono in lontananza da fuori).
- Bice Si sarà arrabbiato?
- Giorgio Chi, il postino? Ma chi se ne frega del
postino. Piuttosto, vi pare che sia il modo di
ricevere Soloni questo?
- Bice Perché tu, cosa hai fatto?
- Mara Sembravi una libellula
danzante sul filo della speranza.
- Giorgio Oh bè, io non mi lascio intimidire
facilmente.
- Mara Come estasiata
- Che bello che eri quando imponevi il tuo
sguardo.
- Giorgio rimembri ancora quel tempo della tua
vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi
redenti e fuggitivi, e tu, lieto e pensoso, il
limitare di gioventù salivi? (A Silvia, G. Leopardi)
- Giorgio e Bice guardano Mara esterrefatti ma non
c’è il tempo di ribattere
- Suona di nuovo il campanello.
- Giorgio È lui, via via, tutti ai propri posti!
- E togliti quel
grembiule, per oggi sarai una ragazza alla pari.
- Bice Che è andata ad aprire, si
gira e, togliendosi il grembiule, fa una smorfia a
Giorgio.
- Prego Professore, si
accomodi, si accomodi.
- Soloni Entrando deciso
- Buongiorno, buongiorno, buongiorno.
- Giorgio Buongiorno.
- Mara Un miao molto formale e
distaccato
- Miao.
- Soloni Bene bene bene, vedo che eravate, che
eravate…
- Giorgio Attenti.
- Soloni E bravo il mio caro dott. Giretti!
Quanti anni eh? Quanti anni sono... Sono...
- Giorgio Passati
- Soloni Scotendo la testa in segno di diniego
- Sono...
- Mara Trascorsi?
- Soloni Trascorsi, mio caro trascorsi!.Ti trovo
un po’... un po’...
- Giorgio Ingrassato.
- Soloni Invecchiato, mio caro, invecchiato!
- Eh gli anni passano per tutti, ma tant’è:
declamando L’uomo è misura di tutte le cose, di
quelle che sono in quanto sono e di quelle che non
sono in quanto... in quanto...
- Giorgio Di quando in quando...
- Soloni In quanto...
- Bice Non sono.
- Soloni Brava la signorina, vedo che ha studiato
bene bene bene.
- Non tutti ricordano il
grande Protagora!
- Si può forse affermare
che la relatività sia nata.... sia nata...
- Giorgio Con enfasi
- Oh bene, ottimo Professore, gran bella notizia,
non sapevo che aspettasse una figlia!
- Alla sua età poi... Andando a stringergli la
mano Congratulazioni, veramente, tante
congratulazioni, sta bene, spero?
- Soloni Oh oh oh oh sempre spiritoso....come ai
vecchi tempi....oh oh oh oh
- Da lui! oh oh oh Sia
nata da lui!
- Giorgio Ah, ecco!
- Soloni Del resto, anche quando studiavi non eri
mai attento è vero? è vero?
- Giorgio Rivolto a Bice
- Che gli dico?
- Bice Intervenendo in aiuto di
Giorgio
- È vero, è vero! più che disattento! È sempre con
la testa persa nei suoi pensieri... anche ora sa?
Poi a Giorgio È vero?
- Giorgio Se lo dici tu!
- Bice Pensi che a volte dimentica
pure di vestirsi e gira nudo per casa con
quell’affarino che dondola che fa fin tenerezza.
- Giorgio Ma che minchia dici!
- Bice Taci, gli ricorderà
Archimede.
- Soloni Oh oh oh oh, divertente, proprio
divertente...
- Eppure di te si dicono grandi cose.
- Si si si si si.
- Se tutte le cose che si dicono di te sono vere,
sei sulla strada del Nobel, mio caro!
- Giorgio Ciò mi lusinga, Professore, per ora,
però, sono solo sulla strada!
- Soloni Non disperare, mai disperare! tutti i
grandi scienziati hanno avuto una infanzia....una
infanzia...
- Mara Difficile?
- Soloni Difficile!
- Mara Miao!
- Giorgio Ma io, ormai, ho raggiunto la pubertà,
Professore!
- Soloni Eh a sentire la signorina non si direbbe
eh? non si direbbe, non si direbbe proprio.
- Oh oh oh oh
- Giorgio A Bice
- Archimede eh? Poi facciamo i conti.
- Soloni Bene bene bene.
- Allora sentiamo, a quale
grande intuizione stai… intuizione stai.. lavorando?
- Giorgio Che stava per finire la frase del
Professore”
- Ach! mi ha battuto per un secondo!
- Bice Desidera qualcosa da bere,
Professore?
- Soloni Grazie, grazie, di solito non bevo mai
quando lavoro, ma qui, è vero, trattandosi di una
riunione, per così dire, informale, è vero, gradirei
qualcosa di fresco. Si si si Grazie, grazie.
- Bice Cosa posso offrirle?
- Soloni Se non disturbo, gradirei un po’ di...
un po’ di...
- Giorgio Vino?
- Bice Aranciata?
- Soloni Un po’ di... un po’ di....
- Mara Kit e Kat?
- Soloni Succo di frutta, grazie! Magari di ribes
e papaia, ce l’avete vero, un po’ di succo di ribes
e papaia, lo gradirei... lo gradirei...
- Giorgio Tantissimo.
- Soloni Tantissimo.
- Giorgio Fa un gesto come dire ”Olè, ci ho
preso!”
- Bice Ora vedo.
- Giorgio Mi scusi Professore, se sono un po’
emozionato nell’esporle la mia idea...
- Soloni Su, su, coraggio, coraggio, non è mica
un esame questo.
- Giorgio Di più Professore, mi creda.
- Dunque, partiamo da qui.
- Si avvicina ai fogli che
aveva scritto Aldo e li sfoglia
- L’uomo viene dalla scimmia o viceversa??
- Uomo e scimmia sono da sempre?
- Soloni Ma questo è chiaro, perdiana, è chiaro
da più di un secolo!
- Giorgio Aspetti Professore, non è poi così
scontato.
- Sa quando penso che Darwin abbia ragione?
- Quando leggo i giornali, si, quando leggo i
giornali.
- Prendendo il giornale che ha portato Marika
- Guardi, Professore, prenda il giornale di oggi,
senta, senta questo.
- “Litiga con la vicina e getta il figlio dalla
finestra”, e senta questo “Ubriaco e in preda alla
droga, investe e uccide un ragazzo di 15 anni”, non
le basta? Senta quest’altro allora: ”Sequestra la
fidanzata e si suicida facendo saltare l’intero
palazzo”.
- Soloni Ebbene?
- Giorgio Ebbene, quando si leggono questi
avvenimenti è certo che Darwin ha ragione, ma, e qui
sta la grandezza della mia intuizione. Al contrario!
- Soloni Con uno sbotto di risa
- Ragazzo mio, tu farnetichi! Come può Darwin, il
lume, aver ragione oh oh oh al contrario!
- Prosegui ragazzo,
prosegui oh oh oh che mi sto... mi sto...
- Giorgio Interessando?
- Incuriosendo?
- Soloni Divertendo un sacco! oh oh oh
- Giorgio Aspetti a tirare le conclusioni,
Professore, la prego, mi ascolti.
- Soloni Al contrario... oh oh oh prosegui...
prosegui...
- Giorgio Pure?
- Soloni Pure oh oh oh.
- Giorgio Dunque,: che ci sia stata un’evoluzione
è cosa certa, adesso per esempio sta per arrivare la
nostra Bice con un buon succo di ribes e papaia che
solo cent’anni fa non ce lo saremmo neppure potuti
immaginare.
- Vero Bice?
- Bice Eccomi.
- Il succo di ribes non l’ho trovato Professore,
però abbiamo in casa dell’ACE, va bene ugualmente?
- Soloni Va benissimo, va benissimo, tonifica e
schiarisce la voce.
- Arance, carota e... e...
- Giorgio e?
- Bice e?
- Giorgio Erba cipollina?
- Soloni Limone! Sorseggiando un sorso di succo
di frutta
- Ahh la freschezza degli agrumi! Proseguiamo...
proseguiamo...
- Giorgio Con aria professionale.
- Dunque, ricapitoliamo: Darwin ci dice che
l’evoluzione naturale delle specie ha portato a
selezionare gli individui che più si sono adattati
all’ambiente, il caso, poi, dove la ragione non
poté, ha fatto si che nuovi individui manifestassero
aspetti diversi e migliori di quelli che li hanno
preceduti e che questi, essendo utili alla specie,
si sono via via trasmessi ai loro figli.
- Così anche per l’uomo, giusto? fino a farci
diventare quelli che siamo oggi. Dico bene? A Bice,
sottovoce Visto che ho studiato!?
- Bice Dà un OK! di soddisfazione.
- Giorgio Ora, Professore, secondo lei, come si
concilia l’evoluzione che ci propone Darwin con
quanto abbiamo letto poco fa sul giornale?
- Soloni Come dovesse proseguire la frase
- Effettivamente... effettivamente...
- Giorgio Effettivamente?
- Soloni Niente. Effettivamente e basta.
- Giorgio Bene, e allora perché invece di pensare
a una evoluzione in avanti, non proviamo a pensare a
una evoluzione all’indietro? Ad una involuzione?
- Se ci fosse tutta questa evoluzione che si dice,
perché gli esquimesi non hanno i peli come gli orsi
polari?
- Soloni Oh bella, perché... perché... perché...
- Giorgio Non c’è un perché.
- Hanno perso i peli anche loro, come gli
africani, solo che gli esquimesi stanno a 40 sotto
zero! Giusto?
- Soloni Alquanto perplesso
- Giusto, si, credo di sì...
- Giorgio Non crede?
- Bice Sostenuta
- Lei non crede?
- Soloni Annuisce pensieroso.
- Giorgio Bene, fin qui ci siamo.
- A Bice sottovoce Come
sto andando?
- Bice Sottovoce a Giorgio
- Non ci sto capendo niente, ma vai
avanti che lo teniamo in pugno!
- Giorgio Dove Darwin non trova spiegazioni, zac!
Ecco che interviene il caso!
- Soloni Non può essere diversamente!
- Quale altra causa avrebbe potuto, in modo
naturale, dar vita all’uomo e alla sua evoluzione?
- Giorgio Con calma, andiamo per gradi.
- Facciamo l’ipotesi che, per caso, ci sia stato
un primo ominide peloso che, più o meno
consapevolmente, ha pronunciato la prima vocale!
- Bene! Siamo nel mesozoico, un tronco gli
scivola, sempre per caso, su un piede e, chissà come
e chissà perché, in quel momento, la sua unica corda
vocale vibra ed esce un ahhhhhhhh che fa tremare la
giungla.
- Soloni Perché un’unica corda...
- Giorgio Vocale? Perché oggi ne abbiamo due, ma a
quel tempo?
- Ancora non sapevamo che farcene di una, la
seconda sarebbe stata un peso inutile, giusto?
- Soloni Va bene va bene va bene.... Vai avanti,
mio caro... vai avanti che...
- Giorgio Mi diverte?
- Soloni Mi interessa, mi interessa...
- Giorgio La domanda è questa: a quell’ominide,
che minchia gli serviva urlare se l’udito non era
stato ancora inventato?
- Soloni Sembra filosofia.
- Bice “Eppure anche questo
imparerai: come le cose che appaiono bisognava che
veramente fossero, essendo tutte in ogni senso!”
- Soloni Molto sorpreso
- Oh bella!
- Mara Contemporaneamente al Professore, con
sorpresa
- Miaaoo?
- Giorgio Non è sua Professore, non si
preoccupi... non so di chi sia... ma sono certo che
non è sua!
- Bice Con aria come sostenuta nei
confronti di Giorgio.
- Parmenide!
- Giorgio Mai sentito!
- Il bello è che il ragionamento sta in piedi
anche se lo giriamo al contrario: il nostro nonnino
ci sentiva benissimo ma ancora non sapeva parlare.
- Un giorno, se ne stava sdraiato all’ombra di una
bella palma, quando, avendo già sviluppato l’udito,
sente in lontananza il rumore di un tuono!
- Si sa bene come andavano i temporali a quel
tempo: una volta si e una volta no la foresta se ne
andava in fumo!
- Preoccupato, si alza di scatto e corre veloce
dai suoi fratelli per avvisare che sta arrivando il
temporale!
- E quando li incontra che fa? Che fa?
Eh che fa?…
- Fa segno a Bice di non ricordarsi più nulla
- Bice Che fa?
- Soloni Oh bella che…
- Giorgio Fa? Rivolto a Bice
- Ho perso il filo. Non mi
ricordo più niente!!
- Bice O porca...
- Soloni Che fa?
- Giorgio Canticchiando la vecchia canzoncina
- Canta! È arrivato il temporale... è arrivato il
temporale...
- Soloni oh oh oh oh divertente, proprio....
- Mara, Bice e Giorgio Insieme
- Divertente.
- Soloni Divertente, bravi, devo ricordarmi di
usare questa tecnica al prossimo... al prossimo...
- Giorgio Congresso.
- Bice Convegno?
- Mara Raduno?
- Soloni Simposio.
- Gesto di disappunto di Giorgio e Bice per aver
sbagliato la risposta
- Mara Se anche i gatti potessero
parlare, deciderebbero di tacere!
- Soloni Come, come, come?
- Giorgio Ah ecco! fa un segno di OK a Bice
- Stava per arrivare un temporale, tuoni, fulmini,
grandine....
- Ma.... Ma.....
- Soloni Bice e Mara insieme
- Ma?
- Giorgio Ma ancora il nostro amico non sapeva
parlare!
- D’accordo, avrebbe potuto comunicare l’arrivo
del temporale in un altro modo, che ne so, battendo
un bastone per terra! Ma allora a che pro imparare a
parlare? I suoi simili lo capivano lo stesso!
Giusto?
- ...
- Il caso, tze!
- Spiegare la complessità della vita con il caso è
come entrare in una grotta e trovarvi inciso sulle
pareti, i primi versi della divina commedia e
credere che il tutto sia stato opera del caso...
delle probabilità!
- Mara Contenta di poter declamare
la Divina Commedia
- Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai
per una selva oscura che la diritta via era
smarrita...
- Giorgio Grazie Mara.
- Mara Proseguendo come se nulla
fosse
- Ah, quanto a dir qual era è cosa dura esta selva
selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la
paura.
- Giorgio Grazie, grazie ci è chiaro...
- Mara Come sopra
- Tant’è amara che poco è più morte; ma per
trattar del ben ch’io vi trovai, dirò dell’altre
cose ch’ì v’ho scorte.
- Giorgio e Bice insieme Eh no! Basta!
- Tu non dirai più niente, capito!?
- Abbiamo capito, capito?
- Mara si zittisce, come avvilita Miaooo
- Giorgio Tornando a rivolgersi al Professore
- Dunque Professore, lei mi capisce, non è vero?.
- C’è qualcosa che non
quaglia, non le pare?
- È ovvio che parola e udito dovevano nascere
insieme o, quanto meno, la necessità dell’una
dipendeva dalla necessità dell’altro.
- Che ne so... come per dita e naso, per
esempio... o per testa e corna...
- Soloni Interessante, interessante...
- Giorgio A Bice
- Come sto andando?
- Bice Vai vai! non ti
interrompere!
- Giorgio Sottovoce e poi come per attirare
l’attenzione
- E ora esageriamo!
- Ma... Ma... ma...
- Soloni Oh oh oh c’è un altro “ma”, sentiamo...
- Giorgio Calcando su “assunto” come per far
notare i paroloni che usa
- Prendiamo per assunto, che a dotarci di testa e
corna, ops scusate, parola e udito, sia stato il
caso, dobbiamo ammettere che a quei tempi vi erano
ben poche possibilità che si incontrassero due
ominidi dei quali uno sapeva parlare e l’altro
sapeva ascoltare.
- “Ebbene” con lo stesso tono di “assunto”
- Ebbene, se ciò è avvenuto, il caso deve anche
aver provveduto a far sì che questi due nuovi
individui trovassero un capo tribù aperto alle
novità e talmente intelligente da capire che la
novità era cosa buona e che, perciò, i due soggetti
non andavano soppressi in quanto diversi e portatori
di una nuova incredibile malattia!
- Bice Sottovoce Non strafare.
- Giorgio Tranquilla.
- Soloni Dunque... dunque... dunque...
- Giorgio Esatto!
- Soloni Dunque tu dici che la contemporaneità
degli... degli...
- Bice, Mara e Giorgio si guardano facendo segno
di non saper proseguire
- Soloni Con tono di rimprovero per non aver
saputo trovare la parola
- Eventi!
- Giorgio E venti e trenta...
- Soloni ... sarebbe una prova sufficiente per
confutare l’illuminata saggezza di Darwin.
- Francamente mi pare, è
vero... mi pare...
- Giorgio Corretto?
- Bice Coerente?
- Soloni Poca cosa!
- Bisognerebbe indagare di
più, approfondire di più, investirci, metterci, come
dire, metterci....
- Giorgio Come illuminandosi
- Dei quattrini!
- Soloni Qualche laureando a studiarci un po’ su!
- Bice e Giorgio hanno un segno di disappunto
- Giorgio Come per aver avuto un’idea luminosa.
- Ma!
- Bice Ancora!?
- Giorgio A Bice, come per dirle lasciami fare
- Ma da che parte stai? Ma! C’è un altro ma.
- Soloni Oh bella! Sentiamo... sentiamo...
- Giorgio Vi ricordo che la mia è la teoria
dell’involuzione, mai dimenticarlo!
- Pensiamo per un momento di essere stati uomini
perfetti, in armonia con la natura, senza desideri
di sopraffazione, di ricchezze...
- Facciamo finta, per un
attimo, che ciò sia stato!
- Quando? Non lo so.
- Per un attimo
prendiamolo per precario... ops! Scusate, per
assunto!
- La prova che noi stiamo
regredendo e non evolvendo sta nelle tasse!
- Tutti Che? Come? Farnetichi?
- Giorgio Nelle tasse! Proprio nelle tasse!
- C’è ancora qualcuno di voi che sa fare la
dichiarazione dei redditi a mano?
- Tutti A soggetto
- Bé... effettivamente...
- Bice Magari le pagassi le tasse!
- Giorgio No? Se non è regressione questa!
- Soloni Convincente il ragazzo, convincente!
- Giorgio Caricato dal plauso del Professore
- E avremmo anche pagato le tasse felici di
pagarle!
- Tutti Esagerato!
- Soloni Convengo con te che la questione debba
essere... debba essere...
- Giorgio Remunerata, è vero?
- Soloni Approfondita, direi, approfondita. Anche
se devi convenire con me che l’evoluzione ha portato
l’uomo a correre sempre più velocemente, a saltare
sempre più in alto e a pedalare con sempre maggior
vigore, è vero!? È vero?
- Giorgio Concordo con lei, Professore, concordo
con lei.
- La chimica ha fatto
passi da gigante!
- Soloni Oh oh oh, divertente il ragazzo, proprio
divertente.
- Bene... bene... bene...
- Giorgio Bene.
- Soloni Tre bene erano sufficienti, ragazzo,
erano sufficienti.
- Sicché tu dici che la sola teoria
dell’evoluzione non basta, da sola, a spiegare
tutto! Eh? Giusto?
- Giorgio Timidamente, Giusto.
- Soloni E hai avuto il coraggio e l’ardire di
sostenere le tue evidenze contrarie anche con esempi
assai... assai...
- Giorgio Appropriati.
- Soloni Provocatori!
- Giorgio Certo, è vero! Io, inizialmente, pensavo
che fossero solo esempi appropriati, ma in effetti,
pensandoci bene, sono anche un po’ provocatori,
certo.
- Soloni Provocatori.
- Giorgio Ora che mi ci fa pensare...
- Soloni Interessante, interessante...
- Giorgio Che prende un po’ di coraggio
- Cosa dice, Professore, riusciamo a costruirci un
filone di ricerca?
- Soloni Si può fare, si può fare, si può...
- Giorgio Fare!
- Soloni Tentare.
- Giorgio Come “tentare”?
- Soloni Mio caro, nonostante il pendolino che
dice la signorina, non hai più vent’anni, è vero?
- Potremo tentare con una
borsa di studio!
- Se il prof Pancetta rinunciasse a uno dei suoi
assistenti, nel giro di qualche anno si potrebbe
anche pensare di istituire un concorso per
ricercatore.
- Se poi questo non dovesse aver luogo, bè, allora
dovremmo sentire il Dott. Buglioli, a Grottaferrata,
se, per caso, nella sua università non si libera
qualche posticino.
- In considerazione di questa ipotesi potrebbe
essere utile anche che tu frequentassi,
gratuitamente, s’intende, il suo istituto, di modo
che tu possa già far apprezzare il tuo lavoro.
- Giorgio Eh già, gratuitamente, è vero.
- Soloni Esatto!
- Giorgio Chissà perché non ci ho pensato pure io!
- Soloni Tu sai che i fondi per la ricerca sono
quelli che sono e quelli che ci sono non bastano
mai.
- Giorgio No, non lo so.
- Soloni Cosa non sai?
- Giorgio Se non bastano mai.
- Non ho mai preso neanche uno spicciolo, come
faccio a sapere se bastano o non bastano!
- E bastano o non bastano per cosa?
- Anche qui è tutto relativo, non è vero
Professore?
- Soloni Soprapensiero, come chi sta pensando
alla soluzione di un problema
- È vero, è vero...
- Potremmo anche tentare di coinvolgere Telethon,
magari, pagati i costi fissi e gli artisti, un
dottorato di un paio d’anni potrebbe anche uscirne.
- Giorgio Potrebbe.
- Soloni Dipende dai progetti che intendono
finanziare, dagli appoggi...
- Giorgio Dalle maniglie....
- Soloni In ultima analisi, sempre con il tuo
permesso, è vero, potrei io, in prima persona,
tenere buona l’idea e iniziare un corso di studi
che, in questo caso, sarebbe sovvenzionato dal
ministero dell’innovazione, ti pare?!
- Certo, tu avresti sempre il tuo nome sulle
pubblicazioni vicino al mio, è vero, e questo, oltre
che un grande onore, è vero, potrà essere molto
utile alla tua carriera.
- Giorgio Come per dire, “sai che grande cosa...”
- Certo, come no?
- Soloni Or dunque pensiamoci, in questo momento
io non posso....non posso....
- Giorgio Fare nulla.
- Soloni Prometterti niente!
- Giorgio Che, più o meno, è la stessa cosa!
- Soloni Quello in cui mi posso impegnare fin
d’ora, personalmente s’intende, è di approfondire
l’idea e di studiare meglio le tue osservazioni.
- Alzandosi e guadagnando la porta
- Nel frattempo, è vero, tu puoi lavorarci ancora
e tenermi informato dei tuoi progressi in modo che
io possa disporre di un valido supporto alle mie
richieste al ministero, ti pare?
- Giorgio Mi pare, mi pare.
- Soloni Ora, vi prego, non trattenetemi oltre! A
presto, miei cari, a presto...
- La scienza ha bisogno di me!
- Bice Certo, certo, capiamo
Professore, capiamo, urca se capiamo! Arrivederci,
Professore.
- Giorgio Grazie Professore, grazie... arrivederci
Professore.
- Mara Miao miao!
- Appena uscito
- Bice Tié
- Giorgio Fregata l’idea e secondo me....secondo
me...
- Bice Cos’è, hai preso la
malattia pure tu?
- Mara Pure i finanziamenti! Miaooo
- Giorgio Esatto, Aldo ne sarà entusiasta!
- Rivolto a Mara Che te ne
pare?
- Mara Vede la preda, emette dei
suoni curiosi, si appiattisce, striscia come un
serpente, corre senza badare a dove mette i piedi...
- Bice Sconsolata Già!
- Giorgio Chi lo dice ad Aldo?
- Bice Tu, naturalmente.
- Giorgio Manco per idea, sei stata tu a impormi
di fare la sua parte.
- Bice Già, e a momenti rovinavi
tutto!
- Dovresti studiare un po’ più di filosofia, mio
caro, Schopenhauer per esempio: “L’arte di avere
ragione”.
- Giorgio Perché tu, invece?
- Come ti è venuta in
mente la storia del campanellino, eh?
- Bice Oh bella, dovevo
richiamargli alla mente Archimede, no? Eureka!
Eureka! Hai presente?
- Giorgio Eureka! Eureka! vedrai che Eureka!
quando lo racconterò a Aldo.
- Bice Cosa vuoi che dica, se è la
verità se ne starà zitto zitto, quatto quatto, e se
invece è falso non gliene fregherà di meno!
- Giorgio Se è falso gli hai fatto perdere
l’onore!
- Bice Con chi? Col Professor
Soloni?
- Te lo vedi il Professor
Soloni fantasticare sul pendolino di Aldo?
- Ragazzi oggi vi voglio
raccontare un... raccontare un...
- Giorgio Un che?
- Bice Un aneddoto carino
sull’esimio Professor Giretti!
- Lo sapete che il
Professor Giretti ha il campanellino piccolo
piccolo?
- Giorgio E smettila di fare la scema.
- Mara Se un gatto potesse parlare
direbbe”Ehi, non vedo quale sia il problema!”
- Giorgio Ma si può sapere come parli!?
- Alterni l’enciclopedia
dei gatti a a a a a quelle trappole di poeti, morti
di fame pure loro.
- Andassero a lavorare! A
lavorare deve andare certa gente, invece di poetare.
- Mica te lo trovi tu il
moroso!
- E poi Aldo non è mica un
gatto, magari lo fosse.... Sarebbe un po’ più... un
po’ più...
- Mara Poeta!
- Giorgio E insiste pure!
- E pure tu! Quando va bene tiri fuori
Archimede... Poliremo... Ezechiele lupo!
- E che è? La vecchia fattoria? Mo spunta pure
Nonna Papera, eh!?
- Qui, se vogliamo aiutare Aldo,
dobbiamo essere concreti, concreti capito!
- Sai quanto interessa alla gente di
filosofare.
- Suono del telefono
- Bice Pronto!? ah sei tu, Aldo?
- È andato via da un
minuto.
- Un successone!
- Giorgio e Mara fanno ampi gesti per chiedergli
che cosa sta dicendo
- Certo, certo, è andato
via che ha promesso di pensarci...
- Ha detto, testuali
parole Ci penso... ci penso...
- No, non ho il
singhiozzo, così ha detto: Ci penso....
- Io!
- Esatto, così! Magari ritorna...
- A te come è andata?
- Ah bene, ok, ci vediamo più tardi
allora, ciao.
- Appena ripone il telefono
- Giorgio Ma cosa vai farneticando? Ti è dato di
volta il cervello?
- Mara Deh!, disse ella, signor non
vi rincresca. Ché del cader non è colpa vostra ma
del cavallo (L. Ariosto, “L’Orlando furioso”)
- Bice Brava! Ben detto!
- Giorgio Eh?
- Bice Ha ragione da vendere, ha
ragione! È colpa tua!
- Giorgio Oddio oddio, ora non solo vanno
d’accorso, si capiscono pure!
- Bice Ci sono stati dei momenti
in cui balbettavi!
- Ci vuole più grinta, più
decisione, dico bene?
- ....
- Tira fuori l’ardire
dell’incompetente, no?
- Giorgio Provatevi voi, provatevi!
- Solo per capire come
voleva finire la frase mi ci sarebbe voluto lo zio
rom.
- Bice Che c’entrano i rom adesso.
- Giorgio Ma si, dai, lo Zingarelli!
- Mara Maoooooo
- Bice Ecco appunto!
- Caso mai qualcuno cercasse lo scemo del
villaggio globale, finito eh? Finito! trovato il
tesoro!
- Giorgio Ma dai, non fate così!
- Ora mi rifaccio,
vedrete, stavolta Aldo mi ha spiegato tutto per
benino.
- Bice Speriamo, se no qui si
resta precari tutta la vita.
- Giorgio Tranquilla, se va male anche con la
Confindustria, lo faccio assumere al bar, lo saprà
fare un frullato, spero!
- Suona il campanello
- Mara Qui gatta ci cova.
- Giorgio Vado io.
- Bice No aspetta, vado io, non
sta bene, che vada tu.
- Onorevole Brambilla! Che
sorpresa!
- Brambilla Entrando e vedendo Giorgio
Buong... Giorgio!
- Giorgio Papà!?
- Bice e Mara si guardano sconcertate, a Mara
rimane in gola un Mi....
- Brambilla Cosa ci fai tu qui?
- Giorgio Chi io?
- Brambilla Non dovevi essere in aula?
Che giorno è oggi?
- Giorgio Ecco si, vedi, io stavo effettivamente
che oggi è..., ma il mattino! giustamente.... Il
mattino sono in aula, ecco... il pomeriggio si, io
studio....
- Brambilla Qui? Studi qui? E io per che
cosa pago un affitto da 1.000 euro al mese?
- Giorgio Ecco appunto, stavo appunto dicendo a
Mara che forse è meglio se andavamo a studiare da
me, non ti pare?...vero che non ti pare?
- Mara Miaoooo
- Giorgio Stiamo preparando un esame facoltativo:
come progettare un perfetto giardino zoologico
nell’era del wwf. Lei si sta specializzando in
faunistica anti venatoria applicata: deve
riconoscere tutti gli animali dal suono che
emettono, vero Mara? Ti ho già parlato di Mara, non
è vero!?
- Mara Miaoooo
- Giorgio Stiamo studiando il verso degli animali
per progettare gabbie insonorizzate eco compatibili,
vero Mara?
- Mara Sta per emettere un altro
Miao ma viene anticipata da Giorgio che prosegue
- Giorgio Sai, gli ambientalisti...
- Brambilla Eh conosco, conosco.
- Mara Miaoooo
- Giorgio Stiamo ripassando i felini! Tu,
piuttosto, perché sei da queste parti?
- Brambilla Che domande, per lavoro no?
- C’è qui un giovane laureato, un certo Girini o
Girondini, mi pare, che dice di aver trovato un
sistema per produrre energia a costo zero e per
tempi indefiniti.
- A me pare che, per il mio ruolo di
amministratore da sempre impegnato, per il benessere
del mio paese, s’intende, nella ricerca di nuove
soluzioni energetiche che siano eco compatibili ed
economiche, sia mio dovere, quanto meno capire cosa
bolle in pentola, non ti pare?
- Squilla il suo telefonino
- Sì? Come dici? La Pireide ha invaso la Cirenide?
Abbiamo interessi in Cirenide? Bene, allora ci
pensiamo più tardi, ora sono in riunione, a dopo!
- Come mai....
- Giorgio Interrompendolo, presentandogli Bice
- Ti presento la Dott.ssa
Aldina Giretti. È lei l’inventore!
- Brambilla Ah piacere, piacere.
- Bice Con un tono che la dice
lunga della situazione in cui l’ha messa Giorgio
- Il piacere è tutto mio, onorevole!
- Brambilla Che strano, avevo capito che
si trattasse di un maschio.
- Giovanna mi ha detto...
- Giorgio Giovanna, chi? La tua segretaria
personale?
- E hai ancora con te la
Giovanna? ma papà! non ti facevo così antiquato!
- Brambilla Come colto in contropiede
- Ma...
- Giorgio Era vecchia che io ero alto così, scusa.
Ma quanti anni avrà?
- Brambilla Oh bè, fin che uno fa bene il
suo mestiere..
- Giorgio Ma se è sorda come una campana!
- E fagliela avere ‘sta benedetta pensione, va là,
che se l’è meritata! Cos’ha? 67 anni di contributi?
- Brambilla A dire il vero, la riforma
che abbiamo in mente va proprio nella direzione
opposta.
- Giorgio Opposta?
- Condivido al 100%!
Perché uno deve lavorare quando è giovane che può
godersi la vita?
- Condivido al 100%, papà!
- State per fare una legge
che vieti l’assunzione prima del 50 anni, giusto?
- È per questo che ci sono
tanti precari, vero?
- Brambilla Ah ah ah sei il
solito ragazzone che ha sempre voglia di scherzare
ah ah ah, sei sempre il solito fanciullone, però su
un punto hai ragione: la Giovanna è vecchia, devo
cambiarla.
- Giorgio Indicando Mara
- Perché non assumi lei?
- È pure laureata in
zoologia, ti terrà lontano le cimici, che ne dici?
- Mara Risvegliandosi dal suo
torpore
- Io?
- Brambilla Lei? E perché no?
- Si alzi signorina,
vediamo.
- Va benissimo, rivolto a
Giorgio è brava?
- Giorgio Per me è in gamba. Proponile un
colloquio d’assunzione, visto che sei qui! Magari
prendi due affari con una fava, no?
- Brambilla Riceve un’altra telefonata
Si?
- Bice Fin che Brambilla sta
telefonando, rivolta a Giorgio, sostenuta
- Ma quando t’ha detto che si chiama Brambilla,
non t’è venuto il sospetto?
- Giorgio A parte il fatto che Aldo non me l’ha
detto, hai presente quanti Brambilla ci sono a
Milano?
- Bice Che sono tutti
imprenditori!?
- Giorgio Ohe, con tutto il rispetto, i Brambilla
non sono mica originari del deserto dei Tartari eh,
la fabbrichetta di famiglia a Milano non manca a
nessuno, o no!?
- Bice Ma è stato pure ministro.
- Giorgio Va bene, ma senza portafoglio. E poi
mica ho tempo di leggere i giornali io: di sera
lavoro al bar, di giorno arrotondo con qualche
lavoretto, più della Gazzetta dello Sport, giuro...
!
- Brambilla Al telefono
- Quante volte lo devo ripetere?
- Esatto! Non se ne fa niente, niente, capito? Ci
sentiamo domani.
- Dunque, dove eravamo
rimasti? Ah si!
- Hai ragione, hai
ragione, signorina mi dica...
- Mara Sta per iniziare un Miaooooo
ma viene zittita da Giorgio con un gesto per
segnalarle la necessità di aspettare le domande
dell’onorevole.
- Durante il colloqui fra Mara e Brambilla,
Giorgio e Bice si sistemano in un angolo e Giorgio
cerca di spiegare a Bice, cosa deve dire per
spiegare il progetto di Aldo.
- Brambilla Quanti anni ha, signorina?
- Mara Piacere, mi chiamo Mara,
Mara Micetti.
- Brambilla Come ha detto che si chiama?
- Mara Esatto, 35 anni.
- Brambilla Si scuote come per svegliarsi
da un sogno
- Dunque, lei è...
- Mara Laureata in lettere.
- Brambilla Lettere, mi ha detto Giorgio
che è zoologa, o sbaglio?
- Giorgio Intervenendo prontamente
- È in incognito.
- Brambilla Oh bene, comunque
se è laureata in lettere non avrà problemi con la
corrispondenza ride da solo ah ah ah ah.. ehm..
- Come fra se e se Se incontro l’autore vedi come
finisce!
- Riprendendo il colloquio con Mara Dunque le
piace la letteratura, qual è il suo autore
preferito?
- Mara Tommaso Manfredi di
Lampedusa. Sa, il Gattopardo...
- Brambilla Ah, bello!
“Bisogna che tutto si scambi perché tutto mi resti”
conosco, conosco. E scommetto 1 contro 100 che le
piace anche il mondo incantato.
- Mara Certo, vado matta per il
Gatto con gli stivali!
- Brambilla Ah!?
- Mara E mi piacciono tanto i
bambini quando gattonano.
- Brambilla E io? Io le piaccio? Chi le
ricordo io?
- Mara Il gatto e la volpe!
- Brambilla Ah però! Furba la ragazza, il
suo cartone preferito?
- Mara Gatto Silvestro, quand’ero
più giovane mi piacevano anche i Gatti di Vicolo
Miracoli.
- Brambilla Le credo, le credo... Hobby?
- Mara Mi piace gattonare per casa
giocando con un gomitolo.
- ....
- Brambilla Rivolgendosi a Giorgio
- Non va bene, Giorgio, questa è capace che mi fa
i gattini in ufficio.
- Giorgio Peccato.
- Brambilla E poi con una segretaria
così, corro pure il rischio di finire in gattabuia
ah ah ah ah
- Mara Maooooo
- Giorgio Visto? L’hai fatta infuffare!
- Brambilla E va be’, non sarà la sola
che cerca lavoro, giusto?
- Qui mi pare che il tempo scorra e si produca
poco! Quindi veniamo al dunque!
- Perché mi ha invitato qui Dottoressa?
- Bice Perché, modestamente, credo
di avere risolto una volta per tutte il problema
energetico mondiale e tutte le conseguenti
situazioni di politica economica!
- A Giorgio Vado bene?
- Giorgio si pone alle spalle dell’onorevole e fa
segno di OK e, sempre a motti, la invita a
proseguire
- Brambilla Concreto Allora?
- Bice Lei ha presente il moto
perpetuo?
- Brambilla Certo, è stato dimostrato da
tempo che non esiste!
- Se mi ha chiamato per una facezia del genere,
dottoressa, l’avverto che il mio tempo è denaro e mi
spiace buttar via il mio denaro!
- Suona il suo cellulare
- Pronto!?
- Vendi!
- Compra allora!
- Allora vendi!
- Insomma si può sapere cosa vuoi da me? O compri
o vendi, non ci sono mezze misure!
- Eh? Vuoi che faccia sospendere il titolo? Va
bene, come vuoi, chiamami dopo, prima che aprano le
borse!
- Dunque dottoressa, mi
diceva dei movimenti della perpetua, giusto?
- Bice Si, di frate indovino...
- Brambilla Oh perbacco, mi
ricorda che domani dovrei essere a Toronto, per il
congresso degli industriali canadesi, chissà che
tempo ci sarà domani a Toronto.
- Mara E guardai nella valle: era
sparito tutto! Sommerso! Era un gran mare piano,
grigio, senz’onde, senza lidi, unito. (G. Pascoli,
“Nella nebbia”)
- Brambilla Dice che è meglio che non
vada?
- Mara E alto in cielo, scheletri
di faggi, come sospesi, e sogni di rovine e di
silenziosi eremitaggi Sentii soltanto
gl’inquieti gridi d’uccelli spersi, l’uggiolar del
cane, e, per il mar senz’onde e senza lidi, le péste
né vicini né lontane. (G. Pascoli, “Nella nebbia”)
- Brambilla Mmmh Meglio che non vada.
- Allora dottoressa,
stringiamo?
- Bice Le dicevo onorevole, del
moto perpetuo.
- So bene che il moto perpetuo non esiste, così
come non è possibile la quadratura del cerchio o
mutare il piombo in oro!
- Brambilla Sarebbe un disastro! Non lo
dica neanche per scherzare, per carità!
- Bice Per superare lo scoglio
occorre ragionare in termini di relatività!
- Brambilla Cosa intende per relatività,
signorina?
- Bice Quando un uomo siede un’ora
in compagnia di una bella ragazza, gli sembrerà che
sia passato un minuto, è vero? Ma fatelo sedere su
una stufa per un minuto e poi chiedetegli quanto
tempo è passato! (A. Einstein)
- Chiaro il concetto di relatività?
- Brambilla Chiaro.
- Bice Dunque: cosa succederebbe
se domattina il mondo si fermasse?
- Brambilla Cos’è, un incubo?
Sta parlando per ipotesi, vero? Sarebbe un
disastro....la recessione, il fallimento
dell’economia, dello stato sociale... miseria nera.
- Bice Alt! ripeto la domanda.
Vede quanto è tutto relativo?
- Non parlavo del mondo economico, parlo della
terra, della luna, del sole...
- Mara E mi sovvien l’eterno, e le
morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di
lei. Così tra questa immensità s’annega il pensier
mio... (G. Leopardi, “L’infinito”)
- Giorgio Ma statte zitta!
- Mara un miaooo un po’ risentito
- Brambilla Fatela vedere, perché è mica
a piombo, questa!
- Dunque, si ferma la terra... si ferma la luna...
il sole... Non ho la più pallida idea di cosa può
capitare se succedesse una cosa simile, ma siccome
la cosa non capiterà, almeno prima che aprano le
borse, non me ne importa niente!
- Bice E qui sta l’errore,
onorevole!
- Se noi troviamo qualcosa che si muove senza
essere spinto e smette di muoversi solo quando la
terra smetterà di girare, abbiamo risolto il
problema.
- Mara Miaooooo
- Brambilla Suona il suo cellulare
- Pronto!?
- Si Maria, butta la pasta
che arrivo per cena!
- Vada avanti, vada avanti,
dottoressa.
- Bice Dunque, a noi non interessa
risolvere il problema del moto perpetuo,
semplicemente ci basta che il moto duri fintanto che
gira il mondo, giusto?
- Brambilla Giusto!
- Bice Bene! E qual è il punto in
cui la terra gira più velocemente?
- Rivolta a Giorgio che, alle spalle di Brambilla
sta facendo ampi gesti per guidare Bice nel suo
ragionamento Dov’è che il mondo gira più veloce?
- Giorgio a soggetto, cerca di suggerirgli
l’equatore cercando tutte le soluzioni possibili (ad
esempio
- potrebbe mimare in sequenza l’equità e una
corrida) per dare tale indicazione, fino a che
- Bice All’equatore!
- Giorgio comincia a mimare la
costruzione di una piramide
- Bice Ora sappiamo dove e perché
dobbiamo agire. Ma cosa dobbiamo fare eh? Cosa
dobbiamo fare?
- Brambilla Lo chiede a me? È lei il
genio, io, se ci capisco qualcosa, ci metto i
denari.
- Bice Aah ecco! Una piramide!
- Una piramide
capovolta!... No... una piramide dritta...
- Un po’, piegata!
- A Giorgio che stava
cercando di mimare un pendolo Si può sapere perché
ciondoli?
- Brambilla Cosa fai? ti pare il momento
di giocare ai burattini? Lascia lavorare la
dottoressa.
- Come Brambilla si gira di nuovo verso Bice,
Giorgio torna a mimare il pendolino
- Bice Ah ecco!
- La piramide deve essere dritta, e vuota, e sulla
punta ci attacchiamo un campanell... Un pendolo!
- La terra gira,
- la piramide si muove con la terra,
- e così, tenendo sospeso il pendolo, questo
dondola... dondola dondola... senza essere spinto!
- Et voilà, creato il movimento, acquisita
l’energia!
- Giorgio Brava, però, se si ferma la terra si
ferma anche il pendolo.
- Bice Ma a noi questo non
interessa perché quando si fermerà la terra, chissà
noi dove saremo!
- Giorgio E nel frattempo abbiamo risolto il
problema energetico a costo zero!
- Mara Anche senza la macchina
della perpetua!
- ...
- Brambilla Prendendo il telefonino e
compilando un numero
- Buona, buona, ci si può guadag... lavorare, ci
si può lavorare.
- Ohe Paganoni, ti va di
fare un giretto in Amazzonia?
- E come no? vedrai se
scherzo!
- In che rapporti siamo con l’ambasciatore del
Congo?
- Bene.
- E dell’Uganda?
- Convocali domani, si domani, nel mio ufficio.
- ...
- No, non vado più a Toronto, c’è qui una maga che
la vede male.
- A va bè , Paganoni chi se ne frega del bussiness
degli yo yo!
- No, no ti dico!
- Ho qualcosa di meglio tra le mani.
- ....
- Si, sicuro, vagonate di dollari.
- Di più di più,
- Se va come dico io, l’Emiro del Kuwait ci farà
da lustrascarpe!
- ...
- Ecco, bravo....Prepara le valigie, dai che si
parte.
- Giorgio Papà sei grande!
- Brambilla Quisquilie, pensiamo invece
alla signorina.
- L’idea è buona, l’idea è buona.
- Però, converrà con me che non sarà facile
realizzarla.
- Bice Bè, c’è tutta la fase
prototipale...
- Brambilla Prima ancora la
brevettazione internazionale, l’acquisizione delle
competenze, gli accordi intergovernativi, gli studi
di impatto ambientale...
- Ha presente signorina,
quanto c’è da lavorare per mettere in piedi il
progetto, no?
- Bice Si, ma poi c’è da
guadagnare soldi a palate, ma che dico a palate,
vagonate!
- Brambilla Eh non esageriamo, non
esageriamo.
- Si, può saltar fuori qualcosina, ma sa com’è,
poi ci sono le tasse, le imposte, i contributi...
lei mi capisce non è vero?
- Giorgio Papà?
- Brambilla Si?
- Giorgio Da quando le imprese pagano le tasse in
Italia?
- Brambilla Non ti intromettere Giorgio,
caro, sono discorsi da grandi questi!
- Allora, vediamo un po’!
- Così, su due piedi, potrei offrirle un
contrattino come Co. Co. Co.
- Bice Come co co che?
- Brambilla Co co co o co co pro
- Giorgio Chicchirichicchi Paloma....
- Brambilla Ueh Giorgio, ma cosa ti
succede?
- Giorgio Chi a me? Ah, il telefonino!
- Chicchiricchicchi...
Pronto! Siii, Si, siii .. si, si.....siii! siiii....
- Accorgendosi che tutti lo stanno ascoltando
- No, non ora! Chiude il telefonino e lo ripone
svelto
- Brambilla Ma che gestore hai?
- Giorgio Chi, io! Pokemon, perché?
- Brambilla Ah, quanto è difficile
comunicare con i giovani, al giorno d’oggi!
- Dunque dottoressa, che
mi dice?
- Bice Sinceramente speravo
qualcosa di più.
- Brambilla Di più... di più...
- Non è mica facile sa?
- Si potrebbe pensare a un
contratto a progetto...
- Bice Ma se i progetti glieli ho
fatti io!
- Brambilla Va bene, va bene, non ne
parliamo più.
- Proviamo allora a
pensare a un contratto a tempo determinato.
- Bice A scadenza giusto? Come la
maionese.
- Giorgio Papà, non ti basta che i precari siano
spremuti come limoni. Pure nella maionese li vuoi
sbattere!
- Brambilla E un contrattino di
apprendistato?
- Bice Apprendistato?
Apprendistato? Ma se è mezz’ora che le sto spiegando
come risolvere il problema energetico planetario,
cosa dovrei apprendere, ancora?
- Sa cosa le dico, onorevole?!
- Lei ora conosce l’idea, ma l’idea
non vale nulla se non trova le persone capaci di
realizzarla!
- Brambilla Non vale nulla neanche se non
si hanno i soldi per realizzarla!
- Bice Giusto, e allora sa cosa le
dico?
- Lei si tiene i suoi soldi e io mi tengo le mie
idee!
- Giorgio Ci sarà un motivo per cui i precari sono
precari!
- Brambilla E va bene, quand’è così... è
la sua ultima parola?
- Bice Neanche per idea! Possiamo
riparlarne quando vuole, io tempo ne ho d’avanzo!
- Mara Un gatto ti può essere
amico, ma mai schiavo! Miaooo (T. Ghautier)
- Brambilla Comprendo, comprendo.
- Uscendo
- Arrivederci allora, dottoressa, sono convinto
che ci sentiremo ancora.
- Ciao Giorgio, comportati
bene.
- Giorgio Ciao papà, anche tu!
- Appena Brambilla è uscito
- Bice Come sono andata?
- Giorgio Quasi perfetta, se non fosse che poi
l’hai messo alla porta!
- Bice E che dovevo fare, hai
sentito che proposte mi ha fatto?
- Giorgio Già, manco a Gardaland lavori con
contratti del genere!
- Bice Già!
- Giorgio Già.
- Bice E adesso?
- Giorgio Vediamo le cose buone: Abbiamo tradotto
in realtà i sogni di Aldo!
- Veder realizzate le proprie idee!
- Bice Con la differenza che
l’unico che ne rimane fuori è lui!
- Mara Un dì, s’io non andrò sempre
fuggendo di gente in gente, me vedrai seduto su la
tua pietra, gemendo il fior de’ tuoi gentili anni...
- Bice Mi sa che ha ragione lei.
- Giorgio Se non filiamo prima che torni, quello
ci ammazza!
- Bice Dai allora, andiamo!
Andiamo!
- Giorgio Fai presto, vieni! Forza.
- Da fuori
- Aldo Bice, Giorgio...
- Giorgio... Mara... c’è
nessuno?
- Giorgio Oddio, è già qui!
- Bice Ma perché chiama, non ha le
chiavi?
- Aldo Biceee…
- Bice Vengo, vengo.
- Aldo entra fasciato e zoppicando
- Aldo Ahi uhh ahi... Ahi!
Aspetta, dammi una mano, uh…
- Giorgio Dio mio Aldo, che ti è successo?
- Aldo Ahi!!
- Mara Qual d’essi il sacrilego
brando trasse il primo il fratello a ferire? Oh
terror! Del conflitto esecrando la cagione esecranda
qual è? (A. Manzoni, “Il Conte di Carmagnola”)
- Giorgio In parole povere, chi è che ti ha
ridotto così?
- Bice Perché ti hanno menato?
- Aldo Riferendosi a Mara
- Peggiora a vista d’occhio, è vero?
- Bice Si, ma non pensare a lei,
vieni siediti, vuoi un po’ d’acqua?
- Aldo Grazie!
- Giorgio Cos’è successo?
- Aldo Ho sbagliato congresso!
- Ero convinto di essere al congresso del PPP ma,
a un certo punto, mi sono trovato sotto il palco
dell’ MLP.
- Bice Ma non ti sei reso conto
dov’eri?
- Aldo E cosa vuoi che sappia io a
quale congresso vado! lo sai no? Sono tutti uguali!
- Solo che se sbagli lo
slogan se ne accorgono. Caspita se se ne accorgono!
- Giorgio In pratica sei andato vestito da
romanista nella curva dei romanisti a gridare forza
Lazio!
- Aldo Più o meno Ohi ohi!
- Bice Tieni.
- Aldo Grazie, comunque non è
niente di grave, solo qualche ammaccatura, posso
anche togliere le bende... ci vuol altro... Ahi.
- Uhhh
- Mara Miaoooooo
- Aldo Qui piuttosto, come è
andata?
- Bice e Giorgio insieme
- Bice Bene! Giorgio
Male!
- ....
- Bice Male!
Giorgio Bene!
- Aldo Posso esservi utile?
- Bice Fai, fai lo spiritoso!
- Vedi come ci si riduce a
fare gli spiritosi, insisti.
- Vieni Mara, aiutami, dai
che prepariamo qualcosa per cena.
- Mara Com’è dolce naufragare in
questo mare.
- Escono
- Giorgio Ve la filate eh! Codarde... Codarde,
pavide e imbelli!
- Aldo Che intanto si è tolto le
fasciature e, girando per il locale, ha trovato la
raccomandata
- Scusami Giorgio, te lo prometto, non ti lascerò
mai più solo con loro!
- Giorgio No, sono io che devo tornare qui più
spesso!
- Guarda come le hai ridotte! Una vive di gatti e
poeti e l’altra non sa più cosa inventarsi per farsi
notare.
- Aldo Ti ci metti anche tu
adesso?
- Credi che sia facile per
me, convivere con Bice?
- Giorgio Ti vuole bene.
- Aldo Lo so, e anch’io voglio
bene a lei, un mondo di bene.
- Per cosa credi che
accetto tutto quello che mi dice?
- Giorgio E Mara, allora?
- Aldo Mara? Mara non lo so. Devo
ancora capire se è lei che butta il gatto o se è il
gatto che è spinto da un insano spirito di
avventura, certo è che se anche Mara mi fa gli occhi
dolci, a me non fa ne caldo e né freddo. La capisco,
mi è simpatica, ma niente di più.
- È Bice che cerco, ma la
realtà è che io, cosa posso offrire a Bice?
- Una vita da precario? Anche se mi dichiarassi,
ci sposassimo, mettessimo su casa... di cosa
campiamo, con i soldi di mio padre? E se arrivassero
dei figli con cosa li mantengo, giocando al lotto?
- “Che lavoro fai?” chi
io? Gioco al lotto. Hai presente se avessi bisogno
di un mutuo?
- Cosa gli do da mangiare
ai figli, gli slogan dei partiti?
- Giorgio Dovresti spiegarti con Bice.
- Aldo Si, lo so che hai ragione.
- Credo che un giorno di
questi lo farò, anche se non so proprio cosa dirle.
- Se affrontare di petto l’argomento o se farle
capire che non c’è futuro... guardando la
raccomandata forse.
- Giorgio Credo che così le spezzeresti il cuore.
- Aldo In fondo anche lei è una
precaria, penso che capirebbe.
- Giorgio Pensaci bene Aldo, può essere che una
soluzione si trovi.
- Aldo Non certo a breve, e poi
anch’io ho il mio onore da conservare
- Bice Schopenhauer dice che se un
uomo prende uno schiaffo non ha perso l’onore,
semplicemente ha preso uno schiaffo. L’onore altro
non è che uno schiaffo, niente di più.
- Ogni tanto smetti i panni dello scienziato e
vesti quelli dell’uomo, Aldo, non hai solo gli occhi
della mente per guardare il mondo ma anche quelli
del cuore, usa quelli, non ti possono mentire.
- Aldo Hai sentito tutto!
- Bice Capirai, un monolocale con
balcone attrezzato da cucina e servizi direttamente
comunicanti, se non sentissi tutto sarebbe
preoccupante, no?
- Suona il campanello
- Bice Aspetti ancora qualcuno?
- Aldo No.
- Soloni È...
- Giorgio Permesso?
- Soloni Permesso?
- Aldo Aldo, che non viene
riconosciuto né dal Professore e né dall’onorevole,
che entra poco dopo, alzandosi prontamente, ed
emettendo alcuni gemiti sommessi.
- Prego ohi, prego Professore, ohi ohi prego, si
accomodi.
- Soloni Ad Aldo
- Chi è lei?
- Aldo Come chi...
- Giorgio Facendo segno ad Aldo di tacere.
- È un ragazzo, un ragazzo alla pari!
- Aldo Come alla pari!?
- Giorgio Pari o dispari?
- Aldo Un po’ perplesso segue le
richieste di Giorgio
- Pari...
- Giorgio Dispari! Iniziando il gioco con Aldo
- Alle bombe del canon ,
bim bum bam! 5 Dispari, visto?
- Tornando a rivolgersi al Professore mentre Aldo
assume un’aria assai perplessa guardandosi le mani
Come ha visto, Professore, è un ragazzo alla pari
che chiamo quando ho bisogno di fare qualche
lavoretto.
- Qualche volta, così, per le cose semplici, lo
uso come assistente.
- Ancora ad Aldo Mi sistemeresti la radio, per
cortesia?
- Soloni Encomiabile mio caro, encomiabile!
- Sono tornato perché ho sposato....ho sposato...
- Giorgio Con entusiasmo
- Davvero? Congratulazioni Professore, veramente!
prima la figlia e ora si sposa pure...
- Soloni Oh oh oh spiritoso, veramente
spiritoso...
- Oh oh oh sarà divertente lavorare con te! oh oh
oh
- Bice Uscendo, finendo la frase
del Professore
- La causa. Ho sposato... la causa!, giusto?
- Soloni Perspicace la signorina, perspicace.
- Vuole essere la mia...
la mia...
- Bice No!
- Soloni Segretaria?
- Bice Ah ecco!
- Soloni Oh oh oh, simpatica, simpatica,
proprio...
- Giorgio Simpatica.
- Soloni Divertente! Oh oh oh
- Giorgio Ci rinuncio!
- Soloni Oh oh oh divertente, divertente proprio,
sono qui per dirti che ho pensato alla tua proposta,
è vero...
- Suona il campanello
- Aldo Avanti, è aperto.
- Soloni Sorpreso dal fatto che abbia risposto
Aldo
- Oh oh oh sempre più... sempre più...
- Giorgio Che vede entrare suo padre
- Tragico!
- Soloni Divertente... oh oh oh
- Aldo Lasciando il suo lavoretto
e dirigendosi contento a salutare l’onorevole
- Onorevole Brambilla!
- Brambilla Ci conosciamo?
- Aldo Sono...
- Giorgio Ciao papà, un ragazzo alla pari, stavo
giusto dicendo al Professor Soloni... ma conosci il
Prof. Soloni?
- Posso presentarti il
professor Soloni? Professore, ecco mio padre!
- Bice Rientrando con Mara mentre
il Professore e l’onorevole si presentano
- Ahhh!
- Mara Miaooo come dire “Adesso ne
vedremo delle belle!”
- Brambilla Che vede entrare Bice.
- Dottoressa, come le avevo promesso, eccomi qui!
- Bice È una sorpresa, onorevole,
(calcando su “gradita”) una gradita sorpresa...
- Brambilla Che sia tornato?
- Bice Che un onorevole abbia
mantenuto una promessa!
- Brambilla E che significa!? Non siamo
mica in campagna elettorale!
- Mara Calliope... Erato...
Euterpe...
- Solo le muse hanno accesso agli spazi infiniti
di un mondo piccolo, piccolo piccolo piccolo...
- Soloni Ma...
- Giorgio Prendendo per un braccio il Professore e
portandolo fuori senza che possa ribattere
- Venga, venga Professore che le mostro il resto
del laboratorio.
- Brambilla Giorgio, te ne vai?
- Giorgio Vengo, vengo... venga Professore, venga!
- Brambilla Oh bè, mi dirai
più tardi, dunque dottoressa, sono qui per dirle che
la sua idea per risolvere la crisi energetica, è
interessante, veramente interessane.
- Aldo, trafficando con la propria radio, segue i
dialoghi e, di volta in volta assume le pose e le
espressioni più consone alla situazione, per
approvare o disapprovare i dialoghi degli amici.
- Nell’eseguire la propria mansione, senza farsi
notare, riesce a leggere la raccomandata che gli è
stata recapitata. Dopo che avrà letto il contenuto,
il suo atteggiamento sarà molto più deciso, fino ad
intervenire direttamente nelle questioni che lo
riguardano direttamente.
- Mara, viceversa, si accomoda sul divano e
assorta nel suo mondo come è sua abitudine,
partecipa raramente e per flash alle discussioni.
- Bice Bene, mi fa piacere che
l’abbia trovata una proposta interessante!
- Brambilla Si,
interessante... interessante. Sarebbe importante
disporre di una relazione scritta, di un
memorandum... sa per i finanziamenti... mi capisce
non è vero?
- Bice Guardando Aldo che
disapprova
- Veramente...
- Brambilla Non si pretende
mica una cosa impegnativa! 15/20 cartelle... qualche
disegno... pochi calcoli...
- Bice In modo che lei possa
presentarla in Parlamento, giusto?
- Brambilla Per i finanziamenti, giusto!
- Bice E magari anche a qualche
suo tecnico...
- Brambilla Ma solo per
sistemare qualche frase, qualche appunto, solo per
redigere il documento nella forma adatta a ricevere
i finanziamenti, non le pare?
- Bice Ah già, per i
finanziamenti...
- Brambilla Altrimenti mi
toccherebbe far approvare una legge ad hoc, e magari
qualcuno potrebbe intrufolarsi nel progetto, non
crede?
- Bice Capisco... capisco...
- Suona il cellulare di Brambilla
- Brambilla rispondendo alla telefonata
- Mi scusi solo un attimo dottoressa,
la prego. Pronto? Caro Giulio, come stai?...
- Soloni Rientrando accompagnato da Giorgio
- Interessante, molto
interessante! E i test che risultati stanno...
stanno...
- Giorgio Fornendo? Eh purtroppo la cavalletta
ancora non dà segni di riconoscere il colpevole.
- Rivolto a Bice Gli ho mostrato la cavalletta,
hai presente? Bice fa segno di non capire La
cavalletta! Quella che usiamo per l’esperimento con
la signora in giallo.
- Bice Dapprima fa segno di
annuire verso Giorgio e poi si volge verso Aldo e fa
segno come per dire “ma cosa sta dicendo questo
qui?”
- Giorgio Tutti i giorni! Da tre anni a questa
parte, la Signora in giallo, sempre lo stesso
episodio! Eppure niente!
- Soloni Niente?
- Giorgio Niente, sembra proprio che per le
cavallette l’evoluzione non funzioni.
- Soloni Come veramente interessato
- Interessante,
interessante... magari ne riparliamo.
- Brambilla chiude la telefonata quando il
Professore dice “Magari ne riparliamo” e si accosta
per seguire la conversazione
- Soloni Ma ora se mi... se mi... se mi ...
- Tutti si mettono pensare e a mormorare come
stessero meditando (a soggetto)
- Se mi… se mi… se mi…
- Soloni Permettete, è vero, se mi permettete,
vorrei tornare al motivo per cui sono venuto qui.
- La tua teoria, mio caro, può essere proprio
interessante.. interessante... ho sentito che si sta
liberando un posto di aiuto ricercatore di fascia
zero A, all’università di Pesco Pagano, è vero,
potrebbe essere un buon... un buon...
- Giorgio Inizio?
- Bice Espediente?
- Brambilla Affare?
- Soloni Trampolino, è vero, un buon
trampolino...
- Brambilla che si sovviene
un secondo, come sorpreso.
- Ah! Ma allora ti sei laureato!
- Giorgio E come, no?
- Brambilla E non dici nulla, eh!
Ragazzaccio...
- Soloni Oh oh oh divertente proprio divertente,
(indicando Aldo) il ragazzaccio è lui!
- Marika Entrando col suo fare tremulo e
barcollante
- C’era la porta aperta, posso
entrare?
- Aldo Entra, entra pure, Marika,
unisciti a noi.
- Brambilla Sottovoce a Giorgio Chi è?
- Giorgio Marika, una vecchia amica.
- Brambilla Come chi non ha capito chi
fosse Ah!
- Marika Chi sono questi signori? Sai che mi
spaventano le novità!
- Bice Vieni, vieni, magari ti
possono aiutare.
- Brambilla Con fare del politico
- Certo, fa parte dei
nostri doveri, giusto Professore?
- Soloni Giusto, giusto...
- Brambilla Per le amiche di mio figlio
un angolino in una casa di riposo si trova sempre!
- Marika Se mi sposo? Certo che no! giovanotto!
- Un tempo, un tempo avrei potuto farlo ma ora...
non mi vede?
- Brambilla Oh no no, per carità! dicevo
così, eventualmente... per un domani.
- MariKa Le mani? È lei che vuole le mie mani??
Ma se è la prima volta che mi vede! È vero che ho
ancora un certo fascino, ma, per diana, non corra
troppo giovanotto, non corra troppo!
- Soloni Oh oh oh! Questo non è un laboratorio...
non è un laboratorio.... È un... è un... oh oh oh
- Aldo Uno studio?
- Brambilla Una bottega? Eh, una bottega?
- Mara L’atelier delle idee...
- Aldo Si, suicide! Ma lascia
perdere...
- Marika Casino?
- Soloni Casino! Quasi come all’università!
- Marika La castità? Anche lei vuole le mie mani?
Sono confusa...
- Nessuno in vent’anni e due in un giorno solo!
barcolla sempre di più; la battuta che segue è
facoltativa (Per me, l’autore, quando ha scritto la
mia parte era in treno!)
- Giorgio Perché sei venuta?
- Marika Per la mia dose, caro. Non ti ricordi
più?
- Brambilla Come sostenuto Che fai,
spacci adesso?
- Giorgio Fa segno di no, nel frattempo interviene
Aldo prendendo un telefonino e componendo il numero
di casa. Ci penso io, ci penso io.
- Suona il telefono di casa
- Marika si getta a capofitto a rispondere. Come
nel primo atto, quando Marika è al telefono assume
un atteggiamento spigliato e deciso
- Pronto! Eccomi signora,
grazie per aver chiamato.
- Accetta di rispondere a
qualche domanda? Le ruberò solo qualche minuto.
- Se non vuole rispondermi?
- Vengo a casa sua e la
strozzo! che fa, risponde?
- Grazie signora, lei è molto gentile.
- Lei vede la posta del cuore?
- Come dice? le fa venire mal di
fegato!
- Bene!
- E Chi l’ha visto?
- Come, cosa?
- Chi l’ha visto! lei l’ha
visto chi l’ha visto?
- ...
- Si o no!
- No! Bene.
- Ancora una domanda e poi abbiamo
finito.
- Quello del pacco, ha presente il
pacco? Quello, lo vede?
- Come sarebbe “Affari miei”!
- Sono affari suoi signora, non affari
miei!
- Ma che razza di gente! Non lo faccio
più ‘sto lavoro, non lo faccio più!
- Non barcolla più, va verso l’uscita ringraziando
i ragazzi.
- Come chi si è levato un peso Ohh, sto meglio,
molto meglio, a presto ragazzi!
- Rivolta al Professore e
a Brambilla, quando ormai è quasi uscita Vergognosi!
- Aldo torna alla radio, Mara a
coccolarsi con il suo peluche.
- Soloni Ma le capita spesso?
- Giorgio Ma no, ma no, poi le spiego...
- Brambilla In ogni caso, ti proibisco di
frequentare questa casa in futuro!
- Dunque, dottoressa,
veniamo a noi, stringiamo, stringiamo...
- Aldo intervenendo prontamente
- Ah no!
- Brambilla Ancora! Lei faccia quello che
deve fare e ci lasci lavorare, ha capito? E non si
intrometta!
- Una cosa è certa,
Giorgio, non ti farò mai capo del personale!
- Allora, dottoressa, che
ne direbbe di un contrattino di collaborazione
libero professionale?
- Bice Veramente...
- Soloni Ma come, signorina! Con i tempi che
corrono! L’onorevole le propone un contrattino, le
consente di dedicarsi alla libera professione e lei,
è vero... e lei...
- Giorgio Rifiuta?
- Soloni Tentenna! Suvvia signorina, ma come può
lasciarsi sfuggire un’occasione così... così...
- Brambilla Ghiotta! Dico io!
- Soloni Importante, dico io, importante! Ci
pensi dottoressa, ci pensi bene prima di... prima
di...
- Brambilla Rifiutare?
- Soloni Rifiutare!
- Brambilla Prima abbraccia suo figlio
come chi ha vinto un premio e poi torna a rivolgersi
a Bice
- Sentito dottoressa?
- Soloni Rivolgendosi a Giorgio
- Allora mio caro, che ne dici di tre anni a
Parigi?
- Un Erasmus, ti va? In attesa di
tempi... di tempi...
- Tutti insieme Migliori!
- Soloni Era scontato?
- Brambilla Prendi il treno
al volo mio caro! Queste occasioni non capitano
tutti i giorni. Pensa a quanti giovani vivono una
vita da precari! Mi pare che il Professore ti offra
un’ottima opportunità, non credi?
- Giorgio Già... già...
- Aldo No no no no.
- Brambilla Sai quanti
laureati vengono in azienda a elemosinare un lavoro
part time? Capirai.. se dovessimo dar da lavorare a
tutti! E pretendono pure i contributi, pretendono!
- Accetta, accetta, te lo
dico io, che sono tuo padre!
- Aldo eh no no no no.
- Giorgio Indeciso
- Effettivamente...
- Brambilla E poi senti! Per il
Professore garantisco io! Sei contento?
- Lo sai come vanno queste cose, no? Un nuovo
filone di ricerca lo troviamo sempre, giusto
Professore?
- Soloni Finalmente! Finalmente un uomo di
governo dedito al bene comune! Finalmente un uomo
che sposa la causa prima del progresso! È vero,
finalmente un politico... un politico...
- Aldo Corrotto?
- Soloni Illuminato!
- Brambilla Rivolto ad Aldo
- Ma come si permette!
- Aldo Mi permetto, mi permetto,
vero Professore mi... mi...
- Soloni Permetto?
- Aldo Mi prendo questa libertà!
- Mara Miaooo
- Soloni Ma come si permette!
- Aldo Pure lei? Ah ma allora...
Mi permetto... mi permetto...
- Il Professore e l’Onorevole molto risentiti,
contemporaneamente, a soggetto
- Soloni Rivolgendosi a Giorgio
- Dott. Giretti, com’è possibile un comportamento
del genere... non ho mai subito un affronto simile
in tutta la mia carriera universitaria!
- Mara Povero, gli si è sporcato il
pedigree.
- Brambilla Rivolto a Bice
- È inaudito, inammissibile! A un esponente del
governo... inaccettabile....
- Giorgio e Bice Tentando di calmare gli animi
- Calma, calma, vi prego,
non è cattivo...
- Aldo Chiamo Marika?
- Soloni Non resterò un minuto di più in
questa... in questa...
- Aldo Bè?
- Soloni Uscendo sbattendo la porta In questa!!!
- Aldo E tanti saluti alla
sorella, Professore!
- Brambilla Inammissibile! Inaccettabile!
Pazzesco… pazzesco! Screanzato, screanzato e
maleducato!
- Aldo Dice a me!?
- Brambilla Giorgio ti ordino di lasciare
immediatamente questa... questa...
- Aldo Bè?
- Brambilla Questa!!! Se ne va sbattendo
la porta.
- Aldo Arrivederci onorevole,
arrivederci! Tante buone cose...
- Poi, rivolgendosi agli
altri e sono pure carenti di fantasia!
- Bice e Giorgio e Mara a soggetto
- Ma cos’hai fatto!? Hai
rovinato tutto! Miao miao miao! Ma ti pare il modo?
E adesso?
- Aldo Calma ragazzi calma, ora
festeggiamo!
- Tutti Che?
- Giorgio Te devi esserti bruciato anche le ultime
cellule grigie che ti erano rimaste.
- Aldo Festeggiamo vi dico!
- Deve essere rimasto del
succo in frigorifero, brinderemo con quello!
- Bice C’era.
- Giorgio Il tuo Professore s’è fumato anche
quello!
- Aldo Va bene, è lo stesso,
stasera andiamo a mangiare la pizza! Offro io!
- E poi tutti a casa a
preparare le valigie.
- Giorgio Te devi avere la febbre.
- Bice Vuoi un po’ di tachipirina?
- Mara E dolce è il naufragar in
questo mare...
- Giorgio e Bice Mara!
- Mara Come avvilita
- Miaooo
- Aldo Destinazione Svizzera!
Ginevra!!
- Ricordati di portare il
Kit e Kat per il tuo gatto perché non so che cibi
usano a Ginevra.
- Giorgio Hai vinto alla lotteria!?
- Aldo Di più Giorgio, di più!
- Bice Hai ricevuto un’eredità,
giusto?
- Aldo Di più Bice, di più!
- Mara Miao?
- Aldo Di più Mara, di più!
- Avete presente la
lettera che è arrivata oggi?
- Bice Che fai, hai preso la
Solonite? Parla dai!
- Aldo È una lettera di
assunzione!
- Arriva direttamente da Ginevra! Si va al CERN
ragazzi! Si parte!
- Giù il piede sull’acceleratore!
- Contratto trentennale, appartamento incluso nel
contratto e, soprattutto, quel che più conta, la
possibilità di portare con se i propri
collaboratori!
- Tutti insieme con grande entusiasmo
Eureka!
- Aldo Giorgio, svelto dai! Chiama
anche Marika, prima che perda il treno!
- Tutti insieme Uno per tutti, tutti per uno!
- Aldo Siamo precari ma non siamo
cretini!
- Vedendo che Giorgio si rattrista un po’ facendo
l’atto di andare a chiamare Marika
- Che c’è Giorgio, perché quella faccia?
- Giorgio Perché mi sa che ora toccherà far
lavorare il cervello anche al sottoscritto!
- Aldo Su su, dai! Dai! Rapido,
rapido, rapido.
- Bice Rapido? Pendolino!
- Aldo Eh?
- Mara Miaoooo
-
-
- Sipario
2° PREMIO
Goglia Marta di Livorno
Chicago
MOTIVAZIONE CRITICA: Lavoro
molto apprezzabile dal punto di vista scenografico, dei costumi
e dell'espressione vocale.
scena 1
Scacchiera
Musica
"Pianista sull'oceano"
track 1
Eva: Gli
uomini non si conoscono....non sanno come sono fatti.
Ogni parola
che dicono è falsa è smentita.
Loro non lo
sanno perché oggi sono così e domani in un altro modo.
Soltanto il
corpo, rimane per un certo tempo quello che è.
Solo i
bambini hanno l'uso della ragione, i grandi sono come le
bestie, nessuno sa quel che ha, gettano via la vita pur
di soddisfare un capriccio...Stastera il capriccio si
chiama successo!
Signore e
signori...CHICAGO.
Alessio (da
dietro le quinte):Qualcuno ha visto le sorelle Kelly?
Gruppo: No,
no.
Alessio: Tu
vai in scena tra cinque minuti....Welma dov'eri
finita...e dov'è tua sorella?
Welma: Non
c'è.
Alessio: Ma
stasera c'è lo spettacolo!
Welma: Non
preoccuparti, io posso farlo da sola....valgo per due.
Alessio:
Allora muoviti, fai in fretta.
Annunciatrore:
Signore e signori il club Onyx è lieto di presentarvi
Chicago, lo spettacolo più hot del pianeta.
Due ragazze
jazz che si muovono come se fossero un unica persona.
Le sorelle
Kelly!
Traccia 1/2
Fred Casley:
Andiamo Piccola.
Roxie Hart:
Ma non hai ancora incontrato il tuo amico, quel
manager.
Fred Casley:
Non preoccuparti Roxie, mi sono occupato di tutto io.
Roxie hart:
gli hai detto di me?
Fred Casley:
Certo, è tutto organizzato.
Roxie Hart:
Dillo di nuovo.
Fred Casley:
Sei una star. La mia piccola stella splendente.
3°
scena
Roxie Hart: (entrando
dalla scalinata centrale):
Hei perché hai fretta? Amos non sarà a casa prima di
mezzanotte. Freddy? fred? Hei sai che non mim piace che
tu mi ritenga assillante ma non pensi che sia giunto
per me il momento di incomtrare il tuo amico al club? E'
gia trascorso un mese da quando gli hai parlato di me.
Lo sò perchè è successo la sera che Welma Kelly ha
accoppato suo marito e la sorella.... Dicono che li
abbia trovati a letto insieme...Se io sapessi che Amos
va con qualcun'altra darei una festa...una festa
d'addio.
Fred non sei
andato via.
Fred Casley:
Si sta facendo tardi.
Roxie Hart:
Ho pensato molto al mio numero; Ogni volta che ho una
buona idea, me la scrivo nel mio diario prima che mi
passi dalla mente. E sai che ho pensato? Che ogni numero
che ti stende deve avere sempre qualcosa di diverso...
come una firma. E la mia firma sarà quella di essere
distaccata, giusto un pò per tenerli affamati e
lasciarli sempre con la voglia di tornare a vedermi. Poi
quando mi sarò fatta un nome potremmo aprire un club
tutto nostro. Ed'io potrei finalmente diventare famosa.
Fred Casley.
Svegliati piccola, tu non avrai mai un numero tutto tuo.
Roxie Hart: E
chi lo dice.
Fred Casley:
Affrontalo Roxie. Sei solo una soubrette con le gambe
grasse. Ed'io,io sono giusto un venditore di mobili.
Roxie Hart:
Ma mi avevi detto che quel tipo al club.
Fred Casley:
Non ci sono tipi, quella sera era la prima volta che
mettevo piede in quel locale.
Roxie Hart:
Quindi tu non hai mai parlato a nessuno di me.
Fred Casley:
Zucccherino, tu sei un bel bocconcino, avrei detto
qualsiasi cosa per farmi un giro con te.
Roxie Hart:
Ed'ora?
Fred Casley:
Ci siamo divertiti, adesso....torna pure da quello.
Roxie Hart:
Fred... tu non puoi farmi questo.
Fred Casley:
Vai via.
Roxie Hart:
Aspetta.
Fred Casely:Tesoro
tuo marito sarà a casa presto, perché non vai a lavarti
prima di aprire di nuovo le gambe?
Roxie Hart:
Sei un bugiardo Fred!
Fred Casely:
Si, allora?
Roxie Hart:
Tu mi hai mentito!
Fred Casely:E'
vero
Roxie Hart:
Sei un figlio di puttana (spara)
figlio di puttana! Figlio di puttana
(FINE
COREOGRAFIA)
Scena n°4
Morrison:
Dove l'avete presa?
Amos: Io la
tengo chiusa in un cassetto. Sa, in caso di qualche
problema. Un uomo ha il diritto di proteggere la propria
casa e la propria innamorata, vero?
Morrison:
Certo. Bene da principio.
Amos: Stavo
rientrando a casa dal garage, ed ho visto un uomo che si
arrampicava attraverso la finestra. Mia moglie Roxie era
a letto che dormiva come un angelo.
Morrison:E'
questa la verità signora Hart?
Roxie:(annuisce)
Amos: Mia
moglie non ha niente a che vedere con tutto questo. Lei
non farebbe male neanche a una mosca. Mi chiedo che cosa
sarebbe successo se non fossi tornato direttamente a
casa...mi viene la nausea solo a pensarci...
Presentatore:Come primo numero la signora Hart canterà
una canzone di amore devoto, dedicata al suo caro marito
Amos.
(canzone)
Amos: Come ho
già detto quando l' ho visto ho premuto il grilletto ma
lui continuava a venire verso di me e allora io ho
premuto il grilletto di nuovo.
(continuo
canzone)
Amos: Se non
fossi tornato in tempo lui avrebbe potuto violentarla
capisce che intendo ...sarebbe stato terribile, è stata
una buona cosa che sia tornato in tempo da lavoro.
Morrison:Il
nome della vittima è Fred casely.
Amos:Fred
Casely? non è possibile non è un ladro mia moglie lo
conosceva bene...ci ha venduto lui tutti i mobili...ci
ha fatto il dieci per cento di sconto.
(canzone)
Amos:Tu mi
hai detto che era un ladro.
Morrison: I
vicini hanno confermato che il signor Fred Casely faceva
visita a sua moglie tre volte alla settimana era già
morto quando eli è rincasato
Amos: Si, lei
l'aveva coperto con un lenzuolo e mi ha detto di dire
che ero stato io...così mi tradisci!
(canzone)
Amos: E io
credevo a questa piccola puttanella. Sei troppo astuta
per me...E io ti ho anche protetta...io sto in officina
14 ore al giorno e lei sta a casa a farsi di caramelle e
a darsi a tutti come una maledetta sgualdrina. Queste
sono cose che un uomo non può sopportare. Io non ho
sparato. Che imbecille sono stato.
(fine
canzone)
Roxie: Brutto
traditore. Avevi promesso di reggermi il gioco!
Amos: Mi
avevi detto che era un ladro.
Roxie:Sei un
marito disonesto! Guardi è vero, gli ho sparato. Ma per
autodifesa. Ha tentato di derubarmi.
Morrison: I
vicini raccontano altro. Dicono che cercasse d derubarla
circa tre volte alla settimana. La sua versione non
regge signora Hart. Lo sapeva che Fred aveva una moglie
e cinque figli oppure aveva dimenticato di
menzionarglieli?
Roxie: Cosa?
Morrison:
Certo.
Roxie: Che
bastardo!si l'ho ucciso. E vorrei ucciderlo di nuovo.
: Una volta è
sufficiente. Questo è un caso da impiccagione.
Roxie:
Impiccagione?
Chiara:
Signori e signore. La custode delle chiavi, la contessa
del tintinnio. Matron Mama Morton
Scena n°5
: Benvenute
signore. Forse penserete che io sia qui per rendervi la
vita difficile, ma non è così , sarò vostra amica se me
lo permetterete, quindi se c' è qualcosa che ti disturba
o vi rende infelici non venite a sbraitare da me perché
a me non me ne frega un cazzo. Adesso muovetevi.
Canzone(Mama
Morton)
Mama: Tu devi
essere Roxie Hart.
Roxie:Si
Mama:Chiamami
pure mama, ci prenderemo cura di te, sarai nel blocco
est, lo chiamiamo il viale della assassine.(entrano
le sbarre).
Roxie: Così è
più accogliente?
(canzone)
Noemi: Non
penso che rimarrò a lungo quà. In realtà non ho fatto
niente di male.
Mama: Non c'
è bisogno che lo dici a me. Non ho mai sentito di un
uomo morto ammazzato che non abbia avuto quello che si
meritava.
Welma: Ehi
mama. vieni qui.
Roxie: Welma
Kelly? Tu sei Welma Kelly! Sai che io c'ero quella
sera? La sera che ti hanno arrestato.
Welma: Si...
tu e mezza Chicago. Guarda questo Mama, un'altra storia
che parla di me, nel Redbook Magazine. Mai per nostra
memoria ricordiamo un così orribile doppio omicidio.
Mama: Penso
che quel tipo di pubblicità non puoi comprarla.
Welma: Non
potrei comprarla? Questi allora me li posso tenere? (mostra
i soldi)
Mama: Non ci
provare.
Roxie: Mama?
Qua si congela, non pensi che forse c'è qualche problema
con i riscaldamenti? Con questo non voglio lamentarmi ma
se avessi qualche coperta in più te ne sarei grata.
Mama: Luci
spente signore.
Presentatore:
Ed'ora le cinque allegre assassine della contea di Cooke,
nella loro versione del... Tango del sole a scacchi.
(coreografia
assassine luci di taglio)
Sara 10:
Sapete quando ci sono delle persone che hanno piccole
abitudini che ti danno fastidio, come Bernie . A bernie
piaceva masticare, gomma da masticare. No non
masticare, fare pop. Così un giorno tornai a casa ed
ero particolarmente nervosa, cercavo un pò di
comprensione. Ed ecco lì Bernie sdraiato sul divano, che
beveva birra e masticava la gomma. No, non masticava.
Faceva pop. Allora gli dissi:"Bernie fai ancora un altro
pop e".... e lui lo fece. Allora tirai giù il fucile
dalla parete e gli sparai due colpi
d'avvertimento....dritti in mezzo agli occhi.
Vale: Ho
icontrato Ezechiele Young circa due anni fa. Lui mi
disse che era scapolo, ed abbiamo subito preso fuoco.
Allora siamo andati a vivere insieme. Lui andava, a
lavoro tornava a casa, io gli versavo da bere, poi
canavamo insieme. Epoi l'ho scoperto. Scapolo aveva
detto? Scapolo un cazzo....Non solo era sposato, no,
aveva sei mogli. era uno di quei mormoni sapete. Così,
la sera stessa quando è tornato dal lavoro, gli ho
versato da bere come al solito..... sapete c'è gente che
proprio non lo regge l'arsenico.
Sara Anzovino:
Me ne stavo in cucina e tagliavo il pollo per cena,
immersa nei miei pensieri, quando mio marito Wilbour
entra come una furia, pazzo di gelosia:"Tu,ti sei
ripassata il lattaio" disse lui. Era impazzito e
cominciò ad'urlare,"Tu ti sei ripassata il lattaio" e
poi corse verso il mio coltello...Corse verso il mio
coltello per ben dieci volte.
welma: Mia
sorella Veronica ed io, facevamo un numero di varietà
insieme e mio marito Charlie viaggiava con noi. Per il
nostro numero dovevamo compiere venti esercizi
acrobatici di fila uno dietro l'altro, uno, due, tre,
quattro, salto mortale, giravolta, aquila ad ali
spiegate e molte altre.....quella sera prima dello
spettacolo, eravamo nella stanza d'albergo, tutti e tre,
e tra una bevuta e una risata finimmo il ghiaccio, così
scesi a prenderne un pò. Poi tornai in stanza, aprii la
porta e trovai Veronica e Charlie che stavano provando
il numero diciassette dello spettacolo...l'aquila ad ali
spiegate. Io rimasi scioccata, persi completamente il
controllo. Non ricordo più nulla.poco più tardi, quando
stavo lavando via il sangue dalle mani ho capito che
erano morti.
Franca. Amavo
Al Lipships più di quanto possa esprimere. Era un vero
artista...Sensibile, un pittore, ma era sempre alla
ricerca di se stesso. Lui usciva tutte le sere per
cercare se stesso; ed'una sera per strada trovavaRuth,
Gladis, Rosmary...e...Irwing. Si può dire che rompemmo a
causa delle nostre divergenze artistiche. Lui si
considerava vivo, io lo consideravo morto.
(fine
della coreografia)
Mama: Posso
prendermi cura di te, c'è una serie di cose che potrei
analizzare per te. Billyn Flynn a marzo ti potrebbe far
rilasciare. Sai che farò per te l'8 marzo? Mama ti
porterà al circolo di Vonville.
Welma: Così
adesso sei anche un agente?
Mama; Fin
quando non installerai una linea privata del tuo
telefono, tutte le telefonate passeranno attraverso di
me.
Welma: E di
quanto stiamo parlando?
Mama: Tu sai
che questo è un mondo pazzo. Voglio dire, che Babe Ruth
sta facendo spettacoli per 5000 dollari a settimana.
Welma: Ma che
fa qualcuno che ha veramente talento'
Mama:
Tranquilla, io ho parlato con qualcuno dei ragazzi che
stanno sotto Wianmarx e sembra che possano darti 2500
dollari.
Welma: 2500
dollari ? Come? Al massimo io e Veronica ne abbiamo
presi 350.
Mama. Vedi
quello che succede se sei presentata come si deve!
Welma: Mama....
tu lo sai che ho sempre voluto esibirmi nel Big Gym
Conesus. Pensi che puoi portarmici?
Mama: Gym?
Non solo.Dovrei fare un'altra chiamata.
Welma: E
quanto verrebbe a costarmi?
Mama: Welma,
lo sai che tu sei come una sorella per me. Basteranno 50
dollari.
Welma: 50
dolari? Penso che sbagli spesso numero Mama.
Roxie: Scusi
signorina Kelly, ho i suoi effetti personali. Mi scusi
posso chiederle una cosa? Conosce Horrison? lui mi ha
detto che ho commesso un reato da impiccagione e che è
disposto a farmi avere il massimo della pena.
Welma: Con
questo?
Roxie: Con
questo io ho paura, sarei contenta di avere consiglio,
specialmente da qualcuno che ammiro come lei. Da quando
ricordo ho sempre voluto calcare il palcoscenico.
Welma:
Veramente? E qual'è il tuo talento, lavare e stirare?
Roxie: No!
veramente ero ballerina di fila. Omeglio a dire, lo
facevo prima di conoscere mio marito.
Welma:
Ascolta dolcezza, vuoi qualche consiglio? Detto tra me e
te, leva le zampe dalla mia biancheria intima okay?
Roxie: Okay,
grazie ....di niente.
Mama: E' un
fenomeno vero? Non importa quanto diventi famosa, resta
l'ignorante di sempre. Mi mpiacerebbe aiutarti. Che
movente pensavi di usare?
Roxie: Cosa
intende per movente?
Mama: Cosa
vorresti dire alla giuria?
Roxie:
Pensavo dirle la verità.
Mama: La
verità?
Roxie: Si.
Mama: Se dici
la verità, ti porterà dritta alla morte.
Roxie: Oh mio
Dio no.
Mama:
Rilassati, voglio dire che in questa città, l'omicidio è
una forma di intrattenimento, pensa che da oltre 47 anni
in questa prigione non viene impiccata nessuna donna.
Roxie: Oh
dio.
Mama:
Tesoro, ti stai rivolgendo alla persona sbagliata, tu
hai bisogno di Billy Flinn.
Roxie: Chi?
Mama: Billy
Flinn! il miglior avvocato di tutto l' Illinois, lui sa
tutto di giuria e donne.
Roxie:
Potrebbe mettermi in contatto con lui?
Mama: Non
pregandomi. Prima mi dai 100 dollari, poi farò questa
telefonata.
Roxie: 100
dollari? Mi pare un pò cara per una telefonata
Mama: In
tutti questi anni non ha mai perso una causa. E come
cliente una bambolina come te, può stare tranquilla.
Roxie: Non ha
mai perso una causa?
Mama: Ogni
donna di questa prigione, ucciderebbe, per avere Billy
Flinn come avvocato difensore.
Presentatore:
Signore e signori, vi presento la lingua d'argento, il
principe dell'aula, l'unico ed'inimitabile Billy Flin....
(canzone
All i care about is love)
Billy Flinn:
Salve signori.
Mary
Sunshine: Mi scusi sigorina kelly, non ricorda niente di
quella notte?
Welma: Non
riesco a ricordare una sola cosa, soltanto che non sono
stata io.
Mary Sushine:
Ha qualche idea su chi possa averlo fatto?
Billy Flinn:
No, ma la mia cliente è pronta ad'offfrire una
sostanziosa ricompensa, a chiunque sappia qualcosa su
questo crimine.
Mary
Sunshine. Aquanto ammonta la ricompensa?
Welma: Non lo
sò, quanto può costare?
billy Flinn:
Lavoreremo su questo dopo. Ora se non ci sono altre
domande, la signorina Kelly ed io abbiamo un sacco di
lavoro da svolgere.
Welma: Ma che
storia è quella della ricompensa?
Billy Flinn:
I giornalisti sono degli imbecilli, traviseranno tutto e
se ti farranno ancora domande, tu nega, nega tutto.
ROXIE:
Avvocato Flinn, io sono Roxie Hart.
Billy Flinn:
Chi?
Roxie. Roxie
Hart, Mama non le ha parlato di me? Speravo che mi
potesse rappresentare in tribunale.
Billy Flinn:
Hai 5000 dollari'
Roxie:
Caspita, sono un sacco di soldi, Mama non mi ha paralto
di 5000 dollari, però forse potremmo trovare un accordo.
Billy Flinn:
Diciamo pure di no, ma... chiamami quando hai 5000
dollari.
(canzone Mary
Sunshine) canta Sara Stasi
Segretaria
vale: Può riceverla adesso.
Billy Flinn:
Ciao Andy.
Amos: Mi
chiamo Amos, il mio nome è Amos.
BillyFlinn:
Ok , si sieda pure: Lo sa che lei è un uomo notevole.
Sua moglie le mette le corna, molti uomini dopo questo
se ne sarebbero lavate le mani, ma lei invece no, lei è
rimasto accanto a sua moglie. Lei è un vero eroe ai miei
occhi.
Amos: Si
certo un vero eroe.
Billy Flinn:
Hai portatro i soldi.
Amos: Si, ma
non sono stato molto bravo in questo, farò meglio la
prossima volta avvocato.
Billy Flinn:
No, no, no, sono soltanto 1000 dollari.
Amos: Si, ma
qui ho altri 300 dollari, che mi hanno dato i ragazzi
dell'officina....e 700 dollari che ho preso dal fondo
delle ipoteche.
Billy Flinn:
Efanno 2000 dollari.
Amos: Si è
quello che ho adesso, ma posso pagarle 20 dollari a
settimana dal mio stipendio, in più le pagherò gli
interessi doppi, tripli....se sara necessario fino all'
ultimo centesimo, lo prometto.
Billy Flinn:
Quando ieri, tu sei venuto da me, io non ti ho chiesto
se tua moglie fosse colpevole o innocente, non ti ho
neanche chiesto se bevesse o si drogasse. Tutto quello
che ti ho chiesto è se avevi 5000 dollari; ma tu non hai
5000 dollari, quindi devo dedurre che tu sia uno sporco
bugiardo ed'io non spreco il mio tempo con uno sporco
bugiardo.
Amos: Senta,
sono veramente dispiaciuto, signor flinn...
Billy Flinn:
Tuttavia, la tua dovozione per tua moglie è veramente
toccante. Mi occuperò del caso. Ora ascolta: non mi
piace fare il pavone, ma se Jesù fosse vissuto a
chicago, avesse avuto 5000 dollari e fossse venuto da
me, sarebbe andata diversamente per lui.
Bene, questo
è quello che faremo: Alla fine della settimana avrò il
nome di Roxie sulla prima pagina di ogni giornale della
città.
La più
giovane e dolce assassina jezzdi Chicago. Metteremo un
grande annunciuo per una grande asta. Diremo che
dobbiamo racimolare un pò di soldi per la sua difesa.
Loro compreranno ogni cosa che lei abbia posseduto, ogni
cosa, le sue scarpe, i suoi profumi, i suoi vestiti, la
sua biancheria intima. E' tutto Andy.
Amos: Amos,
il mio nime è Amos.
BillyFlinn:
Quando andremo al processo, a nessuno importerà niente
della tua difesa, finche non gli importerà di te, quindi
la prima cosa che dobbiamo fare è conquistarci la
simpatia della stampa e non sono tutti pupazzetti come
mary Sanshine; e c'è una cosa alla quale non riescono a
resistere,la peccatrice pentita. Allora, qual'era la tua
materia preferita a scuola?
Roxie: Ero
una vera schiappa.
Billy Flinn:
Ci sarà stato qualcosa in cui andavi bene.
Roxie: Avevo
dei buoni voti in condottab e igiene.
Billy Flinn:
Perfetto, volevi farti suora.
Roxie:,
Suora?
Billy Flinn:
Dove sei nata?
Roxie: In una
fattoria.
Billy Flinn:
Splendida magione del sud.colma di lusso e raffinatezza;
Dove sono i tuoi genitori?
Roxie:
Probabilmente in veranda sulla sedia a dondolo.
Billy Flinn:
Morti. La fortuna di famiglia dissipata, sei stata
educata in un convento, il Sacro Cuore. Poi hai ceduto
ad una fuga d'amore con matrimonio, ti ha lasciata
disperata, sola ed infelice. Naturalmente sei stata
travolta dal folle turbine della città, jezz, alcool,
cabaret, sei stata attirata come una falena verso la
fiamma; poi il folle turbine è cessato e tu sei una
piccola farfalla schiacciata dall'ingranaggio.
Roxie: Quale
delle due, la falena o la farfalla?
Billy Flinn:
Hai peccato e sei pentita.
Roxie: Dio
come mi piace.
Billy Flinn:
lascia fuori Dio, resta con chi conosci meglio. Piccola,
quando avrò finito con te, non solo sarai assolta, ma ma
ogni uomo della giuria, vorrà portarti a casa per
presentarti a sua madre.
Roxie. Sono
nata in un convento del sud....Oh porca troia, non ce la
farò mai ad impararlo!
Billy Flinn:
Piano cocca con le parolacce. senti, d'ora in poi la tua
esclamazione più sboccsata sarà, oh cielo! Adesso
riprova....
Roxie: Sono
nata....
Billy Flinn:
Andiamo.
Welma: Hei
Billy, mi sono venute in mente altre cosette da portare
al banco dei testimoni, pensavo di farmi venire le
lacrime agli occhi, e chiedetri un fazzoletto, poi
pensavo di lanciare uno sguardo alla giuria, così e
farle vedere un pò di coscia, che ne pensi.
Billy Flinn:
direi che è perfetto....(guardando
Roxie)
Welma: Non
vuoi sentire il resto?
Billy Flinn:
Domani cara, sei la prima della lista, bene, bene, bene.
Welma: Hei
Pollyanna, ho sentito che la tua conferenza stampa è per
domani.
Roxie: Si,
che tene importa?
Welma: Volevi
un mio consiglio giusto? Allora stà a sentire, non
dimenticare che il cliente numero uno di Billy Flinn, é
Billy Flinn.
Roxie:
Sarebba a dire?
Welma:
Sarebbe a dire... non farti rubare la scena, hanno
pagato per vedere te.
Billy Flinn:
Ricordati, possiamo vendere solo un' idea per volta.
Roxie: Si lo
vedo ancora, lo vedo arrivare verso di me, con quella
spaventosa espressione negli occhi e poi entrambi
abbiamo cercato
di prendere
la pistola.
Billy Flinn:
Esatto antrambi avete cercato di prendere la pistola....
Pronta'
Roxie. Si.
Billy Flinn:
Buon giorno signori. Signorina Sunshine...la mia
cliente ha appena presentato una dichiarazione di non
colpevolezza e intendo che venga fissata al più presto
la data de l processo. Domande? Signorina Sunshine?
Sanshine: Il
mio giornale condanna il consumo di alcolici, ha qualche
consiglio per le giovani che cercano di evitare, una
vita di jazz e liquori?
Billy Flinn:
Assolutamente si, la signorina Hart ritiene che sia
stata la tragica combinazione di alcool e jazz a
condurla alla rovina. Un altro?
Roxie:
Signori e signore prego, vorrei soltanto dire quanto mi
lusinghi che siate tutti qui pre me.
Billy Flinn:
La signora hart è molto....
Roxie: Io ero
una falena, schiacciata dall'ingranaggio, una farfalla
attirata da....da....scommetto che volete sapere perchè
ho sparato a quel bastardo?
Billy Flinn:
(sottovoce):
Zitta bambola.
Presentatore:
l'avvoicato Flinn in conferenza stampa. Notate come la
sua bocca non si muova per niente, quasi per niente.
(canzone
Billy Flinn marionette)
Venditore di
giornali Eva: Chicago ha preso un'altro criminale, il
suo nome è Roxie Hart, la più dolce fanciulla che sia
stata accusata di omicidio a Chicago. Le donne vogliono
tutte assomigliare a lei, gli uomini, vogliono uscire
con lei e le bambine vogliono persino portarsela a casa;
ma non imitatela in tutto signori miei, ilvice
procuratore distrettuale promette che la piccola
pistolera andrà alla forca prima della fine dell'anno.
Mama: Allora
cocca, hai pensato a cosa farai quando Flinn ti avrà
tirato fuori da qui?
Roxie: Si, mi
piacerebbe calacare il palcoscenico.
Mama: Me
l'ero immaginato ed'ho gia chiamato un agenzia.
Roxie:
Davvero? E quanto veerà a costarmi?
Mama: Un
contratto standard, il 10% di tuuti i tuoi
ingaggi.
Roxoe: Si,
vedremo. Comunque non ho ancora un numero tutto mio.
Mama:
Uccidere Casely è stato un bel numero. Il pubblico vuol
solo raccontare di aver visto una persona famosa.
Roxie: Un
fenomeno da baraccone, insomma...e poi io sò fare di
meglio.
Mama. Certo
che si, pasticcino. Tu potresti diventare come Sophie
Tago.
Roxie. Credi
davvero.
Mama: Più
grande di Canton e Joseph messi insieme.
Roxie: Sai,
volevo il mio nome su tutti i giornali. Prima di
conoscere Amos, uscivo con un contrabbandiere pieno di
soldi e bruto come la morte. Gli piaceva portarmi in
giro e mettermi in mostra, agli uomini brutti piace
molto questo. Una volta è uscito sul giornale:"Il
gangstern visto al ristorante, con una bella ballerina
bionda", quella ero io, l'ho ritagliato e messo da
parte. Per tutta la vita ho desiderato avere un numero
tutto mio; ma no, no, no, no, mi hanno sempre scartata.
E poi ho incontrato Amos, rassicurante, dolce, Amos, che
non dice mai di no, Nel reparto letto Amos era.... uno
zero. Quando facevamo l'amore, era come se, come
se....stesse riparando un carburatore, non sò se mi
spiego. Così ho cominciato a spassarmela in giro epoi.
Poi ho passarla in giro, che sarebbe come spassarsela
in giro ma senza l'invito a cena. Poi ho conosciuto Fred
Casely, che aveva promesso di inserirmi nel mondo del
varietà, ma le cose non sono andate come volevo io...
Direi che non è andata troppo bene neanche al nostro
Fred. Ma adesso, se questo Flinn mi tira fuori ,con
tutta questa pubblicità, mi ritrovo tutto un mondo pieno
di si.
(Canzone
Roxie) canta Noemi
Roxie: Sono
una star, il pubblico mi ama ed'io amo il pubblico.... E
il pubblico mi ama perché io lo amo e noi ci amiamo a
vicenda.E questo, perché nessuno di noi è stato amato
abbastanza da piccolo. E' il mondo dello spettacolo.
Welma: Io non
ce la faccio più. Non puoi andare da nessuna parte senza
sentir parlare di quella patata lessa.
mama. Ci sono
brutte notizie cara, la tournee è cancellata.
Welma: Cosa?
Mama: I
giornali non parlano più di te da troppo tempo, oggi non
si sente parlare d'altro che della Hart, E' il suo
momento.
Welma: E che
cosa dovrei io?
Mama:
Leccargli il culo!
welma:
Piuttosto preferisco morire...(rivolta
a Roxie dall'altra parte)
Posso farti compagnia? fumi? Guarda che mi ha mandato un
certo John! Cioccolatini finissimi al caramello,
addirittura da San Francisco.
Roxie: Oh
no....stò attenta alla linea io sai il processo.
Welma: C'era
un bell'articolo su di te, oggi sul giornale.
Roxie: Ne
sono usciti talmente tanti, che non riesco a leggerli
tutti.
Welma: Hei,
ti ho mai detto che hai la stessa taglia di mia sorella?
Scommetto che i suoi costumi ti starebbero a pennello!
Roxie: Sul
serio?
Welma: E
stavo pensando:" con tutta la pubblicità che è stata
fatta su di noi, quando Billy cifarà uscire, sarebbe
producente se noi due facessimo un numero insieme".
Roxie: Lo
credi davvero eh?
Presentatore:
Signori e signore, la nostra Welma Kelly, con un numero
di disperazione.
(canzone
Icant do it alone)
canta Stefy
Welma. Allora
che ne pensi.... Coraggio puoi dirlo.
Roxie:(Prrrrr
Pernacchia).
Welma: Lo sò,
hai ragione, lka prima parte è una stronzata. Ma la
seconda parte, la seconda parte è davvero entusiasmante.
Roxie:
Ehm....E dov'era la parte in cui tiri le punte?
welma:
Daccordo Roxie, sarò sincera con te.....
Roxie: No,
no, non ti disturbare. Tu pensi di poter fregare me.
Ormai tu sei acqua passata, è me che vogliono adesso, ed
io sono una grande star....da sola.....A proposito,
c'eri anche tu sul giornale di oggi, in fondo alla
pagina, tra gli annunci mortuari: "Il processo di Welma
Kelly è stato rinviato a data da destinarsi.....UH...12
parole. Vuoi un buon consiglio? Fa ingrassare il
caramello.
Squilla il
telefono di Billy Flinn E la segrfetaria (Vale) risponde
Sensuale:
Segretaria:
Pronto ufficio dell'avvocato Flinn:....Si glielo passo
subnito.
Billy Flinn:
Ah si...Ed'è successo tutto all'Action Drive?
Entrano i
giornalisti:
Alessio: Come
un omicidio all'Acyion Drive?
Sara Stasi:
Incredibile.
billy Flinn:
Triplice omicidio.
Alessio: éun
ereditiera
Franca: La
famiglia ha piantagioni di ananas.
Billy Flinn:
La nostra cliente si chiama Annie Baxter.(Luca
si alza e va dietro la scalinata).
Sara Anzovino:
L'omicida ha freddato l'uomo e le due donne nel letto.
Sara Dieci.
Delitto passionale....senz'altro.
(Entrano
tutti gli altri giornalisti con taccuini).
Giornalisti:
Eccola, eccola... Signorina Baxter, signorina Baxtert.
(Entra
Annie Baxter dalla scalinata con polizziotto).
Mary
Sunshine. Signorina Baxtter, signorina Baxter, sono Mary
Sanshine dell'Evening Star, vle dirci due parole.
Baxter:
Certo,ve ne dirò tre." Va all'inferno!
Billy Flinn (dalla
scalinata):Rivolgete
le domande al suo avvocato.
Baxter: Tu
non sei il mio avvocato....e ridammi i miei soldi.
Billy Flinn:
Non sono soldi tuoi,ma di tua madre.
Mary
Sunshine: Le dispiace cara?
baxter: certo
che mi dispiace.
Roxie(da
dietro le sbarre):Signorina
Sunshine, mi ha scritto un uomo e dice che farà lo
sciopero della fame finché non mi liberano.
Sunshine: Che
bello.
Sara Dieci:
Conosceva quelle due donne personalmente?
Baxter: Se
conoscevo quelle due donne personalmente? E' questa la
sua domanda'
Alessio: Si è
questa la sua domanda.
(Baxter
colpisce Alessio con un calcio nelle palle).
Mama Morton:
Bella pedata vero?
Roxie. Hei
avvocato Flinn.
Billy Flinn:
Si, ciao Tracy.
Roxie: Roxie.
Billy Flinn:
Si certo scusami.
Roxie: Ha
fissato la data per il processo?
Billy Flinn:
Non ancora ma...
Roxie (ironica):
Si, sono in cima alla sua lista.
Billy Flinn:
Senti cocca....
Baxter:(rivolta
ai giornalisti).
Andate all'inferno.
Billy Flinn:
Ragazzi che demonio, è un personaggio dell' alta
società, sua madre ha piantagioni alle Hawaii.
Roxie: Che
diavolo me ne frega delle piantagioni.
Billy Flinn:
Bene, la signorina Baxter risponderà a tutte le vostre
domande e dopo sarò lieto di concedervi una mia
intervista.
Velma Kelly:
Che effetto ti fa cara? Nemmeno l'FBI riuscirebbe a
trovare il tuo nome sul giornale.
Roxie Hart:
Avvocato Flinn (sviene)
Billy Flinn:
tutto bene piccola?
Roxie Hart:
Non vi preoccupate di me, spero solo che la caduta non
abbia fatto male al bambino.
Giornalisti:
Un bambino?
Velma Kelly:
Che cazzata!
Roxie Hart:
Si..... Beh, io vorrei soltanto dire che la mia vita non
conta adesso, penso solo al bambino che porto in grembo.
Mary
Sunshine: Oh povera cara. Dover far nascere il tuo
bambino in carcere.
Billy Flinn:
Posso assicurare che questo non accadrà. Farò il
processo al più presto.
Mama Morton (rivolta
a Velma Kelly):fregata.
Sara Dieci:
Ehi Roxie chi è il padre?
Billy Flinn:
Questa domanda è del tutto fuori luogo . Come ha osato
offendere questa giovane donna così coraggiosa?. Adesso
basta, è troppo.
Amos: Roxie,
Roxie tesoro, sono io il papà. Roxie, appena ho saputo
sono venuto da te.
Billy Flinn:
Oh, Andy non ti avevo visto. Senti ho paura di doverti
dare un brutto colpo, spero tu la prenda da persona
matura.
Amos: Mi
chiamo Amos. Amos.
Billy Flinn:
Era al nome del bambino che pensavo.Lo sai quando
nascerà? A settembre. Ah tranquillo non deve fregarti un
accidenti se qualcuno...
Amos: Se
qualcuno cosa?
Billy Flinn:
Riderà
Amos: Riderà?
perché dovrebbe ridere?
Billy Flinn:
Perché a contare.Tu sai contare? Ecco una copia della
dichiarazione di Roxie al procuratore. Dice che non
copulava con te da quattro mesi prima dell' incidente.
Amos: Beh, se
non lo sa lei. Direi che non copulavamo da...aspetti un
momento, i conti non tornano, io, non posso essere io il
padre.
Billy Flinn:
Va beh, lasciamo stare, la mia cliente ha bisogno del
tuo appoggio.
Amos: Sarebbe
a dire che ha bisogno di uno che la mantiene. Per lei
ero solo questo, ma stavolta ha davvero esagerato.
Billy Flinn:
E che cosa vuoi fare? Divorziare?
Amos: Ha
detto bene. Io divorzierò. Probabilmente lei non se ne
accorgerà neanche.
(canz0ne
M.r. Cellophane).
Canta Luca B.
Amos: Spero
di non averle rubato troppo tempo.
Billy Flinn:
Sono 10 minuti che ti aspetto, non farlo mai più.
Roxie Hart:
Questo vestito mi fa sembrare un paralume dei grandi
magazzini e io non me lo metto.
Billy Flinn:
Te lo metti perché io ti dico di metterlo.
Roxie Hart:
Non mi metto questo vestito.
Billy Flinn:
E quando Andy sarà al banco dei testimoni voglio che
sferruzzi.
Roxie Hart:
Che sferruzzi! Ma fammi il piacere!
Billy Flinn:
Una cosetta per bambini.
Roxie Hart:
Non so lavorare a maglia.
Billy Flinn:
Allora impara.
Roxie Hart:
Non è così che si conquistano le simpatie della giuria.
Billy Flinn:
Oh così non hai più bisogno di consigli.
Roxie Hart:
Senti avvocato blablabla, a me sembra che sono io quella
che ha avuto delle belle idee mi sono rotta di farmi
dire da tutti quello che devo fare , e tu mi tratti come
uno straccio lo sai, mi tratti come se fossi una stupida
criminale qualsiasi
Billy Flinn:
Ma tu sei una stupida criminale qualsiasi.
Roxie Hart:
E' sempre meglio di essere un avvocatuccio corrotto
Billy Flinn:
Che guarda caso ti sta salvando il culo.
Roxie Hart: E
vuole arraffare più che può.
Billy Flinn:
Forse potresti comparire in aula senza di me.
Roxie Hart:
Si forse potrei, hai letto i giornali del mattino? Sono
tutti pazzi di me.
Billy Flinn:
Fatti furba, impazzirebbero di più se ti impiccassero,
lo sai perché? Perché venderebbero più copie.
Roxie Hart:
Sei licenziato, me ne vado, qualsiasi avvocato della
città darebbe la vita per difendermi!
Billy Flinn:
Sei un fenomeno passeggero, un fuoco di paglia, tra un
paio di settimane a nessuno importerà più un cazzo di te
questa è Chicago.
(Blocco
immagine grido da fuori scena)
(Entrano le
carcerate portando le sbarre parlando tra loro e
guardando il giornale commentano al centro, entra Roxie
e chiede a Welma)
Roxie Hart:
Che è successo?
Welma Kelly:
E' la Hunniyak, ha perso l' ultimo appello
Roxie Hart:
Sarebbe a dire?
Welma Kelly:
Sarebbe a dire che la settimana prossima (gesto
impiccagione).
(Luce
pedana di SX)
Mary
Sunshine: Qui Mary Sunshine che vi parela dal carcere
della contea di Cook dove oggi si scriverà 1 pagina di
storia. Katalin Hunniyak sarà la prima a essere
giustiziata nello stato dell' Illinois.
(Roxie
infila l'abito nero)
Roxie Hart:
Lo sai non è poi tanto male.
Billy Flinn:
Siamo d'accordo su tutti i particolari?
Roxie Hart:
Si sono stata sveglia a provare tutta la notte
Billy Flinn:
Cosa farai quando Harrison comincerà a torchiare?
Roxie Hart:
Starò immobile e guarderò dritto davanti mai alla
giuria.
Billy Flinn:
E...
Roxie Hart:
Avrò un aria dimessa.
Billy Flinn:
E...
Roxie Hart:
E?...
Billy Flinn:
E non dici una parola, era questo l' accordo giusto?
Roxie Hart:
Giusto!
Billy Flinn:
Stavolta parlerò soltanto io.
Roxie Hart:
Assolutamente Billy, come dici tu.
Billy Flinn:Sei
pronta?
Roxie Hart:
Billy ho paura.
Billy Flinn:
Non devi avere paura. Io sono sulla piazza da un sacco
di tempo , credimi non hai nulla da temere. E' tutto un
circo a tre piste. Questi processi, il mondo intero...
E' spettacolo allo stato puro. Però cocca, tu lavori con
un Dio.
(canzone
Razzle Dazzle).canta
Luca D.
(In
tribunale, giuria + prove con cartelli)
Billy Flinn:
Ciao Amos.
Amos Hart:
Amos! E' esatto avvocato Flinn.
Billy Flinn:
Quando ha presentato il ricorso per il divorzio, signor
Hart?
Amos: Circa
un mese fà!
Billy Flinn:
C'èra qualche ragione per proporlo in quel particolare
momento ?
Amos: Direi!
I giornali scrivevano che Roxie stava aspettando un
....piccolo estraneo.
Billy Flinn:
Questo non mi pare un motivo per divorziare, no?
Amos: Un pò
troppo.....Estraneo.
Billy Flinn:
Con questo, vuol dire che dubitava della paternità del
bambino?
Amos: Ma
certo!
Billi Flinn.
Mi dica, lei condivideva il letto con sua moglie?
Amos: Si
signore, tutte le notti.
Billy Flinn:
Quindi lei pretende, che questa giuria creda. che lei
dormiva accanto a questa donna, ogni notte, senza
esercitare i suoi doveri coniugali?
Amos: Avrei
potuto, se volevo.
Billy Flinn:
Ma non l'ha fatto?
Amos: No l'ho
fatto.
Billy Flinn:
Che cosa?
Amos: Io
volevo.
Billy Flinn:
Ma non l'ha fatto!
Amos: No l'Ho
fatto.
Billy Flinn:
Che cosa?
Amos: Io
volevo.
Billy Flinn:
Ma non l'ha fatto.
Amos: Che
cosa?
Billy Flinn:
Quello che voleva.
Amos: Un
momento, io mi stò confondendo.
Billy Flinn:
E mi dica Amos, si è mai scomodato di chiedere a sua
moglie,se fosse lei il padre del bambino?
Amos: No,
avvocato.
Billy Flinn:
No,ma se dovesse convincersi di aver sbagliato, sarebbe
così uomo da ammetterlo vero? Sarebbe persino disposto a
riprendersela con sé, se Roxie giurasse che è lei il
padre del bambino, cosa che lei giura!
Amos: Lo
giura?
(Roxie
annuisce)
Billy Flinn:
Lo giura! signori della giuria, lo giura!.... Non ho
altre domande può andare adesso.....Ben fatto andy.
Amos. Oh
Roxie mi dispiace così tanto.
Mary
Sunshine: Adesso il momento che tutti stavamo
aspettando, Roxie Hart sale sul banco degli imputati per
deporre in sua difesa.
Giudice: (Alessio):
Proceda avvocato Flinn.
Flinn: Roxie,
hò qui una dichiarazione in cui afferma di aver avuto
una relazione illecita con il defunto Fred Casely, è la
verità.
Roxie:
Purtroppo è la verità!
Flinn: Sei
una donna sincera Roxie. Quando hai conosciuto Fred
Casely?
Roxie: Quando
ci ha venduto la nostra mobilia.
Flinn. E pou
dire alla giuria quando è iniziata la sua relazione
intima con lui'
Roxie: Una
sera gli ho permesso di accompagnarmi a casa, non credo
che sarei finita tra le sue braccia, se non avessi
bisticciato con il signor hart quella sera.
Flinn:
Bisticciato?
Roxie: Si
signore.
Flinn: E
suppongo fosse colpa sua?
Roxie. No,no
signore era colpa mia. Non riuscivo proprio a
smetterla di dargli il tormento.
Flinn: Dargli
il tormento' E per cosa?
Roxie: Non mi
piaceva che lavorasse fino a tardi in officina, volevo
che stesse a casa con me, per rammenargli i calzini e
stirargli le camicie, io volevo che fossimo una vera
famiglia, un figlio.
Flinn:
Quindi, è scivolata in questa relazione illecita, perché
era triste in famiglia?
Roxie:
Si....io ero molto infelice.
Flinn: Questo
tribunale la accusa dell'omicidio di Fred Casely! Si
dichiara colpevole o non colpevole?
Roxie: Non
sono colpevole, non sono colpevole, l'ho ucciso è vero
ma non sono una criminale.
Flinn: Si
ricorda quella sera del 14 giugno? Potrebbe dire alla
giuria cosa accadde?
Roxie: Quando
Fred arrivò gli detti la buona notizia:
Flinn:
Ovvero?
Roxie: Che
Amos ed io avremmo avuto un bambino e che tra di noi
sarebbe finita.
Flinn: E
cos'è successo poi?
Roxie: Bhè...poi...
Flinn: Ti ha
Minacciata?
Harrison:
Obbiezione vostro onore, l'avvocato cerca di suggerire
la risposta alla teste.
Giudice:
Accolta.
Flinn: Cosa
disse Casely quando seppe la novità?
Roxie: Ti
ammazzo piuttosto che vederti avere il figlio di un
altro.
Flinn: Può
dire al pubblico ed alla giuria, che cosa accadde dopo?
Roxie: In un
impeto di rabbia mi strappò la vestaglia e mi gettò sul
letto, la pistola di mio marito era li, in mezzo a noi.
Flinn: E poi?
Roxie:
Entrambi cercammo di prenderla, io ci arrivai per prima,
poi lo vidi arrivare versom di me con uno sguardo
strano, era infuriato.
Flinn: Ha
pensato che volesse uucciderla'
Roxie: Si,
signore.
Billy
Flinn:Era la tua o la sua vita?
Roxie Hart:
Così chiusi gli occhi e sparai!
Billy Flinn:
Per salvare la tua vita
Roxie Hart:
Per salvare l' innocente creatura di mio marito
Giudice:
Ordine!
Amos Hart:Roxie
Mary
Sunshine: qui in aula è scoppiato il finimondo, il
comportamento della signora Hart è stato straordinario,
ora ha aperto gli occhi e si sta sventolando con il
fazzoletto del suo avvocato.
Welma Kelly:
Col fazzoletto?
Mary
Sunshine: Non ne trae molto sollievo sembra
disorientata, pare che voglia un bicchiere d' acqua.
Welma Kelly:
Questa è una mia idea ne avevo parlato a Billy
Mary
Sunshine: Le sue palpebre sbattono freneticamente, la
signora Hart è svenuta ancora, l'abito di chiffon sale
fino al ginocchio, si intravede la giarrettiera rossa.
Welma Kelly:
Mi ha rubato la giarrettiera!mi ha rubato la
giarrettiera!
Mama Morton:
Non rompermi la radio
Welma Kelly:
Prima mi ha rubato l'avvocato, poi la data del processo,
ora anche la giarrettiera
Mama Morton:
Cosa pensavi, oggigiorno chi raggiunge un po' di
successo si scorda persino di chi gli ha dato una mano
Welma Kelly:
Non c'è più giustizia al mondo e non c'è più niente da
fare.
Mama Morton:
Credi che ti abbia fatto venire fin quassù solo per
farti sentire la radio? La gente scrive cose
interessanti quando pensa di non essere vista (diario di
Roxie)
Welma
Kelly:Oh mama
Martin
Harrison: l'accusa chiama un testimone a sfavore, giuri
di dire la verità, tutta la verità, nient' altro che la
verità
Welma Kelly:
Ci conti
Martin
Harrison: si sieda. Signorina Kelly può dire alla corte
se questo oggetto è quello rinvenuto nella cella
dell'imputata?
Welma Kelly:
si è quello
Martin
Harrison: sia allegato come oggetto x il diario di Roxie
Hart
Billy Flinn:Obiezione
vostro onore, la mia cliente non ha mai tenuto un
diario, E anche se l'avesse fatto sarebbe una violazione
del quarto emendamento e perquisizione senza mandato.
Roxie Hart: e
ha forzato il lucchetto.
Giudice:ordine. Questo sistema tutto. E' ammesso come
prova.
Roxie Hart:
Perché tanto chiasso? E' solo un mucchio di banalità
Giudice: Se
vuole leggerlo per noi Miss Kelly
Welma Kelly:
E' un po' che non mi esibisco. Che risate, ho impiombato
Fred Casely, mi spiace di averlo potuto uccidere una
volta sola
Roxie Hart:
io non ho mai scritto, sei stata tu, se lo è inventato
Giudice:Ordine, signor Flinn, controlli la sua cliente
Billy Flinn:mi
scusi vostro onore. Siediti e taci. Non peggioriamo le
cose
Martin
Harrison:non ho altre domande.
Giudice: A
lei la testimone signor Flinn.
Billy Flinn:Mi
dica, ha per caso patteggiato col signor Harrison?
Magari per far cadere le accuse contro di lei in cambio?
Welma Kelly:
Certo. Non sono mica un' idiota.
Billy
Flinn:bene, visto che ci ha dato un' interpretazione
magistrale per il signor Harrison, farebbe lo stesso per
me?
Welma Kelly:
con piacere.
Billy Flinn:
Grazie
Welma Kelly:
Fred Casely mi aveva garantito un' audizione giù all'
Onix. Poi è retrocesso dall' impegno e questo è stato il
mio movente per ucciderlo.
Billy Flinn:era
un bugiardo, mi ha mentito e per questo gli ho sparato.
Amos mi ha accusato di averlo tradito e così gli ho
detto che l'accusa era erronea.
Martin
Harrison: il signor Flinn strumentalizza le prove per
arrivare a conclusioni speciose ed erronee
Billy Flinn:
erronee?
Martin
Harrison: esattamente
Giudice:ordine, ordine
Billy Flinn:conosce
il sugnificato di spergiuro?
Welma
Kelly:si
Billy Flinn:sa
anche che è un reato?
Welma
Kelly:si
Billy Flinn:
ad esempio se si sapesse che questo diario è un falso,
odio dirlo,ma marcirebbe in galera per dieci anni.
Peccato, è appena tornata in libertà
Welma Kelly:
io so solo quello che mi è stato detto
Billy Flinn:d'accordo
quindi lei non ha trovato questo diario nella cella di
Roxie?
Welma Kelly:
no, me lo ha dato Mama Morton. E qualcuno lo aveva dato
a lei.
Billy Flinn:
nessuna idea sull' identità del misterioso benefattore?
Welma
Kelly:no non lo sapeva
Billy Flinn:
bene, guardiamo di capirci qualcosa, qualcuno che scrive
"retrocesso dall'impegno" e "accuse erronee" datemi del
pazzo ma non sembrano parole di un agente? Signor
Harrison, lei non fece scrivere a Roxie una confessione?
Martin
Harrison non starà insinuando che ho manomesso le prove?
Billy Flinn:no,
no, no è assurdo, ma visto che ne ha parlato...
Martin
Harrison: questo è un oltraggio
Billy Flinn:
ne convengo, è un oltraggio insinuare che l'accusa abbia
potuto patteggiare con Welma Kelly e produrre la priva
che la rimetterà in libertà. Solo per vincere una causa.
Va al di là di ogni immaginazione.
Giudice:la
accuso di oltraggio alla corte
Billy Flinn:
non è del tutto inconcepibile, ma se lo fosse non
sarebbe il caso di vuotare il sacco signor Harrison?
Neanche a Chicago si può tollerare un caso di corruzione
Giudice:
adesso basta signor Flinn: concordo vistro onore, adesso
basta, la difesa ha concluso.
Mary
Sunshine:signori e signore qui è Mary Sunshine in
diretta dalla contea d Cook, tutta Chicago ha il fiato
sospesomentre il processo del secolo si avvia verso la
conclusione. La signora Hart è seduta al tavolo della
difesa, mani in grembo, chiedendosi cosa il fato abbia
in serbo per lei. L'aula piomba nel silenzio più
assoluto.
Giudice:
signori membri della giuria, avete raggiunto un
verdetto?
Giuria:si
signore
Giudice:
l'imputata si alzi per favore. Qual' è il vostro
verdetto?
Giuria:la
giuria ritiene l'imputata innocente.
(Tutti
escono)
Roxie Hart:
non volete farmi una foto?Io sono la famosa Roxie Hart,
che è successo?
Billy Flinn:
questa è Chicago, niente batte il sangue fresco sui muri
Roxie Hart:ma
la pubblicità Billy, il mio nome sui giornali? Io ci
contavo
Billy Flinn:bella
gratitudine cocca, ti ho appena salvato la vita
Roxie Hart:per
5000 dollari. che cosa ho io?
Billy Flinn:5?diecimila
appena riscuoto da Welma. non hai niente? non scordarti
il tuo diario. Spero che non ti dispiaccia se ho
aggiunto qualche frase erronea qui. Scusa non potevo
dirtelo, non potevo correre rischi. Mai persa una causa,
sei una donna libera Roxie Hart.
Amos:Roxie
Roxie Hart:cosa
vuoi?
Amos:voglio
che tu torni a casa. Hai detto che volevi tornare. E il
bambino...
Roxie Hart:bambino?che
bambino?Oh Gesù per chi mi hai preso?Non c' è nessun
bambino
Amos:non c'è
nessun bambino?
Roxie Hart:non
mi hanno fatto nemmeno una foto, io volevo...Non riesco
a capire. Perché non mi hanno fatto nemmeno una foto?
(canzone
Nowadays)
Welma
Kelly:lo sai, non sei niente male.
Roxie Hart:già,
per quello che conta, cosa ci fai qui?
Welma Kelly:
volevo aiutarti
Roxie Hart:
se fosse per te sarei appesa ad una forca
Welma Kelly:
sapevo che Billy ti avrebbe tirato fuori, mettici una
pietra sopra.
Roxie Hart:
oh grazie, lo metterò in cima alla mia lista, subito
dopo "trovare un lavoro e un appartamento col
gabinetto".
Welma Kelly:
chiudi il becco e stammi a sentire.
Roxie Hart:
sei fenomenale, vieni qui a farmi il grillo parlante,
piena di buoni consigli per una povera fessa come me.
Lascia che ti dica una cosa cara la mia Welma Kelly.
Ho cambiato
vita ora. E la cosa positiva è che tu non sei compresa.
Welma
Kelly:senti stammi a sentire, parlavo con un tizio in
città, dice che una jazzista assassina non è niente
oggigiorno, ma due... Potremmo fare due centoni a
settimana. Pensaci Roxie. Di nuovo in prima pagina, i
nostri nomi su cartellone. Welma Kelly e Roxie Hart.
Roxie Hart:
non dovrebbe essere in ordine alfabetico?
Welma
Kelly:si può fare
Roxie Hart:
due centoni? Magari potremmo chiederne mille. Non
funzionerà mai
Welma
Kelly:perché no?
Roxie Hart:
perché io ti odio
Welma Kelly:
c' è solo un mestiere al mondo in cui questo non è un
problema.
Annunciatore:
signori e signore il Chicago Theatre è lieto di
presentarvi una novità, è la prima volta al mondo che
viene presentato un numero simile non solo una bella
signora, ma due. Avete letto di loro sui giornali ed ora
eccole qui. Le due ballerine assassine di Chicago, due
spumeggianti malandrine, Roxie Hart e Welma
Kelly
(Canzone
Nowadays)
Welma Kelly:
io e Roxie ci teniamo a ringraziarvi
Roxie Hart:
grazie, credetemi non ce l'avremmo fatta senza di voi
Insieme:AND
ALL THAT JAZZ...THAT JAZZ.
3° PREMIO
Israel Noemi di Trieste
Tertium non datur
MOTIVAZIONE CRITICA: La
commedia, dai toni amari, si basa sullo scontro tra il genere
femminile e quello maschile ed è di impianto cinematografico
oltre che teatrale.
-
SULLA
PREMIAZIONE
-
7°
PREMIO
MECENATE
|
|