VINCITORI SEZIONE POESIA

7° Premio Internazionale di Arte

Mecenate
 ORGANIZZATO DA

in collaborazione

 Il Comune di Arezzo    La Presidenza del Consiglio Comunale di Arezzo
 
PREMIAZIONE E VINCITORI
7° Premio Internazionale di Arte MECENATE
             

AREZZO 14 GIUGNO 2009

OSPITI D'ONORE
Luciano Somma premiato come Personaggio Mecenate del Terzo Millennio dal Presidente onlus Mecenate  prof. Massimiliano Badiali
        
 ARTE E SOLIDARIETA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO LABIRINTO ZERO
                       DEL PRESIDENTE ONLUS MECENATE MASSIMILIANO BADIALI

STAFF

PRESENTAZIONE: dr. MASSIMILIANO BADIALI, dr.ssa ISANIA FORGIONE, dr.ssa BARBARA CANTELLI, dr. DENNY BONICOLINI, dr.ssa CHIARA DELLA MARTA
LETTURE: dr.ssa BARBARA CANTELLI,  dr. DENNY BONICOLINI, dr. DENNY BONICOLINI, dr.ssa ISANIA FORGIONE e  dr.ssa CHIARA DELLA MARTA
ALLESTIMENTO ARTISTICO: prof.ssa LELIA BURRONI
MUSICA: dr. DENNY BONICOLINI
FOTOGRAFIE:SANDRO RICCI
STAMPA: dr. MASSIMILIANO BADIALI   
VIDEO: DANIELE LOCCI
Da Sinistra in basso il Vicepresidente prof.ssa Lelia Burroni, il Segretario-Direttore Teatrale dr.ssa Barbara Cantelli, il Direttore Musicale-Cinematografico dr. Denny Bonicolini, il Presidente dr. Massimiliano Badiali, il Direttore Lettterario prof,ssa Isabella Forgione,  il Direttore della Formazione Scolastica Chiara della Marta, l'ospite d'onore Mauro Montacchiesi,
Da Sinistra in alto ilo tesoriere rag. Rolando Badiali, il Presidente ConfArezzo Luciano Bigazzi, il Direttore Turistico dr.ssa Elisabeth Veneziano, l'ospite d'onore Irene Sparagna e Responsabile Roma-Lazio Manuela Pallucca.
 
Lo staff Mecenate
GIURIA
MEMBRI DI GIURIA D’ONORE: Luciano Somma e Claudio Giannotta.
La Commissione di Giuria del Premio Mecenate sezione POESIA è la seguente
prof.ssa Isabella Forgione (Presidente),, prof. Badiali Massimiliano, Luciano Bigazzi (Pres. Confartigianato di Arezzo), dr.ssa Barbara Cantelli, dr.ssa Chiara della Marta, prof.ssa Lelia Burroni. 

IL GIUDIZIO DELLA GIURIA E’ INSINDACABILE

 
                                        VINCITORI    
                       
                                            I vincitori del 7° Premio POESIA MECENATE- AREZZO-2009

1° PREMIO

Serafini Sandro di Cerveteri (Roma)

Brivido

MOTIVAZIONE CRITICA: La poesia vibra di una grande musicalità; lo stile è ricercato a livello fonico e pertanto il verso trasporta in una sequenza di immagini che divengono sensazioni, percezioni e sentimenti.
 
 
Brivido che nasce,
Dal ricordo di un dolore,
Dal dolore di un amore,
Dall’amore di un ricordo.
 
Brivido che cresce,
Dagli sbagli di una vita,
Da una vita di speranza,
Da speranza ormai svanita.
 
Brivido che vive,
Di emozioni ormai passate,
Di passati ormai infelici,
Di infelici dispiaceri.
 
Brivido che si ammala,
Di sentimenti ormai inespressi,
Di inespressi desideri,
Di desideri cancellati.
 
Brivido che muore e poi rinasce,
Che rinasce e dopo cresce,
Che vive e poi si ammala,
Che si ammala e dopo muore.
 
Sempre nasce e sempre muore,
Per la tua assenza, amore,
Che al mio cuore non dà pace.

                                                                         2° PREMIO

Magnanenzi Valentina di Pieve a Maiano (Arezzo)

Epifania di novembre

 
MOTIVAZIONE CRITICA: In pochi versi sono concentrati, diluiti e vissuti tutti i sensi, che restituiscono lo stato d'animo del grigiore, l'epifania di un mal de siècle, di uno spleen esistenziale.
 
 …Mareggia…
 
  E mi risucchia il fruscìo altezzoso
che sfrigola e s’impenna.
 
Lo scoglio avvilito
       risponde
al cupo grigio
           del cielo e del cuore.

 


3° PREMIO

Monari Tiziana di Prato

Le mie nuvole basse

MOTIVAZIONE CRITICA: La poesia è la descrizione di un vissuto, restituito attraverso immagini e colori che sembrano rimandare alla pittura, e quasi al descrittivismo cinquecentesco.
 

Vorrei parlarti di queste nuvole basse
del crespo nero del mare
della mia pelle di donna
che germogliava d'autunno
per coprire il tuo cuore
nell'avvento dei fiori

vorrei non averti amato di troppo dolore
con l'odio alle unghie
riversata in ambrosia e cristallo
in una messe di giugno
i pugni chiusi al pudore

vorrei dirti delle tue ossa scomposte
che mi ricoprivano piano
della tua bocca baciata da lividi stinti
avvizzita d'amore
in un cielo di spigoli
in una vita di lupi e di luna.

E di questo dolore rosso vermiglio
traboccante di sera
alla finestra di spalle
del senso assurdo di tutto il non detto

del vuoto che tace
di una penna che scrive
solo di una nuova foglia d'autunno.


4° PREMIO

Bassi Elisa di Collecchio (Parma)

Sogno

Andrò dove il tempo
spira forte
scandendo il ritmo intenso
di un passo gitano.
Gocce di ricordi
su fogli bianchi,
con rivoli
neri d'inchiostro,
accolgono le mie tracce.
Vivrò l'illusione
di un dedalo
di sogni,
finché il giorno
scuoterà il torpore
che mi avvince.

       5° PREMIO

Vallati Lenio di Sesto Fiorentino (Firenze)

     Non dirmi

Non dirmi che la tela si scolora
mentre nel vento corrono le foglie.
Se c’è un riflesso bianco tra i capelli
sarà il sole che gioca a nascondino
tra le chiome del cielo,
se le mani mostran solchi assetati
come campi d’agosto e vene scure
sarà il rinnovarsi della nuova stagione
che chiede nuova linfa.
 
E non voglio sentire questa sera
parole d’abbandono
mentre ti accarezzo dolcemente il viso
e ti guardo negli occhi.
 
Se una nube scura li attraversa
saranno stormi di liberi pensieri
diretti in volo verso l’imbrunire,
se una lacrima compare sulla soglia
del tuo volto ancora di bambina
sarà una perla caduta questa sera
dal forziere dorato delle stelle
a  rischiararci la strada del domani.
 

       6° PREMIO (ex aequo)

Colacrai Davide Rocco di Terranuova Bracciolini (Arezzo)

     Briciole di rosa

 
Ed è già passato un altro anno, così
Con la tipica inesorabilità delle cose
Che ci lasciano perplessi ed interdetti
Da qualche parte, semplicemente  
Ed io
Io sono sempre qui
Abbandonato sul mio letto disfatto
E dimenticato dal tempo stesso
In quel passato
Che mi ha tolto tutto
Tutto quello che allora possedevo  
E addirittura la mia anima
Che è evaporata, silenziosamente
In quell’aria viziata e pesante
Nella quale io stesso mi ritrovo
Puzzo d’abbandono e d’arresa
Che grava sul vulnerabile terreno squartato
Di quello che era la mia anima, allora  
Ferite senza limiti né confini
Che il tempo stesso, da gran dottore
Non ha saputo guarire
La vecchia rosa rossa
Che mi sorrideva un tempo
Là, dal mio comò
È marcita di disperata attesa
E sono sparse sue briciole sul lurido pavimento
Sul quale feci ripetutamente l’amore, io
Tracce di passione consumata
Sento ancora oggi
E profumi di gemiti lontani
Pervadono la mia mente
Accoltellandola
Senza alcun ritegno né vergogna
In uno spasmodico orgasmo triviale
Di cui ignoro il senso
Mentre quella lettera d’amore
Che io stesso strappai
Furioso e pazzo per quello che avevo perso
Giace ancora là
Come indelebile testimone
In mille pezzi
Che emettono caldi afflati
Di rassegnazione dovuta
In presenza di una felicità appena sfiorata
E non goduta pienamente mai – mai
Le mie mani
Sono svigorite dall’unica cosa rimastami
Un freddo carico di tensioni negate
E di parole inespresse e seccate in gola
E di possibilità negate in maniera assoluta
Ed il cuore
Il cuore non può che battere forzatamente
Con respiri carichi di vita non vissuta
O vissuta troppa intensamente, forse
Per un’illusione
Travestita da splendente speranza
Ed una punizione
Nascosta dietro ad un bianco sorriso
E il grezzo desiderio di carne
Mascherato da un’eterna promessa d’amore
E dietro a tutto questo cosa c’era?
C’era una semplice fame
Di carne fresca e debole e sensibile
Con lo scopo di violare la profonda intimità
Di chi uomo ancora non era
E di turbare e poi infrangere i sogni colorati
Di chi aveva la testa immersa tra le dolci nuvole ancora
E di rubare infine quel prezioso dono della vita
A chi poi è rimasto qui, come un cadavere
Senza sogni né speranze
Senza richieste né pretese
Privo di un’anima
Con la quale volare al di là
Degli spazi della propria consapevolezza
Dove l’immaginazione fa da regina
E la libertà è l’aria che si respira
Privo di un cuore
Col quale poter assaggiare il sentimento
Laddove tutto è niente e viceversa
Con farfalle che s’intrecciano, meravigliose
Su note che richiamano piacevoli nostalgie
Dai polverosi armadi delle nostre sensazioni
Ma ora
Ora dov’è finito tutto ciò?
Io – disteso sul mio letto
In un mutismo incosciente
Vedo solo un orizzonte nero, là
Che mi inghiottisce in se stesso
Come l’antico richiamo della morte
Dove la natura stessa non esiste più
E tutte queste parole pronunciate  
Non hanno alcun senso per me
Non ci sono significati, qui ed ora
Né tantomeno suoni
Io – affogato tra muti silenzi
Solo freddo è quello che percepisco
Ed intorpidimento della carne violentata
E le briciole nere di una rosa spirata
Ed i pezzi
Di quella che era una lettera
Di quello che fu un cuore
Laddove ora
L’amore non c’è più, oramai
No – lo so bene
L’amore non c’è più, oramai.

   6° PREMIO (ex aequo)

Marconi Fulvia di Ancona

     S'inerpica la spira

S’inerpica la spira e abbranca il cuore,
più non s’ode di Saffo il ‘’gentil verso’’,
rubar perché….le note ad un violino…
…se sanguinar potrebbero gemendo?
False le fiabe che narri di false principesse,
tu parli di castelli sgretolati e vinti
e quell’arsura fredda che gela un cuore astioso,
ghiaccia le spine irte di silenti intrighi.
Trema la rosa al tuono rimbombante,
fragili i petali trasudano pietà,
ma la radice no…..non può morire
e con l’amor del sole RIFIORIRA’.

   6° PREMIO (ex aequo)

Mestrone Roberto di Volvera (Torino)

     Falci e fiori

Bianche le rose sbocciano in giardino
tingendo il folto verde col colore
che amavi nel vestire ed io, vicino
a te, scaldavo i sogni col tepore
 
dell'alta primavera. Ma un mattino,
il vento che lambiva i cespi in fiore
aprì le vie del cielo al tuo cammino
e spense, tra le nubi, il nostro amore.
 
Brilla una lama fredda sopra il fieno,
tra i corpi smunti delle margherite;
con dei mughetti le portavi al seno
     
mentre inseguivi rondini inghiottite
dal breve incanto d'un arcobaleno...          
... le tue dolci chimere al cuor rapite.

   6° PREMIO (ex aequo)

Ortelli Umberta di San Mariano di Corciano (Perugia)

     Lampi

Credere di aver ascoltato.
Sentire di aver provato.
 
Sfumature,
 cambiano la percezione della  realtà
si riflettono
nell'intimità dei sogni
di un IO ammaliato.
 
Razionalità e logica arretrano
davanti agli impulsi del cuore.
Ambiguità,
spasmi di sentimenti
 ci sorprendono a tradimento.
Affascinano,trascinano
nascono,muoiono
come lampi senza preavviso
a un risveglio.
 
Dimenticare,
sotterrare un passato
con un semplice,delicato soffio
che sfiora le dita.
 
Polvere,
si dissolve nel tempo
delle emozioni.

   6° PREMIO (ex aequo)

Provenzano Marisa di Catanzaro

     Alla mia età

Alla mia età
s’intrecciano i ricordi alle parole
si allineano i minuti
sul calendario delle stagioni
S’alza la nebbia a sera
lungo i pendii della memoria
e si attende il sonno
per cancellare la malinconia
Alla mia età
s’intrecciano i sogni ad ogni alba
e si rincorre il tempo
come da bimbi il pallone
Soffia il vento d’inverno
e spazza via le foglie
portando via la vita
ai rami secchi del ginepro
Sola nella mia stanza
apro le persiane
e raccolgo addosso
la luce delle stelle
Alla mia età
la notte scorre lenta
nasconde al mondo
gli occhi colmi di lacrime
tenera accoglie i dubbi
le povere paure
e come vecchia amica
abbraccia il corpo stanco
col silenzio del buio
Alla mia età
sembra tutto raggiunto
ma l’anima fida ancora
nelle poche attese
ed indugia amorosa
sui frammenti rimasti
ai margini del cuore
briciole da raccogliere
segreti inconfessati
nell’illusione eterna
della libertà delle rondini
e del soffio vitale
di un’ ultima poesia.

SULLA PREMIAZIONE
7° PREMIO MECENATE
13 Giugno 2009, p.12

 

Presidente-Webmaster: prof. Massimiliano Badiali

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