FORUM DI RIFLESSIONI E OPERE SUL TERREMOTO IN ABRUZZO

Il 6 aprile alle ore 3 di notte è avvenuto un Sisma di magnitudo 6,3 della scala Richter con epicentro a L'Aquila. Paesi distrutti, numerose le vittime e i dispersi sotto le macerie. Nell'Aquilano migliaia di sfollati nelle strade invase dai calcinacci, danni ingenti agli edifici. Tantissimi i morti!

Questo spazio vuol essere un momento di riflessione e di partecipazione attiva con l'anima e con il cuore al dramma!
Per non dimenticare

ABRUZZO: VORAGINE ZERO
di Massimiliano Badiali
 
Abruzzo voragine zero
Di una ingiusta natura
Che umani esseri
È pronta a sacrificare!
 
Bianche anime di bambini
Sante e innocenti
Umani esseri
Alla vita strappati
E soffocati sotto la polvere
 Inconsapevoli!
 
E di nuovo macerie
Sulla condizione umana
Ove non esiste certezza alcuna!
 
Che l’uomo travolto da natura
E’ una vittima inerme
Innanzi al Caso Indifferente!
 
Abruzzo voragine zero
Di un’Apocalisse
Tragedia
Senza senso
Straziante e disperata
 
O L’Aquila città della Passione
Le tue macerie
Sono icona di
Crocifissione,
Sono carne e lievito
Della Pasqua di Resurrezione.
 
Che Dio vi benedica
 

6 APRILE 2009
di Luciano Somma

 

L’aria profumava di primavera
Con Pasqua alle porte
La terra che già da tempo tremava
S’aprì
Per inghiottire
Uomini donne bambini
(e secoli di storia)
Anche il ciliegio
S’inginocchiò
Coi frutti perduti
Non bastarono “gloria al padre”
Ed “Avemaria”
Per l’Abruzzo non ci fu pietà.
l’eco di quelle urla
Chissà
Se arrivò fino al cielo.
La distesa
Di cielo azzurro
Una beffa
Di vite lontane…

L'INCUBO DEL RISVEGLIO
Di Gabriella Bellino
 
Vite stroncate,
vite rubate
come un ladro di notte
da un terremoto
che le ha strappate
al loro percorso,
colpa di un destino infame
che lo è ancor di più
con chi rimane
a contemplare
gli effetti devastanti
di un cataclisma
che porta con sé
solo morte e speranza.
Sì,
la speranza
che sia tutto un sogno
e che al risveglio
niente sia vero
e invece ci si accorge
di avere in bocca
il sapore amaro
di una Morte che tocca
lasciando il segno
su persone e cose
e l’unica certezza
è che da quel momento
niente sarà più lo stesso,
preferendo forse
ad un brutto ricordo
il non risveglio
rifugiandosi
nell’unico sogno
che il terremoto
non potrà mai rubarti,
quello in cui la Vita
appare come un sogno
di cui la Morte
ne è il risveglio,
anche se
per chi sopravvivrà
il terremoto rimarrà
per sempre un incubo.

 

Purtroppo, ha colpito anche la mia sensibilità questo terremoto, in quanto ho imparato a non farmi spaventare dalla Morte, ma pervade ancora il mio Animo il terrore per un terremoto,avendolo vissuto sulla mia pelle nell'ottanta dato che abitavo in un paesello nella provincia di Foggia, Sant'Agata di Puglia sul subappennino ai confini con l'Irpinia, ed è stato terribile. Allora non sapevo cosa fosse ma ora che lo riconosco tutte le volte che ricompare è come se rivedessi lo spettro di quell'esperienza. Unica nota dolente in questo frangente è l'avere una sorella a Pescara e non faccio che pensare a lei, e a volte non dormo neanche bene, chissà perchè coincide spesso con il terremoto, forse perchè sensibilizzata da un'esperienza adolescenziale ormai indelebile (Gabriella Bellino).


 
NON TREMARE
di Sabrina Cognigni

 

Non tremare terra d'Abruzzo
dolce e forte,
non lasciare che il tuo fremito
chiuda dentro di sè
vite innocenti.
 
Fragili dita
non suoneranno
più musiche celesti
braccia forti
non troveranno
più chi le accolga
occhi neri
non vedranno
più il Sasso ghiacciato
e le dolci colline
e il mare.
 
Non tremare terra d'Abruzzo
cessa il tuo tormento
e accogli i figli gloriosi.
 
Non tremare terra d'Abruzzo
dormi dolcemente
coi fratelli dispersi.
 
Non tremare terra d'Abruzzo
lascia rifiorire la vita
delle madri sepolte.
 
Dolce e forte terra d'Abruzzo
non tremare più.
 

TERREMOTO
di Anna De Rosa
 
Io che ricordo quello dell'ottanta!
e posso dire : io c'ero...e che paura!
oggi 2009, chiedo :ANCORA??????
Macerie e morti,feriti e dispersi
PERCHE'??????????????
la terra trema dannatamente,
ma gli uomini di potere sono sempre gli stessi
e scaricano colpe e trovano capri espiatori.
Perdita di beni materiali:case e suppellettili,
morti e scosse che fanno morti.
Che strano tutto ciò per una città che si chiama AQUILA!?
Un'aquila senza artigli e il becco smussato
preoccupa,non può sopravvivere!
è ripiegata su se stessa,le ali ferite....
I telegiornali parlano dei danni,
mostrano le viscere di città e paesi ,
soccorsi e volontari ..ci sono sempre le 2 facce dell'umanità!
Catastrofe naturale!  Madre Terra PARLA!
"ah! uomini negligenti state attenti!"
io non ho parole,mi sento stupida
e infantilmente vorrei essere un superoe
per mettere tutto a posto!

                                                                                L'AQUILA: SAN BERNARDINO
Di Cesare Garuti

Il terremoto in Abruzzo mi ha colpito in maniera particolare; anni fa sono stato a L’Aquila da turista ed avevo ammirato i vari monumenti, tra cui le chiese di Santa Maria di Collemaggio e San Bernardino ed il museo del Castello piccolo ma ben tenuto con criteri espositivi che Brera se li sogna. Naturalmente il primo pensiero riverente va alle vittime spesso giovani o giovanissime, alla disperazione di chi è rimasto senza casa, alle ingenti perdite di animali domestici. Ho già provveduto a fare una piccola donazione nel limite delle mie possibilità e vorrei sinceramente fare molto di più. Ma, come sempre in questi casi nella nostra splendida Italia (e Assisi insegna), non dovrà essere trascurato il restauro dei monumenti di cui accennavo tutti più o meno gravemente lesionati e, a restauro avvenuto , una adeguata pubblicizzazione, in modo da convogliare a L’aquila e nelle altre zone colpite tuto il turismo che quella bella terra merita e che potrebbe diventare un grande aiuto per la ripresa economica (Cesare Garuti).


L'AQUILA
Di Andrea Ingemi

 

Tutto
solo è rimasto,
non più
solide mura,
certezze sicure,
scopo per il domani.
E’ spento ormai
il mondo
agli occhi,
i raggi solari
non riscaldano,
e la luna,
non v’è certezza
né illusione.
Solamente soli
noi nell’anima,
vagare è
l’errabondo destino.

LA SCADENZA
di Fulvia Marconi
Di colpo…..il vuoto, il buio e la mia assenza.
Non più festante al brivido vitale,
teme lo spirto scosso dal flagello
nel rievocar quei gemiti dolenti.
La terra che avvizzisce e poi s’arrende,
dolore che l’oltraggia e poi la spegne.
E non v’è il tempo da donare al pianto
solo un fragore e…terra nei polmoni.
Arsa la bocca volta al cielo scuro
per respirare un ricciolo di nube,
vuol mormorar nell’attimo fuggente
l’ultima prece di chi è ormai caduto.
Non fiori per ornare questa tomba,
ma schegge che ricusano salvezza,
frammenti della vita d’ogni giorno
che occultano le membra mie smarrite.
Son chiusi gli occhi da silenzio e gelo,
non odo più la vita tutt’intorno.
Di colpo….il vuoto, il buio e la mia assenza,
di questa vita avverto ‘’la scadenza’’.

AGONIA DI UN'AQUILA
di Umberta Ortelli

 

Si sveglia l'aurora.
 
I timidi raggi di sole
stentano a filtrare
la cupa atmosfera
densa di umano dolore.
 
Tolgono, al buio della notte,
l'apparire di un'Aquila
dalle grandi ali spezzate.
Giace agonizzante,
con flebili palpiti di vita,
distesa
su scene di rovine,lutti,
angoscia,paura.
Si svelano voragini,
 cupe bocche spalancate,
hanno inghottito avide
piccoli uomini inermi,
frantumato vestigia
 sopravvissute
al passar dei secoli. 
Sguardi attoniti
si incrociano
per cercar conforto,
in un'alba che par
vorrebbe ritrarsi.
Il giorno  nasce
su una primavera
senza più germogli,
 senza il festoso riso
 di  bimbi.
 
La terra si riaprirà
per nascondere,
nelle sue colpevoli,
ingrate viscere ,
 bare in lunghe file
allineate. 
 
L'Aquila chiude
 gli umidi occhi,
sogna di tornare
alta nel cielo
con grandi e sane ali.
 Angeli volano silenziosi
a prender per mano
anime che vagano
 in uno spazio
dove tempo
non consuma
 tempo.
 
LA MORTE CAMMINA A TACCHI ALTI
Di Tiziana Monari
Sgomente
s'ammassano mille bocche
in attesa del pianto
inermi
contano il sangue di angeli caduti
 
vaga smarrita
senza approdo
una fiumana
di membra sfollate e pietra.
 
E' sceso il buio
la morte ha camminato con i tacchi alti
 
impotente
sbircio la pioggia dietro i vetri.
 
Vorrei solo
portare a Dio
un altro conto da saldare.

 

 
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