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Il 6 aprile alle ore 3 di notte è avvenuto un Sisma di magnitudo 6,3 della scala Richter con epicentro a L'Aquila. Paesi distrutti, numerose le vittime e i dispersi sotto le macerie. Nell'Aquilano migliaia di sfollati nelle strade invase dai calcinacci, danni ingenti agli edifici. Tantissimi i morti!
Purtroppo, ha colpito anche la mia sensibilità questo terremoto, in quanto ho imparato a non farmi spaventare dalla Morte, ma pervade ancora il mio Animo il terrore per un terremoto,avendolo vissuto sulla mia pelle nell'ottanta dato che abitavo in un paesello nella provincia di Foggia, Sant'Agata di Puglia sul subappennino ai confini con l'Irpinia, ed è stato terribile. Allora non sapevo cosa fosse ma ora che lo riconosco tutte le volte che ricompare è come se rivedessi lo spettro di quell'esperienza. Unica nota dolente in questo frangente è l'avere una sorella a Pescara e non faccio che pensare a lei, e a volte non dormo neanche bene, chissà perchè coincide spesso con il terremoto, forse perchè sensibilizzata da un'esperienza adolescenziale ormai indelebile (Gabriella Bellino).
Non tremare terra d'Abruzzo
dolce e forte,
non lasciare che il tuo fremito
chiuda dentro di sè
vite innocenti.
Fragili dita
non suoneranno
più musiche celesti
braccia forti
non troveranno
più chi le accolga
occhi neri
non vedranno
più il Sasso ghiacciato
e le dolci colline
e il mare.
Non tremare terra d'Abruzzo
cessa il tuo tormento
e accogli i figli gloriosi.
Non tremare terra d'Abruzzo
dormi dolcemente
coi fratelli dispersi.
Non tremare terra d'Abruzzo
lascia rifiorire la vita
delle madri sepolte.
Dolce e forte terra d'Abruzzo
non tremare più.
I l terremoto in Abruzzo mi ha colpito in maniera particolare; anni fa sono stato a L’Aquila da turista ed avevo ammirato i vari monumenti, tra cui le chiese di Santa Maria di Collemaggio e San Bernardino ed il museo del Castello piccolo ma ben tenuto con criteri espositivi che Brera se li sogna. Naturalmente il primo pensiero riverente va alle vittime spesso giovani o giovanissime, alla disperazione di chi è rimasto senza casa, alle ingenti perdite di animali domestici. Ho già provveduto a fare una piccola donazione nel limite delle mie possibilità e vorrei sinceramente fare molto di più. Ma, come sempre in questi casi nella nostra splendida Italia (e Assisi insegna), non dovrà essere trascurato il restauro dei monumenti di cui accennavo tutti più o meno gravemente lesionati e, a restauro avvenuto , una adeguata pubblicizzazione, in modo da convogliare a L’aquila e nelle altre zone colpite tuto il turismo che quella bella terra merita e che potrebbe diventare un grande aiuto per la ripresa economica (Cesare Garuti).
AGONIA DI UN'AQUILA
Si sveglia l'aurora.
I timidi raggi di sole
stentano a filtrare
la cupa atmosfera
densa di umano dolore.
Tolgono, al buio della notte,
l'apparire di un'Aquila
dalle grandi ali spezzate.
Giace agonizzante,
con flebili palpiti di vita,
distesa
su scene di rovine,lutti,
angoscia,paura.
Si svelano voragini,
cupe bocche spalancate,
hanno inghottito avide
piccoli uomini inermi,
frantumato vestigia
sopravvissute
al passar dei secoli.
Sguardi attoniti
si incrociano
per cercar conforto,
in un'alba che par
vorrebbe ritrarsi.
Il giorno nasce
su una primavera
senza più germogli,
senza il festoso riso
di bimbi.
La terra si riaprirà
per nascondere,
nelle sue colpevoli,
ingrate viscere ,
bare in lunghe file
allineate.
L'Aquila chiude
gli umidi occhi,
sogna di tornare
alta nel cielo
con grandi e sane ali.
Angeli volano silenziosi
a prender per mano
anime che vagano
in uno spazio
dove tempo
non consuma
tempo.
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