TuttArte MECENATE

POESIE DI NATALE  

La Onlus Mecenate redazione di Arezzo di Stravagario Emozionale dell'associazione Gennaro Sparagna, propone questo mese le poesie sul Natale e sulla tematica della gioia dei poeti della Onlus Mecenate e del Labirintismo, tra cui il sommo poeta Luciano Somma.

 

 

SPERANZA

 

Quest’anno non voglio regali

Rinuncio stavolta agli auguri

I troppi episodi mortali

Mi rendono i giorni insicuri .

Qui l’aria è infuocata dal male

È mina che esplode la terra

Dove anche il respiro è fatale

Si vive ogni giorno una guerra .

Non voglio più un mare di sangue

Né rabbia del cielo in tempesta

La gente che trema e che langue

Ma un senso di vita più onesta .

Dov’è che sei Cristo mio Dio

Nessuna ferita è guarita

È tutto soltanto un oblio

Dov’è quella fede infinita .

Che nasce guardando il tramonto

Galoppa l’immenso universo

Portando al Natale ch’è pronto

Un nuovo domani diverso .

LUCIANO SOMMA - NAPOLI

 

 

E’ DI NUOVO NATALE

 

E di luci s’accende l’albero

di Natale

Gioia, attesa

Nello zig zag colorato dello scintillare

E di speranza si riempie

l’abete del mio cuore

Nel lento e santo nevicare

Gesù e Maria

Nel presepe immagino trepidare

 

E’ di nuovo Natale

 

Che il lento e santo nevicare

Riscaldi il cuore

Del fratello innocente

Dal sangue

Inerme, povero e morente

Agnello sacrificale

 

E’ di nuovo Natale

MASSIMILIANO BADIALI - AREZZO

 

 

A GESU’

 

Tu che sei il Re

tingi

di farfalle e d'acqua trasparente

di fiori colorati e di sole luccicante

di canti, di sorprese e di un sogno stimolante

 

tingi d'Amore

la nostra anima

per sempre!

 

ISANIA FORGIONE - AREZZO

 

NATALE

Gente allegra avanza

Inerpicandosi per stradine divertite,

lungo borghi che sanno di storia,

dove resistono al tempo

                                                                                                                            botteghe di antichi mestieri.                                

Le castagne roteano sugli spiedi

Crepita la brace ad ogni alito di vento,

lapilli fuoriescono,

schizzano via come stelle cadenti.

S’adorna l’abete

Si veston di rosso i negozi.

Si copron le lingue di serpente

Di fiocchi e colori,

ma non doneranno che falsi favori.

CHIARA DELLA MARTA - AREZZO

 

E’ NATALE

 

E’ Natale;

io bambino mi aspetto bei doni;

mi aspetto di vivere giorni felici,assieme ai miei cari.

E’ Natale;tu bambino,non ti aspetti nulla;sai di vivere brutti momenti,cerchi svago in quello che trovi.

E’ Natale,

destiamoci dal nostro torpore,

soccorriamo la povera gente;

Gesù nasce per tutti noi.

FLAVIA MARIA VIZZARI - MESSINA

 

 

PAROLE D’AMORE

 

Nell’aria

vibrano i suoni,

leggiadre note sciamano

tra le bombe

della folle aurora.

Timide creature lasciano

le corde di violino,

fluttuanti vagano

tra campi minati

e gli occhi spenti

della vita,

tra speranze diroccate

e il pianto stanco

di inutili fatiche.

Spiano sassi e ortiche

di sogni arrugginiti,

ciechi nello stupore

di gerani scevri

di virgulti in fiore,

non affondano

le radici tra le zolle,

senz’alba, vacillanti,

in cerca di umanità.

Un dì  forse, stanche

si fermeranno all’orizzonte,

e colme d’oro,

finalmente,

suoneranno una melodia:

la dolce favola

di una vita vissuta in armonia

FLOREDANA DE FELICIBUS- ATRI (TE)

 

 ORE DI VIGILIA
 
Lame di tramontana
e presepi
nei crocicchi delle strade.
 
Al suono delle zampogne
i pensieri
sono raggi di stelle
sulla sofferenza del mondo.
 
I battiti del cuore
pattinatori sul silenzio
della mia Preghiera!
 
ANNA BONNANZIO (APRILIA)
 

 

UN NATALE DAVVERO SPECIALE

 

Il freddo era forte

e il vento soffiava,

era la vigilia di Natale

del sessantasei.

Il terremoto aveva tutto distrutto

pure il campanile della chiesa

se n’era cascato tutto.

Povero era il presepe

ed io pensavo che Gesù Bambino

sentisse più freddo.

L’albero era spoglio

con pochi regali,

fuori solo la neve

ci faceva compagnia.

Una piccola stufa

scaldava il container,

ma io bambina com’ero

il freddo non lo sentivo.

Il posto era stretto per tutti quanti,

compari e parenti

stavano tutti insieme.

Tutti aspettavano

adesso con una litania

poi con una preghiera,

intanto nasceva il Bambinello

Nostro Signore.

Quanti anni sono passati!

Ma non posso scordarmi

un Natale così bello

come quello del sessantasei.

ZAMPARELLI ROSANNA- PINETO (TE)

 

NON SIAMO SOLI

 

La brace rischiara

ancora per poco le tenebre attorno.

Il coro di silenti stelle

 fa corona alla luna

che alla notte dona il suo canto.

 

Negli anni della mia giovinezza

possedevo un sogno

grande e fulgente

che da solo illuminava la mia esistenza.

 

Oggi dopo tanti anni un segno

che come in un gene

contiene la memoria di una vita.

Un sogno troppo grande per essere accettato ieri,

oggi è realtà, per riscoprire insieme un fraterno domani.

 

Sorge il sole  tra le nebbie azzurrine

che confondono ancora i contorni delle cose.

A fatica il porpora e l’oro si fanno strada

tra il cilestrino e il blù della notte

che fugge ad occidente.

 

Quando nella tempesta la ragione trema

E nel buio della notte accende fatui fuochi

Faccio perno col mento sulla mano

E mi perdo nel tuo sogno lontano.

 

Dimmi Signore, perché non mostri il tuo volto?

SIMONE CENSI- MACERATA

 

LA NUOVA STAGIONE

 Corre indietro,

fugge ritirandosi

allestendo una parata

che trattenga con le sue meraviglie

chi il viaggio ha intrapreso.

Corro anche io, fuggo e resisto

Sapendo ciò che abbandono,

le sue poche gioie

e i suoi mille patimenti.

Avanzo tenendo alto il fuoco

Ad aprirmi la strada che non vedo

E che non importa conoscere

Per apprezzare gli ignoti misteri

Con cui vorrà speziare l’epoca nuova

Di un vecchio nato due volte.

L’assoluta disperazione trasforma

Le molli involontà di un vuoto attraente

In spasmi nascosti di sbocciante rivalsa.

Vittoria sarà se l’olfatto

trova alloro nelle sue evoluzioni,

se gli scudi arrugginiscono

e le spade volteggiano gettate

oltre le colture fiorenti.

La sorpresa

non è attesa

con reverenza,

se vorrà planare

mi troverà distratto,

affaccendato in altri meravigliosi ozi,

straniato da me stesso

ballando il gorgoglio

di una sorgente,

lontano e pieno del mondo,

allegro di un’ubriachezza panica

che tutto brama e non disturba.

Abbandonato dall’armatura

Che affonda sul letto del fiume

Salto al di là dell’ombra

E corro senza meta,

là dove spessi

intrecci si perdono,

e dove mostrerò polsi

liberi di ornamenti servili.

Ora, mentre ancora salgo

Per respirare aria di seta

Solo un unico cruccio esita

E parole non osa,

Prezioso di rara fattura

Che silenzio conserva.

Perdere l’equilibrio

E tornare a cadere.

ALESSIO CHIADINI- FORLI’

 

UN NATALE NUOVO

È Natale.

Prendo questo giorno per riflettere...

...stare con me stessa!

Tante cose non sono più le stesse,

tanto di diverso c'è

ma non fa paura,

anzi alimenta nuova grinta e speranza.

Mi guardo allo specchio

ma non voglio cambiare:

io sono così

insieme a tutti quei miei vorrei

sul futuro

e sul mondo

che stasera vorrei si aprisse

con una forza desta di nuova  meraviglia!

Un giorno ti alzi e non hai la forza

di compiere i gesti più semplici...

sei stanca

ma vorresti fare tanto,

capisci che qualcosa c'è.

Arriva quella forza

che ti fa tirare dritto fino alla meta:

persone speciali ed incontri speciali

... quelli che ti cambiano per sempre!

Natale quest'anno sarà

di tanta forza e speranza,

forza divina

e forza umana quasi ultraterrena

nell'abbraccio di un medico speciale!

MARROCCO EMANUELA- LECCE

 

STA SERA

 

Mentre la gente

impazziva nel flipper

del consumismo,

io ho passato la mattinata

in biblioteca,

così sta sera

mi verrà più naturale

sussurrare

il mio amore

senza bisogno

di fare troppo rumore.

 

Non aspetterò

lo spazio della pubblicità

per raccontare

la mia teoria sulla felicità.

 

Spegnerò il televisore

e ogni sintetico bagliore:

accenderò

il mio cuore.

 

Perché sta sera

è Natale.

MAZZUCCATO LUDOVICA- LECCE

 

IL MIO NATALE

Il mio Natale
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Sboccia d'oro
il Natale
ostia fine
fumo e spigo

ha chiome sciolte
le mani di neve cruda
unghie d'argento

arriva come un bacio di pane
addolcito di dolore
le labbra di cristallo.

Mi copre con occhi senza vizio
il cuore in calma
dolce di tempo
lamento e nube

taciturno
cade sulla mia notte
a bocconi
disciolto al vento

alto tra comete e cielo
oltre gli abeti e le foglie.

Fiore d'acqua chino sulla sera.

TIZIANA MONARI- PRATO

 

NATALE

Giorno di festa
 
giorno di Natale,
le strade gremiscono di gente allegra e festosa,
le ragazze imbellettate ed ammiccanti.
 
Strano risveglio
dopo l’ennesima serata
con gli amici
fino a notte inoltrata,
strana sensazione:
un irrefrenabile desiderio,
accompagnare la propria mamma
che puntualmente,
sola
anche se stanca,
si reca ad assistere alla Sacra Funzione,
per l’atavica Fede
e per chiedere il meglio per i propri figli.
 
Giorno di festa
giorno di Natale,
il risveglio quasi di soprassalto,
il desiderio di essere lì
con lei
il giorno di Natale …
 
Quanta bella gente
in questo giorno di Festa,
così dice la mia mamma,
sorridente,
 
ancora incredula di avermi lì con lei
mentre la sostengo sottobraccio.

ANDREA INGEMI- MESSINA

 

 

   ……E… C’ERA UN PRESEPE

 

Soltanto una notte, una notte soltanto,

il cuore dell’uomo ritorna bambino.

Odor di castagne e di mandarini

profumano l’aria….e ….scende la neve.

Vorresti restare col naso schiacciato

sui vetri gelati a guardarla danzare.

Vorresti sentire ancora una volta

le mani ghiacciate in guanti di lana

intrisi di freddo……..e c’era un presepe!

Accanto al camino… un presepe di gesso!

Con cura adagiavi del muschio setoso

e dentro la grotta……il bue e l’asinello.

…E…c’era un Bambino!...Rinasce il Bambino.

Ancora una volta, per mille anni ancora,

ancora una volta…. rinasce il Bambino.

Rinasce l’Aurora. Aurora d’Amore,

che spera e che crede, che crede nel cuore

che crede alla fede, che crede nell’uomo

che torna bambino…….e….c’era un presepe

……..e C’ERA UN BAMBINO.

FULVIA MARCONI- ANCONA

 

 

NATALE ‘98

 

Grani tondi

nella fruttiera

a cascata

sulla tovaglia

di fiandra rossa

inconsueto

gioiello

sontuoso monito

alla memoria

tra le briciole

sparse

di un panettone

e gocce

pietrificate

nei miei occhi

PAOLA PANCALDI PUGOLOTTI- MILANO