LUCIANO SOMMA

IN GIURIA AL 7° CONCORSO MECENATE

                                 
 OSPITE D'ONORE: IL POETA E CANTAUTORE NAPOLETANO LUCIANO SOMMA
                                         IL GRANDISSIMO PRESTIGIO DI ACCOGLIERE COME OSPITE DI ONORE  
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  •                           Il 20 APRILE 2008 IN PREMIAZIONE DEL  6° PREMIO DI ARTE MECENATE

        LUCIANO SOMMA

       

    IL POETA PIU' PRESENTE e CLICCATO SU INTERNET

    PERSONAGGIO MECENATE 2008

                                                  
    Luciano Somma premiato come Personaggio Mecenate del Terzo Millennio dal Presidente onlus Mecenate prof. Massimiliano Badiali

     

    Luciano Somma, il Presidente Mecenate dr. Massimiliano Badiali e il direttore Letterario dr.ssa Isabella Forgione

     

    La Presentazione di Luciano Somma

                 

    Luciano Somma, il direttore Fotografico Roberto Giuseppini, il Presidente Massimiliano Badiali

     

            

     

     

    LUCIANO SOMMA: BIOGRAFIA

    Nato a Napoli il 18 Marzo 1940 . Ha iniziato a scrivere versi fin dall’età di 13 anni pubblicando per 50 anni su quotidiani e periodici specializzati . Iscritto alla SIAE come paroliere dal 1967 ha pubblicato o inciso oltre 1000 canzoni, dal genere napoletano al folk, melodico moderno, pop, latino-americano- baby dance e mini club. Da qualche anno è iscritto anche come compositore. Centinaia i concorsi ai quali ha partecipato come poeta  sarebbe impossibile in poche righe elencarli tutti, si segnalano  tra i principali riconoscimenti: Medaglia d’oro (2^ Classificato) con la Poesia SPERANZA-Napoli-Autunno 1969, 1^ Classificato al Premio Nicolardi 1976 con la poesia DIMANE- Napoli-Palazzo Reale, 1^ Classificato all’UAC di Ercolano 1976 con la poesia E’ SEMPE SILENZIO, 1^ Classificato All’Enac –Ed.2000- 1977 con la poesia VENTATA ‘E MORTE, 3^ Classificato al Califano 1978 con la poesia PAURA- Sorrento, 1^ Classificato al Califano 1982 con CRISTO NAPULITANO- Raito di Vietri(Salerno), 1^ Classificato al Premio Balsamo 1994 con la poesia CASTIELLAMMARE, 1^ Classificato alla TAVERNA DEI POETI- Modena con BRONX, 1^ Classificato al CITTA’ DI AVELLINO con VICO NAPULITANO 1994, 1^ Classificato al  BRONTOLO – Salerno col libro edito MOMENTI DI VERSI, 1^ Classificato al Città di Paestum(Salerno)con GRAZIE, PREMIO GIUDIZIO VERITA’ – Ferrara per la poesia FUTURO, FINALISTA A 10 POETI PER SORRENTO, 1^ Classificato al Premio Partenope, 2^ Classificato al Maresca di Pistoia con IL MONTANARO, 1 Classificato al BRONTOLO- Salerno con FORSE FU UN BENE PADRE, 1^ Classificato a Macerata- premio Radio Nuova con A TOTO’, Laurea Honoris Causa in lettere e filosofia UNIVERSITA’ POPOLARE GIUSEPPE UNGARETTI di Napoli nel 1987, Premio PASQUALE FESTA CAMPANILE- Ischia 1995, NOMINATION CITTADINO DEL PIAVE- Festival del Piave- San Donà di Piave- 2007 E’ spesso in commissioni di giuria in concorsi dove è presente sia in veste di presidente che di giurato. La critica si è sempre espressa molto favorevolmente nei sui riguardi, molti lo ritengono uno dei migliori poeti napoletani. IL GIORNALE nel 2000 ha segnalato il suo nome come il poeta più presente in internet, ancora oggi questo suo primato pare non sia stato ancora superato da nessuno. Dal 1976 al 1990 è stato creatore e conduttore di programma radiofonici alle radio private ed emittenti libere della Campania. Anche in questo caso sarebbe arduo segnalarli tutti, segnaliamo. RADIO ISCHIA- RADIO ISOLA VERDE- RADIO PROGRESSO- RADIO ORIZZONTE- RADIO ANTENNA CAPRI. In TV: TELENAPOLI- CANALE21- TELESTUDIO50- TELESORRENTO- TELECAVA- TELESALERNO. Negli anni dal 70 all’80 ha partecipato anche a spettacoli esibendosi nella dizione di poesie con ROBERTO MUROLO- MARIO MAGLIONE. 
    In questi ultimi anni ha partecipatoa pochi festival di canzoni per bambini conseguendo ben 4
    Vittorie con: IL SENSO DELLA VITA(Somma-Bonagura-Colasanto)Oratorio Don Bosco – Sant’Erano in Colle(Bari)2004 Premio per il miglior testo, IL MONDO CHE VORREI (Somma-Bonagura-Colasanto)CANZONE DELL’ANNO 2005 Sant’Eramo in Colle(Bari), NATALINO NATALE’(Somma-Barone-Bonagura-La Rocca)A STELLE DI NATALE di Acireale.2005 CANTO D’AMORE(Somma-Bonagura-Matricano)a STELLE DI NATALE Acireale 2006.
    Sue poesie sono state declamate da : PAOLA GASMANN, TECLA SCARANO- GENNARO DI NAPOLI- GIANNI CROSIO- SALVATORE CALABRESE- RINO VITTOZZI- BIANCA CONTE – LELLO LUPOLI- GIORGIO VAJANA- PEPPE SANTAGATA e numerosi altri.
    A 22 anni è stato direttore responsabile del periodico TRIBUNA ARTISTICA, regolarmente iscritto all’ALBO PROFESSIONALE DEI GIORNALISTI DI NAPOLI, successivamente è stato redattore capo di FRATERNITA’ NELL’ARTE.
    E’ stato poi corrispondente pubblicando articoli e poesie sui principali quotidiani d’Italia ed i migliori periodici specializzati tra i quali IL
    MATTINO- LA NAZIONE. Tra i settimanali ha pubblicato su GRAZIA e GENTE.
    Tra le tante Antologie dov’è presente è da segnalare IL PIANETA DELL’AMORE, dove il suo nome figura in tutte le edizioni, NATI PER LA VITA pubblicato in Russia dove figurano i più bei nomi della poesia Italiana del 900, in E’ SEMPRE POESIA- POETICA NAPOLETANA DI FINE NOVECENTO- I MAGNIFICI DELLE 7 NOTE - CARO PAPA’- SPORTIAMOCI IN VERSI AGENDA DEI POETI(in tutte le edizioni)DIZIONARIO STORICO DEI POETI ITALIANI- L’ITALIA IN VERSI- LA POESIA A NAPOLI- GALLERIA- TORNA NATALE- NATALE NAPULITANO- DIALETTI D’ITALIA.
    Negli anni 80 è apparso in TV nazionale come figurante in MILLE LUCI condotta da Luciano De Crescenzo e nel 2005 è stato protagonista su RAI2 d’una puntata della trasmissione: “ NON E’ MAI TROPPO TARDI” Per anni ha fatto parte della vita culturale Ischitana avendo in fitto una seconda casa sull’isola in località Mezzocammino di Casamicciola. Dunque dal 1963 al 1983 è stato presente molto spesso In manifestazioni come GIOCHI SENZA FRONTIERE, edizione Ischitana, Festa di sant’Anna-Festa di San Giovan Giuseppe etc.etc. Ha frequentato salotti e circoli culturali, nel 1984 è stato il coordinatore del TEMPO LIBRO per la regione Campania organizzando mostre di poesia visiva e spettacoli d’arte varia. Attualmente è coordinatore e direttore artistico della casa editrice e musicale AGOS di Vignola(Modena)dove produce e promuove CD per villaggi turistici e Dj, scrivendo tutti i testi Delle canzoni inserite ed in alcune parte della musica.       

    LUCIANO SOMMA: MELICA DI VITA E DI AMORE

    COMMENTO CRITICO DI MASSIMILIANO BADIALI

    Luciano Somma è senz’altro uno dei più conosciuti poeti e cantautori d’Italia. Moltissimo si legge di lui, in quanto è forse lo scrittore italiano del web più cliccato, ma è necessario cercare in questo zapping multimediale, un filo rosso che sovrintende, che analizza l’eziologia e i leitmotiv della sua arte. Parlando dell’uomo, il critico e amico Mauro Montacchiesi scrive: “Zuccheroso, impressionabile ed enigmatico. Dona il suo amore con grande affetto e propensione fisica. In virtù del suo carattere emotivo e magnanimo è incline a riempire la sua vita di obiettivi filantropici. Dalla nascita sente la necessità di appartenere ad un universo totale, di identificarsi in un granello di sabbia di una spiaggia sconfinata. L’aspetto che di più risalta del suo carattere, è quella specie di purezza e di pseudo-ingenuità che sgorga dal suo modo di fare e dai suoi sentimenti. La necessità di essere avvolto dall’amore e da una corazza di difesa, fa di lui un uomo modesto e fedele, in ogni occasione proclive all’abnegazione di sé a vantaggio degli altri. Massima espressione di apertura e di disponibilità, sa benissimo che il genere umano è molteplice e complicato. Tutto ciò stimola in lui fiducia, sogno, pietà e lo irradia di un alone d’incanto e di suggestione.” La poesia nasce dall’osservazione attenta e all’unisono umana dell’umanità che circonda l’uomo, come leggiamo nella poesia Una Luce:
     
    Ovunque è violenza!
    Cammino…
    Sul viso gli schiaffi dell’odio
    sui muri lo sputo del disprezzo
    negli occhi il soffio della morte
    nel cuore un ferro rovente.
    La mia coscienza si offusca,
    il tempo corre
    più veloce della mia memoria,
    più non ricordo il sole.
    Ad un tratto, improvviso,
    il pianto, dimenticato,
    il chiaro sorriso di un bimbo
    che all’angolo mi tende la mano…
     
     
    La poesia di Somma è poesia di denuncia sociale del male di esistere e di vivere:  è poesia civile, come scrive il critico Fulvio Fasullo, liberata dalle castigate geometricità del suo disegno architettonico: “è moderna – per converso – in quanto sicuro elemento d’una mutata realtà, e perché essa riesce a raccogliere e fare proprie quelle istanze sociali che premono – con una baldanza fatta audace da secoli d’imperio – e che peraltro è giusto, è civile, è umano siano infine raccolte e tradotte in fatti concreti”, come leggiamo nella poesia Psico:
     
                                                                                                        
    Nello specchio
    un volto:
    io!
    Mostruosa macchina
    condizionata
    da troppi,
    meschina
    ridicola.
    E non poterla cancellare
    dalla lavagna della vita
    con un semplice cassino.
    Gemella immagine
    che mi guarda,
    apatica
    ed ogni giorno mi ricorda
    che esisto
    <debbo> fare questo
    e non quello,
    passivamente ubbidisco al comando!
    La mia anima abulica
    assiste  impotente
    a questa giornaliera prostituzione.
     
                           
     
     
    La poesia è lotta e costruzione, nonché esaltazione dei valori umani, come scrive il critico Fulvio Fasullo “capace di penetrare la convulsa realtà dei nostri giorni, di interpretarne le vastissime significazioni penetrando tra i risvolti di un meccanismo alla base del quale prevalgono due elementi di uguale consistenza: la liberazione da ogni superfluo bavaglio restrittivo e l’affermazione di più giuste rivendicazioni”. C'è "un mondo interiore- come scrive il critico Stefano Valentini- che di continuo si protende verso l'esterno, non appagandosi mai del proprio mondo privato ma confrontandosi di continuo con quanto- non sempre benignamente, purtroppo- la realtà quotidiana mette davanti alla nostra coscienza di uomini". Ma  la poesia di Somma non è soltanto civile, in quanto analitica e accorata osservazione della società sempre più meccanizzata ed industrializzata e ingiusta, ma altresì un sinodo denunciario di un male storico e metastorico.
     
     
    Non riesco più a vedere
     
     
    la Croce
     
     
    sulla chiesetta della montagna.
     
     
    I leoni danzano felici,
     
     
    nella foresta del mondo,
     
     
    e gli animali più deboli
     
     
    muoiono!
     
     
    Requiem per chi ha fame!
     
     
    Il lupo è sazio.
     
     
    Una rondine trema…
     
     
    Poeta, perché piangi?
     
     
    Chi vuoi che oggi asciughi
     
     
    le tue lacrime?
     
     
    L’uomo-podista
     
     
    Rincorre il suo traguardo; 
     
     
    il danaro.
     
     
    Il fanciullo gioca
     
     
    Col suo Robot;
     
     
    il fratello più grande
     
     
    cerca la sua verità
     
     
    negli allucinogeni.
     
     
    Il loro papà è in piazza
     
     
    tra la massa di scioperanti
     
     
    con un cartello in mano.
     
     
    L’ancor giovane madre
     
     
    ha lasciato i fornelli
     
     
    per correre al tavolo da gioco.
     
     
    Il cielo è affollato
     
     
    da mostri di ferro
     
     
    che torturano
     
     
    gli uccelli impauriti.
     
     
    Poeta, piangi?
     
     
    Anch’io non vedi
     
     
    sfogo la mia impotenza
     
     
    stringendo, rabbiosamente,
     
     
    sulla mia spiaggia d’ideali perduti
     
     
    una conchiglia morta!
     
     
     
     
     
    Una poesia filosofica quella di Somma, imperniata di pessimismo: storico per la condizione dell’uomo contemporaneo, ma al contempo insito nella natura umana stessa e quindi creaturale. Nella poesia Pessimismo sembra riecheggiare il concetto leopardiano di pessimismo storico e cosmico: 
     
     
    Dorme la mia musa
     
     
    sulla stanca estate
     
     
    dei miei sogni
     
     
    ancora bambini.
     
     
    Dal letargo dell’estro
     
     
    emerge
     
     
    solo una volontà
     
     
    sconfitta.
     
     
    La sorgente del pensiero
     
     
    si è smarrita
     
     
    nel labirinto dell’oblio.
     
     
    La mia anima,
     
     
    afona,
     
     
    non emette più suono;
     
     
    ed è inutile ogni impetrazione
     
     
    è la fine!
     
     
     
     
     
    La dignità di consapevolezza porta ad una momentanea afasia poetica. Anche se il poeta contemporaneo ha perso l’aureola,  l’albatro poetico continua a volare in alto, seppur lontano da ogni esibizionismo iconoclasta. Nonostante una conscia autominimizzazione del ruolo del poeta, Luciano Somma considera la poesia testimonianza di vita, trasmissione imperitura di umanità e al contempo nettare di sensibilità e di amore.  Il poeta è conscio che i suoi versi potrebbero apparire velleitari alle teste ordinate di un mondo massificato e multiglobale, ma osa andare controcorrente e continua a farli volare e librare, poiché sono nettare melico di filantropia nel teatro dell’umano, nella noia consociata e criminale del presente, come leggiamo dalla poesia Perdonateci:
     
     
    Perdonateci  
     
     
    di vivere in un mondo         
     
     
     a forma di colomba                                       
     
     
    e non tra fiori finti   
     
     
     perdonateci                                                  
     
     
    se rifiutiamo limiti e frontiere        
     
     
    e trasformiamo        
     
     
    fili spinati in palpiti d’amore          
     
     
    non ci è concesso forse d’impazzire?         
     
     
    Che razza strana     
     
     
    siamo noi poeti         
     
     
    specie che spesso va 
     
     
    controcorrente         
     
     
    volando verso cieli tersi       
     
     
    liberi  
     
     
    perdonateci   
     
     
    per questo nostro osare.
     
     
     
     
     
    La voce crepuscolare del poeta civile, altrove si ritira nei meandri del proprio io e ascolta e descrive la fibra più intima del suo essere uomo, caratterizzato da strali di malinconia, attacchi di noia e da compiaciuto e languido ripiegamento interiore, come leggiamo nella poesia Ergastolo:
     
     
     
     
     
    Il mare
     
     
    visto
     
     
    da dietro una cella
     
     
    ha sempre lo stesso colore:
     
     
    rosso-sangue!
     
     
    Lo sguardo,
     
     
    che precede il pensiero,
     
     
    vede all’orizzonte
     
     
    l’atrocità del suo passato.
     
     
    E vanno,
     
     
    monotoni,
     
     
    i giorni e le notti,
     
     
    solo il cuore
     
     
    ferito
     
     
    dalle spine del rimorso
     
     
    balla disordinatamente,
     
     
    alla ricerca disperata
     
     
    dell’ossigeno di un perdono
     
     
    che resterà crisalide
     
     
    nella sua ferma storia.
     
     
    E passeranno gli anni
     
     
     
     
     
    lenti, inesorabili;
     
     
    poi scenderà il sipario
     
     
    e si concluderà
     
     
    il dramma
     
     
    di un’esistenza
     
     
    mai vissuta.
     
     
     
     
     
    Tenerezza e indulgenza approdano spesso ad un intimismo analitico, sensibile e palpitante verso la percezione dell’esistenza. Nel gomitolo dell’ anima, Luciano Somma sembra cantare la disillusione della  vita, come leggiamo nella poesia Sogni:
     
     
     
     
     
    Sogni
     
     
    fette di luna
     
     
    sparse
     
     
    sul cuscino della vita.
     
     
    Dove angeli e démoni
     
     
    si alternano.
     
     
    Sogni
     
     
    fedeli compagni
     
     
    della notte
     
     
    destinati a morire,
     
     
    all’alba,
     
     
    come un giorno noi.
     
     
     
     
     
    Dall’intimo all’universale, la poesia di Luciano Somma è melica di sentimento e sensazioni, è soffio d’umano pathos e abbraccio filantropico e di cristiana carità, come testimonia la poesia 2000:
     
     
     
     
     
    Alle soglie      
     
     
    del nuovo giorno      
     
     
    un’alba          
     
     
    dal cielo terso
     
     
    accoglierà      
     
     
    un volo di speranza 
     
     
    aquiloni         
     
     
    diretti verso il sole    
     
     
    dove il Cristo
     
     
    dei giusti        
     
     
    attende i fratelli        
     
     
    d’ogni razza e colore           
     
     
    dove Dio-padre buono-       
     
     
    vegliera` sui suoi figli           
     
     
    forse  
     
     
    la macchina-uomo   
     
     
    fermerà i suoi ingranaggi   
     
     
    torneranno   
     
     
    a suonare le campane          
     
     
    e la preghiera                       
     
     
    sarà uncanto d’amore         
     
     
    per l’umanità.          
     

     

    Prof. Massimiliano Badiali

     

     

     
           
    http://www.partecipiamo.it/Poesie/Luciano_Somma/1.htm
    http://artista.ilcannocchiale.it

    SULLA PREMIAZIONE
    6° PREMIO DI ARTE MECENATE
    http://www.club.it/concorsi/risultati/altriconcorsi/ris.premio.mecenate.html
    http://www.arezzoweb.it/eventi/evento.asp?evento=2315
    http://www.lefeste.net/festa_online.asp?vd=2622
    http://www.neteditor.it/node/119110
    http://www.girovagando.arezzo.it/EVENTI/CalendarioE/PCalendarioE.asp