Cinzia Senesi è nata a Monterchi nel 1974. Ha conseguito la Maturità
d'Arte in Storia del Costume
e Design Moda a Sansepolcro.
Dopo i corsi di pittura
all’Atelier di Sergio
Poddighe, espone nel 1997 a
Monterchi e a Marciano della
Chiana e a Città di Castello
nella collettiva del
Festival della Nazione. La
sua prima personale è presso
lo Studio di Anna Virando a
Torino.. Subito dopo avviene
l’incontro con Vittorio
Sgarbi da cui riceve un
ottimo giudizio critico. La
seconda mostra avviene nel
1999 a Firenze presso Villa
le Farnete. Nel luglio del
2000 è selezionata come
finalista al Concorso
Vetrina del Premio di Arezzo.
Moltissime sono le
collettive a cui partecipa:
Imprese di donne
(Arezzo 2001); Concorso
Carlo della Zorza
(Milano 2002); Asta di
beneficenza disabili
(Arezzo 2003), Downtown
Arts Festival (Florida,
USA 2004), Arte in
vetrina, Galleria d’Arte
La Loggia (Sansepolcro,
2005). Ha scritto articoli,
tra cui il saggio
L’importanza del disegno e
dell’arte nell’adolescenza,
pubblicato nel testo di
psicologia “ Il reo e il
folle”(1999) e la
Monografia Contemporary
Art, curata da
Eugenio Giannì (2005).
Nella mostra Totem,
Cinzia Senesi
restituisce in tela
architetture irreali e forme
antropomorfe, specchio di
un’invasione spirituale,
poiché le sue opere, come
lei stessa scrive, “sono
finestre su mondi altri,
dimensioni parallele
regolate da un tempo
diverso, popolato da esseri
arcani, totem e strane
deità”. La pittrice
dell’inconscio riproduce
immagini prive di ombra e
volume, come quelle presenti
nell’opera Genesi,
oniriche metafore dell’Es.
Se in Exibition la
figura è ritmica e scomposta
in forme cubiche quasi
picassiane, in
Spiritualità le immagini
occupano lo spazio della
fantasia del subconscio che
si libbra tra l’azzurro del
sogno e l’arancio
dell’esistenza. In Papiro
l’icastica purezza del totem
è restituita attraverso una
tecnica che regredisce
all’essenzialità e al
grafismo del disegno
infantile. L’Ego e l’Es
si equilibrano nell’armonia
incantata ed estatica di
Impressionismi, nuovo
approdo tecnico e emotivo
dell’artista.
prof. Massimiliano Badiali,
Presidente Onlus Mecenate