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Membro Onorario Mecenate
Maurilio Cucinotta e le Dimensioni dell' Arte di Prof. Carlo Savini Presidente dell'Accademia Unione Europea Dei Critici D'arte e Lettere Non sempre l'espressione artistica ha una dimensione comprensiva per chi guarda un'opera, anche quando apparentemente è percepibile nella sua logicità figurativa. Un quadro, una scultura, così come un brano musicale o l'azione teatrale o filmica di un attore, non sono soltanto ciò che appare, quanto piuttosto l'interpretazione creativa di una idea che è nell'intimo dell'Autore e che questi esprime in modo esclusivo, personale, originale, pressochè unico. La vera dimensione dell'arte sta proprio in questo disvelarsi dell'occhio interiore dell'artista che comunica il suo modo di vedere e di sentire. A volte il discorso pittorico è meno semplice di quanto non possa sembrare superficialmente e la stessa analisi critica - chiamata non a "giudicare" ma ad aiutare la comprensione dell'opera - risente della povertà del vocabolario linguistico per cogliere, con termini acconci tutto il significato contenutistico ed i valori estetici della reale dimensione dell'opera stessa che cela retroscena complessi, fatti di sensazioni, di sentimenti, di filosofia della vita, di capacità di immaginare il fantastico per tradurlo in segno e colore. Con tale spirito di prudenza bisogna accostarsi ai risultati della attività artistica di Maurilio Cucinotta, che non va soltanto vista, ma guardata ed osservata per comprenderne tutti gli elementi contenuti che vanno ben oltre ciò che il suo figurativismo sembra limitarsi a proporre. Ogni suo quadro rappresenta un momento ben preciso di una delle diverse fasi dell'evoluzione stilistica e del discorso tematico di questo Artista. Stili e temi intimamente collegati perchè i primi sono i linguaggi dei secondi; e ciò lo si ricava, ad esempio, dall'accentuazione o meno di colori definiti di un certo periodo rispetto ad un altri o da calcolato uso di certi geometrismi ellittici di significato filosofico al limite inconscio dell'esoterismo. Arduo poi il poter definire ciò che è riflesso della realtà, trasfigurazione, immaginazione pura anche quando sulla tela appare un ritratto. Notate le espressioni, gli sguardi e troverete ben più di un semplice ritratto: quei volti divengono fessure sull'infinito "dentro" che traspare dagli occhi. Maurilio Cucinotta, poi, nei suoi quadri esprime stati d'animo non altrimenti rappresentabili se non attraverso il simbolismo, il recupero dei miti storici, religiosi e profani, l'endoscopia immaginifica di una fisiologia biologica dell'essere per descrivere il senso essenziale di uomo-donna, dei legami ombelicali a livello psicologico, di amore e sensualità. Passato, presente e futuro in molte opere di Cucinotta non sono termini temporali perchè si identificano e si fondono, così come l'interiore e l'esteriore, il reale e l'immaginato, il vissuto e il sognato. I risultati sono evidenti in quella che traspare come continua e appassionata ricerca di lucidità e di verità da comunicare a se stesso e agli altri anche con un affinamento stilistico che valorizza capacità già acquisite e definite, come l'indubbia padronanza del segno, degli impasti cromatici, dei rapporti volumetrici, del senso prospettivo, dei giuochi di luce, di originalità compositiva. Sono questi valori formali assai apprezzabili che rendono ancor più interessante l'accostarsi al mondo sostanzialmente fabulistico che emerge dalle tele di Maurilio Cucinotta, un mondo destinato ad arricchirsi e fornirci nuove sorprese. |