TuttArte MECENATE

                           POESIA MECENATE

 

LUCIANO RECCHIUTI

COLLEGIO DEI PRESIDENTI

Membro Onorario Mecenate

 

Scrittore, poeta, e promoter culturale, nato e residente a Teramo.

Maturità Classica e Diploma di Laurea in Giurisprudenza; oltre venti anni di servizio nella Pubblica Amministrazione quale Funzionario (prima) e Dirigente (dopo); attualmente in quiescenza.

Fra i riconoscimenti: inserimenti in innumerevoli Antologie di Premi, Menzioni d’Onore, Primi Posti assoluti per Poesia e Narrativa, finalista in molti Concorsi Letterari. Terzo al “Festival della Poesia di Salonicco 2006” in Grecia.

Pubblica nel 2003 la raccolta di poesie “Chiaroscuri”, Edizioni Edigrafital, Teramo, nel 2004 “Poesie di Piccole di Piccole e Grandi Cose”, Edizioni “La Bancarella”, Messina, nel 2005 il terzo volume di poesie, “Sperimento.com”, Edizioni Edigrafital. In uscita il libro di narrativa “Incontri” e il libro di poesie “Faccia da Poeta”.

Presidente di Associazione Culturale (“La Luna”), organizzatore di mostre ed eventi d’arte, Presidente del “Premio Internazionale Teramo di Poesia Gino Recchiuti”.

Giurato e Presidente di Giuria in Concorsi Letterari, saggista, Esperto Esterno in Laboratori Artistici in varie Scuole Statali del territorio.

Di lui si sono occupati critici con recensioni edite e i suoi testi sono stati tradotti in altre lingue. Articolista di diversi magazine elettronici, critico letterario per il “Il Rifugio dell’Esordiente” e Riviste Letterarie.

Socio, tra le altre, della “Società Dante Alighieri”, de “Il Club degli Autori” di Melegnano, dell’Accademia “Vittorio Alfieri” di Firenze, de “Il Convivio” in Castiglione di Sicilia e del “Cenacolo Accademico Europeo” di Napoli.

Figura in numerose Antologie Letterarie, anche bilingue, di supporto a testi scolastici, pubblicate da diverse Case Editrici Italiane.

E’ costantemente presente nell’ ”Atlante Letterario Italiano” degli ultimi anni.

E-mail   luciano.recchiuti@alice.it
laluna.teramo@aruba.it
Web      www.lucianorecchiuti.it

 

I need…

 

Ho bisogno

di te,

amico mio,

nei momenti

in cui

più forte

il tedio

mi sorprende.

Sento

la tua mano

che stringe

e incoraggia,

avida di vita.

Solidarietà

il canto

che inneggia

d’ogni parte

e ogni dì:

oltraggiata

nelle stanze

del potere,

urlata

da lingue rosse

e gonfie

di portatori

della civiltà,

mormorata

da ombre diafane

supplicanti

per i propri figli.

Ho bisogno di te,

amica mia,

quando l’uragano

flette il giunco,

che di lì a poco

rialzerà la testa.

Cosa farà

chi da anni assapora

l’acre odore

di tsumani,

e l’ostilità cruenta

dei fratelli ?

Ci sono vite

che non hanno cielo,

cui assordante

è il rumore

ugual

della discordia.

Ridicolo,

seppur convinto,

scuoto

dalla finestra

un fazzoletto,

che chiede

“ Pace ”

al mondo,

blandendo

la coscienza

e poi chiudendo

vetri d’un botto.

Doppi,

affinché neanche

uno spiraglio

di spiritualità

trapassi.

 

Il mattatoio

 

Mentre pensi

ch’io sia

con te irato,

altrove sono

i pensieri miei.

Per catturarli

neanche

l’Uomo Ragno,

o scalatori di vette

come Lacedelli.

Il momento dell’arrivo ?

E’ un triste vedere

e mi trattengo

a stento,

aiutato

dalla fantasia,

lo spirito

a reggere

l’urto

del pianto

e della gioia.

Rifletto

sulla forza

dei versi

del poeta,

sulle visioni

del sognatore puro,

ma ciò non m’addolcisce

la realtà.

Alzo

le braccia al cielo,

come animale

condannato

al suo destino.

Un colpo di pistola

nella fronte,

lo sguardo

ch’è già un abbandono,

uno scossone,

la caduta,

il sangue,

rappreso dopo un po’.

La vita è,

troppo spesso,

un assurdo

mattatoio.

 

 

Dolce la Vita

 

Dipingo paziente

la vita su tela,

cercando gli accenti,

gli acuti, l'essenza,

della sorte gli strali

e le grevi sorprese.

Lacrime appena

sul fondo amaro

di buie caverne.

Fra visi e rancori,

insulti e amori,

cercando

al mio fianco

una dolce presenza,

sereno l’animo,

radioso il mattino.

Tela

da quattro soldi,

senza acquirenti,

filo che sfugge

dal labirinto,

ove lontano

ruggisce

il destino.

Solo la luce

rischiara

i miei occhi,

bacio leggero

lento sul labbro.

Cala nell'anima

aperta all'amore,

coscienza di nulla

eppur vivo bagliore.

 

 

Le custodi dei miei sogni

 

Amo

le profondità

oscure

della notte,

angoli

senza nome

e senza volto

della città,

che vive

immersa

nella nebbia,

le luminarie

che scaldano

vicoli e canali,

l’acqua

che frange

l’onda,

sui pilastri

dell’antico ponte.

Pullula di vita

il fiume,

spettri diafani

e curiosi,

che destano

paura

nella gente.

Il mento

sulle braccia,

il muretto

acceso

dalla luna,

guardo

per vedere

oltre miopia

e buio,

e la distanza,

esercizio

che premia

la perseveranza

con il dono

della fantasia.

Sciolta

l’emozione,

visioni

al dì negate

irraggiano

esplosion

di sentimenti,

che vanno

via all’alba,

al primo

scolorir di luna.

La promessa

è d’essere stille

di rugiada

al mattino,

fiere custodi

dei miei

confusi sogni

al risveglio.

 

8 Marzo

 

Poesia per la mia sposa:

parla di te, storia infinita,

di me meteorite

giù dal cielo da galassie,

fin ai tuoi piedi immersi

in antiche acque lontane.

Racconta gioia, risa,

viaggi e pur dolori,

lacrime e consolazioni;

sprigiona vita

dalle tue parole,

un’ora, sempre,

o quello che sarà.

Non per festa

d’oggidì

ma per quella

d’ogni giorno:

averti accanto

e chiamarti per nome,

arcani noti

a noi due soltanto,

per ridere con occhi

d’anima leggera.

Parla a sentimenti

posti al sole

ad asciugare,

liberi nell’aria

e nel grecale,

su prati  verdi

il nuovo aprile

in fiore,

spighe ingiallite

a giugno,

tenero

per l’inverno

il pane.

La fiamma

del camino

riscalda

i nostri cuori,

le guance rosse

da bambini.

L’amore lega

fili d’oro gioioso,

la mente vaneggia

grande libertà.

 

 

 

 
Presidente-webmaster : prof. Massimiliano Badiali
Copyright Mecenate © 2000-2008 All rights reserved