TuttArte MECENATE

                           POESIA MECENATE

 

VERA AMBRA

COLLEGIO DEI PRESIDENTI

 

Membro Onorario Mecenate

   È nata ad Acireale l'1.11.1950, vive e opera a Catania.
Negli anni ’70, collabora con la neonata Lega Antivivisezione e nel contempo  si occupa di affidi familiare di ragazzi a rischio con alcune Assistenti Sociali del Tribunale dei Minori di Catania.
   Dal 1972 al 1990 presiede la dirigenza del Gierre Tennis Club e qualche decennio dopo entra nella dirigenza di Enti di Promozione Sociale a livello nazionale. Centinaia di migliaia di giovani e adulti, attraverso le sue attività, entrano nel mondo dello sport.
   Nel 1986 fonda e presiede il Centro Studi Spazio Vita, un’associazione di volontariato che si prefigge l’inserimento delle figure emarginate. Quella che sarebbe diventata la passione principale è la scrittura. Inizia così un autonomo percorso, già iniziato negli anni della gioventù.
   Nel gennaio del ’92 pubblica la prima raccolta di versi La Voce delle Donne, con la prefazione di Antonio Corsaro.
Sarà questo straordinaria persona a determinare lo stimolo che quale anno dopo spalancherà le porte di un mondo ancora a lei sconosciuto.
   Nel 1997 intraprende la collaborazione con la rivista letteraria Peccettum e in seguito con la redazione giornalistica di Antenna Uno, emittente televisiva di Siracusa e realizza, oltre ai servizi per il telegiornale, “Ultimissime” una rubrica che ospita servizi e interviste realizzate con personaggi vari.
   Nel 1998 Vera Ambra esordisce con la narrativa. In Punta di Piedi è il titolo dell’opera con cui rende un omaggio letterario al grande danzatore argentino, Maximiliano Guerra, un tributo al mondo della danza, affrontato, in chiave moderna, con l’altra faccia nascosta della sua poesia.
   Nel 2000 nasce
www.akkuaria.com Il sito dopo otto mesi di presenza in rete si classifica tra i primi 10 della sezione cultura del Premio WWW indetto da Il Sole 24 ore.
   Di recente pubblicazione il suo primo romanzo.
   Insabel è un concentrato di femminilità e ardore, di impulso animale e materno, di dolore e di euforia, tutta tesa verso la scoperta del misterioso “sé”

   web site
www.akkuaria.com/veraambra

 

 
Al di là di tutto
c’è un luogo dove il vuoto
inequivocabilmente traccia
la linea di confine tra ciò che si ha dentro
e ciò che si è.
E anche se viviamo
in quel territorio che in apparenza
è un terreno neutro, al di là di tutto questo
c’è il baratro.
 
E noi crediamo di essere “adulti”
e come adulti pensiamo di essere cresciuti.
E come tali crediamo di essere diventati “adulti”.
 
*
 
Quanta strada ho lasciato dietro le mie spalle
fino a quando ti ho trovato.
E ti ho trovato per il semplice fatto
che per tanto tempo ti ho cercato.
Ti ho cercato nella libertà di quel mio pensiero.
Un pensiero libero dalle prigioni tutte
in cui si nascondono le trame di una realtà
legata soltanto ai canoni e alle apparenze.
Ed è nella spensieratezza di questa dimensione libera
ch’io sento di mescolare – per te – le gioie quotidiane
ai frammenti delle vecchie esperienze
ed è in questa libertà che ogni giorno – per te –
accendo una fiammella
non per guardare il futuro, ma per dare pace
a quegli anni che in me non hanno mai trovato pace.
 
*
 
Bella o brutta ciò che è stata la mia vita
cosa importa se attraverso i tuoi occhi
ho trovato il modo di trasformare il mio passato
in qualcosa che posso donarti
cioè l’unica cosa che posseggo:
il mio passato!
E il poterlo fare è trarre da esso solo gli aspetti migliori.
 
Fino a quando non t’avevo “incontrato”
c’era sempre una valigia pronta
ad accompagnarmi in viaggi senza ritorno.
Adesso il contenuto di quella valigia
è tornato nel disordine dei cassetti...
Partire – per me – significa lasciare
un punto, un luogo, una certezza,
una qualsiasi cosa dal quale allontanarsi
per non ritornare mai.
Non farmi più riprovare la sensazione
(che ben conosco)
di cosa voglia dire rompere una certezza.
 
*
 
Vorrei per me la “quiete” che da tanto tempo
ho desiderato raggiungere: voglio e desidero
fermarmi a lungo dentro il tuo cuore.
Non farmi più riprovare la sensazione
di chiudermi una porta dietro le spalle
e non guardare più indietro: troppe volte l’ho già fatto!
 
*
 
Non credo di possedere ancora la pelle
dura come un coccodrillo
e non ho più voglia di correre.
Ho soltanto voglia di amare.
Amare in qualunque luogo.
Un luogo dove ci si possa ritrovare
ogni attimo della giornata
al di qua e al di là del tempo stesso.
 
Adesso ho trasformato le mie iene
in cuccioli di gatto e gli strilli di chi mi sta attorno
in frasi che altri fanno fatica a capire
perché dentro gli occhi tuoi ho trovato
una finestra al cui interno c’è una bianca parete
con su appeso il mio ritratto e tu
– in un angolo – ad osservarlo da lontano.
 
*
Adesso dov'è che vuoi andare senza di me?
 
Cerca di sognare il sogno giusto
perché esso stesso sarà il tuo nuovo sogno
e sarà il tuo cuore a lasciare il dolce inverno
perché io sono la stella che illumina nel cielo
la tua disperazione, la tua abnegazione.
 
Dimentica chi sei e sarai la mia ombra, la mia luce.
Allora ogni paura s'allontanerà e le stelle che brillano
tra fiamme d’incensi e candele poiché tu potrai
colmare coi baci tutte le lacrime che ho raccolto nel bicchiere.
 
*
Omaggio a ricordi di lenzuoli disfatti
 
Lo sai che io sono parte integrante di quel mare incerto
la cui onda sempre agitata non conosce pace
eppure vorrei sentirmi prigioniera del tuo più tenero sorriso.
 
 
Vorrei essere quella tazza in cui le tue labbra
potranno sempre bere l’offerta
del mio più profondo affetto
eppure noi altro non siamo che amanti, terribili amanti,
amanti segreti e silenziosi.
 
Amanti! Amanti! dove sono i nostri pari?
 
Noi siano figli della notte che odia il sole e la sua luce...
ma felici e dispersi e ognuno a dormire nel proprio letto.
 
*
Con te ho imparato a volare
 
 
Sono tante le cose che non sono disposta a dirti,
- no, per non dirtele -
ma perché hanno così poca importanza,
ma sono queste le tante cose che mi distruggono.
A volte mi basta una piccola parola,
magari a volte tirata a forza,
un piccolo gesto spontaneo,
un piccolo pensiero inatteso
ed ecco che il buio più profondo
torna a risplendere di luce nuova.
 
 
Con te ho imparato a volare
e con te ho compreso che amore è azione,
è uragano che provoca disastri, è marea che copre tutto.
 
*
A testa in giù nell’abitudine
 
 
Vuoi darmi l’esatta dimensione di quanto
noi abbiamo perso di vista: cioè noi due!
 
Come ti ho detto a volte – per le nostre certezze –
diamo le cose per scontato:
è scontato il tuo e il mio affetto.
È scontata la nostra intesa, l’armonia
e anche tutto il resto.
Ed è in questo dare “per scontato” che s’iniziano
a trascurare le piccole abitudini o piccoli gesti
che sono state le pietre miliari della nostra unione
e che non ci fanno poi rendere conto
che noi stessi stiamo per cadere – o lo siamo già –
a testa in giù nell’abitudine di un qualcosa che ormai ci appartiene.
 
*
 
Io so per certo che nel momento in cui tu
«non sei la mia poesia»
io perdo «la mia poesia»
e se non me ne rendo conto
di ciò che accade, so che ti ho già perso.
 
Se apro le mie mani voglio sentire
il fluire delle mie emozioni
e voglio pensarti, così come ti ho pensato
quel primo giorno
in cui l’emozione della tua voce
ruppe il silenzio
che da troppo tempo regnava nel mio cuore.
 
Non posso farci nulla - se a volte avverto una forza -
nell’allucinazione misteriosa dei pensieri,
quasi che respirassi
la stessa miseria e le stesse sciagure
che appaiono nella proiezione
di un qualcosa che si presenta come una scala buia
in cui discendo e non vedo nessuna luce in basso.
 
Noi che ci siamo partecipi - l’un l’altro della nostra vita -
e dei nostri sogni di bimbi mai cresciuti,
eppure tu sei stato
l’unico a cui ho raccontato tutte le mie apprensioni
e le paure.
Eppur io che ho tanto sopportato angherie e amarezze
adesso mi ritrovo così mal disposta a sopportare l’assenza di te.
 
*
 
Tu davanti ai libri ed io tra i pensieri
 
 
Mi accorgo – con stupore – come questo silenzio
ha dimensioni nuove. Un silenzio fatto di pensieri
che non ci appartengono più eppure sento di respirare
la tua stessa presenza nell’assenza di me – seppur vicina al tuo cuore.
Oggi sono occhi che rinnegano
ciò che la ragione percepisce con la mente.
Credi che mi salverò da questo richiamo che mi chiama?
Mia felicità intravista in un indizio d’amore.
Avevano riverberi dolcissimi i tuoi riccioli
adombrati nel silenzioso tuo profilo.
Prodighi eventi di numeri e formule sul libro
e la mano poggiata nell’epilogo
del giorno che lesto andava via.
 
*
 
Quante parole ti ho detto e che tu non ascoltavi
e pensare che tu stesso sei stato delirio
dell'attesa che quando giungeva
era già un’altra attesa.
Hai raschiato il fondo
e l’ultima essenza graffia la carne.
Occhio dentro l’occhio ad osservare il giorno a metà.
Quarto piano dalla stanza sei
luce nel silenzio pieno di parole.
Non parlammo dei giorni a venire,
ma sarà la mia assenza
a riempirti le braccia e la tua voce a svuotarmi il cuore.
Non voglio per te essere miraggio,
inconsapevole di mille Ulissi rassegnati.
Foglia sfumata nel tremulo bagliore.
Spazio bianco dove apporre un rigo.
E non voglio essere contraddizioni d’innumerevoli sere
dentro l’immensa pace dell’attesa.
Adesso non indugiare il tuo indice sulle mie labbra
le virtù sono peccati ...per i mortali!
 
*
 
«Il nostro viaggio s’interrompe qui!»
Queste le parole che come piccoli sassi
sono stati buttati nel lago placido
del tuo volto di adolescente appena cresciuto.
Per questo mi chiedo se potrò ritrovare
quel respiro pacato – dono sereno –
del tuo respiro che non più s’adagia
assieme al tuo sorriso.
So che tutto questo può essere incomprensibile
agli occhi della gente che può immaginarmi
Sirena che tenta l’Ulisse e non donna smarrita
nella parvenza di una forza volubile, precipitosa!
A volte non è il sonno della paura a profilare i miei vuoti
è il pensiero di te che non svuota la stessa paura.
Ecco un momento come questo, che è simile
ad altri momenti simili che ho trascorso,
con l’unica differenza che questa volta
non sei al mio fianco, né di fronte.

 

 

 
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