TuttArte MECENATE

      POESIA MECENATE

 

IRENE SPARAGNA

 

Il prof. Massimiliano Badiali e il poeta Antonio Sangervasio presentano l'opera poetica di Irene Sparagna

In Versi Romani il linguaggio poetico di Irene Sparagna diviene simbolico, criptico e esoterico e il linguaggio è semplice, essenziale, scarno, finalizzato al trattamento diretto della cosa senza divagazioni e mezzi termini. L'interesse si sposta sul verso libero e sulla sperimentazione ritmica e metrica: l'adozione del verso libero rende la poesia intessuta di assonanze e allitterazioni- La poetessa usa il correlativo oggettivo, tecnica che propone la rappresentazione iconica di una serie di oggetti, di una situazione, di una catena di eventi che sono la formula di quella sua emozione, in modo che, quando siano dati i fatti esterni, che devono condurre ad un’esperienza sensibile, venga immediatamente evocata l’emozione. L’immagine evocata dalla poetessa è l’equivalente emotivo del pensiero. L’immagine è tutta rivolta all’oggetto, a un luogo, a una situazione o a una serie di eventi, al quale l’autrice associa un’emozione, uno stato d’animo, un ricordo, in modo che l’evocazione di quell’oggetto richiami quello stato d’animo.

È un semaforo verde
Che ci fa attraversare la strada
Sulle pagine lasciate
al vecchio incrocio
Ho datato riflessioni
Riposto supinamente fermi immagine
Raminghe sensazioni
Incolti attimi del mio esistere.
Ascolto i sibili dell’anima
Mi tuffo in quel mare
Procace d’abbandono
 Adottando questo procedimento la poetessa si dedica alla precisione nella formulazione dell’immagine, evitando ogni indeterminatezza impressionistica della parola. Detto in parole più povere è una parte di una lirica, in cui si registra un sovraffollarsi ed un sovrapporsi di oggetti. Ad esempio Tra le labbra/Smozzicavo un sorriso/Ruvido barlume di forza/E con cipiglio/Faceva apparire/Soldati dentati d’avorio oppure Elaborai sogni/Mentre pensieri/Impastati di sole/Aranciato di tramonto/ripiegavano alle ore/Del diniego. Una freschezza di versificazione ed un fraseggio dai toni a volte minimalisti e forse, per questo, universali. Poesia mormorata, poesia raccontata, che unisce la malinconia ad una ricerca logico-ontologica quasi inconscia (Ho dentro la mappa/Delle strade percorse/Smarrimenti e istruzioni/Appartenenze e dissipazioni/Di diottrie vitali/Identità funambole/Su geografie scandite) di un angolo di purezza, di tregua dal sovraffollarsi di immagini e di ricordi:
Cercavo fiori sulla via
Il passo degli occhi
Correva sullo scorrere
Trasparente e vitreo
Sulle ore ammiccanti
Dei rinascita.
Enjembement, sinestesie che si rincorrono nel verso, che restano sospese come goccie di rugiada, come aliti di memorie
Insistono a rintoccare l’uscio
Memorie vestite di nuovo
Tintinnanti come nenie natalizie
La vita filtra
Tra globi sottili di vetro.
La voce dell’artista canta la vita, alternando momenti di grande lirismo e compostezza a momenti di grande intensità e di denuncia prometeica della condizione umana:
                                              La vita afferra e sbrana le ore
Eppure soffocano
Come fili d’erba tra il cemento
Sensazioni balbettanti
Silenzi espressi da parole accanto a flauti di sorrisi……Le luci delle rimembranze sono soffuse, i colori del ricordo tenui e discreti.. un vero leit-motiv di melanconici suoni e di spente armonie:

                                                         Per un po’
Nelle ore romane
Ho ricomprato il sorriso
E le risonanze di un tempo
Quasi immemore
Ero bambina
a proteggere te
Briciola d’uomo
Che si plasma al vivere
Sulla “giostra”
Aprimmo vocali sonanti
Di arrotondato stupore.
In Versi Romani Irene Sparagna rivive la magia del ricordo, la malinconia della rimembranza, il grigiore della disparizione: il ricordo è dunque filo conduttore di questi versi, che esso sia dolore, noia o consolazione …i riflessi le parole della raccolta si susseguono come in un’eco di tenui magie, che permettono di far rivivere memorie e persone del passato in un presente astorico e circolare:
NONNA
Ti immagino acquattata
Sul fondo impagliato
D’antica sedia
Sgranare il rosario dei giorni
Lì fuori l’uscio
Caldo di canicola
e vita andata
Tra le rughe polverose
Che percorrono l’arroccato paese
I pensieri impigliati
Tra argentati fili sottili sul capo
E le emozioni telaio
Ai tuoi vividi occhi.
Prof. Massimiliano Badiali

22 giugno 2009 - Irene Sparagna "Versi Aretini" Edizioni Stravagario

Corte, brevi, sferiche, le poesie della nuova raccolta di poesia VERSI ARETINI di Irene Sparagna, hanno la conformazione circolare e dolce di una goccia che appare essere contemporaneamente gioia-dolore e delicati ricordi. E' un dialogo perennemente aperto al mondo, in attesa di risposte celate. E' un verso narratore, un verso schietto, diretto al cuore, alla mente.
E' una poesia in continuo evolversi ove le sensazioni emergono visive:
 
È un fazzoletto/Di pensieri ripiegati/
Il ricordo dei tuoi/Profondi occhi/…
 
Una silloge questa nata così per caso, tra un viaggio in treno ed una pioggia di gocce di ricordi e nuove speranze, nelle cartoline a colori di un'Arezzo da sentire dentro:
 
Ignari i passanti/Percorrono il tuo festoso/Mistero sul tempo/....
In questo migrare d'immagini la Sparagna ha come alleata la sua penna che le consegna la certezza di un verso travolgente impresso perennemente sul foglio.
Perché ogni verso è imprevedibile, inatteso, quasi inaspettato ma risulta sempre gradevole ed al posto giusto:
 
Ali euforiche tra cirri/Veloci e cerulei/Rotolano la corsa/Del vento
 
Il presente ed il passato dunque si intersecano e sono divisi da un confine delicato come la sottile linea d'ombra di Joseph Conrad, in essa si nasconde la paura dell'esistere ma anche l'opposizione al destino:
 
Tra leggerezze e colori/Pacatamente esisto!
 
L'intercedere dei ricordi rende questa linea sempre più scolorita, tende a cancellare il persistere dei momenti belli, ma la forza interiore emerge in tutta la sua potenza, consegnando ai versi la loro bellezza evocativa dei paesaggi, i puri sentimenti delle dediche, l'arte e le forme espressive delle allegorie e delle metafore.
 
Un taciturno pensiero/Picchietta l’anima/Come pioggia battente/...
 
***
 
Accarezzo un sogno/Che imbastisce di vertigine/Un domani di seta/…
 
Quello che sembrava un mondo distratto risulta essere un mondo con occhi vigili, svegli nella notte, fissi nella nebbia, che fanno a meno del riposo meritato, perché intendono osservare oltre, all'interno delle anime.
Riesce, la Sparagna, a sbrogliare una incredibile matassa, quelle delle false illusioni e lo fa con una determinazione sbalorditiva con versi fluidi che occultano l'immobilismo delle idee.
Ancora una ineccepibile dimostrazione di poesia pura, quella di Irene Sparagna che ha dimostrato nuovamente (qualora ce ne fosse bisogno), di catturare i suoi "istanti magici" e rappresentarli sotto forma di leggiadri versi.
 
Antonio Sangervasio

(poeta, scrittore, critico letterario)

21 giugno 2009 Irene Sparagna "VERSI ARETINI" - Edizioni Stravagario

Carissima Irene.

Bellissimi i tuoi versi aretini.

Uno dopo l'altro fanno vivere immagini da favola che portano lontano dalla realtà quotidiana e dal mondo caotico e arido che ci circonda.
Si fanno strada con dolce voce entrando nel cuore  e nel pensiero di chi si sofferma ad ascoltare.Inimitabile la loro musicalità che trasporta sulle sue note facendo danzare fantasie e pensieri di chi legge ascoltando.
Sono la fresca brezza  mattutina che spira da un cuore ancora innocente, per certi aspetti,che si meraviglia al bello offerto,improvviso,dalla vita e ne conserva, avidamente, il ricordo.
Versi che sono acquerelli dipinti nell'aria e trasformano,con delicati colori appena accennati,il panorama dei sentimenti nascosti nel profondo del nostro essere che tu,con ingengenua spontaneità,vai a solleticare.
Brava e complimenti,la tua poetica è semplice e toccante,linguaggio aperto a tutti,come deve essere la vera poesia.

(Umberta Ortelli) poetessa

 
PREMIAZIONE 14 GIUGNO 2009
 Ore 14,30 SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI AREZZO
PATROCINIO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE
                                                                 

OSPITE D'ONORE MECENATE

LETTERATO MECENATE 2009- 7° CONCORSO MECENATE

                                 

   

               Irene Sparagna  a destra premiata come Personaggio Mecenate  2009  con la Chimera di Arezzo
                   dal Presidente Onlus Mecenate prof. Massimiliano Badiali

 

 

IRENE SPARAGNA: BIOGRAFIA

Irene Sparagna è Creatrice dell’Associazione Culturale Gennaro Sparagna Onlus e presidente della stessa. Creatrice di premi internazionali di narrativa e poesia: Premio Internazionale di poesia Memorial Gennaro Sparagna. Premio internazionale di narrativa “Abicizeta” Premio internazionale di poesia “Ali di aliante” Premio internazionale di narrativa “Le voci dentro” Premio   internazionale in
editi “Edizioni Stravagario” per la scoperta di nuove voci da pubblicare a cura dell’associazione stessa. Membro di giuria in premi letterari nazionali e internazionali di poesia e narrativa.
 Ideatrice Creatrice e editrice della Collana Letteraria “Stravagario Emozionale”. Creatrice e direttore del bollettino informativo “Stravagario Emozionale”. Co-fondatrice , poeta e critico letterario del Labirintismo (www.labirintismo.it). Prima classificata in più di cento premi a carattere nazionale ed internazionale. Più di cento i secondi e i terzi posti.
Ha pubblicato vari libri di poesie e narrativa come: Versi sparsi”  Montedit editore ( libro premio) , Racconti” (narrativa) “Frammenti di viaggio”(poesia) “Per sentire con il cuore” (poesia) “Il viaggio” (narrativa) “Venezia – sensazioni lagunari”  (poesia)  “Poesie “ (poesie) (Edizioni Stravagario) 2007  “Emozioni del mio tempo” (poesia ) versione audio cd .
                                      

IRENE SPARAGNA O LA MELICA ICASTICITA' DEL VERSO

COMMENTO CRITICO DI MASSIMILIANO BADIALI

Il ricordo del padre Gennaro Sparagna, alla cui memoria è dedicata l’Associazione che Irene Sparagna presiede, è perennemente e inesorabilmente presente nella memoria della poetessa, quasi come se questo evento tragico fosse il punto di risalita e di partenza, il grado zero di scrittura poetica:

A MIO PADRE

Volgo lo sguardo indietro

i pensieri corrono a te,

spesso credo nella tua tangibilità

le mani carezzano ancora

e ancora instancabili

i luoghi dove aleggia

rarefatto il tuo passaggio.

Sei ombre

che nelle ore giovanili

del nuovo mattino

evocano magiche carezze,

un miracolo che fugge

temendo la luce.

Ho inciso nel cuore

il calore di un sorriso

e scopro quanto è capace di ferire

la voglia di te

e l’ingombrante e muta assenza.

Da sbiadite foto

rinfresco i tuoi lineamenti,

il tuo guardarmi profondo.

Come un’alcolista di vita

ingollo smarrimenti giornalieri,

domani sarà un rantolo di cuore

a lenire i chiaroscuri

delle nostre lontananze.

Irene Sparagna scrive poesia di animo e interiorità squisitatamente femminea. È sotto gli occhi di tutti un fenomeno che merita qualche riflessione: sfogliando una qualsiasi storia della letteratura italiana, è evidente la scarsa presenza delle voci femminili. Qualche motivo deve esserci dal momento che i testi maschili vengono inseriti in un percorso scandito da notazioni filosofico-scientifiche e riconosciuti per le loro precipue originalità stilistiche. Nella poesia femminile è effettivamente relegata in secondo piano la necessità di una comprensione logico-ontologica del mondo : la poesia di Irene Sparagna è poesia di cuore femminile, è gineceo melico del suo dislocamento rispetto a un centro agognato, o percepito, o di una solitudine che pesa, o della percezione di sé come alterità, tanto che lo spazio di sé è avvertito come chiuso, una prigione da cui bisognerà prima o poi uscire, per amare. Nella poesia di Irene Sparagna è molto sviluppato il filone della poesia come memoria, che attraverso una sorta di anamnesi cerca di verificare la beatitudine di un prima, il trauma di una rottura e l’inizio di un processo che vede la finzione come forma sostitutiva di un’identità perduta. Si tende non alla ricerca, maschile, della verità, ma dell’invenzione di luoghi o di situazioni di riscatto. Irene offre un'immagine semplice, ma appassionata dei propri sentimenti, equilibrata ma coinvolgente, dove l'amore ha un ruolo da protagonista con tutta una serie di immagini psicologiche e in cui il ricordo e l'analisi delle emozioni passate ne suscita nuove altrettanto forti. La poesia indaga sulle emozioni provate da una persona innamorata della vita, sulla memoria che diviene silenzio e assenza di restituzione:

ORA HO

Ora ho memorie confuse

di ciò che mi narravi

Hai seminato voci calde

ma spesso rastrello

bigi silenzi.

Nella prefazione di” Venezia Sensazioni lagunari” del Luglio 2004, la poetessa stessa scrive: “Amo le calli e i segreti di questa città sensuale. Prime luci del giorno, calli deserte, sulla strada incrocio solo pochi passanti assonnati e infreddoliti, l’umidità della notte pian piano si dilegua. Poi un’esplosione di voci, l’odore di mare che ti penetra nei polmoni e nella testa, braccia nude di uomini in stivaloni di plastica, colori abbaglianti. Venezia per me ha un non so che di femminile : è morbida, avvolgente, dai confini sfumati, in cui mare e cielo ti abbracciano”.

E TUTTO INTORNO

E tutto intorno

ancora la laguna

si appisola nella sua

camicia di nebbia

e tra pizzi e trine

i pensieri si accoccolano

al risveglio sfuocato.

L'amore che percorre queste poesie di Irene Sparagna è spesso taciuto, sussurrato, appena nominato, difeso con pudore.  Una melica che canta la passione e la disillusione, l'innamoramento e l'affetto quotidiano, In poesie che toccano talora suggestive intensità di immagini, come in CON AMPI (Con ampi discorsi/ accompagnavi/la mia trasvolata…/Chiederei di ribagnarmi/nel tuo litorale di vita). Amori corrisposti o non ricambiati, col condizionale e il futuro o la riposante certezza dell'indicativo, avvolti da scenari INTIMI, profumati d'estate e di pioggia. Anche le stelle “stanno a guardare” le liriche della poetessa, quasi parole che rischiarano i pensieri ombrosi. Echi musicali e pittorici impreziosiscono l'espressione amorosa, che tocca pure le corde della nostalgia, dell'abbandono, del desiderio come nella poesia QUANDO I TUOI OCCHI (Quando i tuoi occhi/empiono le mie vastità/ mentre al calar del sole/guardo i tramonti/nulla può tacitare /la felicità nel suo vociare.) o in AL DI LA’  (Al di là/ dei tuoi occhi/amo guardare/e al rientro/nel tuo sguardo/sentirmi dentro di noi) o  della ricerca intima come in NELLE PIEGHE (Nelle pieghe /della vita/in angoli acquattati/ricerco le armonie/del mio universo.).

In silenzio allora, con tenacia umile, sa tessere di nuovo trame che erano sfilate, nella speranza espressa in AVREI (Avrei bisogno/di dialogare con te/la necessità è millesimale apnea/per questo cuore sdrucito…/rincorrerò ancora/ un languido stupore/per donartelo il dì/dell’abbraccio).

La poesia della Sparagna è poesia pura: è melica ermetica, criptica, esoterica, è poesia intima che scevera i meandri più intimamente reconditi dell’anima e del cuore.

LE POESIE

Le poesie

sono gocce sospese

nell’aria,

ramoscelli spezzati

in balia del vento

Pensieri di bimbi

che corrono

in cielo.

Non sono nostre

sono tesori di tutti.

Puoi vederle passare

al mattino

e afferrarle la sera.

 

E’ poesia che si libbra nell’immaginazione: ed è melica della stessa sostanza dei sogni.

HO UN SOGNO

 Ho un sogno

un sogno racchiuso in una lacrima

calda come le tue labbra

trasparente

come il tuo viso

senza volto

Sei grandine

di pensieri

Uragano fra le nuvole

tempesta della mia anima

Fra i cirri che solcano il cielo

e le nuvole che giocano

a rimpiattino

penso al mio sogno

penso di incontrarti

Toccarti.

Quella di Irene Sparagna è una poesia da leggere e assaporare nella genuinità dell’ispirazione, che, lontana da ogni virtuosismo e costruzione metrica, adotta il verso libero per restituire la freschezza e l’immediatezza in melica della percezione interiore. Per questo, la poetessa usa il correlativo oggettivo, tecnica che propone la rappresentazione iconica di una serie di oggetti, di una situazione, di una catena di eventi che sono la formula di quella sua emozione, in modo che, quando siano dati i fatti esterni, che devono condurre ad un’esperienza sensibile, venga immediatamente evocata l’emozione. L’immagine evocata dalla poetessa è l’equivalente emotivo del pensiero. L’immagine è tutta rivolta all’oggetto, a un luogo, a una situazione o a una serie di eventi, al quale l’autrice associa un’emozione, uno stato d’animo, un ricordo, in modo che l’evocazione di quell’oggetto richiami quello stato d’animo. Adottando questo procedimento la poetessa si dedica alla precisione nella formulazione dell’immagine, evitando ogni indeterminatezza impressionistica della parola. Detto in parole più povere è una parte di una lirica, in cui si registra un sovraffollarsi ed un sovrapporsi di oggetti.  Ad esempio in LASCIAMI VIVERE le illusioni divengono “Figlie del vento” che “bagnano i palmi delle sue mani/aperti verso l’immenso, /scivolano incanalate tra le rughe/della pelle./ Un istante,/ per arrivare anziani/davanti alla scala del tempo/e come in un quadro impressionista,/scomparire,/tra le pennellate confuse/di un esperto pittore,/su una tela/ancora bianca) o  in RUOTO dove la memoria è in preda della fuga temporis, è tabula rasa del passato:

Ruoto come farfalla

alla luce del lampione

calore di un vecchio approdo

una eco di tempo sicuro

risuonano di rintocchi

le geometrie di memorie perdute.

Oppure le emozioni che divengono : “carezze leggere/ per un cuore/ che non è mai sazio/ di dare e ricevere”(poesia EMOZIONI) o le memorie che “Sono barche/Nel porto del cuore/Le tenaci/Memorie ancorate” (poesia MEMORIE). Irene Sparagna scrive poesia della poesia, come un momento di riflessione che, dall’esperienza di dolore da cui nasce, si stacca per dire del proprio mistero e della propria felicità. La malinconia si staglia sulla geometria interiore e diviene ombra di tedio e minaccia di dubbio e perplessità.

E SI FA ANCORA SERA

E si fa ancora sera

nei reconditi angoli del cuore

una malinconia lampeggia

come un neon tra i pensieri

la notte sarà compagna

tra i silenzi che si specchiano

nel riflesso dell’anima

nella perplessità

di nuove sensazioni

attendo la vita.

 

E’ un’autoanalisi inconscia, che racconta l’approdo onirico a un eldorado dalla porte d’avorio.

 SONO

Sono un piccola piuma

che piroetta nell'aria

disegna e pennella

i suoi sogni

e gorgheggia la sua emozione

che diventerà l'esplosione

di ciò che ho dentro.

La poetessa vi appare come colei che sa raggiungere il porto  dell’ essere e della memoria, e ne torna con un tesoro di canti da comunicare e da diffondere.

PARLO

Parlo alla prima stella nel cielo

Nella sera è un fluttuare di emozioni

Che recitano il loro divenire

Su palchi di velluto.

La poesia per Irene è  la consapevolezza di quel bene desiderato e toccato, di quel segreto raggiunto e tuttavia perduto, è la speranza e la promessa di ulteriore consolazione.

RACCONTERO’

Racconterò anche ai sassi

delle mie perle di cuore

userò parole

prive d’avarizia

e farò di ogni

occasione smunta

vita che gronda

il fuoco dei miei secoli.

 

Prof. Massimiliano Badiali

Presidente Onlus Mecenate