TuttArte MECENATE

   TEATRO MECENATE

 

BARBARA CANTELLI

 

 

IL PICCOLO PRINCIPE

 

 

di

Antoine de Saint-Exupéry

 

 

Adattamento teatrale

di

Barbara Cantelli

 

 

 

(Il Bambino1 entra di corsa nel palcoscenico, esita un attimo per riprendere fiato)

Bambino1: Ragazzi… ragazzi!!! Possibile che non ci sia mai nessuno? (Entra il Bamb2)

Bambino2: Che hai da gridare… mica siamo sordi…

Bamb1: Avete sentito la novità? (Entra il Bamb3, mangiando una mela)

Bamb3: Che novità!? Ma come è possibile che non abbiate sentito niente… non ve lo hanno detto le vostre maestre? (Entra il Bamb4 con un libro in mano)

Bamb4: Che avete da gridare così? Stavo cercando di studiare!

Bamb1: Eccola, la secchiona caduta dalle nuvole! (Entra il Bamb5 trascinando una coperta)

Bamb5: Proprio non si può riposare, le vostre grida si sentono da camera mia!

Bamb2: Toh, il bello addormentato! Si dice che ci siano novità… (Entra il Bamb6 con un lecca-lecca)

Bamb6: Quali novità ci sarebbero?

Bamb1: Ancora non sono riuscito a dirlo! Allora la maestra… (Entra il Bamb7con un peluche, sbadiglia)

Bamb7: (Interrompendolo) Presente signora maestra!

Bamb3: Di male in peggio… lo lasciamo parlare?

Bamb1: Giusto, lasciatemi… (Entra il Bamb8 vestito in modo alternativo)

Bamb8: (Interrompendolo) Lasciatemi parlare… perché ne sono fiero…

Bamb4: Lasciatelo parlare, appunto… e tu dove vai vestito così?

Bamb8: Stavo andando in centro, cocco, ma le grida dei miei amici mi hanno attratto fin qui!

Bamb5: Dice che ci sia una grande novità…

Bamb1: Esatto, è un’occasione di quelle che si presentano una volta sola! (Entra il Bamb9 con una bomboletta che si tiene quasi fissa sulla bocca)

Bamb9: Mi mettete ansia, e se ho l’ansia non posso respirare, lo sapete!

Bamb1: (Disperato) Se solo mi faceste parlare! Dunque, la maestra ha detto che… (Entra il Bamb10 arrabbiato)

Bamb10: Siete dei maleducati!

Tutti: (Stupiti) Eh???

Bamb10: Sì, perché potevate anche dirmelo che vi sareste ritrovati qui…

Bamb1: (Sempre più disperato) Io non ce la faccio più! (Entra il Bamb11 di corsa)

Bamb11: Ragazzi, ragazzi!!! (Riprende fiato)

Bamb6: Che hai…

Bamb11: Voi neanche immaginate… uno spettacolo, si farà uno spettacolo!

Bamb1: Alleluia!!! Ecco, questo volevo dire!

Bamb7: E quale spettacolo? (Al Bamb1) E tu non potevi dircelo prima?

Bamb1: (Fa per gettarsi verso il Bamb7 ma il Bamb8 lo ferma) Io questo lo strozzo!

Bamb9: Dunque, facciamo il punto della situazione e diteci come stanno le cose!

Bamb11: La scuola organizza uno spettacolo teatrale e noi vi prenderemo parte, ma dovremo fare dei provini…

Bamb1: E prima dei provini le prove, perché noi di teatro non sappiamo molto…

Bamb2: (Con aria sognante) Il cuore, amico mio, il cuore…

Bamb11: E infatti… lo spettacolo è “Il Piccolo Principe”!

Bamb3: E di cosa parla?

Bamb4: Non lo sai? E’ dedicato a tutti i grandi quando erano bambini…

Bamb5: Parla dell’amicizia, delle cose importanti…

Bamb6: Parla della poesia…

Bamb7: Ti mette in guardia dalle cose inutili che ti fanno sprecare tempo…

Bamb8: Sembra bello…

Bamb9: Allora bisogna metterci subito al lavoro, che ne dite?

Bamb10: Potremmo coordinarci a turno…

Bamb1: Intanto iniziamo con la sigla! (Tutti insieme eseguono un brano musicale) E ora via con le prove!

Bamb11: Con quale scena iniziamo?

Bamb1: Iniziamo dalla scena in cui l’aviatore incontra il piccolo principe…

Bamb2: Che emozione ragazzi, che emozione! (Escono. Dedica registrata al Leone Werth. MUSICA____________________________________________ Entra l’Aviatore, con un cappello, una borraccia e una coperta buttata sulle spalle. Sistema il suo giaciglio)

Aviatore1: Dico io, è mai possibile che il mio aereo si sia dovuto rompere proprio in mezzo al deserto, dove non c’è un meccanico, un albergo, niente di niente? (Beve) e devo anche fare attenzione a non consumare tutta l’acqua… Mah… meglio dormire… (Si mette sotto le coperte e dorme. Entra il Piccolo principe, ha in mano un album da disegno e un pennarello. Gli si avvicina)

PP1: Mi disegni, per favore, una pecora? (L’Aviatore borbotta qualcosa, il PP gli scuote le coperte) Mi disegni, per favore, una pecora? (L’Aviatore si alza di scatto spaventato)

Aviatore1: Eh? Oh mamma mia che spavento!

PP1: Mi disegni, per favore una pecora?

Aviatore1: (Alzandosi) Che cosa?

PP1: Disegnami una pecora!

Aviatore1: Sappi che i grandi mi hanno sempre scoraggiato a disegnare…

PP1: Non importa, disegnami una pecora. (MUSICA________________________________________________L’Aviatore ne disegna una e gliela mostra) No, questa è malaticcia… Fammene un’altra! (L’Aviatore fa un altro disegno e glielo mostra) Mi prendi in giro? Lo puoi vedere da te che questa non è  una pecora. E’ un ariete… ha le corna! (Ne fa un altro) Ma dai… questa è troppo vecchia! Io voglio una pecora che possa vivere a lungo… (L’Aviatore arrabbiato disegna una cassetta)

Aviatore1: Questa è soltanto la sua cassetta. La pecora che volevi sta dentro!

PP1: Questo è quello che volevo! Finalmente hai capito! Senti, pensi che questa pecora dovrà avere molta erba?

Aviatore1: Perché?

PP1: Perché dove vivo io è tutto molto piccolo…

Aviatore1: Anche dove vivo io…

PP1: Dov’è che vivi tu?

Aviatore1: A Olmo!

PP1: A che?

Aviatore1: Lascia stare! Certo, ci sarà abbastanza erba per la tua pecora, è molto piccola!

PP1: Mica scapperà… oh, guarda si è messa a dormire! (Esce. Entra il Bamb12)

Bamb12: Meraviglioso! E’ così poetico!

Aviatore1: (Raccoglie le sue cose) Senti me, mi spieghi dove sta la poesia nell’immaginare una pecora dentro una scatola?

Bamb12: La poesia, caro il mio aviatore, sta proprio nell’immaginarla… La pecora è esiste nel suo cuore, e quindi è vera, è un essere da curare… come un amico immaginario… non c’è, ma ti aiuta a superare i brutti momenti…

Aviatore1: Eh! Lo sai che hai ragione? (Escono) Ha ragione… ha ragione! (MUSICA_____________________________________________ Entra il Bamb12)

Bamb12: Dimenticavo… mi serve un altro Aviatore… Allora chi viene?

Aviatore2: (Fuori scena) Vengo io, vengo io!

Bamb12: Allora muoviti! (Esce. Entra l’Aviatore2, siede per terra a fare un cruciverba. Entra il PP2)

PP2: Ciao! (L’Aviatore2 sussulta)

Aviatore2: Ma tu sai solo arrivare alle spalle delle persone?

PP2: Ti ho visto prima, mentre lavoravi a quel coso… che cos’è?

Aviatore2: Non è un coso, è un aeroplano!

PP2: E a cosa serve, me lo dici?

Aviatore2: Ma quanto sei insistente… vabbeh dai, serve per volare… Ci sali sopra, metti in moto, e sali in alto… sempre più in alto, fin quasi a toccare il sole… solo che un giorno si è rotto, e mi sono ritrovato qui, in mezzo al deserto…

PP2: Come?  Ma allora sei caduto dal cielo!

Aviatore2: Mmm… se così si può dire…

PP2: E di quale pianeta sei? Certo che con quell’affare non puoi venire da molto lontano!

Aviatore2: Di quale pianeta sono? Senti… Da dove vieni, ometto? Dov’è la tua casa? E la mia pecora… dove la vorresti portare?

PP2: Quello che c’è di buono, è che la cassetta che mi hai dato le servirà per la notte.

Aviatore2: E se sei buono, ti darò pure una corda per legare la pecora durante il giorno!

PP2: Legarla? Ma che idea balorda!

Aviatore2: Se non la leghi andrà in giro, e si perderà…

PP2: (Ridendo) Ma dove vuoi che vada…

Aviatore2: Dappertutto… dritto, davanti a sé…

PP2: Andiamocene da qui… Sai, è talmente piccolo da me… dritto davanti a sé non si può andare molto lontano… (MUSICA_________________________________________ Escono. Entrano il Bamb13 e il Bamb14)

Bamb13: Ma secondo te, il piccolo principe perché tiene tanto alla sua pecora?

Bamb14: Io ci ho pensato tanto, e la risposta che mi sono dato è che il suo pianeta è così piccolo… l’importante non è la pecora, ma il potere dell’immaginazione!

Bamb13: Un amico che non hai bisogno di legare con una corda, perché già il cuore ti lega a lui…

Bamb14: Ed è la tua immaginazione il bene più prezioso, perché con l’immaginazione puoi spaziare…

Bamb13: E meno male che puoi spaziare con la mente, perché il posto in cui vivi è piccolo piccolo… (Escono. Entra il Bamb14)

Bamb14: Io mi esalto, io mi esalto! (Verso la quinta) Adesso possiamo iniziare a parlare dei viaggi di questo bambino?

Bamb15: (Entra portando una sedia e la mette al centro del palcoscenico) Se anziché parlare tu mi aiutassi?

Bamb14: Uffa, sempre a brontolare!

Bamb15: Guarda che questo bambino, come lo chiami tu, fa il giro di tutti gli asteroidi intorno al suo pianeta, e lo fa per occuparsi, per istruirsi. Quindi va bene la poesia, ma bisogna essere pratici… e la prossima volta la sedia la porti tu!

Bamb14: E capirai, sai che fatica! (Escono) Io questo lo strozzo prima o poi, lo strozzo! (MUSICA____________________________________ Entra il Re e si accomoda sul suo trono poi entra saltellando il PP3. il Re lo vede)

Re: Ah, ecco un suddito!

PP3: Io? Dici a me?

Re: certo… a te!

PP3: (Scoppia a ridere) Questa è bella! Come puoi riconoscermi, se non mi hai mai visto?

Re: Che sciocco che sei… non sai che per i re è tutto più semplice? Tutti gli uomini sono dei sudditi! Ma avvicinati, fai che ti veda meglio…

PP3: Lo disse anche il lupo a Cappuccetto Rosso!

Re: E allora resta lì… siediti almeno…

PP3: Non importa grazie…

Re: E allora resta lì, ma ti avverto, ti stancherai! (Il PP3 sbadiglia) Ecco! E’ contro l’etichetta sbadigliare alla presenza di un re, te lo proibisco!

PP3: Io le etichette le attacco sui libri, sui quaderni…

Re: Ma questo è o ci fa?

PP3: Scusa, signor re, ma non posso farne a meno. Ho fatto un lungo viaggio e non ho dormito…

Re: Allora ti ordino di sbadigliare. Sono anni che non vedo qualcuno che sbadiglia, e gli sbadigli sono una curiosità per me!

PP3: Che?

Re: Avanti, sbadiglia ancora, è un ordine!

PP3: Potrei anche pensare che sei tutto matto… mi confondi, non posso più farlo adesso!

Re: Allora ti ordino di sbadigliare un po’ e un po’… Ci tengo a che la mia autorità sia rispettata! Sono un monarca assoluto, io… Ma sono buono, credo, e i miei ordini sono ragionevoli!

PP3: Sempre che sia ragionevole ordinare di sbadigliare un po’ e un po’… Sire, scusa se ti interrogo…

Re: Ti ordino di interrogarmi, ragazzo!

PP3: Sire, su che cosa regni?

Re: Ah, ragazzo… su tutto… (Con la mano mostra lo spazio intorno a sé) Io regno su tutto.

PP3: Su tutto questo?

Re: Certo, su tutto questo. Sono un monarca universale, io.

PP3: E le stelle ti ubbidiscono?

Re: Certamente, non tollero l’indisciplina!

PP3: Sire, vorrei tanto vedere un tramonto… fammi questo piacere, ordina al sole di tramontare…

Re: Se ordinassi a un generale di volare da un fiore all’altro come una farfalla, o di scrivere una tragedia, o di trasformarsi in un uccello marino, e se il generale non eseguisse l’ordine ricevuto, chi avrebbe torto, lui o io?

PP3: L’avresti tu.

Re: Esatto, bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare. (Entra il Bamb16 di corsa che abbraccia il re facendolo cadere)

Bamb16: Che saggezza, che sapienza, che…

Re: Che pazzo che sei! (Si rialza) Ho capito che questo spettacolo ti entusiasma, ma c’è un limite a tutto!

PP3: Ragazzi, mica siete normali… e poi la scena non era finita!

Bamb16: A pensarci bene può anche finire qui, con questa frase ad effetto…

PP3: E’ come in amicizia, no? Ognuno mette in gioco la propria personalità…

Bamb16: Non è giusto chiedere ad un amico di cambiare… e ognuno è importante proprio per questo suo essere diverso…

PP3: E speciale!

Re: Ho capito, ma per una volta che ero re poteva anche durare di più!

Bamb16: Io direi che possiamo dare uno sguardo ad un altro pianeta del nostro Piccolo principe, quello del vanitoso, che poi da noi diventa una vanitosa…

Re: E perché?

Bamb16: Tesoro, per carenza di personale maschile! Ma bando alle ciance. Ragazzi, ciak, si giiiiira! (Esce)

PP3: Santo cielo, mi sa che questo si è montato la testa! (Escono. MUSICA_____________________________________________ Entra una donna che indossa uno strano cappello e tiene in mano un ventaglio. Cammina avanti e indietro, ogni tanto si inchina. Entra il PP4, la osserva in silenzio, poi si mette dietro le sue spalle)

PP4: (A voce altissima) Ciao!

Vanitosa: (Spaventandosi) Oh!!! Mi hai fatto paura!

PP4: Allora me ne vado…

Vanitosa: No, aspetta… rifacciamolo da capo… (Si mette con le spalle che danno al PP4) Avanti, ripetilo…

PP4: Ciao…

Vanitosa: (Si gira lentamente) Oh… ma ecco la visita di un ammiratore! (Si pavoneggia)

PP4: Buongiorno… che buffo cappello hai!

Vanitosa: (Si tocca il cappello sorridendo) Questo? Sì… è per salutare!

PP4: Mah, io saluto con la mano… o con la voce…

Vanitosa: Quanto sei sciocco! E’ per salutare quando mi acclamano! Hai presente la folla che fa: sì… ancora… ma sfortunatamente non passa mai nessuno da queste parti!

PP4: Non sarebbe più bello salutarli a voce, no?

Vanitosa: Proprio non ci siamo, tesoro! Batti le mani l’una contro l’altra… (Il PP4 Batte le mani una volta, la Vanitosa fa un grande inchino togliendosi il cappello)

PP4: Questo è più divertente della visita al re, quello comandava sempre… qui invece, almeno, ci si saluta… (Batte ancora le mani e la Vanitosa saluta ancora) Senti… ma cosa bisogna fare perché il cappello caschi? (La vanitosa non lo ascolta e continua a sollevare il cappello per salutare) Mi ascolti? Ehi… ma tu sai solo sollevare il cappello? Come si fa a farlo cadere?

Vanitosa: Ascoltami bene, non sono qui per far cadere qualcosa che mi serve quando ricevo le mie acclamazioni… lascia stare che siamo solo io e te… Non si sa mai…

PP4: Scusa ma non ti capisco…

Vanitosa: Vabbeh, visto che non capisci, facciamo finta.

PP4: Facciamo finta di fare cosa?

Vanitosa: Facciamo finta che tu mi ammiri. Mi ammiri veramente molto?

PP4: L’ho sempre detto io, è un mondo di matti! Ognuno è concentrato su se stesso, non ascolti neanche quello che ti dico…

Vanitosa: Ora ascolta me…

PP4: Va bene… però dimmi, cosa significa ammirare?

Vanitosa: Ammirare, tesoro, significa che io sono la donna più bella, più elegante, più ricca, più intelligente… insomma, che sono la più.. di tutto il pianeta!

PP4: Ma tu sei sola su questo pianeta! A parte che il fatto che, scusa, mi sembra un tantino presuntuoso da parte tua dare per scontato di essere più degli altri, ti faccio notare che qui non ci sono altri con confrontarti.

Vanitosa: Tu ragioni troppo per i miei gusti!

PP4: Non si tratta di ragionare, si tratta di buon senso, ma voi grandi non ne avete. Voi grandi guardate solo a voi stessi. Sai cosa penso?

Vanitosa: Nessuno si è mai permesso di parlarmi così… ma dimmi pure, cosa penso?

PP4: Penso che in fondo ti faccia comodo non avere nessuno con cui confrontarti.

Vanitosa: Fammi un piacere, smetti di parlare e ammirami… Ammirami lo stesso, ti prego!

PP4: Oh sì, io ti ammiro, e ti applaudo, ti acclamo. Ma tu, mi dici che te ne fai? (MUSICA_________________________________________________La Vanitosa diventa tristissima e imbarazzata)

Vanitosa: Me ne faccio, piccolo uomo, che cerco di dimenticare di non essere ammirata… (Esce. Il PP4 esce dall’altra parte. Entra il Bamb17 a braccetto del Bamb18)

Bamb17: Lo so, quando andremo ai provini per lo spettacolo faremo scintille… ma lo vedi come siamo bravi?

Bamb19: Ma lo vedi quanto ti sei montato la testa? Comunque sì, questo spettacolo mi piace, perché in fondo parla della vita, delle persone che incontriamo ogni giorno accanto a noi…

Bamb18: E, cosa che mi piace tanto, parla di come a volta il mondo dei grandi sia assurdo! (Entra di corsa il Bamb19 con un copione in mano)

Bamb19: Aiutatemi, aiutatemi!

Bamb17: Che succede?

Bamb19: Non ci capisco niente… Insomma, qui parla di un uomo d’affari che conta, poi sbaglia a contare, compra le stelle…

Bamb18: (Gli circonda le spalle con un braccio) Senti tesoro, non ti sforzare… anzi ora guarda come si sviluppa la scena!

Bamb19: No, ma… è il senso ultimo del fatto che non capisco!

Bamb18: Ecco, ora lo capirai! (MUSICA__________________________________________ Escono.  IL Bamb18 rientra con una sedia e la posa al centro del palco. Esce. Entra una ragazza vestita elegantemente, con una ventiquattrore. Siede, apre la valigetta ed estrae un blocchetto e una penna. Inizia a scrivere)

Manager: 3 + 2 fa 5… 5 + 7 fa 12… (Entra il PP5. si mette alle sue spalle e la guarda) 12 + 10 fa 22…

PP5: Buongiorno! Ti è caduta la valigetta…

Manager: 22 – 7 = 15… Buongiorno! 15 + 7 fa ancora 22.  E 22 + 6 = 28. non ho tempo di raccoglierla. 28 + 5 fa 33. Uff,  dunque fa 500.1.622731!

PP5: 500 e un milione di che?

Manager: Ah! Sei ancora lì? 500 e un milione di… santo cielo, questa è bella… non lo so più! Sai, ho talmente da fare!

PP5: A guardarti sembra proprio così, sì…

Manager: Certo! Cosa credi, sono una persona seria, io! Io non mi diverto con delle frottole, hai capito? 2 + 5 fa 7…

PP5: Scusa ancora…

Manager: 7 + 3… Che?

PP5: 500 e un milione di che, scusa?

Manager: Senti… sono 54 anni che abito in questo pianeta e sono stato disturbato solo tre volte.

PP5: E quando è stata la prima volta?

Manager: La prima volta è stata  22 anni fa, per colpa di una melatonta caduta chissà dove. Faceva un rumore spaventoso, ti giuro! Pensa che ho fatto quattro errori in una sola addizione!

PP5. Certo, è una cosa grave! La mia maestra mi avrebbe già scaraventato via il quaderno…

Manager: La seconda volta è stata 11 anni fa per una crisi di reumatismi. Sai, non mi muovo mai… Io non ho il tempo di girandolare! Sono una persona seria, io! La terza volta… eccolo! Dicevo dunque 500 e un milione!

PP5: Sì, ho capito! Ma di grazia, te lo chiedo ancora… Un-milione-di-che?

Manager: Vedo che non mi dai pace se non ti rispondo… allora: milioni di quelle piccole cose che si vedono qualche volta nel cielo…

PP5: Ah, ho capito… milioni di mosche!

Manager: Ma no! Di quelle cose che brillano!

PP5: Forse parli delle api?

Manager: Uffa no! Di quelle piccole cose dorate.. quelle fanno fantasticare i poltroni, i fannulloni… quelli che non sono seri come invece sono io! Perché io non ho il tempo di fantasticare, sono una persona seria, io! Non perdo tempo con il naso in su!

PP5: Ah! Parli delle stelle!

Manager: Ecco, bravo ragazzo, delle stelle.

PP5: Ma scusa eh, mi spieghi che te ne fai di 55 milioni di stelle?

Manager: Esattamente 500 e 1 milione e 600 ventiduemila 731. ecco. Sono una persona seria, io. Una persona precisa!

PP5: Va bene, ho capito che sei una persona seria e precisa, ma mi spieghi cosa te ne fai? No sai… io ho sempre pensato che le stelle sono belle proprio perché sono lassù… e perché sono di tutti… fanno parte dell’universo, così ne facciamo parte noi…

Manager: Mah… che me ne faccio? Niente… Le possiedo!

PP5: Come? Tu possiedi le stelle? Non è possibile… perché vedi, ho già incontrato un re che…

Manager: (Interrompendolo) Macché, sei davvero ingenuo… i re non possiedono,i re… ci regnano sopra. E’ molto diverso.

PP5: Sarà… a me sembra che facciate una gara ad essere l’uno più importante dell’altro, e se non lo siete fate finta di esserlo… Ad ogni modo scusa: a cosa ti serve possedere le stelle?

Manager: (Con soddisfazione) Carino, mi serve ad essere ricca!

PP5: Permettimi di avere dei dubbi…

Manager: Se stai per chiedermi a cosa mi serve essere ricca, mi serve a comperare delle altre stelle… se qualcuno ne trova!

PP5: Permettimi di dirti che fai dei ragionamenti assurdi. Insomma, se nessuno trova altre stelle, tu resti sempre povera! E poi, mi spieghi come è possibile possedere le stelle? Non si possono mica toccare!

Manager: Ti faccio una domanda: di chi sono?

PP5: Non lo so, forse di nessuno…

Manager: (Con entusiasmo) Ecco bravo! Allora sono le mie che ci ho pensato per primo!

PP5: Mi sembra strano che basti questo!

Manager: Certo che sì. Quando trovi un diamante che non è di nessuno, è tuo. Quando trovi un’isola che non è di nessuno, è tua. E io possiedo le stelle perché mai nessuno prima di me si è sognato di possederle.

PP5: E’ un ragionamento che non fa una piega, ma secondo me in tanti hanno sognato di possederle, solo che non hanno le tue manie di grandezza, e le ammirano lassù dove sono. Sono belle perché sono lontane, da vicino non farebbero lo stesso effetto. Da qui, invece, sembrano delle fiammelle che ti guidano. Ma ammettiamo che siano tue. E’ vero, io non capisco tante cose, voi grandi siete incomprensibili. E non capisco che cosa te ne fai.

Manager: Le amministro… le… ecco, le conto! E le riconto! E’ una cosa difficile, sai? Guarda che io sono una persona seria! (MUSICA_________________________________________________)

PP5: Sai qual è la differenza tra me e te? No, non affannarti a pensarci, sei una persona seria e non puoi perdere tempo a pensare, tu passi tutto il tuo tempo a contare e dimentichi perfino che cosa conti… La differenza tra noi due è che io, se possiedo un fazzoletto di seta, posso metterlo intorno al collo e portarmelo via, e assaporare la sua carezza morbida sul mio viso. Se possiedo un fiore, posso cogliere il mio fiore e portarlo con me, e assaporarne il profumo. Ma tu non puoi cogliere le stelle. Le conti, le riconti… e a furia di contarle non vedi più quanto sono belle… e se ti accorgi della loro bellezza, smetti di contarle e le guardi. Le guardi e basta…

Manager: E’ vero, io le conto senza poterle cogliere. Ma posso depositarle in banca… Scrivo su un pezzo di carta il numero delle mie stelle e poi chiudo a chiave questo pezzetto di carta in un cassetto.

PP5: Io possiedo un fiore che annaffio tutti i giorni. Possiedo tre vulcani ai quali spazzo i camini tutte le settimane. A dire la verità spazzo il camino anche di quello spento, non si sa mai. E’ utile ai miei vulcani che io li spazzi. E’ utile al mio fiore che io lo annaffi. E’ utile a loro che io li possegga. Ma tu… tu non sei utile alle stelle! (La donna alza lo sguardo dal suo blocchetto e resta a bocca aperta. Il PP5 esce. Tristemente la donna manager ripone le sue cose nella valigetta, prende la sedia ed esce. Entra il Bamb20)

Bamb20: Mio Dio che bello, mio Dio che bello! Allora, facciamo il punto della situazione! Ogni tanto mi perdo… Il piccolo principe arriva finalmente sulla terra, e cosa incontra? Ecco, un giardino di rose… che belle le rose… (Verso la quinta) Rose, siete pronte? Questi attori, si fanno sempre desiderare. Le attrici, poi non ne parliamo! Rose, allora, entrate? (Entrano tre rose) Perfetto, ora vi lascio al piccolo principe! (MUSICA_____________________________________________ Esce ed entra il PP6. le rose parlano a bassa voce tra loro)

PP6: Buon giorno…

Rose: Buongiorno!

PP6: Sapete che assomigliate tanto al mio fiore?

Rosa1: Davvero? E come si chiama il tuo fiore?

PP6: Non lo so, ma è uguale a voi, stessi petali, stesse spine?

Rosa2: Ma allora il tuo fiore è una rosa!

Rosa3: (Pavoneggiandosi) Noi, sai, siamo delle rose!

PP6: Ah… (Sospira) E pensare che il mio fiore mi aveva detto di essere l’unico in tutto l’universo… Ma qui vedo voi, ne vedo altre mille, tutte in un solo giardino… Sapete, penso che sarebbe molto contrariato, se vedesse questo!

Rosa1: I bugiardi sono sempre contrariati…

PP6: Penso che inizierebbe a tossire e fingerebbe di morire per sfuggire al ridicolo. Ed io dovrei darmi da fare a curarlo, perché se no, solo per umiliarmi, si lascerebbe morire davvero! (Sospira) Mi credevo ricco di un fiore unico al mondo, e invece è una rosa qualsiasi. Ho tre vulcani che mi arrivano alle ginocchia di cui uno è anche spento… tutto questo non fa di me un principe molto importante… (Sospira. Entra il Bamb21)

Bamb21: Bravi ragazzi, bravissimi!

Rosa2: Brave, vorrai dire!

Bamb21: Non c’è che dire, alla vanità non c’è davvero limite!

PP6: Beh, giuste giuste per interpretare delle rose… (Le rose continuano a pavoneggiarsi)

PP6: Lo sai che interpretare questa scena mi ha messo davvero un po’ di tristezza?

Bamb21: E perché? Recitare dovrebbe mettere allegria!

PP6: Finora il piccolo principe è stato scettico o incredulo di fronte al mondo dei grandi, ma era un tiretto sveglio, non gliele mandava a dire, le cose… anzi diceva loro in faccia tutto quello che pensava…

Bamb21: Già, invece qui no…

PP6: Qui Si sente davvero solo. Forse anche a lui piaceva sentirsi un po’ importante…

Bamb21: Beh, piace a tutti sentirsi importanti, ogni tanto…

PP6: Certo, anche se è difficile ammetterlo. Qui invece scopre che il suo fiore gli ha mentito… è un fiore come tutti gli altri…

Bamb21: Non è vero che è un uguale agli altri…

Rosa3: Oh sì invece… ma ci hai viste? Ce ne sono tante di noi, tante…

Rosa1: eh sì, tante…

Rosa2: tantissime…

Bamb21: Oh, ma mi sembrate il gatto e la volpe di Pinocchio… niente niente avete sbagliato favola?

Rosa3: Che maleducato!

Bamb21: Ma senti queste… la prossima scena ti mostrerà che non tutti i fiori sono uguali… Forza, uscite, bisogna dare inizio alla prossima scena!

Rose: No no e no! (Il Bamb21 le spinge via)

Bamb21: Dai piccolo principe, aiutami… (Escono. MUSICA_______________________________________ Entra il PP7, siede per terra con la testa tra le mani e pensa)

Volpe: (Fuori scena) Buongiorno!

PP7: (Si guarda intorno) Buongiorno… anche se non vedo nessuno!

Volpe: Sono qui, sotto il melo! (Esce dalla quinta e si ferma a bordo del palcoscenico)

PP7: Sei molto carino… chi sei?

Volpe: Sono una volpe.

PP7: Perché non vieni a giocare con me? Ti va? Sai, sono così triste!

Volpe: Oh no… Non posso giocare con te… Non sono addomesticata!

PP7: Ah! (Sospira. Pausa. Poi, imbarazzato) Io non so che cosa significa “addomesticare”…

Volpe: Tu non devi essere di queste parti. Dimmi, che cosa cerchi?

PP7: Cerco gli uomini. Ma che cosa significa addomesticare?

Volpe: Gli uomini! (Alza le spalle in un gesto di sufficienza) Hanno dei fucili, e cacciano! E’ molto noioso… Allevano anche galline però…  E’ il loro solo interesse. Anche tu cerchi delle galline?

PP7: Certo che no. Io cerco degli amici. Insomma, mi dici cosa significa addomesticare?

Volpe: Sai, è una cosa da molto tempo dimenticata… Vuol dire creare dei legami!

PP7: Creare dei legami?

Volpe: Certo. Tu in questo momento, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. Non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unico al mondo…

PP7: Comincio a capire… ma sì!, è come per il mio fiore, e le rose… le rose sono tutte uguali, ma il mio fiore è diverso, perché l’ho addomesticato!

Volpe: Con gli amici è la stessa cosa… Sai, la mi vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e anche tutti gli uomini si assomigliano! Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata… Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri… Gli altri passi mi fanno nascondere, i tuoi invece mi faranno uscire dalla tana, come una musica! E poi, guarda! (Indica un punto oltre il pubblico) Laggiù, vedi dei campi di grano? Io non mangio né pane né grane, per me sono inutili. I campi di grano non mi ricordano nulla, e questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell’oro, e allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato!

PP7: Ti piacerà il grano?

Volpe: Il grano è dorato, e mi farà pensare a te, ai tuoi capelli. E amerò il rumore del vento nel grano… (Pausa) Per favore, addomesticami!

PP7: Volentieri, ma non ho molto tempo…

Volpe: Gli uomini non hanno mai tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte, ma siccome non esistono mercanti di amici, non hanno più amici!

PP7: Ho conosciuto un re, una donna d’affari, e tanti altri che erano ricchi ma erano molto soli…

Volpe: Se vuoi un amico, addomesticami!

PP7: Hai ragione, in fondo sono venuto sulla terra per scoprire degli amici… Non voglio fare la fine di chi, per contare le cose belle, ne dimentica la bellezza… Che bisogna fare?

Volpe: Bisogna essere molto pazienti. (MUSICA_________________________________________________)In principio ti siederai un po’ lontano da me, io ti guarderò e tu non dirai nulla. Ma ogni giorno potrai sederti più vicino. Vieni alla stessa ora, perché col passare del tempo aumenterà la mia felicità! Se vieni non si sa quando, io non saprò a che ora prepararmi il cuore… ci vogliono i riti!

PP7: Tu parli un linguaggio che non conosco, Volpe!

Volpe: Anche questa è una cosa dimenticata. Un rito è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni. I miei cacciatori fanno un rito: il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Il giovedì è un giorno meraviglioso! Posso spingermi sino alla vigna! Ma se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti e io non avrei mai vacanza!

PP7: Ti ringrazio Volpe, perché mi hai fatto capire che la mia rosa è unica al mondo!

Volpe: Ancora una cosa… Ricorda: non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi! (Pausa) Piangerò, quando te ne andrai…

PP7: Piangerai? Ma allora che cosa ci guadagni?

Volpe: Ci guadagno il rumore del grano… (MUSICA________________________________________ Escono. Entra il Bamb22)

Bamb22: Forza ragazzi, forza, siamo indietro! (Entra il Bamb23 con un blocco in mano)

Bamb23: Ti vuoi calmare?

Bamb22: Siamo indietro, non ce la faremo mai!

Bamb23: Ma no che non siamo indietro… adesso c’è la scena del mercante, vedi? Dobbiamo far capire a chi ci guarda il valore del proprio tempo, ma anche il valore che ha il gustarsi la vita! In fondo a cosa serve placare la sete? Noi dobbiamo aver sete, di tutto: di amore, di gioia, di conoscenza…

Bamb22: Ma dimmi, questo spettacolo ti ha fatto diventare poeta?

Bamb23: Eh?

Bamb22: Pensavo che avrei fatto uno spettacolo teatrale, non che mi sarei immerso nella poesia…

Bamb23: E ti dispiace?

Bamb22: (Uscendo) No, per niente! (Escono. MUSICA_____________________________________________Entra, dalla platea, il Mercante con una scatola piena di pillole)

Mercante: Pillole! Si vendono Pillole per ogni necessità!  Lei signore, vuole una pillola? Ce n’è per ogni gusto, per ogni bisogno! Lei, signore? Vuole ingrassare? Ecco la pillola giusta! E lei, vuole addormentarsi ad occhi aperti? Le risolvo il problema! E lei, signora, vuole mangiare pollo arrosto? Ci penso io! E che ho qui? Ah!!! Meraviglia delle meraviglie! Ho qui delle pillole.. che calmano la sete! Sono pillole perfezionate! Ultimo ritrovato della scienza! (Entra il PP8)

PP8: Scusa…

Mercante: Sì?

PP8: Scusa… vorrei vedere meglio le tue pillole!

Mercante: Me certo ragazzo, arrivo! (Sale sul palcoscenico) Ecco qua.. dimmi tu che bisogni hai?

PP8: Vorrei capire meglio il discorso della sete…

Mercante: Ah, queste! Basta inghiottirne una alla settimana, ed ecco fatto, non si sente più il bisogno di bere!

PP8: A me sembra davvero inutile…

Mercante: Come inutile, pensa a chi per esempio soffre il caldo, o a chi è nel deserto…

PP8: Chi soffre il caldo fa prima a prendersi un bicchier d’acqua, e chi è nel deserto, beh, il deserto è bello perché c’è un pozzo, nascosto da qualche parte, e vale la pena cercarlo. Pensa alla gioia di bere acqua fresca dopo ore e ore di arsura..

Mercante: Ma quanto sei sciocco, ragazzo! Pensa allo spreco di tempo!

PP8: E’ per questo che vendi quella roba? Per non sprecare tempo?

Mercante: Senti un po’, ragazzino: le pillole per la sete sono l’ultimo ritrovato della scienza! Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Pensa, si risparmiano 53 minuti a settimana!

PP8: A parte il fatto che non mi sembra un gran risparmio, quando uno li mette da parte che cosa se ne fa?

Mercante: Se ne fa quel che si vuole!

PP8: Io, se avessi 53 minuti da spendere, camminerei verso una fontana. (MUSICA_________________________________________________) E anche se avessi molta sete, camminerei adagio adagio. Solo per assaporare dentro di me il rumore dell’acqua, solo per ammirare le scintille che il sole produce con le goccioline… e poi prenderei l’acqua con le mani per assaporarne la freschezza, e mi bagnerei il viso. Ecco cosa farei con 53 minuti da spendere. Ma tu non puoi capirlo. Tu sei come la donna che non faceva altro che contare le stelle. Hai dimenticato la bellezza delle cose che ti stanno intorno. Gli esperti che hanno fatti questi calcoli, anche loro hanno dimenticato la bellezza di una camminata lenta, solo per il gusto di godersi qualcosa senza fretta.

Mercante: Non ho tempo da perdere io! Pillole, pillole di tutti i tipi! (Esce)

PP8: Tutto questo è davvero molto triste. Le cose, qui sulla terra, non sono tanto diverse rispetto agli altri pianeti su cui ho viaggiato. Forse perché i grandi, alla fine, sono sempre grandi. A furia di fare, e fare, hanno dimenticato il senso di tutto il loro fare. Dovrebbero ricordarsi, invece, di quando erano bambini… (Esce. Entra il Bamb24)

Bamb24:  (Indossa cappellino da regista, sciarpa e occhiali da sole) Perfetto, adesso non ci resta che passare al finale… Ciak! (Entra il Bamb25)

Bamb25: Ciak? Ma non è che ti sei montato la testa, vero?

Bamb24: La cosa è del tutto irrilevante… Rilevante, invece, è che siamo giunti alla fine…

Bamb25: Che cosa, la fine? (Scoppia a piangere) No, no, no!!!

Bamb24: E’ proprio vero che il successo dà alla testa… Piccolo principe, aviatore, aaaaazione! (MUSICA_________________________________Escono. Entrano il PP9 e l’Aviatore 3)

PP9: Conosco un segreto, amico mio…

Aviatore3: Un segreto?

PP9: Non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi!

Aviatore3: E’ un segreto bellissimo, mio piccolo principe…

PP9: E’ come per il fiore. Se tu vuoi bene ad un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. E tutte le stelle sono fiorite. Tu guarderai le stelle, la notte. La mia stelle sarà per te una delle stelle, e tutte le stesse ti piacerà guardarle… Tutte, tutte saranno tue amiche. E poi voglio farti un regalo…

Aviatore3: Mi piace ometto, mi piace…

PP9: Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse; per alcuni sono delle guide, per altri sono delle piccole luci, per altri ancora sono degli enigmi. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, invece, avrai delle stelle che nessuno ha…

Aviatore3: Adesso sono io che non capisco…

PP9: Quando tu guarderai il cielo, la notte, tu sai che abiterò in una di esse, e visto che io riderò su una di quelle stelle, sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu solo avrai delle stelle che sanno ridere… (Entrano i bambini, uno alla volta, con dei fiori in mano)

Bamb26: Poi è accaduta una cosa straordinaria… ho dimenticato di aggiungere la museruola alla pecora del piccolo principe!

Bamb27: E mi chiedo: cosa sarà accaduto sul suo pianeta? Orse la pecora ha mangiato il fiore?

Bamb28: Poi mi dico di no, perché il piccolo principe, tutte le notti, mette il suo fiore sotto una campana di vetro…Allora sono felice, e le stelle ridono dolcemente.

Bamb29: Altre volte mi dico che può essersi distratto, e questo basta, oppure che la pecora è uscita senza far rumore, durante la notte…

Bamb30: E tutto è un grande mistero!

Bamb31: Per voi che avete conosciuto il piccolo principe tutto cambia nell’universo se in qualche luogo…

Bamb30: Non si sa dove…

Bamb32: Una pecora che conosciamo ha, sì o no, mangiato una rosa.

Bamb33: Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato il fiore oppure no? E vedrete che tutto cambia…

Bamb34: Ma i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza! (MUSICA__________________________________________________ I bambini scendono tra il pubblico e consegnano i loro fiori, poi tornano sul palcoscenico e fanno i saluti)

 

 

FINE (8 Aprile 2006)

 

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